
(Giancarlo Selmi) – Ieri notte è morto negli Stati Uniti, un mio amico. Viveva in Florida e percepiva una pensione-sussidio che gli permetteva di vivere però non era sufficiente per pagare un’assicurazione medica. Non so se questo gli sia costato la vita. Certamente ne ha impedito l’ospedalizzazione. Necessaria nel suo caso e che, molto probabilmente, gli avrebbe salvato la vita. È morto in casa, solo, senza cure, senza alcun aiuto. Aveva una piccola forma di obesità, ha chiesto aiuto, i soccorsi sono giunti quando era già morto.
Questo è il sistema sanitario americano. Un sistema che la sofferta legge di Obama, definita Obama-Care aveva cercato di migliorare e che, successivamente, Trump si è impegnato a smantellare, motivato dai miliardi di dollari che le imprese assicuratrici statunitensi e il sistema privato di ospedali e cliniche, gli hanno generosamente garantito durante le scorse campagne elettorali. E pure nella presente.
Negli USA se non hai soldi, muori. Nessuno ti cura. Nessuno ti accetta nella sua clinica. Nessuno ti permette un ricovero ospedaliero. Nessuno riabilita il tuo bimbo disabile. Nessuno ti regala le medicine. Nessuno ti fa un trapianto. Nessuno ti fa la chemio se hai un cancro. Nessuno, nessuno, nessuno.
Negli USA muoiono, in percentuale, molte più persone che in Europa. L’aspettativa di vita degli statunitensi è bassissima. Cosa assurda in un paese che ha la pretesa di guidare il mondo. La maggior parte delle morti colpiscono i settori piú deboli della popolazione statunitense: latini, afroamericani, homeless, poveri in generale. Quelli che vivono alla giornata, un giorno dietro l’altro, sono fra i primi a morire.
Questi sono i riferimenti ideologici di gran parte dei partiti in Italia. Prima fra tutti la lega. Questi sono i loro obiettivi sulla sanità italiana (peraltro ampiamente messi in pratica nelle Regioni in cui governano). Nessuna legge potrà mai essere concepita da questa parte politica in nome della difesa dei deboli.
La salute è un diritto sancito, con l’articolo 32, della nostra Costituzione.
Difendiamolo !!!
Temo che presto anche in Italia sarà così.
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Purtroppo è così, il senso di marcia intrapreso è quello di andare verso il modello sanitario che caratterizza gli stati uniti
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Infatti è un paese di m3rd4.
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Anche noi siamo su quella strada, probabilmente supereremo i maestri
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Classico articolo ad evidente ed esclusivo uso e consumo di quella piccola, ignorante e rumorosa schiera che necessita della quotidiana dose di conferma del proprio pregiudizio antiamericano, altrimenti rischierebbe di andare in crisi d’astinenza.
“Negli USA se non hai soldi, muori. Nessuno ti cura.”
Falso. Quello secondo il quale se non hai l’assicurazione sanitaria e sei senza soldi ti lasciano morire per strada è un falso mito: in ogni caso si viene soccorsi ed eventualmente anche ricoverati, anche se va detto che questo vale solo per quanto riguarda le cure necessarie ed urgenti.
La prova di questo è proprio nel racconto dell’articolista: il suo amico ha chiamato i soccorsi e questi sono arrivati comunque (in ritardo, purtroppo), anche se lui non aveva nessuna assicurazione. Non l’hanno lasciato morire.
“L’aspettativa di vita degli statunitensi è bassissima.”
Ora, a parte che l’aspettativa di vita dipende da un sacco di cose, e non certo dal solo sistema sanitario, ma il fatto è che l’aspettativa di vita negli Usa è di 78,4 anni, contro una media europea di “soli” 78,2 anni: strano che per quest’ultima nessuno abbia mai avvertito la necessità di denunciare un tale misfatto.
Se questa è un’aspettativa di vita “bassissima”, allora quella ad es. della Russia (73,2 anni: inferiore al Bangladesh, per dire) come bisogna chiamarla?
Ovviamente questo non cancella le altre critiche al sistema sanitario americano, che rimane iniquo e classista, ma quando ci si riduce a raccontare falsità per sostenere la propria tesi, questo è un forte indizio della debolezza di certe argomentazioni.
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sei di una banalità sconcertante
basta scrivere IUESEI
e salti fuori come jack in the box.
per dire le tue solite caxxate propagandistiche.
