La Lega lancia bonus per matrimoni in Chiesa. Fino a 20mila euro per banchetti, fiori e foto

Lega, casa e chiesa. Mentre nel partito di Salvini c’è chi chiede di lasciare battaglie retrograde a Montecitorio i deputati depositano una proposta di legge per sostenere quello sull’altare, non quello di rito civile. E solo per chi risiede in Italia da 10 anni. Sempre la lega ha appena ottenuto 10 milioni per il bonus separati

(di Thomas Mackinson – ilfattoquotidiano.it) – Fino a 20mila euro per chi si sposa in chiesa, sempre che abbia la residenza in Italia da almeno 10 anni. Per chi opta per il Comune zero, nisba. Però concorre, che lo voglia o meno, al pagamento dell’altro matrimonio con le proprie tasse. Tra le priorità del governo c’è quella di sostenere i matrimoni in chiesa che non si celebrano più. Lo fa la Lega intestandosi una proposta di legge che istituisce una detrazione ad hoc per le spese in parrucchieri, tappeti, fiori e quant’altro. Un bonus che costerà ai contribuenti tutti – vale a dire laici, atei, buddisti etc – la bellezza di 716 milioni di euro. Con buona pace di tutti i precetti di laicità dello Stato, anche di rango costituzionale, e di non discriminazione religiosa, nonché di papiri di sentenze con i quali la Corte Costituzionale si è pronunciata in materia.

Ma la materia dei matrimoni in chiesa fa gola alla Lega che strizza così l’occhio al suo elettorato e alza un muro rispetto a confessioni con le quali non è mai andata d’accordo, quella islamica su tutte, e rinfranca il modello di famiglia tradizionale a lei tanto caro, da contrapporre a quelle allargate così invise a quell’area. Ma così di retroguardia che perfino un arcileghista come Luca Zaia, giusto 24 ore fa, ha spronava il partito a lasciar cadere pregiudiziali verso gay, fine vita e le altre battaglie ideologiche che si scontrano con lo spirito dei tempi.

La proposta di legge non è propriamente nuova, l’aveva segnalata il Fatto.it il 20 ottobre scorso tra le “stranezze” delle prime proposte della XIX Legislatura. Ma proprio questa spaccatura tra la parte più tradizionalista che piace a Salvini e quella modernista dei governatori la riporta in quota. Del resto il testo, firmato da una sfilza di deputati (a partire dal vice-capogruppo a Montecitorio Domenico Furgiuele) lascia molte perplessità. E’ accompagnato da una lunga premessa che dà conto della “crisi dei matrimoni religiosi” rispetto a quelli di rito civile che sono aumentati anche nella pandemia mentre i primi continuano a calare. Per i leghisti non è una tendenza legata allo spirito dei tempi che s’affranca dalla tradizione secolare ma tutta questione di soldi. E allora, questa la conclusione sillogica, li metta lo Stato.

“Il matrimonio civile – sostengono – è di per sé una celebrazione meno onerosa rispetto al matrimonio religioso”. E allora, mentre ancora si litiga su bonus per la casa, ecco il superbonus per i matrimoni celebrati in Chiesa. La formula prescelta è quella della detrazione del 20 per cento delle spese per il “matrimonio religioso”, modificando la legge 90 del 3 agosto 2013. E alla voce “spese” si può indicare di tutto: dagli ornamenti in chiesa come i fiori, la passatoia, i libretti, fino agli abiti per gli sposi, il servizio di ristorazione, le bomboniere. Perfino il coiffeur e il make-up della sposa o l’ingaggio del fotografo.

Gli sposi potrebbero ottenere un massimo di 2omila euro in cinque quote annuali. Non basta però sposarsi in chiesa: i beneficiari devono avere la cittadinanza da almeno 10 anni (“prima gli italiani”) e avere un reddito non superiore a 23mila euro o comunque non superiore a 11.500 euro a persona. Passasse il bonus matrimoni, per le casse dello Stato non sarebbe indolore: la misura costerebbe in tutto 716 milioni di euro, cioè 143,2 milioni per le cinque quote annuali. Cui andrebbero aggiunti i 10 milioni con cui sempre la Lega ha voluto sostenere i genitori separati con un bonus da 800 euro al mese. Norma per altro riscritta perché nella versione originale discriminava separati e divorziati. Il Decreto attuativo che aiuta i separati è approdato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2022, 13 giorni prima della proposta norma che li aiuta a unirsi, ma solo se lo fanno in Chiesa.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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14 replies

  1. Bonus per sposarsi e dopo bonus per separarsi. Avanti cosi ci sono bonus per ogni gusto. Bonus bebè, bonus badante, manca il bonus nutrice o lo hanno già istituito?
    Però attenzione, guai a dare un bonus a chi non riesce ad acquistare il cibo per nutrirsi. Ah già quello non si chiama bonus, ma reddito di cittadinanza. Vedi come sono scemi i 5S, manco il nome corretto hanno saputo dare alla loro legge, fatta per tenere i fannulloni sul divano, come dicono la PDC in gonnella e il bullo di Rignano sull’Arno.

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  2. Ma basta buttare ossi fasulli su cui farci azzannare!
    Scommettiamo che questa “proposta” non arriverà da nessuna parte?

    Continuando così, la Destra governerà ancora per decenni… Se questa è l’ “opposizione”!!!

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  3. No non è possibile mi tocca sentire anche questa. Io sapevo che sono degli imbelli (per non dire altro) ma non fino a questo punto. Con questi qua non c’è neppure gusto a fare opposizione.
    Presidente CONTE lo dica chiaramente a lei piace vincere facile.
    Massimo

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    • Stai tranquillo baldovino che a breve ci sarà anche la riapertura delle case chiuse e i barbieri a natale riomaggeranno i clienti con i famosi calendari goderecci degli anni settanta.

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  4. Tanto surreale quanto intollerabile, e buttata lí con la stessa rivoltante naturalezza di un rutto in faccia. Per inciso, questi sarebbero quelli del RdC quale “mancetta elettorale” e “voto di scambio”.

    Il Gambadilegno Verde: da semplice macchietta a cartone animale.

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      • Non è questione d’essere solo imbecilli o fanatici. Questo è uno che in termini di consenso ha perso piú foglie degli alberi in autunno, e che gli stessi governatori delle Regioni lecchiste a parte uno non vedono l’ora di rottamare (e vedremo come andrá a finire in Lombardia): è disperato. Un disperato tiktok – perfetto, per questi nostri disgraziati tempi – che fa finta di non esserlo e semina le sue aerofagie di bandiera come se lui contasse ancora qualcosa. E certo, è anche un ruttomessaggio alla Vandara Nera, per ricordarle che come affondagoverni di cui fa parte lui è secondo a nessuno – fatta eccezione per l’esecrabile baciababbucce arabe del Faree, beninteso.

        Ma è il Gambadilegno Verde, dopotutto, non c’è da stupirsi: della variegata corte dei miracoli di cui questo governo è composto, fra i vari nani e le ballerine col manganello, lui è sempre quello dal cappello a punte con i sonaglini. Cento ne fa e altrettante ne dice.

        Quindi il mio commento alla tua osservazione è: tutte e due.

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  5. Appunto, se è un “disperato ” che ha perso più consenso delle foglie degli alberi, perchè i media si occupano ossessivamente di ogni suo TikTok?
    Farsi la domanda e darsi la risposta…

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