Come per ogni decreto Sicurezza che si rispetti, il legislatore compie un salto pericoloso: lega l’inasprimento delle norme sulla microcriminalità a quelle sulle manifestazioni in piazza. Alcuni articoli del disegno di legge in cantiere confermano l’ossessione di risolvere complesse questioni sociali con il tintinnio delle manette. Dunque, dopo aver dato mano libera ai servizi segreti, si scivola rapidi verso uno stato di polizia

(Giovanni Tizian – editorialedomani.it) – Esistono due letture possibili del nuovo disegno di legge sulla sicurezza plasmato dal governo. La prima potremmo definirla come l’ammissione di un fallimento: guidano il paese da quasi quattro anni, con i sondaggi a favore, eppure dopo fiumi di decreti emergenziali, pacchetti sicurezza vari, nuovi reati introdotti, non hanno risolto un bel niente.
Che fare? Correre ai ripari, cioè proseguire nella bulimica produzione di leggi che si esauriscono in un esercizio repressivo. Che tuttavia ha il sapore di un insuccesso dichiarato. Come dire: ritenta sarai più fortunato. Ecco quindi l’ennesimo pacchetto sicurezza. E per quanto il ministro Matteo Piantedosi abbia tentato di riequilibrare il panpenalismo imperante con misure amministrative, il disegno non si scosta dal principio che sorvegliare e punire sia meglio di educare per prevenire.
I loro elettori potrebbero legittimamente parlare di tradimento delle promesse elettorali. Chi ha votato Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, Matteo Salvini e la Lega, lo ha fatto perché bombardato dalla propaganda degli imprenditori della paura, che ora siedono al governo.
Chi ha votato i sovranisti e i postfascisti lo ha fatto perché sedotto dalla favola securitaria dove regna la legge e l’ordine nelle stazioni, nelle piazze, nei quartieri. Ha dato loro fiducia per via di quel brutale slogan dei «porti chiusi» per chi fugge da guerre, fame e violenze di ogni genere. Un regime in cui il carcere assurge a unico baluardo di legalità.

I casi di cronaca delle ultime settimane, dalle aggressioni notturne nelle stazioni delle grandi città ai furti negli appartamenti, agli omicidi, di certo potenziano la percezione dell’insicurezza, che non per forza di cose è legata alle statistiche dei delitti commessi nell’ultimo anno. Lo sanno bene gli imprenditori della paura: sulla percezione hanno guadagnato una fortuna, hanno investito e capitalizzato alle elezioni politiche per finire a palazzo Chigi.
A questa interpretazione è possibile affiancarne una seconda. I fallimenti sul tema identitario della destra sono prodotti dall’idea stessa con cui il governo intende garantire la sicurezza ai cittadini. Un’idea di Stato e società da regolare solo attraverso la repressione.
Alcuni articoli del disegno di legge in cantiere confermano l’ossessione di risolvere complesse questioni sociali con il tintinnio delle manette. E così, per dirne una, all’articolo 4 è previsto, per i minorenni imputati, l’arresto in flagranza o la misura cautelare nel caso posseggano «strumenti atti a offendere». Non la comunità dove tentare percorsi di allontanamento da contesti criminali, ma il carcere, luogo dove ogni speranza è lasciata fuori dall’uscio.
Come per ogni decreto Sicurezza che si rispetti, il legislatore compie un salto pericoloso: lega l’inasprimento delle norme sulla microcriminalità a quelle sulle manifestazioni in piazza. In pratica se il disegno del governo dovesse mai diventare legge, le forze dell’ordine potranno perquisire in un regime di deregolamentazione i manifestanti e persino trattenerli, seguendo solo l’istinto del sospetto, fino a 12 ore in caserma.
Dunque, dopo aver dato mano libera ai servizi segreti, si scivola rapidi verso uno stato di polizia. È previsto peraltro un ampliamento della tutela legale per gli agenti coinvolti in fatti sui quali occorrerà fare luce.
