La caccia al cinghiale urbano

(Marcello Veneziani) – Che brutto Natale per i cinghiali. Hanno saputo che il governo Meloni ha approvato l’abbattimento dei cinghiali in città e hanno capito che per loro “la pacchia è finita”. Così i cinghiali stanno abbandonando Roma con gli occhi mesti, le teste abbassate e la coda tra le zampe. E’ una scena toccante l’esodo dei cinghiali dalla Capitale e dalle città d’Italia. Incolonnati tristemente sulle vie consolari tornano alla macchia, si spargono sui monti e nelle selve, fino alla Maremma. Lasciano le loro alcove romane, senza portarsi neanche gli effetti personali, ed è straziante vederli passare dai loro ritrovi abituali. Qualcuno intona sottovoce Arrivederci Roma di Rascel, ma in cuor loro hanno il presentimento che non la rivedranno più e si sentono rosolare dentro. Confidavano che fosse loro applicato lo ius soli.

Solitamente restio a parlare e a relazionarsi con gli umani, un cinghiale esodato da Roma ci ha rilasciato durante il tragitto, on the road, una testimonianza in esclusiva, a condizione di mantenere l’anonimato e di rileggere il testo prima della pubblicazione. Più che un’intervista è stato uno sfogo autobiografico: “Vivevamo bene a Roma – ha esordito in tono accorato – ci eravamo ormai ambientati, uscivamo la sera a cena come tutti i romani, sempre in famiglia, portavamo i cuccioli a spasso o a cassonetti, che sono come i McDonald per voi. Uscivamo più tardi degli altri perché amiamo il riserbo e siamo abituati a cenare tardi come gli spagnoli e i meridionali. I romani, dopo un’iniziale diffidenza, cominciavano apprezzare la nostra compostezza, qualcuno ci salutava e scambiava con noi qualche battuta non di caccia. Eravamo silenziosi, rispettosi del traffico urbano, camminavamo in fila indiana, mai una cicca per terra e non disturbavamo gli abitanti, se non quando loro erano invadenti con noi. Sa come sono questi romani…

Ormai nessuno ci considerava più clandestini o irregolari. Avevamo siglato un capocollo d’intesa con il sindaco che prevedeva la sottoscrizione di una polizza sulla vita, detta Cinghialloyd, per noi e i nostri cari (i nostri avi romani usavano la formula latina sibi et suinis) che avrebbe coperto anche eventuali danni a terzi. Era allo studio anche una legge antistupro per vietare l’accoppiamento forzato con le fettuccine. Avevamo pattuito la concessione del permesso di circolazione in zona Ztl, richiamando il precedente storico di aver aperto un varco nel centro alle nostre gentili consorti, dedicando loro via della Scrofa, non a caso sede di Fratelli d’Italia.

Ora è partita la campagna reazionaria e cinghialofoba della Meloni contro di noi, per la nostra espulsione. I soliti fascisti. Ma la cosa più vergognosa è il silenzio degli animalisti e la complicità della sinistra: dov’è finita la tutela degli animali, la parità dei diritti, l’accoglienza? Non dice niente il sindaco Guanciali del Pd?  (Mi dicono che si chiama Gualtieri, ma noi lo consideravamo uno di noi). Ce l’hanno con noi, loro cugini di campagna. Che dice Papa Francesco? i nostri emissari che fungono da cinghiali di trasmissione gli hanno ricordato il precedente del suo omonimo che parlava agli animali.

Ora siamo divisi tra legalitari che auspicano il ricorso alle vie giudiziarie, appellandoci alla Corte di Castrazione; e partigiani che premono per la lotta di liberazione. Comunque non venderemo facilmente la cotica, saremo armati e ungulati.

“Ma io non capisco – ha poi proseguito grufolando in modo visibilmente alterato – dite che siamo troppi e andiamo abbattuti. Ci negate pure il diritto a sfamarci fuori città, se andiamo alla macchia ci accusate di mangiare l’uva e distruggere i vitigni, tra poco ci farete la prova palloncino per vedere il tasso di moscato ingerito e ritirarci la patente di circolazione. Ma insomma. Questa che si annuncia è strage di Stato col favore della stampa e il silenzio dei magistrati. Un’infame operazione Scrofe Pulite, nessuna pietà per i nostri piccoli. Ma poi questa storia che siamo troppi… Perché lo stesso criterio non vale anche per gli altri? Pure i politici sono troppi e mangiano più di noi, perché non li abbattete? E i bidelli nelle scuole, in soprannumero ed esonerati pure dalle pulizie, e le guardie forestali, una ogni albero in Sicilia e Calabria, e il personale Alitalia in eccesso, perché non abbattete loro? In realtà non lo fate perché da loro non ricavereste nemmeno una goccia di ragù…

