Il pianto di Meloni e le leggi razziali di paternità ignota

Le cronache italiche riferiscono con malcelata emozione del pianto della presidente Meloni nelle braccia della presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello al Museo Ebraico. La sceneggiatura è in effetti ghiotta e straniante: la donna di destra, che non ha […]

(DI DANIELA RANIERI – Il Fatto Quotidiano) – Le cronache italiche riferiscono con malcelata emozione del pianto della presidente Meloni nelle braccia della presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello al Museo Ebraico. La sceneggiatura è in effetti ghiotta e straniante: la donna di destra, che non ha mai rinnegato il fascismo (di cui anzi dichiarò, giovanissima, di ammirare il capo), si scioglie in lacrime durante l’accensione della seconda candela di Chanukkah e fa un discorso in cui definisce le leggi razziali “un’ignominia”. Un ottimo quadretto di conciliazione natalizia.

A ben vedere, il discorso di Meloni è un’operazione che mira a tutt’altro. “La storia di questa festa”, esordisce, “è la storia di un popolo che combatte per difendere la sua identità, le sue tradizioni, la sua fede, la sua libertà”; questa asserzione le offre il trampolino per un’operazione sconcertante: asserire che anche oggi è “un tempo nel quale identità, tradizioni e fede sono spesso considerati un limite quando non addirittura un nemico”. Non specifica da chi, in quale contesto e Paese, ma c’è da escludere che parli di regimi tirannici. Meloni sta parlando delle nostre identità, fede e tradizioni; infatti prosegue: “Io penso che sia estremamente prezioso ricordare che senza quello che ci definisce… che ci portiamo dietro e dà profondità alle nostre esistenze, non possiamo avere la forza né la consapevolezza né le ragioni giuste per affrontare adeguatamente le tante sfide che abbiamo di fronte”. In effetti i campi di concentramento sono stati una bella sfida, ma basta non arrendersi: “Il popolo ebraico questo l’ha sempre saputo… e questa è la ragione per la quale la sua identità e le sue tradizioni hanno attraversato i millenni e sono ancora così vive, è stata questa capacità che ha reso il popolo ebraico così resiliente pur avendo attraversato tante difficoltà, atrocità, compresa l’ignominia delle leggi razziali”. Così, con una spregiudicata operazione di spostamento di un preciso contesto storico e delle atrocità che l’hanno caratterizzato, Meloni ripete il credo della destra mondiale, secondo la quale è in atto una persecuzione dell’identità cristiano-europea ad opera di agenti distruttori esterni, noti a chi ha letto le Tesi di Trieste, il manifesto di Fratelli d’Italia: islamizzazione, immigrazione, denatalità e sostituzione etnica, feticcio fantasy e classica peripezia da fiaba da superare per sopravvivere come popolo. Delle leggi razziali, nel discorso di Meloni, è ignoto l’autore. Dureghello ha detto che le parole di Meloni “contribuiscono a contrastare definitivamente le ambiguità che in una parte del Paese sono ancora presenti sul fascismo e sulle sue responsabilità”. Ma questo non è affatto vero: Meloni non attribuisce a nessuno la responsabilità delle leggi razziali, tantomeno al fascismo, che manco nomina. Anzi, con una chiosa kitsch dice: “Tutte le tenebre del mondo non possono spegnere la fiamma della candela”, un po’ di pubblicità gratis al simbolo del suo partito, la bara ardente di Mussolini, lo stesso dell’Msi di Almirante, redattore capo della rivista La difesa della razza, nata nel 1938 allo scopo di diffondere l’antisemitismo sulla base di quel razzismo del sangue che portò all’Olocausto di 6 milioni di ebrei. Del resto, nel 2020, 32° anniversario della morte di Almirante, Meloni lo celebrò come “Politico e Patriota d’altri tempi stimato da amici e avversari”, attribuendogli “Amore per l’Italia, onestà, coerenza e coraggio”, “valori che ha trasmesso alla Destra italiana e che portiamo avanti ogni giorno”. Al contrario di quel che dice Dureghello, Meloni cavalca proprio l’ambiguità grazie alle quali le leggi razziali sono ricordate dagli eredi dei fascisti come un incidente di percorso di Mussolini o al più come un attacco alle “tradizioni” ebraiche. Invece, l’antisemitismo era l’anima del fascismo, come voleva Almirante (i cui valori Meloni porta avanti ogni giorno); furono i fascisti, un gruppo di criminali al potere, ad aiutare i nazisti nel rastrellamento del Ghetto il 16 ottobre 1943 (1024 persone deportate, 200 bambini, solo 16 persone tornate vive). Per tutto ciò, le lacrime di Meloni sono una ignobile farsa.