Se hanno dovuto fare una legge chiamata Obamacare
avversata dalla maggioranza degli ‘mericani
che caxxo vuole dire?
che milioni di persone non hanno accesso alle cure
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@ patetico soldatino pavloviano: ho citato dei fatti ben precisi: contestali nel merito, se ne sei in grado, altrimenti ti ringrazio per aver confermato la bontà delle mie argomentazioni, alle quali evidentemente non hai null’altro da opporre se non il tuo trito e ritrito “ammerrikani kattivoni del mondo”, che in pratica è il riassunto della maggior parte dei tuoi interventi qui (almeno di quelli verso il sottoscritto).
A proposito di “caxxate propagandistiche”, sei davvero sicuro che il programma Obamacare (gli ignoranti che parlano per sentito dire non sanno nemmeno che non è “una legge”, ma un insieme di riforme) fosse “avversata dalla maggioranza degli ‘mericani”? Si dà il caso che fosse il punto maggiormente qualificante del programma elettorale di Obama, grazie al quale vinse le elezioni presidenziali del 2008, con tanto di record di maggior numero di voti ottenuti da un candidato presidenziale (un record tuttora imbattuto).
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vedi che scrivi caxxate
si chiama Obamacare per brevità,
una serie di interventi a favore di chi non riesce a pagarsi o farsi pagare una assicurazione sanitaria.
Obama vinse non per le promesse sull’assistenza della salute, ma ad una serie di promesse (poi mantenute in parte marginale) di curarsi delle vittime della devastante crisi economica, scatenata dalla speculazione finanziaria, che Trump smontò in parte.
Il cane di Pavlov sei tu, basta scrivere IUESEI ed abbai, pupazzo di bava che non sei altro.
Pezzo di imb3cille, io non sono contro gli ‘mericani tourt-court, ma contro quei settori della politica guerrafondaia, interventista, predatrice, ipocrita, assassina che pensa di poter disporre del mondo a proprio piacimento, non ammettendo nessun tipo di dissenso o neutralità, il loro motto è: o sei con me o sei contro di me.
Tu sei solo un propagandista gnè gnè.
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@ Bonjour Finesse: infatti è proprio questo a renderti un ipocrita integrale, il fatto di essere contro l’America guerrafondaia a parole, mentre nei fatti continui a sguazzare nei benefici che tali politiche interventiste, predatrici ed assassine garantiscono a chi sta dalla loro parte, e ad abbandonare la folta schiera dei beneficiari non ci pensi proprio, quantunque ve ne sia la possibilità.
Prima mangi la bistecca, e poi ti lamenti del fatto che per averla nel piatto si debba uccidere una mucca, ma di diventare vegetariano, come fanno le persone dotate di una normale coerenza, a te non passa nemmeno per l’anticamera del cervello, macché: domani ancora bistecca, e per dessert ancora lamentele, et voilà, il menu dell’ipocrita è servito.
Se ci tieni a saperlo, a me gli americani fanno ancora più schifo che a te (l’ho ribadito anche sopra che il loro sistema sanitario resta iniquo e classista, di quale propagandismo mi accusi? Rileggi, magari facendoti aiutare da un normodotato con un minimo di senso critico), ma essendo consapevole della situazione, a differenza tua, almeno evito di lamentarmene, appartenendo anch’io alla folta schiera di cui sopra, quella dei beneficiari.
Troppo comodo, abbaiare con la ciotola sempre piena.
Comunque ti ringrazio per non aver contestato nel merito nulla di ciò che ho detto nel mio primo intervento, nonostante due repliche e il fatto ti abbia sfidato a farlo: un silenzio davvero eloquente che ti qualifica ulteriormente, anche se non è certo una novità.
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ma levati buffone ipertrofico
la mia risposta non è stata postata,
ogni tanto interviene il grande censore
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Medicina e profitto negli USA.
4 Maggio 2023
“Sul pavimento a mosaico dell’opulento atrio di una villa di Pompei c’è una scritta che appare ironica, essendo stata sepolta per secoli da cinque metri di ceneri vulcaniche: “Salve Lucrum”, si legge, “Salve, profitto”. Quel mosaico sarebbe oggi una decorazione appropriata per gli atri di molte strutture sanitarie.”
