Finiamola di sottometterci all’arroganza di Zelensky

Adesso l’arroganza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha superato ogni limite: non si accontenta più di dettare l’agenda politica dell’Ue, ma vuole cancellare la cultura russa dall’Europa, la stessa pretesa di Putin con l’Ucraina. Come racconta Marco Travaglio […]

(DI MASSIMO FINI – Il Fatto Quotidiano) – Adesso l’arroganza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha superato ogni limite: non si accontenta più di dettare l’agenda politica dell’Ue, ma vuole cancellare la cultura russa dall’Europa, la stessa pretesa di Putin con l’Ucraina. Come racconta Marco Travaglio sul Fatto: “Il console ucraino Andrii Kartysh ha intimato a Sala, a Fontana e al sovrintendente Meyer di cancellare la prima della Scala col Boris Godunov di Musorgskij e ‘rivedere’ il cartellone per ripulirlo da altri ‘elementi propagandistici’, cioè da opere di musicisti russi”. Dà ordini perentori ai sindaci, ai presidenti di Regione, ai direttori artistici, vuole decidere lui, attraverso i suoi scagnozzi, quale deve essere il cartellone della Scala. La Scala, il più grande teatro al mondo di musica classica, di balletto, di operistica, dove sono stati messi in scena i maggiori compositori russi, da Tchaikovsky a Rimsy-Korsakov a Prokofiev a Khachaturian a Stravinsky, dove hanno ballato le più grandi étoile russe, da Rudy Nureyev a Baryshnikov e, per restare a casa nostra, sempre che rimanga tale, dove sono stati dati tutti i nostri grandi dell’opera, da Puccini a Rossini, da Verdi a Vivaldi, da Monteverdi a Bellini, dove hanno cantato Maria Callas e la Tebaldi. Che cosa ci hanno dato gli ucraini in cambio? Zero, zero.

Volodymyr Zelensky è un filo-nazista, non perché lo ha bollato così Putin, ma perché una parte del suo popolo, sia pur carsicamente, lo è, non solo i miliziani del battaglione Azov che lo sono apertamente, sono inglobati nell’esercito regolare ucraino e vengono continuamente esibiti e magnificati dal loro presidente. Infatti due settimane fa, come già l’anno scorso, il suo governo ha votato contro l’annuale risoluzione Onu che condanna l’esaltazione del nazismo: l’aveva già fatto l’anno scorso, insieme agli Usa, mentre stavolta Kiev si è tirata dietro i principali Paesi europei, Italia inclusa.

Quando in Ucraina c’era la Wehrmacht, con cui non si scherzava, gli ucraini sono stati attori, in proporzione, di uno dei più grandi pogrom antiebraici.

Volodymyr Zelensky gonfia il petto per la resistenza all’“operazione speciale” di Putin. Ma con le armi che gli hanno dato gli americani e disgraziatamente anche l’Unione europea, che continua a non capire dove sono i suoi veri interessi, pure il Lussemburgo avrebbe resistito al tentativo di occupazione russa.

Lo so, lo so che è obbligatorio premettere che qui c’è un aggressore, la Russia, e un aggredito, l’Ucraina. Tutto vero, però queste sottili distinzioni non si sono fatte quando gli aggressori eravamo noi, Germania in parte esclusa, in Serbia 1999, in Afghanistan 2001, in Iraq 2003, in Somalia, per interposta Etiopia, 2006-2007, col bel risultato di favorire gli Shabab che hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico, e infine in Libia, 2011, in una delle più sciagurate operazioni di alcuni Paesi Nato, Stati Uniti, Francia e Italia a governo Berlusconi. Però solo Putin continua a essere massacrato dalla cosiddetta “comunità internazionale” che altro non è che il coacervo di Stati stesi come sogliole ai piedi degli States e che è sì internazionale, ma non è mondiale, perché a questa condanna sono estranei non solo la Cina e l’India, circa tre miliardi di persone, ma anche quasi tutti i Paesi sudamericani, tanto più che ora Lula ha cacciato a pedate il ‘cocco’ dell’Occidente, Bolsonaro. Inoltre in questa damnatio memoriae qualche ragione ce l’ha anche la Russia di Putin. Non è rassicurante essere circondati da Paesi Nato e filo-Nato cioè, attraverso gli Stati Uniti, da Stati potenzialmente nucleari, oltre che dai nazisti ucraini.

