Il presidente russo si dice pronto anche al dialogo con l’Ue: “Come negoziatore preferirei Schroeder”. Intanto Mosca e Kiev si sono scambiate accuse di violazione del cessate il fuoco

Ucraina, il Cremlino nega una tregua prolungata. Poi Putin apre: “Credo che la guerra stia volgendo al termine”

(ilfattoquotidiano.it) – “Credo che il conflitto ucraino stia volgendo al termine“. A dichiararlo è Vladimir Putin che, durante le celebrazioni del Giorno della Vittoria, si dice fiducioso sulla fine della guerra in Ucraina. Poco prima, dal Cremlino era arrivata la chiusura a un’estensione della tregua oltre i tre giorni stabiliti. Il presidente russo adesso però apre anche a negoziati con l’Unione europea.

Mosca “non ha mai rifiutato“, dice Putin rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso di una conferenza stampa. Il riferimento è alla proposta del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, di avviare un dialogo con Mosca. Putin ha aggiunto di essere pronto ad accettare come negoziatore dell’Unione Europea qualsiasi leader che non abbia espresso giudizi negativi sulla Russia: “Come candidato al ruolo di negoziatore – aggiunge – preferirei l’ex cancelliere tedesco Schroeder. Altrimenti, che scelgano loro un leader di cui si fidano“.

Il Cremlino intanto nega un prolungamento del cessate il fuoco. La speranza di Donald Trump di estendere la tregua tra Russia e Ucraina oltre la data dell’11 maggio è “infondata“, ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. “Si spera che questo segni l’inizio della fine di una guerra lunghissima, letale e aspramente combattuta”, aveva dichiarato il presidente Usa annunciando il cessate il fuoco di tre giorni. Ma Ushakov, parlando con i giornalisti, frena: “Non è stato raggiunto alcun nuovo accordo. Lui ci spera e perché no? Ci sta lavorando“. Tuttavia, ha sottolineato il consigliere del Cremlino, l’estensione della tregua “non dipende solo da lui, ma anche dalle altre due parti“. Ushakov ha affermato che il cessate il fuoco fino all’11 maggio è stato raggiunto dopo che “i rappresentanti delle amministrazioni russa e americana hanno passato due giorni a discuterne al telefono“. Anche il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov aveva dichiarato che non si era ancora discusso di estendere il cessate il fuoco in Ucraina oltre l’11 maggio.

Intanto Mosca e Kiev si sono scambiate accuse di violazione del cessate il fuoco. “Dall’inizio della giornata, il numero di attacchi da parte dell’aggressore ha raggiunto quota 51“, ha dichiarato lo stato maggiore ucraino. “Nonostante la dichiarazione di cessate il fuoco, gruppi armati ucraini hanno lanciato attacchi con droni e artiglieria contro le posizioni delle nostre truppe”, ha replicato il ministero della Difesa russo.

Tutto questo mentre le agenzie competenti in Russia e Ucraina hanno lavorato attivamente per tutta la giornata sulle liste dei prigionieri di guerra e uno scambio potrebbe iniziare una volta che le parti raggiungeranno un accordo. A renderlo noto è stato lo stesso Ushakov: “Per quanto ne so, le agenzie competenti dovrebbero lavorare attivamente sulle liste oggi e, se raggiungeranno un accordo attraverso i loro canali, lo scambio avrà inizio”, ha detto il consigliere della presidenza, citato dalla Tass. Ushakov ha aggiunto che ci vorrà del tempo per organizzare lo scambio, ma il processo potrebbe procedere abbastanza rapidamente. “Da parte nostra, i lavori preliminari erano già in corso prima dell’annuncio di questo cessate il fuoco. Avevamo già fornito le liste alla parte ucraina. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta”, ha affermato il diplomatico. Posizione ribadita dallo stesso leader russo: “Contiamo sulla risposta della parte ucraina alla proposta avanzata dal presidente degli Stati Uniti. Purtroppo, finora non abbiamo ancora ricevuto alcuna proposta“, ha detto Putin ai giornalisti.