L’Europa ha solo nemici

(PAOLO FUSI – glistatigenerali.com) – L’Europa non ha amici. Al contrario: come si è visto negli ultimi dieci mesi, è la vacca grassa da macellare al mattatoio di una crisi globale – ecologica, economica e sociale – per la quale nessuno ha delle soluzioni, se non quella, per l’appunto, di agguantare bottini con le scelte protezionistiche e, quando queste non bastano, con i carri armati.

L’Europa non ha amici perché la Cina e le potenze insorgenti dell’Asia hanno bisogno di noi solo come consumatori, ed al contempo offrono alle nostre aziende migliori incentivi importanti per trasferirsi o comunque acquistare esclusivamente i loro prodotti. Della Russia non serve parlare. I paesi arabi hanno un interesse esistenziale nel voler evitare la fine dell’età degli idrocarburi (anche se si sono organizzati da tempo per sopravviverla) e si offrono come nuova inespugnabile cassaforte del denaro sporco – molto al di là di quanto la piccola Svizzera abbia fatto in passato. Oggi, al Dubai International Financial Center o al DMCC, si possono commerciare alla luce del sole armi, schiavi, diamanti, droga e bottini rubati: il sistema locale protegge chiunque porti denaro, non importa quale, non importa come. E Washington, spaventata di perdere qualche alleato, resta a guardare in silenzio.

Uno dei circa cento Repubblicani che promuove la propria candidatura con le armi in mano

Eppure, molti europei credono ancora che il nostro ultimo ed unico amico siano gli Stati Uniti. Forse perché non sanno cosa accada laggiù. È un sistema (ancora) bipartitico, che accetta la corruzione ed il lobbysmo come malattie endemiche della democrazia, e che viene attualmente travolto dall’ignoranza e dal populismo. Un paese travolto dalla miseria e dalla paura, dalla violenza e dal razzismo. Milioni di americani (ariani) più o meno illetterati credono in allucinanti cospirazioni sataniche di ebrei e gente di spettacolo, credono all’infezione etnica dovuta all’immigrazione, e molti candidati, tra i repubblicani, fanno campagna elettorale con slogan guerrafondai e con un mitragliatore in mano.

I democratici, invece, lanciano una serie di proposte di finanziamenti a pioggia delle industrie e banche americane, supportate da misure protezionistiche che colpiscono soprattutto noi europei, già gravemente danneggiati dalle sanzioni inflitte alla Russia, che da noi hanno creato inflazione, stagnazione, carenza di energia ed una recessione epocale. Non contenti di ciò, gli Americani consentono che prosperino centrali criminali come gli Emirati Arabi Uniti – e non lo diciamo soltanto per la protezione che Abu Dhabi e Dubai offrono ai malviventi. Per paura della Cina, ovunque gli Emirati estendano la propria influenza militare (come nel Corno d’Africa e in Libia) gli Americani fanno finta di non vedere.

Estate 2018: Olga Skorobogatova, manager di Stato russo, annuncia che Mosca introdurrà la moneta digitale ed uscirà dal sistema di clearing globale

Da mesi, in piena crisi energetica, Washington e Mosca permettono che il governo della Cirenaica (quello del generale Haftar, doppio agente sovietico ed americano, sostenuto oggi soprattutto dagli Emirati), che controlla il 90% del petrolio libico, invece di darlo a noi europei, lo vende attraverso il Golfo Persico e l’Egitto, mischiato al petrolio russo che, in questo modo, aggira le sanzioni. Non solo. Gli Americani accettano che Goznak, la zecca russa, stampi (senza controllo) i dinari libici, come anche le monete di diversi paesi in guerra. Fino a un anno fa, grazie al sistema SWIFT, alle società di clearing lussemburghesi ed alla Banca per i Regolamenti Internazionali di Basilea, tutto ciò era, se non controllato, almeno conteggiato. Ma ora la Russia è stata esclusa dal gioco e, grazie alla compiacenza degli Emirati, sta lanciando un sistema di clearing tutto suo, comprensivo anche di blockchains di Stato – la nuova moneta digitale che rende il dibattito su quanto contante possiamo portare in tasca uno scherzo sciocco tra bambini delle elementari – ed a cui partecipano gli asiatici, gli americani e gli africani. Noi no. Non ci hanno invitato.

In questo momento, quello in cui dovremmo alzare la testa ed avere idee risolutive, noi europei ci dividiamo in dibattiti senza senso, tra partiti senza idee, mentre cresce l’onda nera dello sciovinismo e del suprematismo cristiano che, come cento anni fa, rischia di travolgere tutto. Il che vuol dire che, circondati dai nemici, ne abbiamo accolto uno dentro casa. Il nemico che potrebbe darci il colpo della misericordia. Noi stessi.

Banconote libiche stampate dalla zecca di Mosca

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