Pistola alla tempia, io scelgo la Russia, anche l’attuale Russia, non l’Ucraina. E forse faccio anche a meno della pistola.

30 replies

  1. Da notare in questa disamina che non solo ZeZe è filonazi, ma sia lui che Victoria Nuland (vero nome Nudelman, moglie del neocon Karl Kagan) sono indovinate un pò…. di origine ebraica.

    Ovvero, mentre i neonazi ucraini sono i discendenti (alle volte diretti) di quelli che massacrarono migliaia di ebrei e di polacchi nella II GM, ZeZe e la Nuland sono amici carissimi di questi soggetti che probabilmente hanno ammazzato i loro nonni.

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    • Speriamo, perché di questo pagliaccio ucraino sparamissili a tradimento non ne posso più. Ma la propaganda è ancora massiccia. Hai visto come Stoltenberg (non censuratemi, si chiama così) ha chiamato l’episodio del missile? Tragico Errore. Tragico errore…

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  2. Mah, scegliere dal divano…
    Sono troppe le cose che non sappiamo. Tanto non possiamo farci nulla: siamo in “democrazia” .
    A me la Russia è sempre piaciuta molto: le città, la scienza, la musica, la letteratura, la cultura. Esattamente un Paese europeo. Ma “conosco” ( si fa per dire, solo per turismo, anche se più volte e mantengo amicizie) solo la parte europea, per il resto non mi resta che ascoltare quel grande intellettuale che ritengo sia Sergio Romano: un territorio così immenso e con tante etnie e religioni diverse non può essere mantenuto unito che con una certa dose di totalitarismo: in caso contrario, la balcanizzazione della Russia (tanti Statii in continua tensione tra loro, continuamente percorsi da “primavere” organizzate altrove, sarebbe la fine dell’ Europa e un disastro per gli abitanti di quei territori, per lo più poverissimi da sempre: a questo tendono gli US?
    Insomma: Putin lo conosciamo: chi – e cosa – verrebbe dopo?

    Mantenere buoni rapporti con la Russia converrebbe ad entrambi : all’ Europa e alla Federazione Russa. Materie prime per noi e tecnologia per loro che, ricordiamolo, sono ai nostri confini ed un grande e ricco mercato per le nostre merci ed il nostro turismo: si crescerebbe entrambi. Proprio quello che gli US, lontani ed in altre faccende affacendati, non vogliono.

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    • Però credo che dal divano si possa almeno scegliere tra Zelensky e Musorgskij, e io sinceramente so a chi rinuncerei senza versare una lacrima.

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      • Non ricordo più chi, tanto tempo, fa disse: “non c’è Russia senza Europa e non c’è Europa senza Russia. Il che non fa affatto comodo a Zio Sam.

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    • Fin da i primi di febbraio postavo la bandiera russa 🇷🇺 accanto a quella europea🇪🇺 nel giro di pochi giorni i mie post venivano sommersi di insulti (in risposta ortiche per tutti 😂)e poi adirittura bannati.

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  3. Massimo stai dando troppa importanza a Zelensky.
    Dal primo giorno di guerra diciamo che Zelensky è un burattino nelle mani americane.
    Non lo può essere a fasi alterne.
    Lo è e basta. Ed è in mani americane sempre.
    Partendo da questo presupposto,
    Ricordiamoci l’America doppio-triplo giochista di matrice “kissinger”

    Si dice che adesso Gli Usa trattano di giorno con i russi per arrivare ad un negoziato
    e stranamente la notte parte un missile per la Polonia,
    Che sembra rovinare quanto fatto di buono durante il giorno per avvicinare le parti.
    Poi la reazione calma di biden (rispetto agli epiteti “macellaio” di mesi fa) come se sapesse già tutto’.

