
(di Milena Gabanelli e Simona Ravizza – corriere.it) – La storia che ci viene raccontata è sempre la stessa: siamo costretti a pagare di tasca nostra 10 miliardi di euro l’anno perché le liste d’attesa sono troppo lunghe. E infatti una visita su due e un esame diagnostico su tre sono a carico dei cittadini (qui pag. 21 e 24).
Quello che nessuno spiega è il motivo per cui queste liste d’attesa non si riducono mai, anzi aumentano, e quali interessi economici contribuiscono ad alimentarle.
La legge e la realtà
Per legge, la libera professione intramoenia — cioè l’attività privata svolta dai medici dentro o per conto dell’ospedale pubblico — non può superare l’attività istituzionale garantita dal Servizio sanitario nazionale. Lo stabilisce il decreto legislativo 229 del 1999 (riforma Bindi): «Al fine anche di concorrere alla riduzione progressiva delle liste di attesa, l’attività libero professionale non può comportare, per ciascun dipendente, un volume di prestazioni superiore a quella assicurato per i compiti istituzionali» (art. 13, comma 3 qui). L’obiettivo dichiarato è chiaro: le liste d’attesa vanno tenute sotto controllo. Accade esattamente il contrario.
Vediamo con esempi estratti da documenti riservati del ministero della Salute cosa succede tra gennaio e settembre 2025 per gli esami diagnostici. Cardarelli di Napoli, colonscopia: al 98% in libera professione. Ospedale Besta di Milano: ecografia osteoarticolare al 90%. Istituti fisioterapici ospitalieri di Roma, risonanza magnetica: 85%. Sulle visite mediche abbiamo i dati aggiornati a tutto il 2025. Azienda ospedaliera universitaria di Padova prima visita cardiologica 84%. Azienda Usl Toscana Sud-Est prima visita ginecologica 70%. Ospedale Policlinico San Martino di Genova prima visita neurologica 66%. Nei grafici in pagina tutta la lista.
Il circolo vizioso
Questo accade perché ci sono storture di sistema che creano un circolo vizioso che agisce su due livelli.
Primo livello. Il Servizio sanitario nazionale non riesce a soddisfare il bisogno di cure, pertanto le liste d’attesa si allungano. A quel punto la domanda viene catturata a pagamento dagli stessi medici pubblici, che fanno libera professione ovunque: dentro l’ospedale, negli studi privati, perfino fuori Regione. Il paziente paga la visita o l’esame diagnostico in libera professione. Se poi serve l’intervento chirurgico, si rientra nel Servizio sanitario nazionale, ma non è una novità che il canale privilegiato aperto con la visita privata consenta spesso di saltare la fila. E questo aumenta l’intasamento dell’ospedale pubblico.
Secondo livello. Gli ospedali privati accreditati ricevono metà dei loro ricavi dal Servizio sanitario nazionale. Pur sorretti dal pubblico, però, orientano sempre più la loro attività verso le prestazioni più redditizie e a pagamento. E per ampliare il business privato arrivano a utilizzare in libera professione gli stessi medici del Servizio sanitario nazionale.
Per rendere più chiaro il circolo vizioso prendiamo due esempi: quello di un ospedale pubblico, e quello di un privato accreditato, entrambi d’eccellenza.
Il caso del Rizzoli di Bologna
L’ospedale Rizzoli è ai vertici mondiali per l’ortopedia: primo in Italia, quarto in Europa, undicesimo nel mondo. Ha 374 posti letto, oltre 150 mila pazienti e 20 mila ricoveri l’anno (qui).
Sul suo sito si legge: «Libera professione: medici del Rizzoli nella tua regione». Tradotto: tre primari e 19 équipe (con specialisti che ruotano a turno) vanno a fare visite a pagamento in libera professione in 77 ambulatori privati di 57 città in mezza Italia (qui). Chi poi deve essere operato tende a fare l’intervento a Bologna. Tra gennaio 2024 e agosto 2025, su 27.613 ricoveri in ortopedia e traumatologia, 14.795 pazienti arrivano dall’Emilia Romagna (54%) e 12.818 dal resto d’Italia (46%).
