L’ex leader pentastellato, ora inviato Ue nel Golfo, sarà alla festa di Fdi Atreju

(di Simone Canettieri – corriere.it) – Luigi Di Maio, inviato Ue nel Golfo, oggi sarà ospite di Atreju: è un ritorno a casa anche per lei viste le sue giovanili simpatie a destra nonché quelle di suo padre, ex dirigente del Msi?
«Le simpatie a destra erano di mio padre, per quanto mi riguarda invece è un ritorno ad Atreju dopo la mia prima volta nel 2021. A ogni modo ho apprezzato molto l’invito di Giovanni Donzelli e Arianna Meloni che voglio ringraziare».
Nessuna sintonia con FdI?
«Sicuramente mi sento in sintonia totale con gli altri relatori che parteciperanno al mio dibattito: Marco Minniti, Lorenzo Guerini, Giulio Terzi, Salvatore Caiata».
Lo slogan di questa edizione di Atreju è «Sei diventata forte». Si riferisce all’Italia: concorda?
«Essere italiani, da rappresentanti delle istituzioni in Medio Oriente, è un valore aggiunto grazie alla postura assunta dal nostro Paese nelle principali crisi regionali. La stabilità politica e di governo degli ultimi anni ha permesso all’Italia di essere percepita come un attore affidabile».
Da inviato Ue nel Golfo qual è la percezione dell’Italia in Medio Oriente?
«Si è riusciti a mantenere un equilibrio credibile tra il diritto di Israele alla sicurezza e l’aiuto al popolo palestinese. Questo approccio è riconosciuto e apprezzato da entrambe le parti. La partecipazione dell’Italia alla missione Aspides nel Mar Rosso dimostra che è pronta ad assumersi responsabilità concrete per la sicurezza delle rotte commerciali globali».
Il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen sarà ospite di Atreju.
«Il fatto che partecipi a un evento politico collegato al primo ministro italiano conferma la profondità del rapporto costruito da entrambe le parti. L’invito rivolto a Giorgia Meloni, come unico leader straniero, al summit del Consiglio di cooperazione del Golfo in Bahrain, è un segnale della considerazione che il nostro Paese ha conquistato nell’area. Un evento ampiamente sottovalutato in patria».
Lei è stato leader di una forza, il M5S, che arrivò al 33 per cento, salvo poi perdere consensi, al contrario di Fratelli d’Italia stabilmente al 30: qual è la differenza fra il suo ex partito e quello di Meloni?
«La differenza la fa sempre il leader».
È una stoccata a Conte?
«È un dato di realtà. Oggi sono partiti agli antipodi, ma c’è da dire che Fratelli d’Italia è l’unico partito italiano con cui il M5S non ha mai condiviso un’esperienza di governo nella sua storia. So che entrambi si sentiranno lusingati da queste parole».
Esclude un ritorno in politica? Periodicamente la danno in procinto di passare a Forza Italia.
«E io periodicamente smentisco. Anche se Antonio Tajani sta facendo un lavoro importante».
Dal suo osservatorio, il Campo largo di Schlein e Conte ha possibilità di arrivare a Palazzo Chigi? E con chi?
«Sono troppo lontano dalle dinamiche elettorali per dare una risposta su questo. Ma guardando alle dinamiche interne, non vedo niente di male in una competizione per la leadership del centrosinistra».
Ora può dirlo: ha votato Roberto Fico in Campania?
«Mi spiace, il voto è segreto. Ma voglio approfittarne per fare al presidente Fico i miei migliori auguri. Se riuscirà nei suoi propositi, cambierà in meglio la mia regione».
Fra un anno scadrà il suo mandato in Europa: sicuro che con la politica ha chiuso?
«Non siamo noi a decidere se chiudiamo con la politica, sono i cittadini a deciderlo. L’ultima volta che mi sono presentato, il loro messaggio è stato inequivocabile. Non vedo perché accanirsi».
Si potrà ripulire quando vuole avere incarichi prestigiosi per il suo servilismo a 360 gradi ma rimarrà sempre e solo un magnatartine🤔
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Come la politica fa emergere il vero “io” delle persone! Un arrivista come la stragrande maggioranza dei politici e pensare che lo difesi sempre da chi lo insultava😡.. Ha saputo vendersi bene ma la pacchia finirà anche per lui!
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Spregevole parvenû! Bacia la pantofola di meloni ed è acido verso Conte: non mi meraviglierei se alle prossime elezioni si candidasse con “fratelli di taglia”….
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Quante erano le coltellate inferte da Bruto a Cesare?