    A me ricorda tanto la Penelope che di giorno filava la tela e la notte la disfaceva…

    Durante il giorno,gli USA filano la tela(per cercare ipocritamente di seguire i consigli del Papa e dell’opinione pubblica europea e non ,stanca del protrarsi della guerra)

    e la notte usano il burattino Zelensky per disfarla(missile in Polonia,leggi di divieto trattativa con Putin ,inventandosi attacchi suicidi?russi? a centrali nucleari e via discorrendo)

    Zelensky ha avuto l’ordine(chissà da chi?🤔) di fare il cattivo(no pace),tanto crepa il suo popolo mica lui,

    mentre gli americani si sono tenuti il ruolo dei buoni per tranquillizzare un pochino gli alleati “Natisti”(prima difensori dall’invasore adesso si alla trattativa di pace)

    i cowboy“buoni” che combattano da sempre contro gli indiani”cattivi” ed esportano la democrazia nel mondo.

    D’altronde il non-mainstream non ha sempre detto che il fine degli usa era di prolungarla il più a lungo possibile per tanti motivi(le armi intanto continuano ad arrivare da Washington)?

    Così come Penelope non aveva il fine di prolungare il più possibile il completamento della tela in attesa del ritorno di Ulisse?

    Zelensky è,è sempre stato,e sempre sarà solo un utile idiota,niente di più.
    …Sean Penn gli ha portato pure l’oscar (dell’ idiozia)🤦🏻‍♂️

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  4. Che bella lezione di benaltrismo e mizera morale. Uno che vuole liberare suo paese e un arrogante, uno chiede aiuto alla orribile NATO! Farei intesa anche con diavolo per salvare mio paese di deportazioni di massa e schiavitù. Ma nooo, ci affidiamo alla benevolenza dei meravigliosi russi

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    • “Uno che vuole liberare suo paese”… dagli ucraini russofoni, di cui 7 MLN, dal 2014, si sono rifugiati (non “deportati”) in Russia.

      Gli Stati Uniti ‘bocciano’ il sistema Ucraina: “Uccisioni illegali, corruzione, torture in carcere e mancata indipendenza dei giudici”

      “Uccisioni illegali o arbitrarie, casi di tortura e trattamento disumano dei carcerati, condizioni carcerarie dure e pericolose, arresti o detenzioni arbitrarie, gravi problemi con l’indipendenza della magistratura, gravi restrizioni alla libertà di espressione e ai media, gravi restrizioni alla libertà di Internet, respingimento di rifugiati in Paesi in cui la loro vita o le loro libertà sarebbero in pericolo, gravi atti di corruzione“. Queste sono solo una parte delle problematiche contenute nel 2021 Country Reports on Human Rights Practices nella sezione relativa alla situazione in Ucraina. E a stilarlo è il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, il Paese che più di tutti sta fornendo aiuti militari al governo di Volodymyr Zelensky per contrastare l’invasione russa ordinata da Vladimir Putin.
      https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/15/gli-stati-uniti-bocciano-il-sistema-ucraina-uccisioni-illegali-corruzione-torture-in-carcere-e-mancata-indipendenza-dei-giudici/6763214/#3559675

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      • Beh, mi sorprende che nessuno sui media, tv in particolare, segnali queste cose, mi riferisco ad esperti, giornalisti e politicanti non fanatici sul tema che seppure in % ridotta partecipano ad esempio ai vari talk show, giusto ovviamente farlo con le colpe della Russia ma anche di chiunque altro, in caso contrario si è solo dei … ( scegliere la definizione che più aggrada ).

        Conoscevo a grandi linee queste “caratteristiche” della politica ucraina perché avevo letto diversi articoli, soprattutto di giornali inglesi, pubblicati prima della guerra, devo dire che, questo a sensazione, anche certi atteggiamenti, di Zelenski e non solo, di certa propaganda smaccata, insospettisce a prescindere, il fatto che adesso li si voglia far passare tutti per angioletti su di me ottiene l’effetto opposto, un po’ come la storia dei vaccini, quando si spinge una narrativa all’estremo facendo diventare dogmi di fede affermazioni e prese di posizione assolutamente opinabili, spesso rivelatesi in seguito errate e censurando chi osa esprimere dubbi dimostra solo la debolezza dei propri argomenti, col rischio appunto di inficiare magari anche la credibilità di alcune notizie invece corrette e dando fiato in qualche caso pure a teorie strampalate, ho citato i vaccini perché su quelli si sono raggiunte vette di fanatismo assurdo ma vale anche per parecchie altre questioni.