“Ma voi siete aggressivi – gli ho obiettato – rovinate i campi e le vigne, attaccate i cassonetti, non controllate le nascite…” “Dateci la mensa e il libero accesso ai cassonetti e non lo faremo più. Dateci i profilattici e faremo meno figli. Noi chiediamo la parità dei diritti con cani e porci e voi ci parificate alle pappardelle… E ci fate pure le sagre. Una vergogna, una barbarie. Il ministro delle pari opportunità dov’è finito? E la Lega animali? I figli so’ piezz ‘e carne” ha urlato l’esule ungulato. Qui il cinghiale ha tradito un po’ di commozione, mi è già parso di vederlo in umido…

17 replies

  1. Veneziani è sull’onda modaiola che nutre da decenni il governo prediletto , ma l’articolo tra l’ironico e il sarcastico, proprio nel giorno della vigilia del Santo Natale, profana il senso della vita, che negli gli animali, in particolare nel ceppo cinghiali, non si struttura nella triade dantesca e il viaggio di queste povere anime, da imbastire sulle tavole, è solo un pavido inferno alle cui fauci sta proprio il suo alte ego umano che per gelosia dei festosi grugniti veri, rispetto ai bellissimi grugniti dei film/filma dei amici, che sono imitazioni da attori.

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    • Lei non conosce bene i danni che il cinghiale provoca alla fauna che vive nello stesso habitat.Il cinghiale si nutre di qualsiasi cosa trovi distruggendo altre specie,conigli,beccacce e uova di coturnice ed altri.Sono sicuro che non condividerà questo però le dico che nei tempi passati si agiva solo nella direzione sbagliata,oggi finalmente e spero e per tanto tempo ancora ci sarà qualcuno che ha cambiato direzione

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      • Guardi signor carosello, sarebbe ora di porre decenni di ore televisive degli abitanti di Taranto e della loro super croce, ma non credo che possa reggere il tempo di un bagnoschiuma Cleo.

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      • BUON NATALE a grandi e piccini, buon natale a fate e bambini, a pecore e lupi, a lupetti e agli allupati che alla luna ululando ché sembran dannati! Alla croce ci conficcano il diverso per un Cristo solo loro padre e Maestro.

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      • IO ODIO IL NATALE E ODIO IL CAPODANNO! io, IO, Odio OGNI GIORNO dell’ anno! Se dico maledetto il giorno in cui (..)si passo da blasfemi e la blasfemia è reato nel pensiero clericale, e troppe blasfemie dovevano ingenerare eresie secondo i costumi della chiesa e il loro culto di vincolo di matrimonio in chiesa davanti altare con la sposa vestita di bianco e il cavaliere suo re sposo. Di politica si può vivere solo con il sistema predatorio altrimenti sarebbe filosofia e speculazione sociale che ognuna tende a sviluppare lungo il percorso di vita essendo strettissimo il rapporto economico , di tassazione molto cospicua che mantiene i macigni di questo assurdo parco giochi.

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      • Sono felicissima di odiare il Natale che non porta più fini se non qualcosa di male, armi bombe e uranio per un’atomica di petto, da sganciare una notte sopra ad un tetto.
        Sono felice di odiare il Natale per tutti coloro che si comprano il bene da regalare.
        Son contenta che il Natale passi veloce, magari correndo dietro al pallone!
        Sono ridicole queste parole come i natali che passano uguali.
        Identici gli uni sugli altri un giorno per esser più buoni e poter perseguire nel resto dell’anno mali e Allori.

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    • Ma dai, l’ironia, in apparente difesa dei cinghiali, viene smentita dall’ultima frase, che sarà anche ironica… ma denuncia la sua vera visione: cinghiale=cibo.
      Poco credibile come animalista.

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      • Ma infatti, non è realmente in difesa loro come hai notato. Fa dell’ironia piuttosto scoperta in modalità pseudoambientalista. Con un finale che ricorda quella scena di Fantozzi ”ma lei è una iena!” ”già, e anche un bellissimo esemplare!”

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