La Costituzione statunitense celebra la sovranità popolare, ma su quali basi? L’eliminazione dei popoli nativi, lo schiavismo per la forza lavoro e i diritti soltanto per i bianchi

(di Pino Corrias – ilfattoquotidiano.it) – Affondano nel sangue le radici dell’America. Quello versato per due secoli dai nativi, gli indiani, bruciati e sterminati un villaggio alla volta, fino al genocidio.
E quello degli schiavi, i niggers, rastrellati in Africa dai trafficanti spagnoli, britannici, portoghesi, rapiti a migliaia, trasportati in catene sulle navi negriere lungo l’Atlantico, venduti nei mercati del Nuovo mondo, incatenati a vita nelle piantagioni di cotone e tabacco, torturati o uccisi se ribelli.
Epopea di una Nazione nascente, illuminata dai principi di libertà, uguaglianza, diritto alla felicità, ma solo per i bianchi, da uomini come George Washington, Thomas Jefferson, James Madison, i Padri fondatori, tutti proprietari di schiavi nelle rispettive piantagioni, tutti a comandare le spedizioni dei Soldati Blu verso l’Ovest per proteggere i coloni bianchi che si impossessavano delle terre indiane e finalmente “estirpare quella detestabile razza di selvaggi dalla faccia della terra”. Tutto compiuto nel nome più altisonante “We The People” le tre parole che stanno in cima alla Costituzione americana, anno 1787, e che Claudio Gatti, scrittore d’inchiesta che vive e lavora da anni in America, ha scelto per raccontarci la leggenda incorporata alla bandiera degli Stati Uniti, e al suo clamoroso paradosso di una libertà fondata sulla schiavitù, l’uguaglianza sull’esclusione, la prosperità sulla rapina e l’esproprio, la felicità sulla crudeltà.
Tutto comincia dalla Costa Est, tre secoli fa, quando i coloni bianchi approdati nel Nuovo Mondo, agricoltori, mercanti, diseredati, quaccheri, avventurieri, banditi, scalano la loro indipendenza, una battaglia alla volta, contro le truppe e le tasse dell’impero britannico e di quello francese. Una marcia che li vedrà vittoriosi fino all’indipendenza, anno 1776, “troppo nobili per sopportare gli abusi degli altri – come scriverà Jefferson – In possesso di un Paese con tanto spazio per mille generazioni future. Illuminati da una religione benigna (…) con tutti questi doni, cos’altro è necessario per renderci un popolo felice e prospero?”.
È necessaria una ideologia di conquista – racconta Gatti – sancita dalla “Dottrina della scoperta” che dice: tutto quello che trovo è mio. Serve un dio da innalzare a protezione dei propri misfatti, quello cristiano. Servono le armi e la guerra perpetua. La legge è quella del più forte. Battuti gli inglesi, i coloni avanzano persuasi “che le terre non siano di nessuno” basta sgomberarle dai selvaggi che non hanno anima, non hanno identità, non hanno destino. Scriverà John Adams, avvocato, anche lui futuro presidente: “Come in una terra infestata da erbacce che devono essere estirpate in modo che nascano i frutti, così in America i selvaggi devono essere eliminati affinché la popolazione civile possa crescere”. Le nazioni indiane sono intralci. Per cancellarle, in un secolo di genocidio, i bianchi bruciano i villaggi, i raccolti di mais, imprigionano, impiccano, fucilano, stuprano per terrorizzare. Abbattono milioni di bisonti, la principale fonte di sostentamento delle tribù. Arrivano a infestarle con il vaiolo. Un mercante annota: “Abbiamo dato agli indiani due coperte e due fazzoletti contaminati con il vaiolo. Spero producano l’effetto desiderato”. E già che c’è chiede all’autorità militare il rimborso per le coperte: 2 sterline, 13 scellini, 6 pence.