        Se le varie opinioni pubbliche fossero edotte, per forza di cose anche in maniera generica ma comunque, per quanto possibile, imparziale, sia sul pregresso che sull’attuale situazione, nella società e sul campo di battaglia, delle nazioni coinvolte, con quel che ne consegue in termini di consapevolezza da parte dei cittadini, anche governi che vanno col pilota automatico teoricamente dovrebbero tenere in considerazione l’opinione di governati non indottrinati, pena la perdita di consenso, teniamo conto che ben pochi, qualche volta per pigrizia o menefreghismo, più spesso per oggettiva mancanza di tempo, cercano informazioni anche al di fuori dei canali principali.

        Mi rendo conto che possono apparire considerazioni palesemente ingenue ma, tornando alla possibilità di divulgare notizie taciute, quando non addirittura manipolate, dal 90% e più di tutto l’apparato, sarebbe già un buon inizio se chi ne ha la possibilità cogliesse l’occasione di farlo.

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      • Se non fosse che vivi in un paese con TRE mafie che se la spassano allegramente dalla notte dei tempi! Cosa dici se Francia viene a fare ordine, stufa di questa cloaca di illegalità? Allora ” siamo padroni in casa nostra!”. Ucraini no. Hanno bisogno di democratica e illuminata Rusia

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      • Vorrei tanto di essere io matta. Hai mai sentito di Siberia, o di arcipelago Gulag? In tutti territori occupati (Moldavia, Crimea, Basarabia etc.) deportavano tutta la popolazione che poteva fare problemi: intellettuali, sindaci, contadini più ricchi e tutto che si trovava per portare russi. Adesso si può fare un referendum, no? E una politica comune in tutti paesi comunisti. In Romania il Gulag più grande era Canale Danubio-Mar Nero. Per esempio in un paesello il più ubriacone e fanulone diventava sindaco. Perché datorava tutto al Partito, così non poteva tradire.

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    • Questa Ilina ha tutta l’aria di essere un fake, ma cmq se agli ucraini fa davvero così piacere credere di essere i protagonisti di una guerra di liberazione invece che la carne da cannone di una guerra combattuta per gli esclusivi (criminali) interessi americani, allora buon pro vi faccia…

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  5. “Adesso l’arroganza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha superato ogni limite: non si accontenta più di dettare l’agenda politica dell’Ue, ma vuole cancellare la cultura russa dall’Europa, la stessa pretesa di Putin con l’Ucrain.”
    Bah la pretesa di Zelensky di voler cancellare la cultura russa, ammesso che ciò che dice il giornalista abbia un fondamento, per me è nuova e peraltro, magari, dovuta alle vicissitudini di questa guerra.
    Mentre ben altra è quella di Putin che ha un lungo radicamento storico.
    Lo spiega per certi versi questo articolo pubblicato su linkiesta cultura del 16 novembre

    Dietro all’ossessione di Putin per l’Ucraina c’è una invidia secolare
    Oksana Zabuzko

    La scrittrice e intellettuale Oksana Zabužko risale alle origini del tentativo russo di soggiogare i Paesi confinanti. Nel suo ultimo libro “Il viaggio più lungo” racconta con rabbia e lucidità le radici della guerra