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34 replies

  1. Non ho capito: la Meloni, quindi, di default, sarebbe favorevole alle leggi razziali perchè “di Destra”?
    Quindi Fratoianni, dato che è di “sinnistra” sarebbe favorevole ai gulag?

    Non è che c’è un limite anche alla “opposizione”? Non ci si rende conto che con articoli come questo a Destra brindano? E infatti crescono ancora nei sondaggi…. (Ma si sa, a Destra votano solo imbecilli, ignoranti e malfidati…)
    Di questo passo, altro che Meloni ci terremo, per sempre: risorgerà Mussolini se questa è “l’ opposizione”…

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    • Non perché di dstra, pure i repubblicani americani o i conservatori britannici sono di destra, ma perché fascista ed erede politica, come lei stessa rivendica, del caporedattore de La difesa della Razza e poi ministro della cultura nella RSI.

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      • Non perché di destra, ma perché fascista ecc., ecc…: mi sfugge la differenza Frèngo! Tipo: vai a Roma? No, vado a Roma. Ah, avevo capito andassi a Roma…

        PS: brava Carolina hai perfettamente ragione.

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    • Io penso che tu fai finta di non capire!
      Fai ” el mona”.
      Cosa centri poi l’amico di vendola con il comunismo lo sai solo tu!

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    • Il problema non è essere di destra, ma affermare (seppur nel 1996, seppur da ragazzina, però non mi risulta che abbia corretto il tiro. Le cazzate si possono sempre dire, l’importante è poi correggersi) che mussolini sia un buon politico, il migliore degli ultimi 50 anni … quel mussolini che faceva picchiare a morte gli oppositori, o li faceva umiliare con l’olio di ricino, o gli toglieva il lavoro, o li faceva torturare, o li mandava al confino, o li faceva ammazzare … e che sì poi ha firmato le leggi razziali che prevedevano di deportare persone in Germania a essere ammazzate, solo perchè di una certa etnia, senza nemmeno distinguere, senza risparmiare nemmeno i bambini …

      Per me comunque uno può anche essere mussoliniano, ognuno ha i suoi gusti, basta che non faccia danni, però in effetti l’ammirazione per lui non può convivere con il piangere per i deportati ebrei: o l’uno o l’altro, tutte e due le cose insieme non ci stanno proprio.

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      • Ed è quello che spiega Daniela Ranieri. Se continui a non rinnegare il fascismo, se continui a pensare che Mussolini sia stato un buon politico, non puoi dire che le leggi razziali sono state un’ignominia e metterti a piangere, sei falsa ed ipocrita.

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    • Peccato che abbiano dimenticato questo,dopo le leggi raziali….
      Sabato 16 ottobre 1943, i nazisti effettuarono una retata che, pur interessando molte altre zone di Roma, ebbe il suo epicentro nell’ex ghetto, dove furono catturati oltre mille ebrei (anche in conseguenza del censimento degli ebrei svolto anni prima dal Governo Mussolini).[6][7] Dopo aver circondato il quartiere alle prime luci del giorno, reparti delle SS sequestrarono numerose persone, soprattutto in via del Portico d’Ottavia. Da uno dei due palazzi rinascimentali della via, posto al numero civico 13, chiamato dai locali “il portonaccio”, furono infatti prelevate a forza molte delle persone poi deportate.[8] I prigionieri furono rinchiusi nel Collegio Militare di Palazzo Salviati in via della Lungara. Trasferiti alla stazione ferroviaria Tiburtina, furono caricati su un convoglio composto da diciotto carri bestiame. Il convoglio, partito il 18 ottobre, giunse al campo di concentramento di Auschwitz il 22 successivo. Delle 1023 persone deportate, soltanto sedici riusciranno a sopravvivere, tra queste una sola donna[9] e nessun bambino.[10]… da Wiky

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    • Dove è scritto nell’articolo che Meloni è favorevole alle leggi razziali? È scritto bello chiaro che non dice da chi furono fatte quelle leggi e cioè dal fascismo che lei non abiura nai, anzi.
      Certo che a voler sempre interpretare e commentare cose mai dette o scritte si finisce per crederci.

