Ma mi faccia il piacere

(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Gombloddo! “L’accusa di Renzi: ‘Letta mi fece fuori con un sondaggio finto. Quest’estate ero pronto a non ricandidarmi…’” (Libero, 19.11). E niente: ogni volta che vuole ritirarsi dalla politica, arriva qualcuno e glielo impedisce con la forza. Liste di prescrizione. “Caso David Rossi, incubo prescrizione” (Giornale, 15.11). “Da Romeo a Bossi jr. crolla il caso […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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  1. Ma mi faccia il piacere

    (Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Gombloddo! “L’accusa di Renzi: ‘Letta mi fece fuori con un sondaggio finto. Quest’estate ero pronto a non ricandidarmi…’” (Libero, 19.11). E niente: ogni volta che vuole ritirarsi dalla politica, arriva qualcuno e glielo impedisce con la forza.

    Liste di prescrizione. “Caso David Rossi, incubo prescrizione” (Giornale, 15.11). “Da Romeo a Bossi jr. crolla il caso spese pazze: c’è la prescrizione” (Giornale, 19.11). Ma non era un incubo?

    Polito de la Palice. “Finchè questa aggressione continuerà, la pace sarà inevitabilmente condizionata dalla guerra” (Antonio Polito, Corriere della sera, 17.11). Ma non mi dire.

    Ma neanche. “Pd, Bonaccini lancia la sua candidatura: ‘Riprendiamo il nostro spazio. Non deleghiamo la sinistra a M5S e i moderati ad Azione’” (Repubblica.it, 20.11). Ma neanche la destra a Meloni.

    L’apparenzo inganna. “Nervi saldi. Spiegazioni urgenti. Nato dovrà riunirsi. Onu il luogo. Sanzioni e ulteriore inasprimento. No fly zone” (Filippo Sensi, deputato Pd, Twitter, 15.11). “Missili russi in Polonia, 2 morti. Colpito un paese Nato… con tutte le conseguenze del caso. Nelle prossime ore si riunirà l’Alleanza Atlantica” (David Parenzo, Twitter, 15.11). Nell’attesa, mettetevi i maglioni pesanti ché al fronte fa freddino.

    Senza cervello. “La sovrapposizione tra novax, proPutin e nobrain è confortante” (Vittorio Emanuele Parsi, Twitter, 18.11). Curiosi questi putiniani no vax e pro Sputnik.

    Senza lingua. “Attacco contro Paese Nato Polonia con vittime conferma che deriva terrorista russa non ha guida ma segue hubrys Putin fino a rischiare la guerra mondiale. Pensare di fermare il dittatore con la resa lo scatena. Serve batterlo e isolare la sua Quinta Colonna in Italia e Ue” (Gianni Riotta,Twitter, 15.11). “FattoTass e Travaglio riattaccano Calenda Letta e me confermando la loro linea Putinversteher filorussa del primo giorno. Della salve di 100 missili russi non parlano né dei caduti polacchi. La colpa è di Zelensky che non si arrende come vorrebbero loro e soci” (Riotta Twitter, 17.11). A parte i contenuti, ma in che lingua parla?

    Con lingua. “Quando Enrico Letta se ne sarà andato, ci sarà un Pd molto peggiore, non migliore, sulla questione fondamentale: posizione internazionale dell’Italia e valori da difendere. Mi spiace fare Cassandra, ma è così” (Jacopo Iacoboni, Twitter, 19.11). Dài, su, non fare così: poi passa.

    Il Fatto e i fatti. “Il Fatto racconta la guerra come Putin vorrebbe fosse vero. Per Travaglio ‘la Russia non è collassata per le sanzioni (che rischiano di far collassare noi), il mastodontico invio di armi all’Ucraina e la sua controffensiva hanno appena scalfito il controllo russo sulle quattro regioni occupate e annesse’” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 16.11). “L’inverno potrebbe essere una buona finestra per negoziare la pace. Anche perché ci sono poche probabilità che i russi possano essere ricacciati via da tutta l’Ucraina” (generale Mark A. Milley, capo di Stato maggiore congiunto dell’esercito americano, 17.11). Povero rag. Cerasa, pure gli americani l’hanno rimasto solo, ’sti quattro cornuti.

    La ritardataria. “Le due vittime civili che un attacco missilistico russo ha fatto in territorio polacco ricordano che una guerra è in corso in Europa” (Anna Zafesova, Stampa, 17.11). Due giorni dopo il fattaccio del 15 novembre, nessuno l’ha ancora avvertita che il missile in Polonia era ucraino.

    Simoni 1 a Simoni 2. “Gli Usa puntano a isolare Putin e valutano truppe Nato a Kiev. Duro comunicato al G20. Washington: ‘Difenderemo ogni centimetro dell’Alleanza’” (Alberto Simoni, Stampa, 16.11). “Usa e Ue frenano Zelensky. Washington vuole limitare i colpi a sorpresa del leader ucraino ed evitare l’escalation. Irritazione per l’‘invito ad agire’ alla Nato subito dopo l’esplosione in territorio polacco” (Alberto Simoni, Stampa, 17.11). Come passa, il tempo.