    “La propaganda russa continua a ripetere con la stessa insistenza di Goebbels che politicamente l’Ucraina «fino al 1991 non esisteva», e che, in teoria, era solo una repubblica all’interno dell’Urss. Puoi dirlo quanto vuoi, ma non sarà mai vero. E non c’è bisogno di perdere troppo tempo a spiegare con mappe e cursori a chi e a che cosa dobbiamo la democrazia militare del nostro Stato cosacco del Sei-Settecento (sulle mappe dell’epoca si legge «Ucraina Terra Cosaccorum») e la Repubblica Popolare Ucraina del 1918-1921. Basta dire che se davvero non avessimo avuto nella storia moderna una nostra classe politica oggi i missili russi non ci pioverebbero in testa dalla Bielorussia, ma saremmo noi a tirarli sulla Lituania, la Polonia e così via: su qualsiasi Paese contro cui Mosca ci avesse ordinato di farlo…

    Lo stalinismo ha lasciato le sue tracce in Ucraina non soltanto attraverso il Holodomor, ma anche con un elitocidio realizzato con grande cura, una «purga» quasi completa delle élite locali (quell’«uccidi i borghesi e gli ucraini» di Murav’ëv si era trasformato con Stalin in una lotta contro il «nazionalismo borghese ucraino», che era rimasto uno spauracchio terribile per il Kgb – che infatti lo puniva nel modo più severo – fino alla fine dell’Urss.

    Putin ora non sta facendo altro che ripetere quello che ha imparato da giovane sui manuali, comprese le fucilazioni degli insegnanti e dei sacerdoti ucraini nei villaggi occupati! La cosa più strana, però, è che quelle élite, anche se sembrava che fossero state cancellate dalla faccia della terra (quelli che non avevano fatto in tempo a scappare all’estero) e che nel corso dei decenni erano state quasi completamente rimpiazzate dall’amministrazione coloniale russa, erano riuscite non si sa come a trasmetterci un livello di memoria culturale sufficiente per la sopravvivenza politica dell’Ucraina (una cosa che non smette di stupirmi da più di trent’anni e che per questo chiamo «miracolo ucraino») – quindi, anche se in modo indiretto, lo Stato ucraino di oggi è in gran parte un loro merito storico.

    Ma al di là della politica l’Ucraina ha qualcosa di primigenio, di essenziale, che alla Russia manca ed è sempre mancato: la storia di un popolo che non è stato inventato con gli ukaz imperiali. L’éthnos autoctono ucraino abita le terre «dal San al Don» (un’altra citazione dall’inno, eliminata dopo il 1991 per ragioni politically correct, per non dare l’impressione che l’Ucraina volesse mettere in discussione i confini dell’Europa postbellica), arandole con un aratro di propria costruzione (a triangolo, con la ruota e il vomere) fin quasi dai tempi dei romani, parlando la stessa lingua lungo tutto quel territorio e vergando il coro della cattedrale di Santa Sofia a Kyjiv con dei graffiti scritti in quella stessa lingua più di mille anni fa.

    Questo popolo ha creato la sua versione del cristianesimo orientale (l’ortodossia kyjiviana è una fonte comune per la Chiesa ortodossa ucraina e per quella greco-cattolica), la sua statualità – la repubblica cosacca (che ci ha lasciato, tra l’altro, la prima costituzione scritta d’Europa, nel 1710, con la separazione dei poteri), la sua cultura barocca con un suo proprio stile architettonico, una sua scuola iconografica e una sua tradizione di canto corale (il famoso Ščedryk, o Carol of the Bells, deriva proprio da questa tradizione) – e pur con tutta la varietà e la diversità delle unioni / alleanze / protettorati intertribali / interstatali con cui ha avuto a che fare negli ultimi mille anni, questo popolo è riuscito a dimostrare una capacità invidiabile di sopravvivenza, nonostante la mancanza di confini naturali.

    Per questo aveva imparato molto presto a costruirsi le città, adottando con grande tolleranza le minoranze etniche (l’onomastica ucraina riflette decine di tribù e popoli vivi o estinti dalla Scandinavia al Medio Oriente!) e a difendere il suo archetipico «giardino dei ciliegi» con le armi in mano (i Variaghi ci chiamavano «Paese delle città», Gardarik, e non sorprende il fatto che il confine orientale dell’Ucraina coincidesse con quello dell’area in cui vigeva il diritto di Magdeburgo, che regolava l’amministrazione locale in Europa, e che, anche nelle città decadute a villaggi sotto l’amministrazione russa, ancora nel Novecento, ancora ai tempi dei miei nonni, le strade si chiamassero «centurie»…)