La stessa ideologia che disumanizza l’altro, serve allo schiavismo che era “il principio organizzativo centrale della intera società” composta in quegli anni da 3,2 milioni di bianchi e da 700 mila schiavi. Lavorano tutti dall’alba al tramonto nelle piantagioni, nell’edilizia, nei porti, nelle ferrovie. Vivono segregati nelle baracche, mangiano l’indispensabile. Sono proprietà esclusiva dei padroni, compresi i figli, e i figli dei figli. Nel pieno della rivoluzione illuminista e liberale, scrive Gatti, uomini, donne, bambini venivano esibiti su una panca in catene e venduti in ogni piazza, mentre accanto, nella Coffe House, i mercanti bianchi e i proprietari di piantagioni discutevano di libertà politica. La segregazione era il suo corrispettivo capovolto.
Dettava la legge: “Un negro o un mulatto che osi alzare una mano o ribellarsi contro un cristiano riceverà trenta frustate sulla schiena nuda per ogni singola infrazione”. Proibito fuggire: “Se il fuggitivo verrà catturato, sarà legale infliggergli la punizione, compresa la mutilazione o qualsiasi altra forma di castigo che non ne comporti la morte al fine di redimerlo e terrorizzare gli altri”. Per i maschi l’amputazione era dei testicoli, per le femmine le orecchie.
Il “noi” della Costituzione non è egualitarismo, riguarda solo i bianchi e i loro diritti. Compreso quello di armarsi in casa e fuori casa per difendersi. La violenza e la brutalità sociali sono la sua conseguenza. A nessuno importava che l’uomo bianco avesse ripagato l’ospitalità dei nativi con i furti, l’inganno, infine la distruzione. Erano milioni gli indiani divisi in 500 tribù. Cento anni dopo il Commissario agli affari indiani certificò che ne rimanevano 228 mila. Altrettanto a nessuno importava la sorte degli schiavi importati e abusati per intere generazioni a edificare una nazione, la grande e libera America, che avrebbe ispirato rivoluzioni in ogni continente, dall’assalto alla Bastiglia in Francia, fino ai moti rivoluzionari in Europa, alle guerre di indipendenza guidate da Simón Bolivar in Colombia, Bolivia, Perù, Venezuela.
Quando il 9 luglio 1776 a Manhattan buttano giù il monumento equestre a Giorgio III d’Inghilterra, al grido di “No Kings!”, lo fanno fare a 12 schiavi. Che non ne trarranno alcun vantaggio. Mentre due terzi dei 56 delegati che in quei giorni firmano la Dichiarazione di indipendenza come valore universale, lo calpestano nelle rispettive sontuose proprietà, dove gli schiavi resteranno in catene per altri cento anni. E segregati dal suprematismo bianco per altri cento.
È questo il veleno americano che non si cancella. Nascosto dagli infiniti sipari allestiti dagli storici e dalle menzogne della propaganda, della cultura, della religione: il patriottismo, il coraggio, l’avventura della conquista, l’epopea della frontiera e delle armi, l’intera storia riscritta mille volte da Hollywood. Diventata infine l’orgoglio nazionale dei bianchi unificati ancora oggi da razza e terra, identità e diritti, fino a saldarli nell’onda Maga, Make America Great Again, dove i bianchi più poveri e i bianchi più ricchi, compresi gli oligarchi della politica e del Web, da Donald Trump a Peter Thiel, stanno spalla a spalla contro i nuovi immigrati. E specialmente contro i nemici interni, quelli che si azzardano a rivelare i pilastri del proprio passato nazionale: una cronaca nera voltata in stelle e strisce.
Articolo alla cortese attenzione di Jonny, che non capisce su che cosa baso il mio pessimo giudizio sulla società statunitense.
Difficile liberarsi delle sovrastrutture impiantate dalla “propaganda”, per chi vi è immerso sino al midollo, al punto da ritenere quello altrui un odio immotivato e frutto di pregiudizi e non accorgersi di essere loro ad aver sotterrato la verità storica nella loro mente, sotto montagne di fuffa yankee.
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Nah, impossibile. Farà finta che è tutta roba putiniana.
Secondo me per capire l’America (no la canzone della Nannini):
1- ascoltare Amerigo di F. Guccini.
2- guardare Amerika dei Rammstein.
