“La Calabria non crede alla buona politica, vince la rassegnazione”

Più che un’intervista è un’indagine interna corporis. Roberto Occhiuto, il presidente dei calabresi prova a illustrare i difetti dei calabresi, di coloro che cioè lo hanno eletto. […]

Il candidato sindaco di Roma per il Centrodestra, Enrico Michetti (s), in occasione dell’incontro con il neo-eletto presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto (d), Roma, 7 ottobre 2021. ANSA/CLAUDIO PERI

(DI ANTONELLO CAPORALE – Il Fatto Quotidiano) – Più che un’intervista è un’indagine interna corporis. Roberto Occhiuto, il presidente dei calabresi prova a illustrare i difetti dei calabresi, di coloro che cioè lo hanno eletto.

I calabresi hanno un senso squisito dell’amicizia ma sono ritenuti molto permalosi. Per questo hanno eletto lei, il più permaloso tra i permalosi?

Riconosco che me la prendo subito. È un difetto che mi appartiene. Non mi offendo, però m’incazzo se sono oggetto di rilievi, considerazioni…

Governa la Regione più povera d’Italia e anche tra le più sprecone. Come si fa a bruciare i soldi avendo le pezze al culo?

So che dobbiamo guadagnare considerazione e conosco la disperante condizione di chi, qualunque cosa di buono oggi faccia, oggi faccia, non trova più ascolto per via di quel che ha combinato ieri. La Calabria si annota solo per le cose cattive, anzi nemmeno più quelle ormai.

La sua Regione ha 800 chilometri di costa e nemmeno un piatto di pesce nel menù tipico.

Gli arabi, coi quali non ce la portavamo bene, abitavano la costa. Noi sui monti. E infatti abbiamo regolato i conti eleggendo il maiale a re della nostra tavola.

L’Italia è piena di calabresi nell’accademia, nell’alta burocrazia, nell’amministrazione pubblica. Ovunque operano eccellenti sanitari emigrati dalla sua regione. Eppure lei ha dovuto cercare a Cuba i medici disposti a venire dalle sue parti. Sono dunque i calabresi ad essere i più fieri avversari della Calabria?

La sfiducia nella capacità di gestire i beni comuni con competenza ed efficienza è stata tale che nessuno considera più come possibile la buona amministrazione. Io proverò che sbagliano di grosso.

Ha mai raccomandato qualcuno? Magari proprio per ficcarlo nella corsia d’ospedale, per un concorso da vincere…

In passato l’ho fatto, ma non capiterà mai più.

Intanto i conterranei non vogliono saperne di essere coinvolti nella sua amministrazione.

Metteteci alla prova! Quando sono stato eletto ho radunato assessori e consiglieri e ho detto loro: chi fa il presidente della Calabria si brucia al primo mandato, costretto all’inazione dal sistema correntizio, mentre voi avete quasi tutti la rielezione assicurata. Beh, vi dico che non ho in animo di bruciarmi quindi tirerò dritto.

Per esempio, cosa ha fatto?

Bisognava indicare l’amministratore delegato degli aeroporti di Calabria che erano allo sfascio. Ho scelto il miglior manager sul mercato, senza chiedere a nessuno.

Un altro esempio?

Gli incendi estivi si sono ridotti drasticamente perché ho invertito il sistema della premialità. Prima: più interventi, più soldi. Oggi: meno incendi ci sono e più guadagni. E con i forestali, la categoria più vilipesa d’Italia, stiamo mettendo a posto i canali di scolo, le cunette, i pendii delle montagne. Sono piccole rivoluzioni, mettiamo un punto ai dissesti idrogeologici, ma nessuno ne parla.

Il male più grande dei calabresi?

La rassegnazione. Siamo convinti che non c’è speranza, e invece, diamine, proviamoci.

Un pregio invece.

Abbiamo tempra. Siamo tenaci, resilienti.

Un altro pregio.

Siamo solidali e anche accoglienti. Da noi i migranti vengono accolti senza che nessuno batta ciglio.

Accogliete i migranti, ma con i turisti fate la faccia feroce.

La costa sta guadagnando punti. Intanto il mare è più pulito, abbiamo fatto rimettere in ordine i depuratori.

Quando lei era deputato, suo fratello era sindaco di Cosenza. Oggi lei è presidente della Regione, suo fratello è senatore, e la sua compagna, Matilde Siracusano, sottosegretaria. La famiglia, prima di tutto.

Mio fratello è un affermato architetto e aveva le carte in regola per candidarsi a sindaco Ho conosciuto la mia compagna in Parlamento. Era già deputata, quindi…

È mai stato destinatario di proposte dal sapore ambiguo?

In passato mi furono adombrate possibili condizioni di favore, che ho rifiutato.

Quanti medici arrivano da Cuba?

Una prima cinquantina la prossima settimana. E ho pubblicato una manifestazione di interesse aperta a tutti gli specializzandi italiani. In 350 hanno risposto.

E la ’ndrangheta?

In alcune zone si è sostituita alla pubblica amministrazione. Da noi lo Stato ha il volto di un estraneo che non ti aiuta, ti affossa. Ma adesso è tempo di provare a sfidare anche noi stessi.

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