Ricette dei medicinali, da gennaio stop alla prescrizione via mail o messaggio

Decade la norma legata al Covid che permetteva ai medici di famiglia di inviare i codici ai pazienti tramite posta elettronica o telefono. Fimmg: “Mettere fine al provvedimento sarebbe un passo indietro”

(Michele Bocci – repubblica.it) – Di nuovo dal medico di famiglia per ritirare la ricetta dei farmaci, anche quando sono medicinali per malattie croniche da prendere costantemente, senza bisogno di essere visitati una volta al mese. A fine anno scadrà una norma pensata per l’emergenza Covid, quando si voleva evitare che gli ambulatori si riempissero di persone. La legge rendeva possibile l’invio attraverso la mail o per messaggio sul telefono del promemoria delle prescrizioni farmaceutiche, da mostrare direttamente in farmacia. Sono i medici di famiglia della Fimmg a segnalare il problema, del quale hanno parlato anche con il ministro alla Salute Orazio Schillaci. “E’ necessaria una risposta a breve – dice Silvestro Scotti del sindacato Fimmg – Altrimenti si torna al passato. Abbiamo avuto rassicurazioni ma stiamo ancora aspettando una proroga”.

Digitalizzazione a metà

La ricetta elettronica in Italia non è mai veramente partita. Certo, le vecchie prescrizioni rosse non ci sono più ma resta la carta, che invece avrebbe dovuto essere eliminata. Nel mondo migliore pensato dalla riforma infatti, che per ora riguarda solo gli abitanti del Trentino e del Veneto, il medico scrive sul computer il farmaco per un determinato paziente, il quale si reca in farmacia, mostra la tessera sanitaria e permette così al farmacista di accedere al suo profilo e di vedere quali medicine deve consegnargli. Senza usare, appunto, carta.

A parte quella Regione e quella Provincia, le cose in Italia funzionano in modo diverso. Quando i medici prescrivono generano un codice a barre e un codice che vengono stampati su un foglio bianco, quindi non più una ricetta rossa. Il paziente lo va a prendere e lo porta dal farmacista. Con il Covid dal marzo del 2020 si era appunto permesso, anche dopo aver sentito il garante della privacy, di “inviare al cittadino attraverso un sistema di messaggistica, via mail o whatsapp il codice identificativo della ricetta”, spiega Scotti. In quel modo si risolvevano i problemi, ad esempio, dei cronici che devono ritirare regolarmente, magari una volta al mese i farmaci per il loro problema. Ma il sistema era utile anche per chi aveva bisogno di una prescrizione che non richiedeva un incontro con il medico, per un antipiretico ad esempio.

Medici e farmacisti contro lo stop

E invece, dicono dalla Fimmg, dal primo gennaio non si potrà più “trasmettere il promemoria in allegato a messaggio di posta elettronica, comunicare il numero di ricetta elettronica con sms o altra applicazione per telefonia  come whatsapp e nemmeno comunicare telefonicamente i dati della ricetta”.

I farmacisti durante l’emergenza hanno stampato i promemoria mostrati dai clienti attraverso il telefono. A loro il foglio di carta serve per certificare l’avvenuta consegna dei medicinali. “Siamo disponibili ad andare avanti così, se verranno prorogate le misure legate al Covid – spiega Marco Cossolo di Federfarma – Siamo sempre disponibili a collaborare”. Anche un altro sindacato di medici, lo Smi, ha preso posizione scrivendo a Schillaci. “Chiediamo la proroga dell’utilizzo della ricetta dematerializzata almeno per un anno e un provvedimento che renda il suo utilizzo strutturale”, dice la segretaria Pina Onotri. Secondo lei il problema riguarda anche le carenze di medici, che quindi sono oberati di lavoro. “Il  ritorno alla ricetta cartacea rappresenterebbe un salto indietro, causando  lunghe attese negli studi medici”.

Il progetto della ricetta dematerializzata ha ormai una decina d’anni ma è ancora rimasto a metà, proprio perché è necessario un codice. E se Schillaci non interviene, dal 10 gennaio si dovrà tornare dal medico di famiglia per prendere la prescrizione. Che sarà su carta bianca ma del tutto simile a quella rossa che si usava fino a qualche tempo fa.

“Digitalizzare la sanità beneficio enorme”

Anche l’associazione Cittadinanzattiva si schiera a favore della proroga. “Sarebbe un’occasione sprecata non decidere di prorogare l’utilizzo di questo strumento che è stato preziosissimo durante la pandemia e che i cittadini apprezzano perché semplifica le procedure, riduce la burocrazia e consente ai medici di dedicare più tempo all’ascolto dei pazienti, soprattutto i più fragili”, dice la segretaria dell’associazione, che tra l’altro raccoglie pazienti, Anna Lisa Mandorino. “La sanità digitale, in generale, – prosegue Mandorino – e nel suo piccolo anche la ricetta dematerializzata è di enorme beneficio soprattutto in contesti, come le aree interne, in cui la distanza dallo studio del medico, o le condizioni disagiate che talvolta sussistono per raggiungerlo, costringerebbero ad esempio le persone anziane a chiedere aiuto ad un familiare”.