E il video di OttolinaTV che ho messo sotto.
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@ Anail: alla cortese attenzione di chi? Per tua conoscenza, in questo articolo non c’è nulla di cui non fossi già al corrente, o che non condivida: dimmi qualcosa che non so.
Se davvero basi il tuo pessimo giudizio della società statunitense su fatti di oltre due secoli fa, allora complimenti vivissimi: hai appena dimostrato che il tuo non è affatto un giudizio, ma un mero pregiudizio, che è una cosa ben diversa.
Per inciso, questa retorica che stai veicolando (inconsapevolmente, spero) riprende un concetto agghiacciante, mutuato direttamente dal nazismo: ritenere un intero popolo direttamente responsabile per le colpe dei propri predecessori, in modo da giudicarlo e condannarlo di conseguenza. Pensa se qualcuno avesse un pessimo giudizio della società russa, e lo motivasse coi numerosi crimini commessi dagli Zar, o dai bolscevichi: detta così, appare evidente che sarebbe una cosa totalmente priva di senso (a parte quello di portare avanti uno specifico pregiudizio).
Oltretutto, sembra sfuggirti completamente il fatto che il sottoscritto non abbia mai fatto mistero di condividere il tuo pessimo giudizio sulla società americana attuale, e in generale sulla loro politica estera, anche se per motivi completamente differenti (sui quali ora non mi dilungo, ma diciamo che sono un po’ più attuali). Personalmente ti ritenevo un pochino superiore a quei quattro disturbatori che infestano questo blog (noti anche come “la compagnia dell’insulto”), che quando non sanno più come ribattere non trovano di meglio che darmi dell’atlantista, nonostante il mio giudizio verso le porcherie atlantiste sia sempre stato di netta ed esplicita condanna (che a scanso d’equivoci ribadisco anche ora, per quanto inutilmente: so bene che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire).
La differenza che ci divide è un’altra: a me tutto questo non impedisce di vedere anche le porcherie altrui, e di giudicarle con lo stesso metro. Ciò che davvero trovo insopportabile di tutta questa retorica ipocrita è il doppiopesismo: odi gli americani (anche) per lo sterminio dei nativi? Benissimo, ma allora perché hai una grande opinione dei russi, che sono diventati la nazione più grande del mondo (anche) soggiogando e prevaricando a loro volta i nativi delle steppe, compiendo perfino degli atroci genocidi, come quello dei circassi? Forse quelli non erano abbastanza genocidi, per i tuoi gusti? O forse ti credi d’essere il Padreterno, in grado di giudicare quale genocidio sia meno grave, per assolverne gli autori mentre condanna gli altri? A casa mia, se qualcuno non si lava da un anno, non è che allora quell’altro che non si lava da “appena” un mese improvvisamente profumi di lavanda, anche se a giudicare dai tuoi standard di giudizio parrebbe proprio che, invece, per te è proprio così che stanno le cose.
Inoltre, tu riservi agli statunitensi tutto il tuo odio (un sentimento da persone davvero piccole, mi spiace dirtelo), ma al contempo ti dimentichi completamente di tutti gli altri corresponsabili, sia dello sterminio dei nativi che della tratta degli schiavi: gli spagnoli in primis, ma anche portoghesi, francesi, olandesi, arabi e, non ultime, le tribù africane stesse, che collaboravano attivamente con l’uomo bianco, svolgendo il grosso del lavoro di “reclutamento”.
Possibile che, con tutta la sensibilità che sembri sbandierare riguardo a questo tema quando si tratta di farlo in chiave antiamericana, non hai mai trovato il tempo per dedicare nemmeno mezza parola a nessuno di questi bei soggetti? Possibilissimo, anzi: quando si è accecati dal pregiudizio, è la cosa più normale.
Mi scuso se ho dovuto essere un po’ diretto, ma questa è la mia opinione.
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Dopo le prime frasi ho smesso di leggere, perché non posso credere che tu abbia isolato, del mio giudizio, solo ciò che ho trattato oggi.
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Mi sono semplicemente attenuto alle tue parole.