    Una storia incredibilmente ricca e interessante, una storia che ogni intellettuale non vede l’ora di poter far emergere, «ripulendola» da duecento anni di manipolazioni imperiali senza la paura di finire per questo in un carcere del Kgb o, come dicono nel Donbas dal 2014, «in cantina». Per certi versi si può anche capire l’invidia che una storia così può suscitare e ha suscitato nei nostri vicini settentrionali: la classica invidia del povero verso l’abbiente, una delle principali motivazioni psicologiche dietro a questa guerra.

    Nella storia dei rapporti russo-ucraini è spesso emersa nei termini dell’invidia del ricco, fecondo Sud da parte del povero e affamato Nord (quel prigioniero russo che durante un interrogatorio, esaurite tutte le spiegazioni del perché l’esercito russo avesse attaccato l’Ucraina, alla fine se n’è venuto fuori con questa domanda: «Ma per quale motivo voi dovete stare meglio di noi?!» – senza saperlo, quel soldato si trovava a ripetere il principale argomento con cui nel 1933 l’esercito del proletariato russo era venuto a «dekulakizzare» l’Ucraina con il pretesto delle riforme comuniste, che altro non erano che una scusa per il genocidio, esattamente come la «denazificazione» di Putin oggi, anche se a quei tempi si erano organizzati meglio).

    Tutti gli interventi di Putin di argomento ucraino grondano invidia, anche se in questo non c’è niente di originale: tra i suoi predecessori c’erano persone, a differenza di lui, piene di talento, come Michail Bulgakov, e persino dei premi Nobel, come Iosif Brodskij. Tutta la cultura russa degli ultimi tre secoli (la facciata!) ha lavorato alacremente, di generazione in generazione, all’annessione dell’Ucraina, della sua storia, della sua cultura e anche del suo popolo.

    Ma c’è un ma: non sono stati i russi i primi ad arrivarci. Sono stati gli ucraini.”

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    • INVIDIA SECOLARE!!

      AHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHahaaHAHAHAhaAHAHAHAhaAHAHAHAhaahAHAHAHAHAahAHAHAHAAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAAHAHAHAHHAAHAAAAAHAAHAHAHAHAAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAAHAHAHAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAHAHAAAAA

      Ma da che manicomio esci tu e questa ‘autrice’?

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      • @ SM. sparviero

        Nonostante la mia ferma intenzione di non rispondere a chi commenta i miei post
        con degli insulti, l’anonimato li rende inutili e puerili solo fastidiosi, con te devo fare
        ancora una eccezione.
        Quasi sempre non stai sul pezzo, quasi sempre non esprimi un ragionamento ma usi solo slogan o frasi fatte
        o altre porcherie, tipo foto o video, della peggiore propaganda filorussa.
        Penso tu abbia avuto una infanzia problematica dal punto di vista psicologico che ti ha lasciato parecchi strascichi da
        cresciuto, ammesso che sei veramente cresciuto, ma questo mi importa poco.
        Quello che mi importa è che io provo per te un qualcosa che a me non piace provare
        per altri specialmente quando non lo rivesto di un alone di cristianità, la PENA.

        Tu mi fai tanta pena.

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  6. Dopo il Mullah Omar, Fini si schiera decisamente con Putin.
    In gambissima davvero, il FQ seleziona sempre attentamente i propri collaboratori.

