Si fa ma non si dice

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Il pasticciaccio brutto con i francesi è la prova di ciò che non funziona in questa maggioranza, dove c’è un partito che ha vinto le elezioni e si sforza, non sempre riuscendovi, di mantenere un basso profilo, e altri due che invece usano la ribalta per fare propaganda alla ricerca dei voti perduti. Dopo l’accordo raggiunto con Macron per mandare in Francia una nave di migranti, il buonsenso avrebbe dovuto indurre i partiti di governo a ringraziare Parigi o, almeno, a incassare in silenzio quel che a loro appariva come un successo. Invece Lega Forza Italia hanno esultato sotto le rispettive curve («L’aria è cambiata!», «La fermezza paga!») senza rendersi conto che ad ascoltarli non c’erano soltanto i sovranisti indigeni, ma quelli d’oltralpe. Ora, a parole i sovranisti sono tutti fratelli, ma nei fatti ognuno pensa prima al proprio pollaio (il giorno in cui si trovassero contemporaneamente al potere, l’Europa tornerebbe alla Guerra dei trent’anni). Vedendoli gonfiare il petto per il dirottamento della nave verso Tolone, la Le Pen si è compiaciuta in quanto amica dei sovranisti italiani, ma si è arrabbiata in quanto sovranista francese, innescando un meccanismo interno che ha portato i ministri di Macron a rovesciare addosso all’Italia quel disprezzo di cui i nostri cugini sono sempre ampiamente forniti.
Se vuole durare, la Meloni farà bene a prendere esempio dalla Nazionale di Bearzot del 1982, quando l’unico autorizzato a parlare era Zoff, un capitano decisamente più taciturno di Salvini.

5 replies

  1. C’entra con l’articolo come i cavoli a merenda, ma se scrivi Macron, non il Macron, perchè cavolo scrivi la Le Pen incece di Le Pen senza l’articolo?
    E anche a tutti gli altri, se scrivete o dite Conte e non il Conte perchè ca..o scrivete o dite la Meloni e non semplicemente Meloni?

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  2. Caro Gramellini ti sei dato tanto da fare con la tua insipienza cone Letta e i pidioti con la loro per far vincere i sovranisti, mo’ teneteveli senza rosicare un giorno sì e l’altro pure.
    Il guaio è che tocca tenerseli anche a chi ne avrebbe fatto volentieri a meno e si è battuto per non farli vincere.

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