Dietro le quinte del blitz blindato sulla legge di bilancio: la Premier comanda, i capigruppo obbediscono (per ora), e la truppa borbotta

(Marco Antonellis – lespresso.it) – Dietro le quinte del blitz blindato sulla legge di bilancio: la premier comanda, i capigruppo obbediscono (per ora), e la truppa borbotta. Altro che “unità della maggioranza”. La realtà, nei corridoi di Montecitorio, è un’altra: Giorgia Meloni non si fida di nessuno. Neanche dei suoi. E la prova è arrivata con una mossa chirurgica: a quanto si apprende, infatti, sarà vietato presentare emendamenti alla manovra se non passano prima da Palazzo Chigi.
Nessuno tocchi la legge di bilancio, firmata dal governo come fosse una reliquia. Il messaggio ai capigruppo di FdI, Lega e Forza Italia è arrivato chiaro: “Niente iniziative personali. Niente manine notturne. Si fa come diciamo noi. Punto”. Gli emendamenti si fanno solo se concordati prima, e se hanno il timbro del Mef. Tutto il resto è eresia.
Tradotto: Meloni non vuole scossoni. Vuole arrivare al via libera definitivo prima di Natale, col pacchetto intatto e il messaggio forte: “Governo stabile, maggioranza compatta”. Ma sotto, il fuoco cova.
Il retroscena: parlamentari “territoriali” furiosi
I primi a ribollire sono i “territoriali”, quelli che campano (politicamente) di piccoli favori per il collegio. “Come faccio a tornare a casa senza portare nulla? Manco una rotonda?” avrebbe sbottato un deputato azzurro. Lega e FI, abituati a “strappare” fondi per strade, scuole e ospedali, ora si trovano inchiodati al silenzio. “Siamo diventati comparse”, borbottano.
Ma Giorgia non vuole discussioni. Ha un obiettivo: evitare il Vietnam parlamentare delle passate manovre, con migliaia di emendamenti da gestire, nottate in Commissione, e figuracce in TV. Vuole ordine. Silenzio. Obbedienza. Giorgia ha preso le redini, e se le tiene strette. Gli emendamenti diventano arma di controllo politico. Ogni modifica passa per lei. Ogni centesimo ha un nome e cognome.
La strategia è chiara: tutto deve parlare di lei. Tutto deve portare il timbro della “premier che decide”, anche se decide di tagliare più che di spendere. E i ministri? Qualcuno mormora che l’aria dentro il Consiglio dei Ministri è quella delle riunioni di condominio: “Facciamo presto, che Giorgia ha già deciso tutto”.
Obiettivo: votare prima di Natale (e non fare brutte figure in Europa)
Il governo ha fretta. Vuole chiudere tutto entro Natale per mandare un segnale a Bruxelles e ai mercati: “Siamo affidabili, altro che caos italiano.” Ma dietro la facciata blindata, la tensione sale. Il rischio? Che a furia di zittire tutti, qualcosa salti per aria all’ultimo minuto.
PS. Nei palazzi romani si dice che la vera prova di forza non sarà la manovra, ma cosa succede dopo. Perché ogni silenzio forzato oggi, è una mina per gennaio.
Il collante tra gli “alleati”, tra gli autoreferenziati “patrioti”, non è la reciproca fiducia…ma le poltrone….!!!!!
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Questi li conoscevamo già. Gli unici che si erano presentati come santi, saltando sul carro di Grillo, si chiamavano pentastellati. Più che santi erano diavoli, capaci anche di “uccidere” il padre fondatore pur di stare incollati alle poltrone.
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Lei usa parole “forti” e decisamente fuori luogo….!!!!! il padre fondatore a cui va comunque il mio rispetto pur non condividendone diverse scelte cruciali tipo (Cartabia, Cingolani “grillino” e l’ irretimento da Draghi) ha fatto di tutto per rendere “finito” il Movimento nella sua identita’ politica……anche se “compostabile”….. !!!! Ma l’ “humus” è ancora “vivo”….piaccia o meno….. ed oggi abbiamo iniziato, noi iscritti, le votazioni per confermare o meno la “Presidenza” di Conte…..altro che “poltronari”….esimio Signore….!!! Buona serata.