Quel 46% rispetta i criteri con cui vengono programmati e finanziati i posti letto ospedalieri nelle regioni? Il decreto ministeriale 70 del 2015, che definisce gli standard dell’assistenza ospedaliera, stabilisce siano attribuiti su base regionale 3 posti letto per acuti ogni mille abitanti, tenendo conto della mobilità interregionale solo come fattore marginale (articolo 1, comma 3, lettera b qui). Il presupposto è che il bacino principale di riferimento resti quello dei residenti e che i flussi da fuori regione abbiano dimensioni fisiologiche.
Quando invece quasi un ricovero su due riguarda pazienti extraregionali, come accade al Rizzoli, salta il meccanismo su cui quei 374 posti letto sono stati assegnati. Va però fatto un distinguo: il Rizzoli è un Irccs e, in virtù dell’alta specialità, attrae molti pazienti da fuori Regione, pertanto questi parametri sono meno stringenti. Ma se poi i medici del Rizzoli vanno anche a cercarsi capillarmente i pazienti in tutta Italia, e non per interventi di alta complessità, l’intasamento diventa inevitabile.
Il risultato per i cittadini della regione è questo: tra gennaio 2024 e agosto 2025, oltre la metà dei 2.482 interventi di anca e dei 1.743 di ginocchio sfora i tempi previsti. Per gli interventi da eseguire entro 180 giorni, le attese arrivano a oltre un anno per la sostituzione d’anca (con punte a 490 giorni) e a un anno e mezzo per il ginocchio.
Il 7 novembre 2025 il governatore Michele de Pascale denuncia a 24 Mattino: «Il nostro problema principale è l’enorme pressione di persone che si vengono a curare qui da fuori Regione. Il sistema si sta intasando, e non riusciamo più a soddisfare i nostri cittadini».
Il caso di Humanitas a Milano
Il gruppo dell’imprenditore Gianfelice Rocca è ai vertici della Sanità privata della Lombardia, secondo per fatturato solo al Gruppo San Donato della famiglia Rotelli. Il suo gioiello è l’ospedale Humanitas a Rozzano (Milano), con 759 posti letto, 2,3 milioni di visite e 45 mila ricoveri l’anno (qui). Il fatturato complessivo 2024 è di 627 milioni di euro, con un aumento di 35,7 milioni rispetto al 2023: 303,5 milioni provengono dall’attività per il Servizio sanitario nazionale (+4,9 milioni), 208,3 milioni dall’attività privata (+15,5 milioni). La parte privata cresce tre volte più di quella pubblica (qui pag. 36 e 54).
Il 26 giugno 2025 Humanitas compra dalla famiglia Cremascoli una partecipazione al 47,5% nella società Columbus Clinic Center S.r.l., che dal 2014 conduce in regime d’affitto d’azienda la clinica milanese di proprietà dell’Istituto delle Suore Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Con il 19,5% intestato alla fiduciaria Eurofinleading spa, che fa capo sempre a Humanitas, il gruppo di Gianfelice Rocca detiene la maggioranza della Columbus. Da fine giugno, su otto membri del consiglio di amministrazione, cinque sono indicati da Rocca, compreso l’amministratore delegato Alex Carini.
La Columbus è una clinica interamente privata, senza nessuna convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Sul sito di Humanitas c’è il rimando diretto per prenotare alla Columbus (qui), dove lavorano almeno 137 medici dei più importanti ospedali pubblici di Milano. Lo possono fare perché la legge prevede: «Al fine di garantire l’esercizio dell’attività libero-professionale intramuraria, in caso di carenza o inidoneità degli spazi aziendali, le aziende sanitarie possono acquisire, anche mediante convenzioni, spazi ambulatoriali esterni» (L. 120/2007 art. 1, comma 4, qui). L’attività a pagamento fuori dall’ospedale pubblico dovrebbe però essere un’eccezione, qui invece diventa d’ordinaria amministrazione e finanzia il business di una clinica privata.
