Ucraina. Guerra giorno 320: la sfinge Putin e mosse Nato, una crisi senza più uscita?

Battaglia infinita di Bakhmut e altri fronti locali, in attesa dei nuovi armamenti occidentali per Kiev. La strategia ondivaga russa aumenta la difficoltà di una via diplomatica. E i civili muoiono

(Andrea Lavazza – avvanire.it) – La guerra in Ucraina è arrivata al suo 320° giorno e il fallimento dell’ipotizzata tregua di Natale sembra confermare tragicamente che non siano all’orizzonte svolte nel conflitto. Gli attacchi russi sui civili continuano: due donne sono rimaste uccise dai missili lanciati su un mercato a Kharkiv, nell’Est. Altre tre donne e una bambina di dieci anni sono rimaste ferite, secondo quanto riporta l’“Ukrainska Pravda”.

Combattimenti feroci proseguono a Bakhmut, nel Donbass, diventata una città simbolo che entrambi le parti vogliono poter controllare stabilmente, dove si stanno perdendo centinaia di uomini in una delle battaglie più sanguinose di questi mesi, probabilmente senza un vero obiettivo strategico, ma soltanto, soprattutto da parte russa, per uno scopo che è più di orgoglio nazionalistico che di guadagno bellico.

Nelle ultime ore, le forze dei separatisti ucraini, sostenuti da Mosca, nella regione orientale di Donetsk hanno annunciato la conquista di un villaggio proprio vicino a Bakhmut, città agricola e mineraria che aveva una popolazione di 70mila persone prima della guerra e che di fatto è ancora difesa dalle truppe ucraine. Si tratta di Bakhmutske, a nord-est del capoluogo. Il piccolo centro è appena fuori Soledar, città anch’essa teatro di pesanti scontri in cui sono coinvolti i mercenari della società privata russa Wagner.

Dal punto di vista più generale, gli sviluppi della guerra sembrano in questa fase dipendenti dalla preparazione che i due eserciti stanno conducendo in vista di una probabile escalation nei prossimi mesi. Mentre il Cremlino ha escluso una nuova mobilitazione e la sua tattica oscilla tra i lanci massicci di missili sulle infrastrutture e piccole offensive sul campo per riconquistare alcuni territori perduti, Kiev punta tutto sui nuovi rifornimenti d’armi provenienti dall’Occidente.

Nei giorni scorsi, gli annunci ravvicinati di Stati Uniti, Germania e Francia hanno segnalato la rinnovata volontà di sostenere l’azione ucraina sul campo con nuovi lanciatori e mezzi blindati che finora erano stati negati anche di fronte alle reiterate richieste del presidente Zelensky. Alcuni analisti hanno parlato di una svolta, perché significherebbe che il fronte Nato sarebbe convinto della possibilità di una vittoria militare dell’Ucraina, o almeno di una riconquista di territori tale da permettere di aprire trattative con Putin su un piano più paritario.

Si tratta di una lettura probabilmente troppo sbilanciata. La Casa Bianca non vuole fare concessioni al Cremlino, ma è anche consapevole di non potere (e non volere) svuotare i propri arsenali e sfidare gli umori dell’opinione pubblica americana, sul lungo termine meno disposta a pagare per il conflitto in Europa. Per questo Biden ha chiesto a Zelensky di pensare anche a una via diplomatica. Spingere su entrambi i pedali dovrebbe servire a sfiancare l’attuale dirigenza di Mosca, alle prese con difficoltà interne e rovesci sul campo.

D’altra parte, è lo stesso Vladimir Putin a mostrare una conduzione ondivaga delle operazioni. Perché non insiste con continuità con la strategia del terrore su obiettivi civili che sembrerebbe essere efficace dal suo punto di vista? Non certo per scrupoli morali o umanitari, o per evitare l’esecrazione internazionale. Ha superato ampiamente entrambi quei limiti con i raid criminali compiuti finora. Forse è a corto di missili? Nessuno lo sa con precisione. Potrebbe essere una spiegazione. Forse le cose sono più complesse e Mosca non persegue un obiettivo di distruzione totale del Paese “fratello” e nemico insieme. Ma certo la Russia non cederà facilmente i territori che adesso rivendica come propri dopo l’“annessione” di fine settembre.

