Sui social e tra gli ex colleghi M5S ansia e preoccupazione per le sue condizioni di salute. Sabato scorso l’operazione durata quattro ore

Di Battista, nuovi accertamenti dopo l’intervento. Amici e famiglia mantengono il riserbo

(di Conchita Sannino – repubblica.it) – Come stai, Alessandro. Quando torni. Lo scrivono sui social i suoi follower, si interrogano i senior elettori grillini che non l’hanno mai perso di vista, o i giovani che lo hanno conosciuto di recente come reporter e attivista. Se lo chiedono nel Palazzo, che da oggi riprende la sua routine, anche i vecchi compagni del Movimento, affetto della precedente vita politica. Ma le domande, intorno alle condizioni di Alessandro Di Battista, il 48enne ex deputato 5S, ricoverato a Cuba e sottoposto tre giorni fa a un delicato intervento chirurgico, devono restare per ora senza risposte.

La famiglia è chiusa nel più comprensibile e teso riserbo, come gli amici che trepidano, o i compagni di viaggio che con lui portano avanti l’associazione fondata insieme, “Schierarsi”. Tutti in attesa dei nuovi esami e approfondimenti disposti dagli specialisti, dopo l’operazione di sabato che è durata circa quattro ore, e che tecnicamente non ha riservato complicazioni. La prognosi adesso è riservata, come sempre in questi casi. Ci vorranno alcuni giorni: bisognerà attendere il decorso post-operatorio, che può sempre variare in relazione a vari fattori, hanno precisano i sanitari. Tutto è legato all’evolversi del quadro clinico e soprattutto alle mosse dei medici.

Un’equipe trans-nazionale sta occupandosi della sua salute. Camici bianchi che ormai da settimane condividono informazioni sull’asse Roma-l’Avana, incessantemente all’erta, un filo attivo notte e giorno, i professionisti del Policlinico Gemelli (alcuni avevano raggiunto Cuba già nell’immediatezza) e alcuni luminari italiani in colloquio con il diciannovesimo piano dell’ospedale “Hermanos Ameijeiras”, la struttura d’eccellenza nel cuore della capitale, dove medici-campioni (con stipendi sempre più da fame) riescono a garantire assistenza di qualità lottando ogni giorno contro il dramma del lungo buio energetico, imposto dal blocco degli approvvigionamenti e dalle sanzioni Usa.

Dieci giorni da quel feroce mal di testa che ha colpito Di Battista, con la perdita temporanea di coscienza e il primo ricovero: a Santa Clara, 300 chilometri da l’Avana. Si fiondano a Cuba sua sorella, la madre dei suoi due figli Sahra Lahouasnia, il presidente di “Schierarsi” Luca Di Giuseppe. L’ex deputato si riprende poco dopo, e quando appare stabilizzato con l’assistenza all’ “Hermanos Ameijeiras” comunica con i suoi follower, posta il vassoio da paziente con pollo e riso, riceve gli incoraggiamenti di centinaia di follower, e riesce a rispondere anche al telefono, sia alla premier Meloni, sia al ministro Tajani, che si sincerano delle sue condizioni.

“Ce la metterò tutta per tornare presto”, risponde Di Battista via social anche a Ilaria Loquenzi, ex staff 5S. Sabato scorso, era organizzato il suo rientro in Italia. Non con un volo di Stato, che pure gli viene proposto dal governo: ma Dibba ringrazia e declina, mentre all’orizzonte già scoppia la polemica social. E’ un’aeroambulanza, coperta dai costi dell’assicurazione già prevista per il suo reportage in Centro America che andrà su Il Fatto, a riportarlo da l’Avana a Roma Ciampino. Invece un peggioramento improvviso stravolge ancora i piani. Di Battista è colto da malore mentre è in ambulanza e sta raggiungendo lo scalo dell’isola. I medici non possono rischiare: meglio intervenire subito. E l’operazione va secondo i piani.

Ma la battaglia non è alle spalle. Vanno fatti altri esami, è il momento della Terapia intensiva post-operatoria, no stress da viaggio continentale. Per il rientro in Italia potrebbe trascorrere anche qualche settimana. “Alessandro combatti. Noi ti aspettiamo”, gli scrivono alcuni attivisti, tanti conoscono la sua ostinata voglia di lottare. E c’è chi pensa già a un’accoglienza calda e bipartisan. “Ma ora meglio aspettare, con discrezione”, il desiderio di chi gli è vicino.