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Isolando le da tutto il resto GIÀ DETTO, con te peraltro.
È DISONESTO… e questo non, da te, l’ho tollerato. Ok?
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Ok, ma anche includendo il già detto, il mio discorso di fondo non cambia: due pesi, e due misure.
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Quanto al resto del papello, visto anche il tono, me ne riservo la lettura in futuro… avrei altro di molto meglio da fare.
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Se hai altro di molto meglio da fare, evita di tirarmi in ballo.
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Più che “di meglio” , effettivamente… di più impellente e faticoso.
Sono stremata.
Comunque non ti ho “tirato in ballo”, ti ho invitato CORTESEMENTE alla lettura.
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Mi dispiace molto di sentirlo (immagino si tratti dei tuoi “soliti” problemi di salute, dai quali ti auguro di rimetterti presto).
Tuttavia, tu non ti sei limitata all’invito, ma hai anche presunto un mio pensiero, che oltretutto non è così: in estrema sintesi, io capisco bene su cosa basi il tuo giudizio (e in parte lo condivido, come ho già detto), quello che non capisco è come mai, per partito preso, devi fare sconti ad altri che hanno commesso le stesse porcherie, sebbene su scala differente (ma questo è stato dettato più da situazioni contingenti che da un’effettiva differenza di spessore morale), e il solo modo che ho per spiegarmelo è il pregiudizio (che è il primo nemico della ragione).
Comunque, io l’ho CORTESEMENTE fatto, e sempre cortesemente ti ho detto la mia.
Ora che abbiamo stabilito che siamo tutti molto cortesi, ti invito altrettanto cortesemente alla lettura di quest’altro articolo di Infosannio, nel quale l’autore ha espresso più o meno il medesimo concetto che sto cercando di esprimere io:
Cortesi saluti.
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Ed ecco qualche italiano che di tutta quella fuffa ha fatto tesoro:
Andrea Scanzi
31 min
“Non so se avete letto questa notizia, ma a mio avviso è una delle più atroci degli ultimi decenni. E dice molto di questo paese. La Procura di Milano indaga sui ‘cecchini per gioco’ che presero attivamente parte per diletto ad uno dei capitoli più atroci della guerra in Bosnia. Durante il lunghissimo assedio di Sarajevo, tra 1992 e 1995, le truppe serbe spararono sui civili, soprattutto donne e bambini. Morirono 10mila persone. 1600 di queste erano bambini. Fu un’atrocità enorme, per la quale i capi serbi furono poi condannati. A quella strage parteciparono anche italiani. Benestanti, fissati con le armi. Contattavano agenzie e pagavano 80/90mila euro per radunarsi a Trieste e poi appollaiarsi da qualche parte, aspettando che qualche donna e bambino uscisse di casa, anche solo per andare a cercare un po’ di cibo, e poi ammazzarli. Erano veri e propri safari umani. In base alle testimonianze, leggo su Skytg24, “i tiratori italiani si radunavano ogni week end a Trieste e venivano poi portati sulle colline attorno alla capitale bosniaca. Nell’esposto che ha portato all’apertura del fascicolo si parla di almeno ‘cinque italiani sospettati’. L’ex Pm Guido Salvini: “C’erano italiani che andavano a fare safari umani a Sarajevo”. Poi, tutta questa gente, tornava a casa in italia come nulla fosse e abbracciava caramente i figli e le mogli. Atroce. Ma davvero c’è ancora qualcuno che crede nel genere umano?”
Il VOMITO🤮🤮🤮🤮
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Direi che il marcio proviene sin dalle origini dai noi europei.
Inglesi e francesi poi ci mettiamo spagnoli e portoghesi…hanno iniziato lo sterminio di altri popoli per impossessarsi di territori e risorse non loro.
E la storia continua purtroppo.