Così inizia l’articolo “Salve Lucrum: The Existential Threat of Greed in US Health Care” (La minaccia esistenziale dell’avidità nell’assistenza sanitaria statunitense) di Donald M. Berwick, recentemente pubblicato dal Journal of the American Medical Association (JAMA), una delle più prestigiose riviste scientifiche americane. [1] Berwick denuncia una tendenza pericolosa che interessa il mondo della sanità statunitense nel suo complesso: nessun settore della sanità americana è immune dalla ricerca smodata di profitto. Non lo sono le aziende farmaceutiche, né le compagnie assicurative, né gli ospedali, né gli investitori, né la pratica medica. L’avidità denunciata da D. M. Berwick concorre a rendere la sanità americana di gran lunga la più costosa al mondo (leggi qui e qui – vedi Figura 1). Ciò che colpisce è anche la rapidità della crescita nel tempo: nel 2007 la spesa sanitaria pro-capite era di 7.421 $, nel 2021 è arrivata a 12.318 $.
Figura 1. Spesa sanitaria totale (pubblica e privata) nel 2021 (in dollari PPP, Purchasing Power Parities). Paesi G7. Fonte: OECD
L’aumento del costo dei farmaci
Il rapido aumento dei costi farmaceutici è oramai noto a tutti. Negli Stati Uniti, i costi sconcertanti dei nuovi farmaci biologici e biosimilari, resi possibili dal fallimento di una seria regolamentazione dei prezzi, hanno generato enormi profitti per le aziende farmaceutiche, nonostante gran parte del finanziamento della ricerca biologica di base provenga da fonti governative. Le aziende farmaceutiche hanno utilizzato la proprietà monopolistica dei farmaci per aumentare i prezzi a livelli stratosferici e l’aumento non riguarda solo i nuovi farmaci. Il vuoto legislativo che interessa la regolamentazione dei brevetti negli Stati Uniti consente alle compagnie farmaceutiche di controllare i prezzi di farmaci già scoperti da tempo, aumentandoli senza alcun vincolo.Il Medicare Advantage ha incrementato i costi sanitari
Nel 1965, negli Stati Uniti è stato istituito Medicare, il programma assicurativo pubblico finanziato dal governo centrale prevalentemente attraverso la fiscalità generale, che attualmente garantisce l’assistenza sanitaria alle persone che hanno compiuto 65 anni di età e, indipendentemente dall’età, alle persone affette da disabilità o da malattia renale allo stadio terminale (insufficienza renale che richiede dialisi o trapianto). [2] Gli iscritti a Medicare, possono optare per il programma Medicare Advantage (MA), un piano assicurativo istituito più recentemente, inizialmente concepito per offrire ai beneficiari Medicare la possibilità di accedere a prestazioni aggiuntive a costi inferiori. I piani MA offrirebbero, infatti, la possibilità di usufruire di prestazioni altrimenti non coperte come visite oculistiche, audiologiche e odontoiatriche, pur presentando dei costi a carico dell’utente (“out-of-pocket”) inferiori rispetto al Medicare “tradizionale” (Original Medicare). Molti dei piani MA, inoltre, garantiscono il coordinamento delle cure, fornendo assistenza al paziente attraverso una rete definita di servizi in comunicazione tra loro. D’altro canto, molti piani MA prevedono costi aggiuntivi (es. compartecipazione al pagamento di visite specialistiche) e limiti riguardo ai fornitori di servizi ai quali il paziente può rivolgersi. Ad esempio, un paziente che beneficia di un piano MA potrebbe dover sostenere spese maggiori nel momento in cui scegliesse di rivolgersi a servizi esterni, non inclusi nel proprio piano. [3] Medicare Advantage, al momento, è diventato un programma di enormi proporzioni, avviato a coprire oltre il 50% di tutti i beneficiari Medicare, pur avendo un costo per beneficiario di gran lunga superiore rispetto a Original Medicare. La speculazione esercitata dalle compagnie assicurative partecipanti al Medicare Advantage ha assunto dimensioni sempre più rilevanti. Sfruttando il sistema di classificazione del rischio di Medicare e i modi in cui vengono stabiliti i “benchmark” di comparazione per i costi previsti, i piani MA sono diventati decisamente i settori più redditizi delle grandi compagnie assicurative. Secondo alcune ricerche, Medicare Advantage costerà a Medicare oltre 600 miliardi di dollari in più nei prossimi 8 anni rispetto a quanto sarebbe costato se gli stessi iscritti avessero optato per Original Medicare. Esistono opinioni discordanti sulla possibilità che gli iscritti al MA siano assistiti con migliori risultati e le evidenze non sembrano supportare questa ipotesi.La speculazione negli ospedali americani
