(Tommaso Merlo) – Ormai se la cantano e se la suonano da soli, vanno a votare solo i tifosi della Meloni e gli abbonati al Pd. I nuovi europoltronati ringraziano di cuore, mentre l’Europa vede nero. La Von der Leyen rischia grosso mentre Macron prende atto della disfatta ed indice nuove elezioni, finalmente qualche buona notizia e vedremo chi in Italia seguirà il suo esempio. Tipo Salvini che sarebbe ora appenda la lingua al chiodo. La sua bolla è scoppiata da mo’ e ormai perfino Bossi vota Forza Italia. Altra buona notizia, se ne tornano a Pontida. Ma anche Giuseppe Conte dovrebbe fare un passo indietro dopo l’ennesima sconfitta. Ha avuto lo scettro, ha impostato la rotta, ci ha messo la faccia ma ha creato un progetto politico insipido che si è infilato in un vicolo cieco. Perfino al sud hanno preferito andare in spiaggia, mentre al nord hanno rimosso tutto da tempo. Trasformare il fu Movimento in un partitino con l’unica prospettiva strategica di fare la stampella del Pd, si è rivelata una linea politica suicida e vedremo se qualcuno se ne assumerà le responsabilità. In questo periodo storico, non c’è affatto bisogno di partitini che stanno al gioco, mentre sarebbero vitali movimenti popolari con ambizioni di cambiamento radicale. Movimenti democratici e pacifici con l’obiettivo di liberarsi dalle catene del pensiero unico e rimettere in discussione questa fasulla democrazia ed un modello economico e sociale che ci sta portando verso l’autodistruzione personale e collettiva. Movimenti che ambiscono ad un nuovo paradigma e non a cavalcare quello esistente. Il fu Movimento è stato il fenomeno politico più significativo degli ultimi decenni, qualcosa che verrà studiato nei libri di storia comunque la si pensi. Un movimento nato dal basso che ha raggiunto vette inaudite senza mezzi e che una volta al potere è stato trattato peggio di una cricca mafiosa. E questo perché diceva cose vere, perché metteva il dito nella piaga di un sistema politico marcio e autoreferenziale e proponeva un modo partecipato di fare politica oltre che idee innovative e sensate. Un’ondata democratica straordinaria che ha avuto il privilegio storico di poter passare ai fatti. Nei primi mesi di governo, gli scappati di casa a cinque stelle hanno inanellato risultati a ritmi inauditi e ancora oggi le riforme più significative come il reddito o il taglio dei parlamentari, si devono a loro. Quella proposta che sembrava folle ha funzionato eccome e questo ha scatenato ancora di più i vecchi partiti terrorizzati del venire rimpiazzati dai cittadini. Il Movimento è poi servito a riportare la moralità a livelli decenti dopo anni di depravazione, ma tutto inutile. Alla fine ha prevalso la restaurazione. Il Movimento è imploso per colpa dell’egoismo dei singoli che l’ha diviso e spinto a rimangiarsi il modello e il progetto originario e per una serie di scelte politiche grottesche. Tra tutte quella di andare al governo con Berlusconi causa Covid. Oggi trionfa la Meloni che quell’ammucchiata l’aveva schifata mentre del Movimento non rimane nulla. Conte era stato un buon premier, ha goduto di grande consenso ma ha messo insieme un partitino che queste elezioni confermano essere senza senso e futuro. E anche se Conte si dimettesse sarà difficile possa nascere qualcosa di interessante dalle ceneri del fu Movimento. Son volati troppi stracci in passato e oggi gli elettori hanno soglie di sopportazione basse. Ci sono però praterie per nuove iniziative. Metà degli elettori non vota e molti aspettano solo una proposta degna della loro fiducia. Una proposta innovativa che rispecchi le loro nuove consapevolezze di cittadini moderni. Una proposta anti sistema che rigetti il pensiero unico ed ambisca ad un paradigma più intelligente. Il fu Movimento ha insegnato molto nel bene e nel male, anche che oggi tutto è possibile quando si hanno contenuti validi e un progetto innovativo. La speranza è che le nuove generazioni colgano la sfida.