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…con gli israeliani, per esempio. Colonialismo puro, fanno in piccolo quello già visto in America
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“i niggers, rastrellati in Africa dai trafficanti spagnoli, britannici, portoghesi, rapiti a migliaia, trasportati in catene sulle navi negriere lungo l’Atlantico,” sul serio? Non erano forse neri africani che andavano nell’entroterra a saccheggiare ,stuprare e rapire altre tribu nere per poi venderli come schiavi a quei bianchi? E chi mise fine alla schiavitù? Non sono stati prima gli inglesi poi gli americani?
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si, sul serio dato che “quando gli schiavisti europei arrivarono sulle coste dell’Africa sub-sahariana, inizialmente catturavano gli schiavi in prima persona, poi si resero conto che il sistema era poco redditizio e che potevano sfruttare le guerre interne, perciò si rivolsero ai capi africani che risposero positivamente. I mercanti bianchi difficilmente si addentravano nell’entroterra africano, per loro era un luogo sconosciuto e pericoloso, preferivano stare lungo le coste e tenersi ai margini di questo commercio interno che si svolgeva fra gli stessi africani” ma tutto questo non cambia di una virgola quanto scritto, ed anzi lo peggiora dato che venivano sffruttate le “debolezze” indigene a proprio favore
e per quanto riguarda la fine della schiavitù ovvio che sono stati gli stessi paesi ad averla attuata che hanno posto fine a tutto ciò, e chi doveva farlo? anche se a dirla tutta anche attualmente in realtà ci sono nuove forme di schiavitù ma qui si apre un discorso molto ampio e direi anche ampiamente off topic, come dicono quelli bravi
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Diciamo che la migliore feccia europea ha popolato l’america… e si è sviluppata di conseguenza.
Intanto lo schiavismo, in Europa, è dimenticato dall’epoca dell’antica roma…e comunque MAI in quella forma. E l’antischiavismo parte dall’Inghilterra, non è certo autoctono.
Non dimentichiamo che DI LÀ hanno ancora la pena di morte.
Ma si sentono all’avanguardia della civiltà.
Soprattutto non perdonerò mai l’annientamento dei nativi e della loro cultura assolutamente speciale, superiore. Annientamento che, in altri modi, continua ancora.
È emblematico che nell’uccidente (grazie, Fabri) abbiano prevalso valori distorti basati su prevaricazione e profitto, contro l’integrazione con la natura e il rispetto di essa e di tutti gli esseri viventi.
Una cultura spirituale annientata dal materialismo più ignorante e becero.
Ho stampata nella mente un’immagine di “Balla coi lupi”, che sintetizza il concetto: un soldato, tra quelli che hanno catturato il protagonista, va tra le fresche frasche a fare i bisogni, portandosi appresso il diario che gli ha trafugato( e che non capisce perché non sa neanche leggere), in cui è descritto il suo rapporto rispettoso coi nativi, di cui ha abbracciato il modo di essere, tanto da essere uno di loro.
Alla fine lo squallido tizio strappa una pagina e ci si pulisce il didietro.
Ecco, per me è tutto lì. 😣
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E quindi?
Cioè voglio dire, veramente siamo arrivati così in basso? Qual è l’obiettivo dell’articolo? Discriminare gli americani perchè secoli fa hanno avuto un’origine violenta? Se incontriamo un americano gli sputiamo in faccia perchè forse un suo pro pro pro zio ha sparato ad un nativo?
Ci inorgoglisce pensare di essere stati moralmente superiori a loro alla fine del 1700? Noi chi, poi? Le porcherie che hanno fatto loro in quei territori una volta emancipatisi (da noi), noi abbiamo continuato a farle dove siamo rimasti come colonizzatori.
Ohibò! Com’è che in Brasile la metà sono neri? Chi ce li ha portati? E per fare cosa? Saranno stati gli americani?
Ecco bene quando incontriamo un americano, dopo avergli sputato in faccia per l’egualitarismo della sua Costituzione che riguarda solo i bianchi, chiediamogli come hanno fatto ad eleggere un presidente nero, e come mai i sindaci di Los Angeles, Chicago, Washington, New Orleans, Seattle, Dallas, per elencarne qualcuna, sono neri, mentre il sindaco di Miami è un ispanico col padre nato a Cuba, il sindaco di New York neoeletto è islamico di origini indiane e ugandesi (nato in Uganda).