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  2. Ma Dureghello è stata avvertita del fatto che il padrino politico di quella era segretario del comitato di redazione della rivista La difesa della razza quando pubblicò il Manifesto della razza e che poi fu ufficiale e ministro nella RSI?

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  3. Francamente che il/la PdC rinneghi il fascismo è irrilevante dato che ha giurato fedeltà alla Costituzione repubblicana ed antifascista. Da underdog deve fare di tutto per legittimarsi ed essendo allieva di Fini, che a sua volta fu il delfino di Almirante non può che proseguire la tradizione dei postfascisti in doppio petto: usare le stesse parole degli avversari/nemici declinate secondo i propri schemi ideologici. Fa bene la giornalista nella decostruzione, tuttavia no n si pone la domanda giusta: perché gli Italiani e le italiane la votano? Un tentativo di risposta fornirebbe il miglior strumento per contrastare efficacemente il suo attuale predominio anche se relativo.

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  4. Mi spiace ma da un po’ devo ridimensionare Daniela Ranieri. Quindi non più la penna femminile da me preferita, ma un abbaglio. Capita.
    Già “Stradario aggiornato di tutti i miei baci” ( comprato 3 mesi fa) mi ha deluso. Scritto bene ma ripetitivo nelle riflessioni, noioso e pure fastidioso nel tentativo di immedesimarsi in una protagonista che più vai avanti più ti sta sui marroni per quanto è egocentrica e montata.
    L’articolo di oggi conferma che la Ranieri ( splendida quando gioca sull’ironia) se si prende troppo sul serio inciampa in sciocchezze come una De Gregorio qualunque.
    Basta la chiosa finale “l’antisemitismo era l’anima del fascismo” per capire che la Ranieri non aveva voglia di fare un articolo serio col suo stile perculante.
    No, voleva fare un attacco alla Meloni.
    E allora ne ha sparate varie a mio avviso sbagliando anche il contesto ( due donne che trovano, su un tema fondamentale, un momento di vicinanza ed emozione vanno rispettate, entrambe).
    Eppure la Meloni, capo/a di questo Governo, con la Manovra, con il suo trasformismo, offre tanti elementi di critica che potevano essere imbastiti alla grande. E invece si è preferito ributtarla sul fascismo, sulla presa di distanza, sul rastrellamento, le leggi razziali etc. etc., con l’imbarazzante contrasto che gli “eredi” delle vittime di tale scempio abbracciano la Meloni riconoscendole la lontananza, mentre la Ranieri ( a che titolo?) la crocifigge.
    Una delusione.

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    • Condivido: un articolo forzosamente critico, che mira ad attaccare comunque Meloni e tratta la Durighello come un’ebete.
      L’articolista ha il suo abituale sprezzante tono di chi non perdona niente al nemico ( per istruzioni travagliesche) e trascura le
      occasioni mirate e attuali, fornite dalla legge di bilancio e/o da ministri ampiamente perculabili, che meglio farebbero risaltare quanto sia arretrata e pericolosa questa destra. Ci terremo sul gozzo Meloni e Ranieri x sempre

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    • Paolo che fai?
      concorrenza alla Carolina di questo blog?
      Non occorre che la Melona si dia una verniciata, la sua ideologia è quella fascista, la sua storia è quella. Parte da Salò, da Almirante, da Rauti, da Fini.
      Non è con una foto ed un abbraccio che puoi cambiare il curriculum.
      Attaccare l’autrice dell’articolo ed un suo libro, non cambia lo stato delle cose.