Tutelati dal divieto di iscriverli nel registro degli indagati in caso di «cause di giustificazione» delle loro azioni. Ma nessuno dalle parti del governo si è posto una semplice domanda: se non si indaga come si può essere certi delle «cause di giustificazione» che legittimano l’azione del poliziotto coinvolto?
«Sulla sicurezza i risultati per me non sono sufficienti». Parola della presidente del Consiglio durante la conferenza stampa di inizio anno, per poi aggiungere: «Questo è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più». Sono noti i riferimenti culturali e politici nella giovinezza della leader di Fratelli d’Italia. Il codice Rocco del 1930, asse portante della repressione di Mussolini, è probabilmente ai suoi occhi una buona cosa. Per non essere da meno anche lei ha voluto lasciare il segno con il codice Meloni del 2026.
Questi (post???)-fasci ne fanno una al giorno di ca22ate.
Non ci si riesce a stare dietro.
Vi ricordate l’anno scorso con il nuovo codice della strada?
Ma poi i CONTROLLI quando ca22o li fanno?
Sarà almeno 1 anno che non vedo 1 che 1 pattuglia di FFOO sulle strade. Non ce ne sono nemmeno considerando che esistono polizia, caramba e finanza in una zona ridotta, ci sono i vigili, ci sono i n teoria anche i polizzzzzziotti provinciali.
Oh, non si vedono in giro manco a fare le multe. Un altro poco e sarò tentato di lasciare l’auto parcheggiata in mezzo alla strada per vedere se qualcuno si presenta a controllare.
E intanto Nordian e simili, scusate tanto, ma si lamentano del crimine quando questi soggetti sono glis tessi che fanno leggi tipo ‘avvisi 2 ore prima di perquisire’ oppure ‘interroghi almeno 5 giorni prima dell’arresto’?
Ma che ca22o di gente è questa? Da vergognarsi al posto loro.
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Se queste leggi fossero state fatte per evasori colletti bianchi e politici corrotti gli avrei dato il voto a vita ma come al solito le destre opprimono poveri operai e disadattati.🤔
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MA QUALE SICUREZZA?- Viviana Vivarelli
Nel programma della Meloni la sicurezza stava al primo posto: i ladri in villa, i malviventi che ti entrano in casa o nel negozio e a cui vorresti sparare, meglio se spari anche a chi ti entra in giardino, la casa che se vai in vacanza la ritrovi occupata da migranti, la sicurezza delle donne, quella informativa dei bambini a cui è meglio non parlare di sesso, la massima severità ai bambini del bosco mentre decine di minori sono in carcere con la madre mentre altri scorazzano nel campi rom, il mai visto poliziotto di quartiere, le armi libere anche ai sedicenni, l’allenamento militare nelle scuole, l’orda dei migranti, gli spacciatori di droga citofonati… Ordine e sicurezza sembravano il moto della nuova securitadine che avanza.
Cosa abbiamo visto poi? Aumento della criminalità, dei furti, dei borseggi, delle violenza alle persone specie se donne, dei femminicidi, dei casi di corruzione politica e non, delle truffe, delle rapine…
Dati del Viminale:
Restano critici i furti con destrezza nelle metropoli.
Violenze sessuali e femminicidi in aumento,
Omicidi in aumento+3,4%
Aumento dei reati di strada e della criminalità minorile (+30% rispetto al periodo pre-Covid).
Cybercrime o truffe informatiche in aumento.
Sbarchi in fortissimo aumento.
Milano si conferma al primo posto per numero di denunce ogni 100.000 abitanti.
Roma e Firenze seguono sul podio, con Firenze che ha registrato un aumento record dei furti con destrezza (+48%).
Numero di poliziotti in diminuzione. E stipendi che sono la metà di quelli dei mezza Europa.
Silenzio assoluto sulla lotta alla tre mafie. E non parliamo dei vantaggi smaccati agli evasori fiscali!