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Gioggia comanda in politica economica? 😂😂😂😂
Gioggia comanda solo i suoi poveretti sfigati. E obbedisce,in silenzio, alla linea che Marietto da Citta della Pieve detta a Giogetti(MEF).Da 3 anni a questa parte.
Al massimo può decidere se fare un buon prezzo sulle triglie e i branzini.
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Hanno partorito la manovra più piccola da quando esiste la repubblica italiana, utile solo per pagare le bollette e i mercati si dovrebbero rassicurare perché la mente che l ‘ha espulsa è quella della più famosa diplomata all’istituto alberghiero? Ma la provetta cameriera, specializzata in accoglienza, ristoro e turismo, poliglotta quanto basta per dire quattro fesserie, tra convenevoli e i soliti luoghi comuni, per non più di 5-10 minuti, cosa potrebbe mai conoscere di economia, politica, ma di qualsiasi altra cosa? Conoscere significa ‘scire per causam’ e richiede lustri e lustri di studi per ogni ambito dello scibile umano. Ma se questa nanetta non sa fare nemmeno 2+2 con la calcolatrice e per fraintendere dolosamente il significato di ‘cortigiana’ ci mette due giorni affidandosi pure al responso di Google mentre quando si tratta di fare una grave violazione dello stato di diritto (il caso della immonda liberazione del boia libico) nemmeno viene messa al corrente dai figli di lupa che l’hanno architettata, cosa comanda, se non capisce niente di quello che firma? Ma veramente ci dobbiamo convincere che governare è così semplice come servire due pastarelle e che chiunque può farlo, senza avere nessun merito o capacità particolari?
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UN RITRATTO, Gen.!!!
👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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Ma com’è possibile che con una così al comando la potentissima opposizione si riduce a qualche battuta in Parlamento? Com’è possibile che non l’hanno ancora mandata a casa, messa con le spalle al muro e estromessa dal comando?
Chiedo per un amico…
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Magari può dire al suo amico che i governi cadono quando si disgrega la maggioranza parlamentare che li sostiene o se dimette il presidente del consiglio mentre l’opposizione non puo fare nulla, se non controllarne l’operato, criticarlo o eventualmente denunciare i crimini che commette. Le ‘battute’ che l’opposizione declama in assemblea sono invece atti parlamentari che torneranno utili quando l’opposizione dovesse vincere le elezioni e decidere di contestare, con una commissione d’indagine, una per una tutte le leggi e i comportamenti illegali assunti dalla fascisteria attualmente al governo.
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https://infosannio.com/2025/10/24/su-ucraina-e-gaza-meloni-e-schlein-sono-allineate/
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Ma Giorgia non vuole discussioni, perché le nottate in Commissione le tolgono la possibilità di fare su e giù dalla scaletta dell’aereo
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Meloni è così malmessa che non si fida nemmeno dei suoi e teme imboscate da Salvini e persino dal povero Tajani che più scalcagnato di così si muore. Ormai la poverina è in una sindrome da vittima di persecuzione e vede nemici dappertutto, non negli ormai inefficaci 5 stelle o nei servili piddini ma nelle piazze o nel cortile di Palazzo Chigi, tra i corazzieri del Quirinale, nei bagni delle donne. Il pericolo ormai è ovunque. Taci: il nemico ti ascolta!
Per questo scappa davanti ai giornalisti, caso mai nella massa di adepti plaudenti ci fosse puta caso un infiltrato, si appiccica alla mole rassicurante di Trump o di Orban, si stringe nell’abbraccio rassicurante di Crosetto, si appiattisce sotto la Generalessa d’Europa, evita persino di affacciarsi sul balcone caso mai crollasse. Si muove circondata da un servizio di sicurezza gigantesco come una falange macedone. Si porta sempre appresso la figlia caso mai qualcuno la rapisse. Vive in uno stato di perpetuo terrore. E immagino che guarderà ogni notte dieci volte sotto il letto caso mai vi si nascondesse un pacifista. Sono tre anni che vive asserragliata come nemmeno Allende nel Palazzo de La Moneda.
Sa benissimo che il suo governo è un covo di vipere che si odiano di un odio genuino e sono tenute insieme solo con l’Attac delle poltrone. Per questo prima di presentare la Finanziaria ha imposto ai suoi di non fare emendamenti che lei prima non abbia concesso. Insonna una e trina. Che triste vita, che vita triste!
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