Solidarietà per Soumahoro

(Massimo Gramellini – corriere.it) – L’onorevole Soumahoro ha deciso di abbandonare il gruppo parlamentare rossoverde dei Fratoianni e dei Bonelli perché non avrebbe ricevuto solidarietà nella nota vicenda che ha coinvolto moglie e suocera.

Ohibò, questa si chiama inversione dell’onere della scusa.

Invece di chiedere lui venia ai compagni di strada (e agli elettori) per averli messi in imbarazzo, e magari rassicurarli riguardo alla propria affidabilità con una spiegazione convincente, Soumahoro recita il lamento dell’offeso, come se fosse la vittima di un raggiro.

Vive da anni con una persona che, secondo il gip, «ha mostrato elevata spregiudicatezza criminale nell’attuare un programma delinquenziale» a scapito dei migranti per i quali egli si batte. E, anziché farsi delle domande, si dà solo delle risposte. Stereotipate, per giunta: sarebbe tutto un complotto dovuto al colore della sua pelle e toccava allo Stato vigilare sulle eventuali malefatte delle parenti strette.

Sta scherzando, onorevole? No, perché se il suo fosse un ricatto morale, sarebbe quantomeno ridicolo.

Il razzismo non c’entra un fico, anzi un comportamento così lamentoso e sfuggente non fa che portare nuovi argomenti ai razzisti veri, ben felici di poter bollare come ipocriti coloro che credono in una società aperta ma che si sono anche stufati di vedersi rappresentati da figurine simboliche che pretendono solidarietà senza mai dare nulla in cambio che assomigli alla serietà.

2 replies

  1. Lo ha mollato pure Gramellini, possiamo anche mettere fine a questa penosa vicenda sul personaggio. Il sindacalista non ha intenzione di rinunciare allo stipendio e ai privilegi da parlamentare, voglio vedere ogni sua proposta, ogni sua intemerata quanta credibilità e sostegno potrà raccogliere. Se la goda finchè può, perchè la sua parabola è finita

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