La commistione pubblico-privato
Per legge quando i tempi di attesa indicati sulla ricetta con le «classi di priorità» (Urgente, Breve, Programmata, Differita) non possono essere rispettati dal Servizio sanitario nazionale ci sono due opzioni (Decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73 art. 3 comma 10 qui). La prima è che il direttore generale dell’ospedale si rivolga ai suoi medici che fanno attività a pagamento dentro l’ospedale in modo che la riducano a vantaggio del Sistema sanitario nazionale. La seconda opzione la deve esercitare la Regione, ed è quella di farsi aiutare dai privati accreditati. Ma, alla luce di questo scenario, chi davvero può rispettare la legge? In ogni caso il cittadino ha diritto in caso di mancato rispetto dei tempi di attesa a utilizzare la libera professione dentro l’ospedale pubblico e pagare solo il ticket (Decreto-legge 124/1998, art. 3 comma 1 qui). Ma è una legge ancora troppo spesso sconosciuta e, nella maggior parte dei casi, portata avanti tramite gli sportelli «SOS liste d’attesa» che si sono specializzati nella materia (come per esempio quelli delle Acli qui).
Diciamolo, allora, senza ipocrisie: le liste d’attesa sono un serbatoio enormemente redditizio, e abbatterle non conviene a nessuno. E i pazienti o pagano o non si curano (qui).
dataroom@corriere.it
Ma mi faccia il piacere
(Di Marco Travaglio) – Fino a un certo punto. “Abbiamo deciso di inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche perché in Iran ci sono state migliaia di morti, 30mila, forse, non sappiamo esattamente quanti, anche se fossero 10 sarebbe grave, ma qui stiamo parlando di una carneficina: se a Gaza ci sono stati 60mila morti e 30mila in Iran, è una situazione paragonabile a quella di Gaza. Allora per forza abbiamo dovuto avere un atteggiamento di condanna, mentre le sanzioni sono già operative” (Antonio Tajani, ministro FI degli Esteri, 29.1). A parte che a Gaza, secondo Israele, i morti ammazzati sono oltre 71 mila, nella fretta s’è scordato di dichiarare organizzazione terroristica anche l’Idf e di sanzionare Israele. Ma per il resto tutto bene.
Sincerità. “Domenico Furgiuele, deputato della Lega: ‘I condannati sono fratelli, i magistrati nemici’” (Foglio, 30.1). Finalmente uno del Sì che dice la verità.
Chissà come mai. “Cresce la criminalità e la sinistra fischietta” (Verità, 29.1). Come se al governo ci fosse la destra.
Carletto Scorcelletti. “Una donna che ultimamente trovo molto bella? In questo momento secondo me è in forma Giorgia Meloni, la trovo una bella donna” (Carlo Calenda, leader Azione, Un giorno da pecora, Radio1, 29.1). Ecco chi era l’affrescatore della cherubina a San Lorenzo in Lucina.
Federatori. “Conte e Calenda, ambizioni da federatori” (Stefano Folli, Repubblica, 27.1). In effetti Calenda sogna di federare i parenti stretti.
Codice Mammà. “Stefano Vitelli, giudice del primo processo Garlasco: ‘Prima di assolvere Stasi parlai con mia madre’” (Repubblica, 29.1). Poi uno si meraviglia se la Cassazione l’ha condannato.
Portobella. “Il primo attentato alla democrazia è stato sventato. Il tar ha dichiarato legittima la data di voto per il referendum” (Gaia Tortora, X, 28.1). In Italia i golpisti non hanno speranza: c’è il Tar del Lazio.
Spezzeremo le reni. “Il rogo di Crans e l’avvertimento di Meloni alla Svizzera: ‘Team investigativo comune o l’ambasciatore non torna’” (Libero, 27.1). Brr che paura.
Agenzia Sticazzi/1. “FI sorteggia Calenda con la benedizione del fratello del Cav” (Verità, 26.1). “Asse FI-Calenda, sì di Marina Berlusconi” (Repubblica, 27.1). Mecojoni.
Agenzia Sticazzi/2. “Zampa (Pd): ‘Schlein convochi la Direzione. Qualcuno ci vuole fuori’” (Foglio, 27.1). Ma non mi dire: e adesso come facciamo?
Bibi e Bibò. “Delrio-Gasparri, la strana coppia benedetta da Tel Aviv” (manifesto, 27.1). Strana?