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“L’Italia adesso è affidabile per la stabilità politica”
Rutte chiamò Trump “paparino”
Tu come la chiami mammina?
Quando gli scade l’incarico?
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«La differenza la fa sempre il leader».
Infatti, lui ha preso lo 0,6%; Conte il 15,4%. 😏
“Lei è stato leader di una forza, il M5S, che arrivò al 33 per cento, salvo poi perdere consensi, al contrario di Fratelli d’Italia stabilmente al 30…”.
Lo vedremo nel ’27 se è stabilmente al 30%. Alle Politiche del ’22 ha preso il 26%, come fa ad avere il 30% dopo tre anni di disastri e di fallimenti, di promesse tradite e con un’economia praticamente stagnante? A parte la DC, nessun altro partito che ha governato è riuscito a mantenere il consenso ottenuto alle precedenti elezioni. Se fosse vero che sta al 30%, non si appresterebbero a cambiare la legge elettorale… 🤔 https://www.avvenire.it/politica/perche-ora-il-centrodestra-pensa-di-cambiare-la-legge-elettorale_101355
Sondaggi più affidabili forniscono dati un po’ diversi:
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Fino al 1992 compreso, in Italia vigeva il “regime antifascista” che si sosteneva su due gambe:
1) la gamba governativa (DC, PSI e cespugli) sicura che nessuna opposizione avrebbe potuto sostituirla;
2) la gamba dell’opposizione rappresentata dalla sezione italiana del PCUS, i cui dirigenti sapevano che, data la posizione dell’Italia, allocata dagli accordi di Yalta in occidente, non avrebbero potuto sedere sulle poltrone del governo neanche vincendo le elezioni.
Quindi, era cosa facile per la DC, che si dichiarava “diga anticomunista” anche se poi cogestiva il potere con quelli che si definivano comunisti, avere un consenso sempre alto.
Scomparsa l’URSS e scomparsa la sezione italiana del PCUS, in Italia si sarebbe potuto instaurare un sistema democratico dell’alternanza.
Purtroppo, gli ex iscritti alla sezione italiana del PCUS chiusero la sezione, ma nel loro intimo era rimasti gli stessi anche perché convinti che con la loro “macchina da guerra”, collaudata da circa 50 anni di battaglie e conclusasi con la scomparsa della “gamba governativa, avrebbero occupato il potere per decine e decine di anni.
Non avevano previsto, però, che il popolo italiano li considerava antidemocratici e si affidò a uno che scendeva ufficialmente in politica solo allora e a qual partito che fino ad allora era stato emarginato: Il MSI che passò dal 5% del 1987 al 13% del 1994.
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Non è esatto. La caduta del Muro di Berlino (1989) e la fine della Guerra Fredda segnarono la fine dell’assetto bipolare, portando a una crisi profonda nei partiti italiani “di massa” come la DC e il PSI, che avevano strutturato la loro identità e politica sulla contrapposizione ideologica e geopolitica Est-Ovest, aprendo la strada alla loro trasformazione e dissoluzione negli anni ’90 (Tangentopoli, ecc.).
PSI: Il PSI si era posizionato come forza riformista ma sempre all’interno dell’alveo occidentale, beneficiando del confronto con il PCI; la scomparsa del nemico comunista (e la crisi del PCI stesso) ne destabilizzò l’equilibrio interno e la funzione.
DC: La DC, pur essendo un partito di governo, incarnava la parte “occidentale” e anticomunista del sistema politico italiano, legata agli USA e alla NATO; la fine del comunismo sovietico minò le basi della sua stessa ragione d’essere.
Per impedire l’ascesa al potere di ciò che restava del PCI, il Sistema (CIA, mafie, poteri occulti, pezzi deviati delle istituzioni, gruppi eversivi, mondo degli affari e della politica) pianifica e attua le stragi del ’92 e ’93. Un disegno eversivo volto ad aprire la strada ad un “nuovo soggetto politico”. Soggetto che non è difficile identificare con Forza Italia di Berlusconi e Dell’Utri. Berlusconi è l’uomo del “passaggio di potere”, dal vecchio al nuovo mondo: doveva aprirsi al nuovo, ma garantendo il vecchio, dal mondo degli affari alle scelte economiche e sociali, dal costume alla politica estera. Ovviamente con tutte le contraddizioni del caso, che andavano gestite (scandali, processi, vittorie e sconfitte).
