
(dagospia.com) – Vi ricordate il Bullo della Casa Bianca? È solo un ricordo sbiadito. La visita ufficiale di Xi Jinping a Washington ci restituisce l’immagine di un Donald Trump nei panni di un questuante, con il cappello in mano.
Con i consensi a picco a quaranta giorni dalle elezioni Midterm e un indice di gradimento sceso al 26% e con il prezzo del petrolio salito vertiginosamente per la guerra nel Golfo in cui si è infilato, il tycoon aveva un disperato bisogno che il collega asiatico gli concedesse qualcosa, per poter sbandierare davanti all’opinione pubblica americana almeno un piccolo successo. Ma non è andata così.
Trump ha chiesto a Xi di fermare, o almeno limitare, gli aiuti al regime iraniano, dal momento che Pechino fornisce armamenti e strumenti a Teheran per portare avanti la sua guerra, oltre a essere il principale acquirente del greggio iraniano.
Il Caligola di Mar-a-Lago ha messo sul tavolo anche i temi del commercio di chip, dei dazi, delle terre rare. In cambio il presidente cinese, ben consapevole di avere il coltello dalla parte del manico, ha nicchiato. E ha posto come condizione irrinunciabile per intavolare qualsiasi trattativa che gli Stati Uniti interrompano ogni aiuto militare o economico a Taiwan, il boccone che il Dragone vuole papparsi.
Come se non bastasse, Trump ha subito anche la beffa dalla stessa Cnn che ha “bandito”, insieme alle altre emittenti sgradite. L’emittente infatti ha dato la massima rilevanza mediatica alle dichiarazioni di Melania Trump che, alla vigilia dell’arrivo del leader cinese, ha dichiarato: “Ho avuto un’infanzia molto bella crescendo sotto il comunismo in Slovenia”. Un’uscita che conferma come l’ex modella ormai si muova in piena libertà, quasi provando piacere nel recare danno al suo ingombrante consorte.