Valori bollati. “Anna Maria Cisint, eurodeputata Lega: ‘Galera per gli imam violenti e che rifiutano i nostri valori’” (Verità, 27.1). Tipo quelli che non fregano 49 milioni allo Stato.
Giustizia di Emmenthal. “Uno sbaglio dei pm elvetici ha fatto scomparire il filmati di Crans prima e dopo la strage” (Libero, 28.1). “A Crans indaga una cricca” (Messaggero, 28.1). Bisognerebbe separare le carriere dei magistrati svizzeri. Ma, siccome sono già separate, si potrebbe riunificarle.
Cerno a primavera. “Tav, ecco perché quel ‘mostro’ miliardario ha perso in Val di Susa. Le talpe continuano stancamente a scavare. Ma nessuno crede più a un modello di ‘grande opera’ superato dai fatti. E dal buon senso. Anche perché, dopo il terremoto, quei soldi potrebbero essere utilizzati per rimettere in sicurezza il Paese… La grande opera per eccellenza, il ponte di Messina del Nord… costerà 8,6 miliardi di euro, cifra destinata a crescere con gli adeguamenti futuri. E 8 e passa miliardi sarebbero serviti per unire le due città dello Stretto. Quanti borghi e città avremmo reso antisismici con tutti questi quattrini pubblici?… Lo Stato costretto a militarizzare un cantiere per imporre un’infrastruttura miliardaria, sordo alle voci di dissenso… E dopo 25 anni, tra progetti archiviati, lavori rimandati, scontri e repressione, di certo chi si sente vittorioso è il movimento… Dissentire in Val Susa è pericoloso. Gli indagati del movimento No Tav sono più di mille. Di tutte le età. Giovani nel pieno delle forze e anziani che fanno fatica a camminare… Per dire, uno di loro è accusato di aver raccolto e allontanato un lacrimogeno… Solidarietà che la repressione non ha disintegrato… In Val Susa tre generazioni continuano la guerra per difendere le loro montagne” (Tommaso Cerno, Espresso, 7.9.16). “In Italia di opere pubbliche (che se hanno un problema è il ritardo di decenni con cui arrivano, come il Ponte sullo Stretto) ce ne sono troppo poche… La parola Ponte sta subito prima di Pro Pal… che sta spaccando in due il Pd. E sta prima della parola Alta Velocità, per anni progettata e celebrata, salvo finire a rinfoltire le file dei No Tav per ammiccare ai militanti di Askatasuna” (Tommaso Cerno, Giornale, 29.1.16). Come si cambia, per non sparire.
Il titolo della settimana/1. “Alberto Cirio: ‘Calenda e un Berlusconi per rilanciare FI’” (Foglio, 12.1). Con due botte di culo al posto di una, cosa potrà mai andare storto?
Il titolo della settimana/2. “Sala: Calabresi buon candidato sindaco, ma ora sia concreto” (Corriere della sera, 1.2). Faccia subito un grattacielino come prova d’amore.
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Fino a un certo punto. “Abbiamo deciso di inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche perché in Iran ci sono state migliaia di morti, 30mila, forse, non sappiamo esattamente quanti, anche se fossero 10 sarebbe grave, ma qui stiamo parlando di una carneficina: se a Gaza ci sono stati 60mila morti e 30mila in Iran, è una situazione paragonabile a quella di Gaza. Allora per forza abbiamo dovuto avere un atteggiamento di condanna, mentre le sanzioni sono già operative” (Antonio Tajani, ministro FI degli Esteri, 29.1). A parte che a Gaza, secondo Israele, i morti ammazzati sono oltre 71 mila, nella fretta s’è scordato di dichiarare organizzazione terroristica anche l’Idf e di sanzionare Israele. Ma per il resto tutto bene.
si dice che israele conferma i numeri di hamas: 71.000 uccisi dai soli attacchi diretti, alcuni dicono che sia una notizia falsa, ma poco importa dato che il bilancio reale dei morti potrebbe arrivare a 600mila. sotto le macerie di gaza si nasconde una enorme fossa comune ed ancora adesso dopo la “tregua” di trump la gente viene ammazzata
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/29/israele-conferma-i-numeri-di-hamas-71-000-uccisi-dai-soli-attacchi-diretti-il-bilancio-reale-puo-arrivare-a-600-mila/8273505/
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Grazie…alla Redazione di Infosannio….!!
