(Riccardo Ongaro – lindipendente.online) – Mercoledì 30 settembre più di cento sale italiane proietteranno in contemporanea The Bibi Files, il documentario della regista americana Alexis Bloom costruito sui filmati trapelati degli interrogatori di polizia a Benjamin Netanyahu nell’ambito dell’inchiesta per corruzione, frode e abuso di fiducia che lo vede a processo dal 2020. L’uscita cade a meno di un mese dalle elezioni legislative israeliane previste per il 27 ottobre. Nel settembre 2024, poche ore prima dell’anteprima al festival di Toronto, Netanyahu chiese al tribunale distrettuale di Gerusalemme un’ingiunzione d’urgenza contro il film e contro il giornalista Raviv Drucker, sostenendo che violasse la legge israeliana sulla riservatezza degli interrogatori.

Il tribunale respinse la richiesta, ritenendola tardiva e difficile da applicare a una proiezione estera. Il divieto tuttora in vigore in Israele deriva da quella legge. Le registrazioni, oltre mille ore secondo i realizzatori, sono arrivate nel 2023 al produttore Alex Gibney (premio Oscar per il documentario Taxi to the Dark Side) tramite Signal, l’app di messaggistica criptata, da una fonte anonima. Risalgono agli interrogatori del 2016-2018 a Netanyahu, alla moglie Sara, al figlio Yair e ad altri personaggi coinvolti nelle indagini.

Il premier è imputato in tre fascicoli: nel Caso 1000 avrebbe ricevuto dal produttore cinematografico Arnon Milchan e dal miliardario australiano James Packer regali per circa 700.000 shekel, la valuta israeliana (185-200.000 euro secondo le stime); nel Caso 2000 avrebbe negoziato con l’editore Arnon Mozes, del quotidiano Yedioth Ahronoth, una copertura favorevole in cambio di una legge contro un giornale rivale; nel Caso 4000, il più grave perché include un’accusa di corruzione, avrebbe concesso favori regolatori al gruppo di telecomunicazioni Bezeq in cambio di un trattamento positivo sul sito di news Walla, di proprietà della stessa azienda. Netanyahu nega tutto e parla di «caccia alle streghe». Ha concluso la deposizione il 24 giugno dopo 98 udienze, e il processo prosegue ora con i testimoni della difesa. La richiesta di grazia presentata a Isaac Herzog, il presidente israeliano, il 30 novembre 2025 non è stata finora concessa: il presidente punta prima a una mediazione su un patteggiamento.

Il 29 settembre il film sarà proiettato anche al Parlamento europeo, su iniziativa della delegazione italiana del Movimento 5 Stelle. L’elenco delle sale cinematografiche che in tutta Italia proietteranno il documentario sono consultabili a questo link.