Speculazioni analoghe si osservano negli ospedali americani. Una recente inchiesta del New York Times ha messo in luce un fenomeno drammatico: gli ospedali non profit riducono e chiudono i servizi nelle aree più povere, inaugurandone di nuovi nei quartieri ricchi. La “Massachusetts Health Policy Commission” ha riscontrato nel 2022 un aumento dei prezzi e dei ricavi degli ospedali tale da raggiungere, nel corso di un decennio, il ritmo di quasi quattro volte il tasso di inflazione. Un paziente ha pagato l’Università di Chicago ben 73.800$ per due iniezioni di Lupron Depot, un trattamento per il cancro alla prostata disponibile nel Regno Unito a 260$ a dose. Per aumentare i propri guadagni, molti ospedali che forniscono assistenza a popolazioni benestanti approfittano di un programma di sovvenzione federale originariamente destinato a ridurre i costi dei farmaci per le persone a basso reddito. In questo quadro si inseriscono gli enormi profitti e benefit da diversi milioni di dollari l’anno di cui godono molti dirigenti sanitari dei grandi sistemi ospedalieri. A livello macroscopico, la ricerca smodata del profitto si manifesta nel processo di fusione che interessa le aziende ospedaliere, processo che determina una concentrazione di mercato e, di conseguenza, un ulteriore incremento dei costi ospedalieri. Continua a diffondersi, inoltre, l’acquisizione di studi medici da parte di organizzazioni a scopo di lucro.La ricerca del profitto in sanità negli USA e in Italia
Il profitto può svolgere un ruolo nel motivare l’innovazione e migliorare la qualità delle cure, come accade in qualsiasi altro settore. Ma, secondo Donald Berwick, i comportamenti cleptocapitalisti che portano ad un aumento dei prezzi, dei salari e del potere di mercato a livelli estremi finiscono per danneggiare i pazienti e le loro famiglie, le istituzioni, i programmi governativi, le piccole e grandi imprese e il morale della forza lavoro. Questi comportamenti, per lo più legali, ma eticamente discutibili, hanno raggiunto un livello tale da costituire una minaccia per l’esistenza di un sistema sanitario equo e sostenibile. Le ricadute di questo modo di agire possono essere estremamente pesanti per la popolazione. Il 41% degli adulti americani, 100 milioni di persone, sostiene debiti medici, una persona su otto ha un debito maggiore di 10.000$. In Massachusetts, il 46% degli adulti riferisce di non poter usufruire di cure necessarie per i costi eccessivi. Nel 2021, oltre la metà dei debiti negli Stati Uniti (58%) era causato da spese sanitarie. Le tariffe delle assicurazioni sanitarie in Massachusetts sono più che raddoppiate in due decenni e ora costano per ogni famiglia come più di una macchina all’anno. Le persone con un reddito basso sono costrette a scegliere piani assicurativi “high-deductible”, ovvero piani con una copertura meno completa, secondo i quali l’assicurato paga un premio mensile generalmente inferiore, pagando però di tasca propria più costi sanitari prima che la compagnia assicurativa inizi a pagare la sua quota. [4] In nessun’altra nazione sviluppata al mondo il debito medico è una minaccia così presente come negli Stati Uniti.
I professionisti si trovano intrappolati nella burocrazia e negli obblighi di produttività, che molto spesso contrastano con le ragioni per cui molti hanno deciso di intraprendere la propria carriera in ambito sanitario. Il risultato è un vero e proprio “danno morale”, con la demoralizzazione e il disimpegno che ne conseguono. Rispetto alle altre nazioni ad alto reddito, i costi della sanità degli Stati Uniti sono quasi il doppio, mentre gli indicatori di salute relativi all’equità e all’aspettativa di vita presentano valori di gran lunga peggiori. L’avidità incontrollata non è l’unico fattore di quel fallimento, ma è uno dei principali. Pochi, se non nessuno, dei paesi sviluppati tollerano livelli così alti di avarizia, manipolazione e speculazione nel settore sanitario come fanno gli Stati Uniti.
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Non capisco: tutto ciò autorizza a scrivere falsità come il fatto che “negli USA se non hai soldi, muori. Nessuno ti cura. Nessuno ti accetta nella sua clinica. Nessuno ti permette un ricovero ospedaliero“, oppure a definire “bassissima” un’aspettativa di vita che, di fatto, è superiore alla media europea?
O forse è l’esempio della Russia ad aver infastidito qualche putiniano in servizio permanente effettivo?