    Occhio, malocchio… “Meloni ha lo sguardo che mette paura, le pupille che mordono” (Nichi Vendola, Un giorno da pecora, Rai Radio1, 18.11). E non ha neppure gli occhi di tigre.

    In buone mani. “Usa, gaffe del presidente Biden: scambia l’Ucraina per la Russia e la Colombia per la Cambogia” (CorriereTv, 11.11). Se tutto va bene, capace che Biden promuove una nuova serie tv su Pol Pot capo dei narcos e le prossime armi le manda a Putin.

    A schifio finisce. “Miccichè e la guerra dei forzisti: ‘Non conviene togliermi il potere’” (Corriere della sera, 18.11). Se no lo dice a Dell’Utri.

    Il titolo della settimana/1. “‘Ocean Viking’, la Francia respinge metà dei naufraghi (e critica l’Italia)” (Corriere della sera, 19.11). Per non averli respinti noi?

    Il titolo della settimana/2. “Colao replica a Butti: ‘Sulla rete veloce nessun ritardo’: ” (Repubblica, 16.11). E sulla rete in ritardo nessuna velocità.

    Il titolo della settimana/3. “Regionalismo sovranista” (Repubblica, 18.11). E veganesimo carnivoro.

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  2. Le parodie di Trav. di politici e penne d’oro (falso) della carta stampata italiota sono generose e bonarie battute spiritose. Ma il vero dramma di questo paese è che nella realtà sono mooolto peggio. Per giunta, rispettivamente con stipendi di 12 e 5 mila euro di stipendio, i giornalisti in buona parte pagati con le sovvenzioni statali. Prendete per es. Gianni Riotta (detto Jhonny per la sublime deferenza agli States). La domanda che sovviene a leggerlo e a sentirlo dal vivo in tivvù è sempre la stessa: ma questo ci fa o ci è?? La seconda che ho scritto, ma moltiplicata x 10.
    Di Letta – il cellulare più veloce dell’ovest – sappiamo tutto quello che un uomo politico di insulso possa dire e compiere. E pensare che il suo probabile successore sarà Bonaccini, quello che per un mese, un giorno sì e un giorno pure, ci rompeva i maroni sulla necessità di adottare il Mes europeo. Poi lo stesso Draghi, visto che era palesemente controproducente, lo mise a tacere per sempre. Ebbene, Bonaccini, renziano fino al midollo, cosa credete possa combinare a capo del Pd? E’ un paradosso, ma io spero che lo diventi lui. Solo così il partito di Conte potrà arrivare a vette fino a ieri impensabili. Dal momento che, o riffa o di raffa,, il Pd è destinato, chiunque sia il segretario, alla progressiva evanescenza. Una prece.

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  3. No aspetta, se ho capito bene L’innominabile, dopo aver fatto la scissione col PD e annunciato che voleva mangiarselo, ora dice che sarebbe stato disposto a non ricandidarsi se facevano l’accordo col PD? Esiste una bestialità che il rignanese non sarebbe in grado di dire? Ma soprattutto: come fanno a esistere un milione (UN MILIONE) di italiani che si fidano di lui?

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    • Perché?… Ma l’abbiamo visto: quando il Divoratore di Cigni suo copilota sale sulla prima cassetta vuota che trova e squàqquera “io ssàno una persòonah ssària” l’Itagliavivo Dentro Ma Ancora Non Lo Sa abbandona ogni remora, si butta, ed entra finalmente in Azione, per cosí dire. E si vota il Calenzi.

      La metamorfosi dal Ridolini represso al Ridolini espresso è cosí completa.

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  4. Che p4ll3 il termine “hybris” citato (e in questo caso pure scritto) a c4220 di cane, rispolverando i ricordi del classico, credendo di essere fighi…

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  5. “Non deleghiamo la sinistra a M5S e i moderati ad Azione” seguito da “ma neanche la destra a Meloni” sono da stampare su un cartello da sei metri per due e da appendere all’ingresso del Nazzaretto. Augh: ho detto.

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  6. Mancano pochi giorni, perciò credo sia molto utile capire.

    Il 25 novembre è la Giornata internazionale per
    l’eliminazione della violenza contro le donne: è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999.

    Perché il 25 novembre?

    In questa data, nel 1960, furono assassinate tre sorelle dominicane che si battevano contro un regime criminale sostenuto dagli Stati Uniti d’America.