Il Pd annuncia un’interrogazione

Ilenia Malavasi, deputata Pd in commissione Affari sociali annuncia un’interrogazione parlamentare. “Mettere fine al provvedimento sarebbe un passo indietro che penalizzerebbe i cittadini, soprattutto, quelli con malattie croniche. Un governo che si riempie la bocca con le parole innovazione e digitalizzazione dovrebbe spiegare perché non ha ancora rinnovato una norma di civiltà e buon senso. Chiediamo al Ministro Schillaci quando intenda intervenire”.

18 replies

  1. Digitalizzare = disumanizzare il rapporto medico e paziente. Triste che siano le organizzazioni dei medici a volere che il curante non “veda” il paziente.

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    • solo in caso di prescrizioni dello stesso farmaco, quindi ripetitive, per me è una manna. Nulla vieta al paziente di andare in ambulatoro per una visita, per un consiglio, colloquio ed approfittando per una o più prescrizioni ripetitive. In Em Rom, ma credo e spero che esista in tutta italia, esiste il FSE, nel quale il medico registra la prescrizione, col tesserino sanitario in farmacia, il lettore ottico si collega al FSE e vedono quanto è prescritto dal medico. Se non è comodità questa….a cominciare dalla carta evitata. La norma non contempla la cessazione di questa modalità in scadenza a fine anno, spero che sia pertanto mantenuta e che venga utilizzata in tutta italia, per ora non immagino qualcosa di sostitutivo migliore. Per completezza, tutti gli esiti di esami SSN, sono depositati su FSE, a totale disposizione del medico di base, senza la necessità di stamparli. Ovviamente visibili anche a noi accedendo con SPID. Ripeto, se non è comodità e praticità questa, se ci saranno variazioni, mi aspetto che siano in meglio. Buona salute a tutti.

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    • Sono residente a Varese e colà ho il medico di base, ma lavoro Messina per 9 mesi all’anno. finora trovavo le ricette di cui ho bisogno mensilmente , essendo cronico, sul telefono . da gennaio cosa farò? andrò a Varese una volta al mese per guardare affettuosamente negli occhi il mio medico?

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    • Risiedo a Varese e lavoro 9 mesi all’anno a messina, vorrà dire che tornerò a Varese una volta al mese per medicinali che prendo abitualmente perchè sono cronico. però sarò consolato dal fatto di guardare il medico affettuosamente negli occhi

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    • Mi dovrebbero VEDERE ogni volta per prescrivermi le 9 medicine quotidiane che dovrò prendere a vita?
      Quindi fare la fila ogni volta SOLO per farmele prescrivere, con tutto ciò che comporta per me e per gli altri, che magari hanno urgenze?

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      • Frequento poco il medico di base, ma è – come la maggioranza – capace di mettere una cassetta in cui posare la richiesta. Poi TI GUARDA IN FACCIA

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      • Non si può più fare per la privacy, così hanno detto, visto che la cassetta, per ovvi motivi, sta fuori, non dentro l’ambulatorio… e a quel punto il medico NON MI VEDREBBE in FACCIA lo stesso.
        E, comunque, se anche mi guardasse in faccia?
        Mi ricrescerebbe la tiroide?
        Mi guarirebbe il glaucoma?
        Mi passerebbero l’asma e l’insulinoresistenza?
        Se ho problemi, vado, ma mica mi piazzo lì a incrementare la folla, solo per le solite ricette… tra l’altro rischiando pure contagi…
        Mi è bastato prendere il Covid al funerale di mia madre, dopo 4 vaccini.
        Ringrazia il cielo di poter frequentare poco ambulatori e ospedali…io ho fatto la scorta per varie vite, per volervi aggiungere pure “visite” inutili.

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  2. Unn modo come un’altro per colpire alla base il SSN…ed invitare al “privato” il paziente.
    Se poi ci mettiamo pure il vuoto organico dei medici di base perchè molti sono andati in pensione senza essere rimpiazzati….. La frittata è fatta!
    Vorrà dire che andrò dal mio medico una volta a mese per vedere ….come stà!

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    • completo il commento partito “a mia insaputa” : ti guarda in faccia quando ti dà la prescrizione, senza far fare code, ma solo perchè ti considera un paziente e non una identità digitale. 😅

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  3. Cari “mcc43” e “nessuno e tutti”,
    non c’è alcuna disumanizzazione del rapporto medico-paziente perché nessuno vieta o limita le visite ai medici, e non c’è alcun invio al privato dei pazienti perché si tratta di ricette per medicinali (e non impegnative per visite specialistiche).
    Per esperienza personale, seguo una terapia cronica e sono regolarmente seguito (e bene) da una struttura pubblica. E il mio medico è perfettamente a conoscenza della cosa. Non vedo perché dovrei recarmi da lui in persona ogni mese solo per ritirare un pezzo di carta. Adesso, col sistema di invio per mail, è un risparmio di tempo per me e per lui. Non vedo perché si dovrebbe tornare indietro.

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  4. Il medico generico, per come pratica la maggior parte di loro (a mia esperienza), non serve a una beata fava! Non vengono a casa manco se stai per morire, se vai in ambulatorio neanche ti guardano e ti chiedono solo perché sei lì. Poi in base alla tua risposta ti prescrivono farmaci o visite specialistiche. A fare il medico così sono buono anch’io.

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