
(di Michele Serra – repubblica.it) – Se la democrazia è ricerca di equilibrio tra i poteri, nel tentativo precario ma giusto di impedire che qualcuno sia “meno uguale” degli altri e possa sopraffarli, la sua smentita materiale viene dall’economia di mercato, almeno nella sua forma attuale. Non esiste calmiere o contromisura (per esempio: una forte tassazione, o leggi antitrust efficaci) che impedisca a singoli individui di accumulare quantità di denaro smisurate, forse mai viste al mondo, arrivando a condizionare la politica e la vita sociale almeno tanto quanto potrebbe fare un partito. Con la differenza che un partito è un’entità elettiva, rappresentativa di moltitudini.
In rappresentanza solo di se stesso, Elon Musk, secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, avrebbe un rapporto diretto e frequente con Vladimir Putin. Forte della sua flotta privata di satelliti, della sua posizione di punta nell’IA, della sua corsa al cosmo, Musk parla al presidente della Russia da pari a pari, dall’alto di un potere economico che diventa, di fatto, potere politico. Questo potere politico (che, ripeto, rappresenta una sola persona) è un problema gigantesco, perché per sua natura, anche se con le intenzioni più virtuose (e non è il caso di Musk), tende a scavalcare con totale disinvoltura le istituzioni, i governi, le convenzioni tra gli Stati, quel poco o quel tanto che siamo riusciti a fare per dare una forma collettiva e trasparente alla politica. I soldi hanno sempre fatto la storia del mondo. Basti pensare alla Compagnia delle Indie, o alla conquista delle Americhe. Ma ci eravamo illusi che, almeno in una certa misura, la democrazia politica potesse fare da contrappeso all’autocrazia economica. Così non è.
Personalmente, al posto di Serra, piuttosto che preoccuparmi delle illazioni del W.S.J., tutte da dimostrare, mi preoccuperei di più dei 40 miliardi di dollari che questo benefattore ha regalato a Trump per la campagna elettorale…
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Serra, come al solito, lancia il sasso ma sbaglia il bersaglio e sempre più mi convinco che lo fa volontariamente. Lo scandalo non è nel fatto che Musk parla con Putin infischiandosene di chiedere il permesso ai poteri democraticamente eletti (in pratica governo USA). È ricco (il più ricco di tutti) e fa quello che gli pare e piace e lo fa anche alla luce del sole. Lo scandalo è un Deep State di oligarchie economico-politiche che nascostamente governa il mondo decidendone i destini economici e politici con diritto di vita o di morte su interi popoli che storicamente non hanno mai avuto neppure gli imperatori romani o i faraoni
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Fazioso e complottista ,Serra dimentica di citare famosi personaggi che hanno in comune con Musk patrimoni esorbitanti frutto del turbo capitalismo che una volta era combattuto dai marxisti che Serra ha abbandonato in tenera età. Tra i filantropi (così vengono chiamati gli oligarchi in occidente)vi è Zuckerberg, Rockefeller, Soros etc…Ma questi hanno il pregio di non essersi alleati con Trump.
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Ma quando, in scala minore, certo, faceva lo stesso il delinquente di Arcore, dove era Serra? In vacanza su Marte?
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Qualcosa di diverso dai tempi di Crasso ??? Davvero qualcuno pensa che facciamo altri interessi che alla fine non siano sempre e solo esclusivamente i propri ???
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“Facciano” errata corrige.
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