Chiediamoci tra quanti secoli, noi italiani che siamo maestri di integrazione ( a parole, come sempre) arriveremo a questo.
Articolo che trasuda ignoranza come ne ho letti veramente pochi in vita mia.
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sehhh, tempo perso.
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L’unica cosa che trasuda qui è la tua di ignoranza.
Ovviamente sapevi tutto quel che è stato detto lì, no?
Ma perdere un’occasione per dimostrarsi un cetriolo totale no, vero? Proprio non ce la fai.
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Tutto fottutamente vero . Peccato però che in finale cade nell’ inevitabile : Trump americano cattivo, Biden invece buono.
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Tra tutti gli argomenti che aveva a disposizione il Pino ha scelto quello meno pregnante.Ma accontentiamoci.
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hahahah
ma davvero c’è ancora qualcuno che difende gli IUESEI?
Il faro dell’umanità? della vera demokrazia? della ricerca della felicità universale?
gli atti fondativi delle colonie sono stati fatti nel sangue, nel sangue hanno fondato una repubblica federale, nel sangue hanno imposto le loro leggi ai propri cittadini, nel sangue hanno soggiogato tutti i loro vicini.
Democrazia? no una elite chiede il voto a suon di spot e dollari, e dice ai propri cittadini, voi arricchitevi se potete, alla politica ci pensiamo noi.
Averli come nemici sono letali, averli come amici il minimo che ti possa capiatare è diventare loro schiavi economici.
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Nella baracca degli schiavi però, non si deve vivere poi tanto male, visto e considerato che i primi a tenersela ben stretta sono proprio quelli che la criticano ipocritamente tre volte al dì, ma a rinunciarci non ci pensano nemmeno dipinti.
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Proprio NON CE LA FAI a NON dirlo 😀 😀 😀 😀 😀
Perke non vai a vivere in Russia? Pakato in Rubli! 😀
Dove è che posso trovare un tuo commento sulla Von der Pfizer che sta allestendo un nuovo servizio segreto, mentre il suo accusatore belga si è trovato tutti i conti bancari chiusi?
Come? Non l’hai scritto proprio? Azz!
EU to set up new intelligence unit under Ursula von der Leyen (ft.com)
Bella idea, no? Ursula conoscerà tutti i ca22i che l’intelligence UE ha raccattato, visto che la struttura è dentro il suo segretariato generale.
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@ Circo Togni: sei de coccio, eh? Eppure, te l’ho già detto: se vuoi la mia opinione su un argomento a tua scelta, mi devi pagare.
Che faccio, ti mando l’iban?
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ecco un altro che soffre della SINDROME DELLA CAPANNA, altri invece soffrono della Sindrome di Ganser, contenti voi.
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Per approfondire sul tema, suggerisco un video di OttolinaTV di qualche tempo fa (quando onestamente anche la TV del 99% era più vispa di adesso, ma vabbeh).
Per stomaci forti.
Vedere intere popolazioni annientate (pensate solo a dove sorge adesso NY) da questi criminali, dopo che li avevano accolti fraternamente.
Già all’epoca (nel XVII secolo) c’era chi si stupiva che i bianchi alle volte si univano agli indiani diventando come loro, ma gli indiani non avevano alcuna voglia di unirsi ai bianchi e diventare come loro.
Tu Cavalca, cavalca oh mio cowboy, che la terra poi, CE LA FOTTI A NOI.
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Neanche una citazione corretta, sei in grado di fare: sempre più squallido.
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A gentile richiesta del Torquemada cornuto e frustrato ammetto che la frase
Tu Cavalca, cavalca oh mio cowboy, che la terra poi, CE LA FOTTI A NOI.
In realtà è:
Tu cavalca, cavalca mio cow-boy
Che la terra tanto ce la fotti a noi
Grande differenza. Specie nella parte maiuscola 😀
Ma del resto, i contributi di JD sono questi.
Non è cretino, è che lo disegnano così 😀
Litfiba El Diablo Tour 1991 TEX – YouTube
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