    Patria Mercedes Mirabal (Ojo de Agua, 27 febbraio 1924 – Salcedo, 25 novembre 1960), María Argentina Minerva Mirabal (Ojo de Agua, 12 marzo 1926 – Salcedo, 25 novembre 1960), Antonia María Teresa Mirabal (Ojo de Agua, 14 ottobre 1935 – Salcedo, 25 novembre 1960)

    Una quarta sorella, Bélgica Adela Mirabal-Reyes (Ojo de Agua, 1º marzo 1925 – Salcedo, 1º febbraio 2014) morì per cause naturali.

    Ma facciamo un passo indietro.

    Lo stato dominicano, nei primi decenni del secolo scorso, era instabile a causa delle violente lotte intestine. Temendo che vi potesse essere una deriva poco gradita, gli usa misero l’unica pezza che può mettere una nazione imperialista: inviò un contingente di marines (1916) che occupò la regione per otto anni con lo scopo di riordinare e rafforzare le forze di polizia e l’esercito, obiettivo che venne raggiunto. Poi se ne andarono.

    Fu durante tale periodo che Rafael Leonidas Trujillo si arruolò nella polizia, arrivando in pochi anni ai vertici del comando; però non gli bastava, lui mirava al comando delle forze armate, carica che conquistò facendo eliminare il capo di allora con uno stratagemma degno della sua essenza criminale: il capo trascorreva piacevoli incontri clandestini con una signora sposata; lui fece una soffiata al marito tradito che uccise entrambi gli amanti. Trujillo ebbe il comando agognato a causa della carica vacante.

    Impadronirsi del potere assoluto di cosa facile e nel 1930, con elezioni dubbie, divenne dittatore dello stato caraibico, carica che mantenne per 30 anni, fino al suo assassinio per mano della CIA (30 maggio 1961, cioè sei mesi dopo che aveva fatto uccidere le tre sorelle Mirabal).

    Trujillo era l’uomo giusto per il paese: introdusse il culto della personalità, schiacciò ogni opposizione, xenofobo (lui che non era bianco), accumulò ingenti fortune e soprattutto era ferocemente anticomunista, dote che piaceva parecchio agli americani.

    Xenofobo, dicevamo.
    Dal 2 all’8 ottobre 1937, il regime di Trujillo si macchiò di un crimine inaudito. Desideroso di “purificare” il paese dalla immigrazione haitiana, passò alle vie di fatto compiendo quello che la storia ci consegna come il “massacro del prezzemolo”: gli sgherri di Trujillo, setacciarono le zone occupate prevalentemente da haitiani, veniva mostrato loro un mazzetto di prezzemolo (perejil in spagnolo) e chi pronunciava la “erre” con chiaro richiamo al francese veniva immediatamente eliminato. In cinque giorni il massacro produsse dai 20 ai 30 mila morti (non vi fu mai un dato preciso).
    Il clamore fu messo a tacere subito, nonostante le ridicole motivazioni addotte dal dittatore e smentite da commissioni di inchiesta (sosteneva che si trattava di regolamento di conti tra popolazioni ostili, ma alcune vittime avevano, oltre a lesioni da machete, anche ferite compatibili con il fucile Krag in dotazione alle forze armate dominicane), con promesse di (esigui) risarcimenti ai parenti delle vittime e anche con la disponibilità ad accogliere nel paese i perseguitati dai regimi europei (siamo nel 1937).

    Ma le vere spine nel fianco per il dittatore protetto dagli Stati Uniti d’America perché anticomunista, furono le sorelle Mirabal (nome in codice Las Mariposas, cioè le farfalle), che sul finire degli anni 50 diedero vita al movimento “14 giugno” col chiaro intento di rovesciare il regime sanguinario di Trujillo, anche con le armi.

    Individuate e scoperte, le sorelle furono imprigionate assieme ai mariti. Il clamore suscitato costrinse il regime a liberarle e fu durante il ritorno da una visita ai mariti ancora incarcerati che un commando di sgherri del regime le eliminò a bastonate dopo averle seviziate e violentate. Era il 25 novembre 1960.
    Sei mesi dopo, un classico americano: il pupazzo era sfuggito di mano completamente e quindi la Cia organizzò la sua fine fisica, era il 30 maggio 1961.

    Dimmi viandante, ti stai chiedendo che opinione aveva la Repubblica Italiana di questo criminale lungamente protetto dagli Stati Uniti d’America?

    Toh, lustrati gli occhi!
    Già serva e schiava degli usa, nel luglio 1954 (cioè 17 anni dopo la strage del prezzemolo) la repubblica italiana decorò il dittatore dominicano così
    https://en.wikipedia.org/wiki/Order_of_Merit_of_the_Italian_Republic

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  7. “La sovrapposizione tra novax, proPutin e nobrain è confortante” (Vittorio Emanuele Parsi, Twitter, 18.11).”

    Ma uno che di nome fa Vittorio Emanuele (e magari di terzo e quarto nome Pescara e Baionetta) può parlare di cosa è confortante e sconfortante in Italia?

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