Di fronte a questa difficoltà di inquadrare la crisi e i suoi sviluppi, si arenano anche i tentativi di mediazione e si alimentano le ambiguità di Paesi come la Cina e la Turchia, che non hanno preso apertamente le parti di Mosca ma non fanno tutto quello che potrebbero per scoraggiare la prosecuzione delle ostilità da parte di Putin. Pertanto, le speranze di tregua, in questo quadro, restano purtroppo flebili.

9 replies

  1. Insomma, dopo tante strunzate almeno una cosa è chiara,
    In ucronazi si combatte una guerra per procura tra russi e ammeri-cani dove la popolazione ucronazi fa la parte della carne da cannone, non per nulla i paesi natostan sono alla disperata ricerca di mercenari e armamenti da inviare nel tritacarne chiamato dombas,
    Tutto ciò a spese della popolazione occidentale

    Piace a 2 people

  2. Sono 320 giorni che sto aspettando una semplicissima dichiarazione della Nato: ” Non metteremo mai nostre basi militari e nostri ordigni nucleari in Ucraina”.
    Ma non succede mai.
    Forse perché, subito dopo, potrebbe scoppiare la Pace?

    Piace a 4 people

  3. Gli atti di guerra sono criminali se li compiono i russi ,anzi Putin in persona. Diversamente, gli ucraini e non gl Usa che li armano sobillano e aizzano, possono vantarsi di aver ucciso 400 soldati russi in un solo colpo o di bombardare l’area di una centrale atomica, di far saltare per aria una donna con la sua auto etc…Bel modo di raccontare i fatti.

    Piace a 4 people

  4. Soliti articoli che nascondono la polvere sotto il tappeto. Nessuno che dica chiaramente che i Russi sono per arrivare ad un trattato di pace. Il buffone cocainomane ha addirittura fatto una legge che impedisce agli ucraini di trattare con Putin. Vogliono tutti la pace ma nessuno dice come stanno veramente le cose, ci riempiono di becera propaganda a volte che sfiora il ridicolo e l’assurdo.
    La trovata più surreale, oltre alle continue malattie di cui soffre Putin, che ne avrebbero alterato il pensiero e offuscato la mente, e quella della legge russa che vieta di sognare zelensky

    Piace a 2 people

  5. Anche i Vescovi si approvigionano alle fetide acque della Nato… Implorano pietà per i bimbi ucraini e fingono di non sapere delle migliaia di assassinati dagli ucronazi nel Donbass… Capiscono, come tutti, che il torto marcio è della Nato (anche dell’Italia, dunque) che persegue il disegno di incorporare Ukraina, Georgia e ricongiungere le basi Nato esistenti con quelle Usa presenti nelle repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale. L’obiettivo è chiaro: incunearsi tra Russia e Cina, separandole e circondare la Cina costruendo alle sue spalle della Cina una catena ostile analoga a quella marittima di Giappone, Taiwan, Filippine ecc… I vescovi lo sanno bene, ma tacciono tentando di farci credere, piagnucolando che essi lavorano per la pace. Da loro, un tempo, mi aspettavo che avessero almeno il coraggio di denunciare il male. Ma, oggi, pare che i gesuiti abbiano il comando che esercitano e diffondono con la consueta ipocrisia. Amen.

    Piace a 2 people

  6. Gli attacchi russi sui civili continuano: due donne sono rimaste uccise dai missili lanciati su un mercato a Kharkiv, nell’Est. Altre tre donne e una bambina di dieci anni sono rimaste ferite, secondo quanto riporta l’“Ukrainska Pravda”.

    Proprio oggi una sventagliata di 44 razzi in fila per 3 col resto di 2 nella zona di Donetsk, ma quelli non contano.

    Piace a 1 persona

  7. La “malattia” che ottunde la mente di Putin?!

    Invece Nessuno fa un attento studio su come e cosa fa la farina00 tagliata con il rasoio sulla mente esaltata di Zelensky?

    Piace a 1 persona