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      • Adriano, mesi fa ho già raccontato il mio percorso politico/culturale ( più culturale che politico).
        Se te lo sei perso ti dico il sunto: io provengo da “destra” ( a differenza di coloro che dicono “sono”, beati loro…, io dico “provengo”). Perché a destra è nata la mia passione politica, votando MSI e poi AN fino a che è esistita e cioè fino a prima del 2009 quando si sciolse nel PdL ( mai votato). Poi “ho chiuso” con questa sottospecie di destra, che mi ha ingannato per anni. Spiegare perché e percome io mi sia sentito di appartenere a quella parte politica è lunghissimo, complesso e non posso trattarlo qui.
        Mi limito solo a dire che quel mondo lo conosco molto bene, e le contraddizioni le potrei evidenziare molto più della Ranieri.
        Ranieri che è eccellente come penna ( non pensate che sia una versione femminile di Travaglio perché non è vero, Travaglio ad esempio un articolo così non lo avrebbe vergato) sta usandola male. È il mio parere. L’occasione dell’avvicinamento alla Comunità Ebraica di Roma non merita la polemica che fa la Ranieri. Primo perché la Comunità medesima saprà più di lei se è calzante e coerente la Meloni con la sua partecipazione e il suo intervento. Poi perché ironizzare sulla commozione ( sono convinto sincera) e la condivisione di un sentimento femminile lo trovo sgradevole.
        E poi perché la Ranieri dice 2 sciocchezze. E da lei non me l’aspetto.
        Primo dire che l’antisemitismo è l’anima del fascismo è una ca…ta sesquipedale. Da San Sepolcro in poi gli ebrei fascisti sono una marea e raggiungono posizioni apicali nella Società fascista. Il paradosso è che è ancora più grave ciò che il Fascismo fece con le leggi razziali. Non solo un’infamia che collaborò con l’Orrore, ma un vile tradimento. E che questa mostruosità non era interiorizzata nel mondo fascista è dimostrato dal fatto che il mondo neofascista parlamentare del dopoguerra, vedi l’MSI, è totalmente proSemita e anche Sionista. Scrivere o aver scritto su La Difesa della Razza o essersi macchiato di vergogna per propaganda razzista è un problemino di tanti dell’epoca. Anche omaggiati intellettuali, poi antifascisti, fecero allora un passo di cui poi si sarebbero vergognati. Ma si dovrebbe parlare per ore dedicandosi al contesto storico, facendoci sorreggere dai migliori Barbero in circolazione ( lui è il top).
        Ad ogni modo anche l’inesattezza di attribuire al simbolo del Partito della Meloni la presenza della bara di Mussolini denota pressapochismo. La Ranieri dovrebbe sapere che la “bara di Mussolini” ( così interpretato il geometrico sotto la fiamma del MSI) è sparita dal ’94 col simbolo di AN.
        Attaccare la Meloni sul nulla, con preconcetto, è farle un regalo.
        E io non voglio farglielo perché gli elementi per essere sput….ta da chi conosce la storia di quell’area politica sono tantissimi.
        E io sì, altro che Ranieri, che la farei piangere di vergogna. Scusate la presunzione…

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      • Veramente nel simbolo di AN il sepolcro del criminale c’era ancora. Con FdI è rimasta la fiamma che si libra da una base non ben identificata, ma non occorre molta immaginazione per capire che non può che essere la stessa: altrimenti perché mantenere la fiamma che ha un significato preciso che si ricollega all’altro?
        Riguardo all’antisemitismo, il problema è che i “neofascisti del dopoguerra” erano compromessi col fascismo della RSI, che l’antisemitismo lo aveva nell’anima.

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  5. Brava Ranieri,
    Meloni ha assimilato e si gioca bene il ruolo di star del palcoscenico nel grande spettacolo della politica intesa come rappresentazione teatrale di cui sono maestri gli americani.

    Falsa come le provette di Powell.