Come fu descritto mirabilmente da Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”, un analogo “passaggio di potere” si verificò all’epoca dell’unità d’Italia: il liberale Cavour cercava, nella Sicilia appena liberata, i ceti sociali con i quali allearsi per dare un’impronta moderna e progressiva al nuovo Stato. Pensava di trovarli nell’aristocrazia illuminata (il principe Salina), che però si ritrasse, dicendo, per onestà intellettuale, che era troppo legato al vecchio mondo. Li trovò invece nei ceti piccolo-borghesi (il traffichino Calogero Sedara), solo desiderosi di inserirsi nelle pieghe del nuovo Stato per ottenere rendite di potere e di ricchezza. Un primo passaggio di potere che fu, oggettivamente, da esempio per quello berlusconiano. Al di là della sua consapevolezza storica.
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Non condivido l’acredine, che si manifesta spesso anche su queste pagine, nei confronti di Di Maio.
Ritengo che fosse suo diritto cercare il modo di mettere un po’ di legna in cascina, in previsione di un inverno che si annuncia anche per lui assai lungo.
Non credo che meriti l’invidia di nessuno.
Penso, invece, che augurargli di tornarsene a Napoli a fare esattamente quello che faceva prima, sarebbe già abbastanza, come punizione…
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“La differenza è nel leader”
è per questo che il suo “Insieme per il futuro” prese lo ZERO VIRGOLA alle elezioni del 2022.
Come compenso per il suo TRADIMENTO verso l’ITALIA,
gli hanno creato la carica VUOTA di Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico.
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Bisognerebbe avere uno come lui per ripartire con i valori del movimento prima maniera e puntare al 25%. Peccato🤭😂
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Beh come ex capo politico del (fu) M5S, delle origini, ha delle responsabilità sulla caduta di consensi insieme all’inventore di quello che fu un grande sogno ma che sono riusciti in sinergia a sfasciare! Conte? Non è degno di nominarlo! Ha fatto miracoli per ridare credibilità a qualcosa che sembrava veramente sull’orlo del baratro!
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L’astuto Di Maio s’é evitato il guaio di tornare a sfacchinare allo stadio preferendo al pudore il rimedio del dorato dimenticatoio che gli fu prospettato, ben conscio che “il traditor chi se lo piglia?”! Anche lui tiene famiglia…un po’ di comprensione! Or pur se finirà il suo mandato e sarà del tutto un bel dì dimenticato, gli resterà la ragione di aver per semper una lauta pensione e perché no, pure lo sfizio, di qualche sempre gradito e immancabile vitalizio!!! A furor di popolo condannato ma in eterno sistemato🥂…a qualcuno giù non va? Sarà pur così ma ci sta! Eccome se ci sta in un mondo dove cosi, in realtà, la va…😏🤝👋
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Aprendo l’articolo si vede Di Maio quando pensa, prima di aprirlo si vede quando gli è venuto l’inevitabile, conseguente mal di testa per lo sforzo.
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E’ non dimentico che è stato il primo accoltellatore ( politicamente parlando) di Di Battista divenuto troppo ingombrante e ostativo per le sue mire di grandezza🤔
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Un traditore!
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Esclude un ritorno in politica Periodicamente la danno in procinto di passare a Forza Italia. “E io periodicamente smentisco. Anche se Antonio Tajani sta facendo un lavoro importante”.
Attenzione! Somiglia tanto a: Tajani stai sereno.
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«Mi spiace, il voto è segreto. Ma voglio approfittarne per fare al presidente Fico i miei migliori auguri. Se riuscirà nei suoi propositi, cambierà in meglio la mia regione».
Mancava la cerbottana intrisa di curaro per rendere più chiaro il messaggio. Forse nel Golfo non ce l’hanno.
Fra un anno scadrà il suo mandato in Europa: sicuro che con la politica ha chiuso?
«Non siamo noi a decidere se chiudiamo con la politica, sono i cittadini a deciderlo. L’ultima volta che mi sono presentato, il loro messaggio è stato inequivocabile. Non vedo perché accanirsi».
Certo, basta prendere un lauto stipendio per fare l’assaggiatore di tartine.
Che essere spregevole al 1000%.
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in effetti perché accanirsi…chi ha dato, ha dato e chi ha avuto, ha avuto, e sul come e sul quanto, avuto , i fatti sono inequivocabili…..la carriera da accanimento terapeutico come mistero di Kazzenger….L’ unica materia di studio e competenza è quella di cultore di para@ulismo, ci potrebbe scrivere la Treccani, se solo sapesse scrivere….
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Se per denigrare Conte Fetecchie d’Italia riesuma pure Di Maio, significa che sono proprio alla frutta!
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