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Actung ,attenzione, nessun dorma ! È in arrivo un segretario nuovo di zecca per FI : trattasi di certo Calenda .Proteste sono arrivate dal concorrente perdente : Renzi Matteo da Rignano prov. firenze.Anche dal PD mugugni vari .
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Ci siamo persi Calenda?
Azz… che fondoschiena!!!
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Discutere degli “incidenti di piazza”, del ponte sullo stretto, del delitto di Garlasco e via dicendo, sono tutti argomenti di depistaggio, per non parlare dei problemi reali del paese: lavoro, sanità, pensioni, impoverimento della gente comune, problemi del territorio ( vedi Niscemi solo per esempio ). Poi quando proprio sono a corto di notizie di distrazione di massa non c’è problema, ritirano fuori dal cilindro, i casi come quello di Manuela Orlandi, che ogni tanto torna sempre a far comodo, per sviare l’attenzione…
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può mai mancare qualche Black Blok giusto per non parlare dei problemi veri del Paese !
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……..epoi c’è Mattarella che in un intervento per i 30 anni del Foglio, (pensa te il foglio), dice:
«Il ruolo di giornali e giornalisti come contropotere è fondamentale», «Oggi il rischio di un abbattimento del pluralismo è elevato»
…e sti azzi!!
questi son i veri problemi all’ordine del giorno
e non quelle fregnacce tipo che siamo a 85 secondi dalla fine del mondo.
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C’è una cosa di questa rubrica che, ogni santo lunedì, trovo esilarante, ed è l’Agenzia Sticazzi 🤣
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Scontri per Askatasuna, FdI apre un nuovo fronte con i giudici. Meloni: “È tentato omicidio, magistrati non esitino”. I capigruppo: “Troppe toghe tolleranti”
di Redazione Politica
La premier: “Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico”. Ricci (Pd): “Sfrutta l’episodio per fare propaganda”
Scontri Askatasuna: FdI contro i magistrati, Meloni: tentato omicidio | Il Fatto Quotidiano – Il Fatto Quotidiano
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Quindi, l’invito della premier alla magistratura è di non rispettare la legge ma di eseguire le indicazioni del governo. Proprio la finalità (a cui lei mira) che si prefigge il referendum. Per lei chi usa un martello tende a uccidere, anche se il colpo inferto al poliziotto mirasse a un gluteo o alla pancia, o a un braccio come si è effettivamente verificato, visto che lo stesso è già stato dimesso dall’ospedale. Come se anche un bastone non potesse procurare la morte. O anche lo stesso manganello della polizia non potesse ottenere l’uccisione, con un colpo secco alla tempia, di un manifestante. NO, SOLO IL MARTELLO!
Il vero bersaglio della NANA (in tutti i sensi, giurisdizionale compreso) è la libertà di manifestare garantita dalla Costituzione, che infatti lei vorrebbe cambiare, perché il solo pronunciarne il nome le provoca l’orticaria.
I fatti di Torino dimostrano che un gruppo di black blok si è staccato dal corteo per produrre disordini. Ma il vero obiettivo della Melona non è la criminalizzazione di quest’ultimi ma la demonizzazione del resto del corteo pacifico. D’altronde lo stesso Bocchino in un talk aveva espresso a chiare lettere che “quando è indetta una manifestazione, la gente deve imparare a starsene a casa!”. Ergo, è il diritto costituzionale a manifestare a essere preso di mira. Non i black blok che in cuor loro ringraziano per il pretesto offerto per demolire i diritti costituzionali.
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Come si fa a distrarre gli elettori dai mali italiani e dai fatti ultimi americani su cui la Melona non ha detto una sola, che sia una, parola di condanna??? (Ma perché mai, si dirà?? Perché tra lei e Trump c’è assoluta comunanza di idee e di cultura).
Gli elettori si distraggono con le novità. Ecco perché, a cominciare da oggi, si cavalcherà la contusione a un braccio del poliziotto a Torino, contrabbandandolo come TENTATO OMICIDIO.
Non vi sentite un po’ presi per i fondelli?? Per giunta da una under cagnetta della Garbatella??