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  6. I giornalisti servono per inculcare al popolo le idee degli Editori, che hanno dei padroni, tra i quali le Aziende che pagano la pubblicità.
    La ” libera stampa” è un sogno.
    La Ranieri fa il suo mestiere: sputtanare la Meloni.
    Domani, forse, come molti altri prima di lei, cambierà giornale e la pagheranno di più. Quindi sputtanerà qualcun altro.
    Molti di coloro che sono le firme di punta dei cosiddetti ” giornaloni” hanno iniziato dal Manifesto. Quello di Pintor, per intenderci.
    E poi, ….

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  7. Io sinceramente ho capito un altra roba. ….il pdc Meloni coglie l’ occasione di una celebrazione ebraica, in memoria, ecc, per ribadire un concetto ideologico/politico ” la storia di un popolo che combatte per difendere la sua identità, la sua tradizione, la sua fede e la sua libertà” che è nazionalismo….. quando si scivola nella retorica nazionalista le conseguenze storiche e politiche sono note, perché ogni popolo vorrà difendere la propria identità, ecc a scapito di chi ha altra tradizione, fede, pelle, etnia e risulta quindi di identità diversa, estranea, nemica a quella stabilita. …da chi? Un discorso inquietante….sono un’ infamia le leggi razziali del 1936, figlie di una aberrazione identitaria nazionalistica da difesa di patria, religione e famiglia, cioè identità, fede e tradizione che nello stesso tempo diventano per la Meloni valori per cui combattere……Agli ebrei, e non solo a loro, fu negato ogni diritto giuridico e civile da chi era convinto che la propria identità, tradizione, fede, germanica o italiana fascista fosse danneggiata da commistione, contaminazione e rapporto con la diversità, qualunque tipo di diversità. …….il nazionalismo è esattamente il contrario di tolleranza e rispetto della diversità, da considerarsi come valore, il più alto, l’ unico degno di tutela/difesa, per evitare ogni forma di infamia ,e non si possono professare entrambi, a meno di essere una furba politicante in lacrime. …

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  8. La Ranieri fa il suo lavoro e lo fa bene. E se ne fa un altro (scrivere romanzi) lo fa altrettanto bene!
    Stradario aggiornato di tutti i miei baci è un tomo di 700 pagine che ho letto in una settimana e riletto trovandolo bellissimo…
    Ma son gusti personali, è narrativa.
    Qui fa un mestiere differente: dire come stanno le cose per un giornale che non dipende da nessuna lobby e ha deciso di abolire fra le altre cose l’ipocrisia, quindi essere una voce fuori dal coro di lecchini che costituito dalla stampa italiana.
    Potrà non piacere ma svolge questo compito bene, come una fuoriclasse quale è, senza meschinità e ipocrisie!
    Che senso ha chiedere di parlare di altro e delle porcate che sta facendo questo governo.
    Scrive un editoriale al giorno, in come sempre non le manda a dire e non fa sconti!
    Chapeau!

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  9. Ma il suo capo non era la spada dell’islam?

    Qui non ci sono più certezze!

    E insomma una parolina pure per le libertà dei poveri palestinesi ci poteva stare, o no? A meno che non sia in programma pure una visita a Gaza a piangere tra le braccia dei capi palestinesi.

    Senza considerare che un’affermazione come “è la storia di un popolo che combatte per difendere la sua identità, le sue tradizioni, la sua fede, la sua libertà” è talmente condivisibile che sarebbe stata condivisa pure dal buon vecchio Adolf. Per dire. Riferita ai tedeschi ariani, naturalmente.

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  10. Cmq non capisco: ma è proprio necessario per la destra ‘moderna’ fare queste scenette di contrizione?

    Fini con la Kippah ve lo ricordate?

    E la Melona piange per i morti della Shoah, ma per il milione di disgraziati a cui sta per togliere l’RdC no, vero?

    Falsi come Giuda, come suol dirsi. Chi l’ha votata perché antagonista di sionisti, Europa, Amerika e libbbero mercato si è trovato proprio un bel soggetto, non c’é che dire.

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  11. Insomma, la democrazia in Italia funzione così: o comandano ” i nostri” o non vale.
    E non ci si accorge che in realtà non ” comanda” alcuno: siamo colonie ma senza le opportunità delle colonie, solo doveri…
    Quindi bene così: fino a quando i cani si azzuffano tra loro, i ladri restano indisturbati.

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