
(estr. di Marco Grasso – ilfattoquotidiano.it) – […] Ci sono voluti i bambini per mettere a nudo il governo. Tutto accade alla scuola Daneo, nota per l’impegno sull’integrazione e i progetti multiculturali nel centro storico di Genova. Alunni e famiglie appendono uno striscione di protesta contro il nuovo decreto del governo, che vorrebbe imporre un tetto nelle classi ai figli delle famiglie di origini non italiane: “Qui nessuno è straniero”. Rimane appeso poche ore, dal pomeriggio di giovedì alle prime ore della mattina di ieri, quando va in scena uno zelante e muscolare intervento di due poliziotti, che rimuovono e strappano lo striscione. Poliziotti in borghese che reprimono il dissenso di bambini delle elementari, “colpevoli”, se così si può dire, di aver criticato il governo. Basta poco per capire che l’intervento è destinato a diventare un caso, soprattutto in un quartiere che soffre di ben altri problemi, dal degrado allo spaccio. E la prima a capirlo è la leader più lesta del centrosinistra: a fine mattinata davanti alla scuola compare la sindaca Silvia Salis, accompagnata da tutto lo staff comunicativo.
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Silvia Salis porta solidarietà alla scuola e alle famiglie, dice le parole che ogni elettore di centrosinistra vorrebbe sentire. E lo fa a favore di camera, come era già accaduto in occasione del primo giorno di scuola del figlio, diventato uno spot a favore della scuola pubblica. La stories viene rilanciata quasi immediatamente e in poche ore diventa virale: “Ho chiesto chiarimenti, la dinamica dell’intervento non è chiara e difficile da giustificare. Questo gesto ha spaventato i bambini, che ora vogliono scrivere al presidente del Consiglio e al presidente della Repubblica e del Consiglio. Nella loro semplicità vogliono dire che non sono d’accordo sulle misure che sta prendendo il governo. A Roma parlano di un Paese che non esiste, il Paese vero è questo”. Il sostegno di Silvia Salis dà coraggio alle famiglie, che rimettono lo striscione al suo posto. La storia diventa un boomerang. Altre scuole della città, dal convitto Colombo alla Don Milani, espongono striscioni simili, come messaggio di solidarietà. La questura fa retromarcia e in un comunicato parla di “errore di valutazione”.
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La vicenda è però interessante anche in chiave politica e dice più di quanto sembri sui tormenti che attraversano il campo largo. Dopo un’iniziale sovraesposizione, da tempo Silvia Salis si è inabissata, ripetendo voler continuare a fare la sindaca e di non aver alcuna intenzione di candidarsi. Ma casi come questo la accreditano come una leader che riesce a fiutare il sentimento popolare del suo elettorato e a concludere cose in una mattinata che al Pd richiederebbero un mese di discussioni. Lo scontro fra Elly Schlein e Giuseppe Conte rischia di favorire le chance di un terzo nome. A inizio ottobre sono pronti il libro autobiografico di Salis e una tournée italiana. Una posizione perfetta, quella della non candidata, per candidarsi. Corsi e ricorsi: la prima volta che Salis cedette a dirsi disponibile a fare l’antiMeloni era stato all’indomani del successo del concerto di Charlotte de Witte, lo scorso aprile. Il 2 ottobre arriverà a Genova Novah, altra star della techno-music, anche lei giovane e belga. Sintonizzarsi e accendere i telefoni.
Hai voglia di cantare e suonare tanto la musica per strada e tutta un’ altra sinfonia . Perché poi vengono le destre ? Perché il sentimento che prevale tra la gente non è in sintonia con il progressismo di facciata dei liberal che fanno passare per sinistra . Ci crederanno tuttalpiu gli affezionati di Mentana . I problemi di tutti i giorni delle persone comuni ne Salis ne la Shlein li sanno e neanche quella roba che al governo.
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