Nessuno nega che la sanità americana sia costosa, ma parlare dei soli costi senza confrontarli con lo stipendio medio (che è di circa 6omila dollari all’anno) e senza nemmeno un accenno alla qualità dei servizi associati a tali costi (ad esempio, il fatto che il tempo medio di attesa per una visita sia di pochi giorni, e non di mesi o anni), oltre ad essere evidentemente fuorviante, denota quale sia il vero interesse di chi scrive certi articoli: parlare male di un sistema per fare propaganda ideologica, in modo da stuzzicare l’ignorante e rumorosa schiera di cui sopra, che necessita di recitare le proprie quotidiane geremiadi antiamericane.
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Nei mesi scorsi, sempre su Infosannio, sono stati pubblicati diversi articoli aventi come tema la “questione sanitaria”; è proprio il caso, direi, di chiamarla così: questione sanitaria; perchè sta diventanto ( se non si vuole dire che lo sia già) un grosso problema.
Nei precedenti articoli pubblicati su Infosannio questo argomento era pressocchè deserto in quanto a commenti; è bastato associare alla parola sanità, la parola USA ed ecco che inspiegabilmente i commenti escono fuori.
Cominciamo col dire che io non definirei quanto scritto un articolo quanto una denuncia, un monito affinche non ci si diriga verso i modello sanitario americano, anche se si sta andando in quella direzione che ha le sue origini nell’assegnazione alle regioni di quello che “è stato” il SSN.
Come scritto giustamente da JD, l’articolo presenta delle falsità non di poco conto.
Negli stati uniti il servizio sanitario pubblico esiste e si chiama Medicare che è un programma federale, quindi uguale per tutti e che non dipende dal reddito; esso è indirizzato a persone sopra i 65 anni di età o anche a giovani affetti da disabilità gravi; al netto delle limitazioni tende ad essere un pò simile al nostro SSN; per finanziarlo si usano le tasse dei cntribuenti.
Poi c’è Medicaid che è un programma misto statale e federale e che in quanto tale può variare da stato a stato ( un pò le nostre sanità regionali); i singoli stati contribuiscono con il Federal Medical Assistance Percentage.
Tale programma si rivolge, senza limiti di età o patologie, alle persone a basso reddito, agli anziani e ai disabili (come Medicare), ai bambini e alle donne incinte e prevede servizi come ospedalizzazione, copertura di farmaci prescritti, cure preventive, assistenza domiciliare per anziani e disabili.
I problemi di Medicaid sono legati alla fruibilità di tale tipo di assistenza
La soglia di reddito che esclude persone che non riescono a sostenere finanziariamente le cure però hanno un reddito, sia pur di poco, superiore ad una ceta soglia ( L’affordable care act, noto come Obama care aveva appunto abbassato tali soglie)
Un altro grooso limite è dato dalla disomogeneità territoriale delle strutture sanitarie; normalmente presenti in zone ad alta densità di popolazione e poco presenti altrove
Poi c’è l’immancabile burocrazia.
E’ relativamente facile quindi trovare le analogie tra il sistema sanitario americano ed il modello cui tende quello casereccio.
Vorrei però porre l’attenzione su un fatto cioè le cause che sono alla base di questi due modelli che purtroppo tendono a somigliarsi.
Negli stati uniti il modello sanitario di tipo privato dipende da diversi fattori
Sicuramente c’è la forte azione di lobbing delle compagnie di assicurazione, delle strutture ospedaliere private, dell’industria farmaceutica
I singoli stati degli USA hanno poteri molto più vasti di quelli che hanno le nostre regioni in rapporto ai rispettivi governi centrali e questo è alla base della disomogeneità nei trattamenti sanitari.
Il sistema sanitario USA è basato sulle assicurazioni che sono pagate dai datori di lavoro; chi quindi è disoccupato non ne beneficia.
L’aspetto culturale di tipo individualistico che porta una buona parte delle persone a guardare con sospetto il servizio sanitario pubblico.
In Italia invece le ragioni sono profondamente diverse e si possono sintetizzare in due parole
L’evasione fiscale che toglie risorse anche al Sistema Sanitario Nazionale.
Il Malaffare in cui tutti, da coloro che sono stati ai vertici fino ad arrivare ai barellieri hanno fatto carne di porco del nostro SSN.
Quindi è giusto riprendersi la Sanità pubblica, come invita l’aticolista? SI
Ma quale risultato si pensa di ottenere se, ammesso che si riesca a riprenderla, la si tratta come è stata trattata in passato?
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Tra l’altro stipendi e tassazioni rimangono sempre gli stessi, che non puoi manco farti l’assicurazione.
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Sono sdegnata da un sistema come questo. Sarebbe la grande civiltá americana?
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