Aumento esponenziale dei reati di corruzione da parte di politici.
Ma quale sicurezza dei cittadini? L’unica categoria che ha aumentato la sua sicurezza è stata quella degli onorevoli, ministri, parlamentari, sindaci, presidenti di Regione o straricchi, adirittura criminali internazionali… a cui sono stati depenalizzati i reati e archiviati i processi, contro ogni direttiva europea, contro ogni buon senso o ragione. Quindi via il carcere sotto i 5 anni di pena, via l’abuso di ufficio, via i limiti alla ricandidatura di condannati, occhio di riguardo ai delinquenti eccellenti, la corruzione fa curriculum, se accusato è un ministro si accorcia il processo fino alla prescrizione, il partito massimo di governo è anche il primo per indagati o condannati, il caro Ministro di Giustizia aumenta le pene alle manifestazioni di piazza e lascia che i giornalisti onesti siano abbattuti a suon di querele temerarie e intanto patteggia, condona, avverte i deliquenti 5 giorni prima dell’arrivo della polizia o due ore prima di una perquisizione, mentre le forze dell’ordine calano di numero e non aumentano di stipendio e sono incaprettate sallo stesso diritto penale. Tutto nell’euforia generale.
Ci difenderemo con la propaganda! Basta la parola! Basterà fare qualche urlo in televisione strabuzzando gli occhi e il cittadino dormirà sonni tranquilli!
Nei fatti un regresso spaventoso della Giustizia che nelle mani di Nordio sta diventando ogni giorno più delirante e grottesca fino alla follia e alla conclamata collusione tra lo Stato e il crimine. E, sopra tutto, il capolavoro del lager albanese costato 900 milioni per il rimpatrio di 8 (dico OTTO) migranti.
Ci manca giusto, ora, la scure della nuova riforma che spacca la Giustizia in due, la spedisce ai sorteggi manco fosse la ruota della fortuna, la sottopone al parere volatile e arbitrario del Governo del momento che deciderà ogni giorno cosa è reato e cosa no, e la accompagneremo con una bella riforma del Premierato e avremo la Regina Rossa di Alice nel Paese delle meraviglie che sapeva solo dire: “Tagliategli la testa!”
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Gentile Sig.ra, era la Regina di cuori il cui marito diceva subito dopo: ” siete tutti perdonati”
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il nostro supremo doppio mandato per complessivi 14 anni, firmerà ad occhi chiusi e senza sprecare tempo…!!!
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Nello scontro tra guardie e ladri ci sono sempre stati i fan delle guardie e i fan dei ladri. Purtroppo, al momento, ci sono più fan di ladri per cui i fan delle guardie non possono fare altro che cercare di porre rimedio con nuove disposizioni di legge che limitino la possibilità ai fan dei ladri di proteggerli.
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Come la limitazione delle intercettazioni a 45 giorni?
La limitazione del traffico di influenze?
L’abolizione dell’abuso d’ufficio?
L’avviso di 2 ore prima delle perquisizioni?
L’avviso di 5 giorni prima dell’arresto?
Bravo: chi te lo fa fare ‘sto lavoraccio di meloniano? Non hai un pò di autostima?
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Limitare che i ragazzi possano portare coltelli a scuola;
Limitare che i “maranza” tengano sotto scacco le città;
Invitare a utilizzare le intercettazioni per tenere sotto controllo i veri mafiosi e in ogni comune i carabinieri sanno, anche se non hanno le prove, chi sono i mafiosi.
A proposito di avvisi di 2 o 5 giorni perché non indichi quale articolo del codice di procedura Penale li prevede.
Io prevedo che ti limiterai a richiamare qualche articolo di giornale.
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Sei PATETICO.
😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀
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Gli unici patetici sono i pappagalli che ripetono le cazzate che leggono senza sapere nulla di quello che ripetono.
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i fan dei ladri sono al governo
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