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Imbecillaggine a iosa. Viviana Vivarelli
L’ imbecillaggine di questa gente al potere è oltremodo fastidiosa anche perché è sovrabbondante di gesti inutili e cretini. Ma la Meloni nel caso del criminale libico non poteva semplicemente dire che era coperto dal segreto di stato senza montare tutta questa ridicola pagliacciata? Già è segreto di stato cosa spendiamo in armi per l’Ucraina come sono rimaste segreto di stato tutte le stragi fasciste. Un segreto in più o in meno non avrebbe fatto la differenza. Invece no, questi imbecilli patentati hanno montato tutta una manfrina che è stata ripetuta dai loro servitorelli a libro paga, i Bocchino, i Sechi, i Donzelli, i cialtroncelli dei social… così che cadono tutti sempre più in basso, ridicoli e cattivi, sconfessati dalla loro stessa malafede e cretineria, dando uno spettacolo pietoso al mondo di se stessi e del nostro Paese. Ma quanto dovrà andare avanti ancora questo governo indegno di un Paese civile, governo di baldracche e mezze calzette, debosciati e ignorantelli senza qualità, spudorati incapaci di governare non solo l’Italia ma neanche un condominio. Non se ne può più di questa gente grottesca e meschina mentre l’Italia affonda, il futuro scompare e nessuno alza la testa e ci salva.
Che pensare di Salvini abbarbicato al ponte fantasma che rifiuta di dare un solo centesimo a Niscemi o agli altri senza casa per il ciclone Harry con la Meloni che tira a fuori a fatica 100 milioni quando i danni sono di due miliardi e mezzo e ha appena dato 350 milioni di euro ai giornali di regime, ha dato 5 miliardi a Zelensly e gliene ha promessi altri 10 e ha stanziato 13,5 miliardi di euro per il Ponte di Messina ??!!!!
E che pensare della TAV in Valsusa, rifiutata da Francia ed Europa, che non serve a niente e rovinerà una valle per la modica spesa di 15 miliardi di euro??
Solo per le scuole private sono stati regalati contro il divieto della Costituzione 2024 750 milioni di euro. 2025: Stanziamento confermato su livelli simili, con un ulteriore incremento di 45 milioni di euro per le scuole dell’infanzia paritarie. 2026: La Legge di Bilancio prevede un fondo a regime di circa 886 milioni di euro annui. Lo ripeto: queste sovvenzioni sono espressamente vietate dalla Costituzione per cui Mattarella doveva bloccarli. Art. 33: “Il servizio pubblico dell’istruzione è gratuito e aperto a tutti. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”
Però per il disastro in Sardegna, Sicilia e Calabria è stata tirata fuori la miseria di 100 milioni!!!
E per le due alluvioni che hanno disastrato per due anni di seguito l’Emilia Romagna i colpiti sono ancora qui che aspettano aiuti dallo Stato.
Ma sì, continuiamo a votare quelli che i soldi se li spartiscono tra loro o li mettono in opere che garantiscono laute mazzette ma di cui non ha bisogno nessuno!! Continuiamo a tirarci mazzate sui coglioni da soli!!
Non ci sono invettive sufficienti a valutare questi criminali incapaci!
Ma questo Donzelli che ha la faccia di dire che “il PNRR lo hanno dato all’Italia perché nessuno lo voleva!” Ma con quale parte del corpo pensa? E non posso nemmeno rispondere “con le orecchie”!
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“Non se ne può più di questa gente grottesca e meschina mentre l’Italia affonda, il futuro scompare e nessuno alza la testa e ci salva.”
Siamo sempre lì Viviana… quanti se ne stanno accorgendo ?
Siamo comunque circondati da “gente da bar”, che si fida di quanto gli raccontano i vari TG… e quello più reazionario ti risponde che lui no, lui guarda solo il TG de LA7, come se fosse la valida alternativa a tutto il resto.
Non siamo messi bene purtoppo e la luce in fondo al tunnel, al momento mi appare sempre più lontana.
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Certo che a leggere Tajani uno si chiede: ma viviamo in un paese di treenni o in una democrazia avanzata?
E la fata turchina e la strega cattiva quando arrivano?
(All’orco ha già pensato Macron)
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