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  7. ” Inoltre in questa damnatio memoriae qualche ragione ce l’ha anche la Russia di Putin. Non è rassicurante essere circondati da Paesi Nato e filo-Nato”. Allora, diciamo subito che se c’è una civiltà che non è nella posizione di ergersi a giudice morale di alcunché, questo è il cosiddetto Occidente: la civiltà più aggressiva e violenta della storia – come ha scritto un grande filosofo: l’ethos dell’Occidente è il nichilismo. Sarebbe ora che si facesse cadere la maschera. La cosiddetta “aggressione Russa” non rimanda solamente al progressivo accerchiamento dei Paesi Nato, ma anche alle violenze, ai bombardamenti delle regioni filorusse perpetrati dai neonazisti ucraini a partire dal 2014. Già, dimenticavo, “propaganda russa”. Trovo inoltre risibile che si attribuisca tutto questo potere a Zelensky. L’arroganza di Zelensky è direttamente proporzionale al sostegno che egli riceve da Washington. Il campo da gioco nel quale trovano spazio le assurde esibizioni del comico cocainomane è stato creato dagli USA; senza questo spazio Zelensky sarebbe nulla; le sue performance sono tenute in piedi dagli Americani. Ma, come ha detto Medvedev, recentemente: “L’America ha sempre abbandonato i suoi amici e i suoi migliori “figli di puttana”. Sarà così prima o poi anche questa volta”. Quanto al comportamento dell’Ue che disgraziatamente – secondo Fini – “continua a non capire dove sono i suoi veri interessi”, beh, anche qui potremmo dire che, innanzitutto, non esiste alcuna Unione degli Europei, ma a prevalere, come l’Italia dovrebbe sapere, prevalere è piuttosto il Bellum omnium contra omnes… Dopodiché, esistono degli attori, dei singoli individui in cabina di comando (ad esempio, la von Der Leyen) che sono certi di perseguire i propri specifici interessi (che non sono gli interessi della moltitudine dei cittadini europei) proprio assoggettando l’Europa agli interessi delle élite americane. Diciamo subito che in Occidente si è aperto un baratro ormai tra gli uomini al potere e la popolazione. Santi non ne esistono, ma in un’ipotetica graduatoria dei peggiori tra i peggiori l’Occidente e le loro classi dominanti figurerebbe sicuramente all’ultimo posto. Il resto è retorica.

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  8. ” Inoltre in questa damnatio memoriae qualche ragione ce l’ha anche la Russia di Putin. Non è rassicurante essere circondati da Paesi Nato e filo-Nato”. Allora, diciamo subito che se c’è una civiltà che non è nella posizione di ergersi a giudice morale di alcunché, questo è il cosiddetto Occidente: la civiltà più aggressiva e violenta della storia – come ha scritto un grande filosofo: l’ethos dell’Occidente è il nichilismo. Sarebbe dunque ora che si facesse cadere la maschera… La cosiddetta “aggressione Russa” non rimanda solamente al progressivo accerchiamento dei Paesi Nato, ma anche alle violenze, alle vittime dei bombardamenti delle regioni filorusse perpetrati dai neonazisti ucraini a partire dal 2014. Già, dimenticavo, “propaganda russa”. Trovo inoltre risibile che si attribuisca tutto questo potere a Zelensky. L’arroganza di Zelensky è direttamente proporzionale al sostegno che egli riceve da Washington. Il campo da gioco nel quale trovano spazio le assurde esibizioni del comico cocainomane è stato creato dagli USA; senza questo spazio Zelensky sarebbe nulla; le sue performance sono tenute in piedi dagli Americani. Ma, come ha detto Medvedev, recentemente: “L’America ha sempre abbandonato i suoi amici e i suoi migliori “figli di puttana”. Sarà così prima o poi anche questa volta”. Quanto al comportamento dell’Ue che “disgraziatamente – secondo Fini – continua a non capire dove sono i suoi veri interessi”, beh, anche qui potremmo dire che, innanzitutto, non esiste alcuna Unione degli Europei, ma a prevalere, come l’Italia dovrebbe sapere, è piuttosto il Bellum omnium contra omnes. Dopodiché, esistono degli attori, dei singoli individui in cabina di comando (ad esempio, la von Der Leyen) che sono certi di perseguire i loro propri interessi (che non sono gli interessi della moltitudine dei cittadini europei) proprio assoggettando l’Europa agli interessi delle élite americane. Diciamo subito che in Occidente si è aperto un baratro ormai tra gli uomini al potere e la popolazione. Santi non ne esistono, ma in un’ipotetica graduatoria dei peggiori tra i peggiori l’Occidente e le sue classi dominanti figurerebbero sicuramente all’ultimo posto. Il resto è retorica.

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