Migranti, Conte: “Serve un coordinamento europeo”

Per il leader M5S trattenere in mare per alcuni giorni i migranti, comunque destinati a sbarcare, “non risolve il problema”.

SALONE DELLA GIUSTIZIA 2022

(lanotiziagiornale.it) – “In questi giorni il Governo si ritrova subito ad affrontare il problema degli sbarchi di migranti giunti sulle nostre coste con imbarcazioni gestite da Ong. Scoprirà presto che il tema dei flussi migratori è ben complesso e va affrontato con politiche di ampio respiro, senza facili slogan o esibizioni muscolari a danno di persone e famiglie disperate”. È quanto scrive in un post su Facebook il leader M5S, Giuseppe Conte a proposito dell’emergenza migranti.

“Soprattutto, questo Governo scoprirà che il nazionalismo arrogante non porta da nessuna parte e che tutte le iniziative in materia vanno inquadrate in una dimensione di solidarietà europea” aggiunge ancora il presidente del Movimento.

“Quella stessa solidarietà – scrive Conte – a cui si oppongono proprio gli amici ungheresi e polacchi del Presidente Meloni, che con le loro rigidità vorrebbero che le politiche migratorie fossero questione esclusiva dei Paesi di primo approdo – Italia compresa”.

“La gestione dei flussi migratori non può essere demandata alle diverse disposizioni delle singole nazioni”

“L’urgenza di queste ore – sottolinea l’ex premier – evidenzia invece che la gestione dei flussi migratori non può essere demandata alle diverse disposizioni delle singole nazioni. Serve un coordinamento europeo per l’adozione di un meccanismo comunitario di gestione, accoglienza e redistribuzione dei migranti che raggiungono le coste europee”.

“Dobbiamo incrementare le iniziative di cooperazione, nel segno di un partenariato fra eguali, con i Paesi terzi di origine e di transito delle rotte migratorie. Abbiamo bisogno di rafforzare il sistema dei rimpatri per i migranti che non hanno diritto ad alcuna protezione”.

“Allo stesso tempo, è necessario perorare il superamento del Trattato di Dublino e del criterio del Paese di primo arrivo (chi sbarca in Italia, sbarca in Europa) – nonché rilanciare l’istituzione di Centri di protezione internazionali nei Paesi di transito”.

“Trattenere in mare per alcuni giorni in più donne, uomini e minori comunque destinati a sbarcare non risolve il problema”

“Solo il complesso di queste iniziative congiunte e sinergiche può portare a contrastare questa moderna ‘tratta dei disperati’ che consente alle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di essere umani di lucrare sulla sofferenza delle persone”.

“Tutte queste iniziative – conclude Giuseppe Conte – vanno affrontate con equilibrio, perché il diritto di ogni Stato sovrano a controllare i propri confini non giustifica la violazione delle molteplici norme di diritto internazionale che tutelano la dignità di ogni essere umano”.

“Trattenere in mare per alcuni giorni in più donne, uomini e minori comunque destinati a sbarcare non risolve il problema: evitiamo iniziative di pura propaganda. Lavoriamo in modo serio per soluzioni plausibili e pienamente in linea con la tutela dei diritti fondamentali” chiosa il leader M5S.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

3 replies

  1. Conte dice cose assolutamente chiare e condivisibili. O l’Europa su questi e altri temi esiste o non ha piú alcun senso.

    Da notare come del superamento del Trattato di Dublino Conte sia uno dei pochissimi che ne parli. Ma chissá come mai.

    Piace a 4 people

  2. Va sempre bene nominare Ungheria e Polonia, ma tutti gli altri quando mai hanno partecipato? sono 27. L’europa può sostenere lo svuotamento del continente africano? Allora deve decidere quanti ne possono arrivare, come collocarli, ogni stato decide in base alla propria sostenibilità, economica e sociale, si chiama politica migratoria e mi pare che dei 27 alcuni non ne possono più e hanno chiuso come Francia, Austria e Germania, di cui la prima ha il problema dell’enclave delle banlieu e la Germania prende quelli che può sistemare mica per sbatterli sulla strada, l’austra si è rimpinzata e ha detto basta, gli altri semplicemente non ne vogliono sapere, che provino a imporglielo, ci provino. Insomma chiacchiere progressiste con le solite fisse, ancora non è chiaro il carrozzone che fine farà e ancora si sognano la sciolta senza confini

    "Mi piace"

  3. Da quanti anni “serve un coordinamento europeo”?
    Quante volte dobbiamo sentire ancora queste parole di “speranza” che immancabilmente finiscono nel nulla?
    Conte ha presieduito due Governi, che “coordinamento europeo” ha messo in piedi?
    Quanti anni dovremo ancora sentir parlare di coordinamento europeo da farsi?
    Ovviamente è più che chiaro che gli “Europei” non vogliono sentirne parlare e che a fare da “approdo” resteremo noi, nei secoli dei secoli.
    Smettere di parlarne sarebbe già un passo in avanti.

    "Mi piace"