Il rapporto Oxfam. Diseguaglianze record: la pandemia premia il club dei miliardari

L’1% della popolazione si è aggiudicato il doppio della ricchezza andato al restante 99%

(Rosaria Amato – repubblica.it) – ROMA – Mai così disuguali: tra fine 2019 e fine 2021 l’1% più abbiente della popolazione mondiale ha incassato una quota dell’incremento della ricchezza quasi doppia rispetto a quanto è andato al rimanente 99%. Per ogni 100 dollari di incremento della ricchezza globale, tra fine 2019 e fine 2021 63 dollari sono andati all’1% più ricco e solo 10 al 90% più povero. È il mondo descritto dal rapporto “La disuguaglianza non conosce crisi” di Oxfam, che verrà presentato oggi, in apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos, in Svizzera.

Tra inflazione, crisi alimentare e Covid, nel 2022 sono cadute in povertà estrema tra i 75 e i 95 milioni di persone in più rispetto alle previsioni pre-pandemia. Ma intanto ai “miliardari Forbes” ogni giorno dello scorso anno sono andati 2,7 miliardi. Per la prima volta in 25 anni aumentano simultaneamente estrema ricchezza ed estrema povertà, denuncia Oxfam. «È il 2020 l’anno in cui si è interrotta una tendenza di lungo corso alla riduzione della povertà estrema nel mondo. – spiega Mikhail Maslennikov, policy advisor della Ong – Il numero delle persone che vivono con meno di 2,15 dollari al giorno è aumentato dell’11%. Non si rilevava un aumento della povertà estrema dal 1998, e di questa intensità dal 1990. E anche se dopo c’è stato un rallentamento, comunque la guerra in Ucraina, l’inflazione e la scarsità di cibo rendono ormai difficilmente raggiungibile l’obiettivo dell’Onu di sradicare la povertà estrema entro il 2030».

La polarizzazione di ricchezza e povertà, che era una tendenza che stava già emergendo negli ultimi anni, ha subìto un’accelerazione fortissima con la pandemia e con tutto quello che è seguito. Qualche dato, tratto dal rapporto: fra dicembre 2019 e novembre 2021 l’1% più ricco della popolazione mondiale ha visto crescere il valore dei propri patrimoni di 26.000 miliardi di dollari in termini reali, accaparrandosi il 63% dell’incremento complessivo della ricchezza netta globale (42.000 miliardi di dollari): quasi il doppio della quota (37%) andata al 99% più povero. Nel complesso, l’1% più abbiente possiede il 45,6 % della ricchezza mondiale, alla parte più povera rimane solo lo 0,75%.

Una tendenza ineluttabile? Assolutamente no: è successo perché si è permesso a chi già deteneva la ricchezza finanziaria ed era in grado di trarre benefici dalle emergenze di tenere per sé tutti i profitti. Gli analisti di Oxfam calcolano che nel 2022 gli azionisti delle 95 maggiori multinazionali dell’energia e del cibo abbiano ottenuto in distribuzione l’84% dei profitti realizzati, 257 miliardi di dollari. Mentre per 1,7 miliardi di lavoratori invece l’inflazione ha superato l’incremento medio. Ancora peggio, nel 2021 circa 800 milioni di persone hanno sofferto la fame, quasi una persona su 10.

La pandemia ci ha fatto riscoprire il valore del welfare, con i sostegni alla popolazione, che in molti Paesi, Italia compresa, hanno mitigato l’impatto della pandemia prima, e dell’inflazione ora. Ma i sussidi costano, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, sempre in maggiore difficoltà: il 25% delle economie emergenti e il 60% dei Paesi a basso reddito sono schiacciati dal debito pubblico. E quindi non resta loro che tagliare il welfare: almeno 148 Paesi pianificano di ridurre la spesa pubblica da qui al 2027, un taglio da 7.800 miliardi di dollari che partirà dalla protezione sociale, colpendo i più deboli. Mentre dovrebbe avvenire esattamente il contrario, conclude il rapporto: «I governi dovrebbero adottare politiche predistributive e redistributive in grado di ricucire i divari socio-economici che si vanno acuendo».

2 replies

  1. E questi sarebbero ovviamente BENEDETTI da Dio, no?

    Secondo l’etica protestante, più sei ricco più sei nel giusto.

    E intanto tagliano l’RdC, ma la puffetta mannara non ha niente da dire al riguardo, no?

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