È l’occidente a essere isolato, non la Russia

Dopo il Covid, non ci voleva proprio. La paranoia è una brutta malattia, che ha colpito l’Occidente dopo l’invasione russa dell’Ucraina devastando il contatto con la realtà dei suoi governi e dei suoi media. Entrambi credono di parlare in nome del mondo, e di avere intrapreso uno scontro […]

(DI PINO ARLACCHI – Il Fatto Quotidiano) – Dopo il Covid, non ci voleva proprio. La paranoia è una brutta malattia, che ha colpito l’Occidente dopo l’invasione russa dell’Ucraina devastando il contatto con la realtà dei suoi governi e dei suoi media. Entrambi credono di parlare in nome del mondo, e di avere intrapreso uno scontro estremo con la Russia per difendere regole di democrazia e di giustizia universali, condivise dall’intero pianeta.

È un peccato che il resto del mondo non la pensi affatto così. La dura evidenza dimostra che sia il blocco euroamericano e non la Russia a essere isolato come non mai. Dopo aver condannato senza esitazione la violazione della sovranità dell’Ucraina in sede Onu, quasi il 90% degli Stati membri hanno rifiutato di schierarsi con la Nato in una crociata antirussa. Gli unici a porre la questione in termini apocalittici – di lotta tra valori supremi e tra civiltà e barbarie – sono rimasti perciò i Paesi dell’Alleanza atlantica e pochi altri. Al di fuori dei soci Nato e dei tradizionali partner americani in Asia orientale, nessun Paese ha accettato di inviare aiuti militari all’Ucraina, o di imporre sanzioni alla Russia. Parlo delle nazioni dell’Africa, del Centro e del Sudamerica, del Centro e del Sud dell’Asia. Come notano sconfortati Gfoeller e Rundell su Newsweek, “l’87% della popolazione del mondo ha declinato di seguirci” (15.09.22). La guerra in corso è una questione limitata a tre attori: l’Occidente atlantico, la Russia e l’Ucraina. Il resto del pianeta, è rimasto a guardare, e perfino i governi satelliti degli Usa hanno respinto le pressioni di Biden verso la punizione della Russia.

Quando tutti i principali Stati extra-europei eccetto il Giappone – dal Messico, all’Indonesia, al Pakistan, all’India, al Brasile, al Sudafrica, e perfino a Israele e all’Arabia Saudita – si dissociano dallo Zio Sam, significa che qualcosa di profondo è cambiato nelle relazioni internazionali. E che non ci sarà alcuna nuova guerra fredda né terza guerra mondiale per assenza di materia prima. Quanti sono disposti a perire per la Nato? Lo scontro tra Nato e Russia non si allargherà perché la lettura del conflitto che prevale nel pianeta è quella di una questione sub-regionale come le altre, da affrontare tramite i soliti strumenti del cessate il fuoco, del negoziato e dell’accordo di pace. Molti Paesi detestano l’invasione dell’Ucraina, ma la bilanciano con altre preoccupazioni. Temono le conseguenze delle risposte occidentali al comportamento della Russia più di quanto temano la Russia. Non si fidano della capacità dell’Occidente di gestire le ricadute economiche della guerra sugli Stati non belligeranti. E sono esterrefatti dall’imposizione di sanzioni contro la Banca centrale russa: un’arma inventata da Mario Draghi che temono un giorno venga usata contro di loro.

Il mondo è multipolare da più di trent’anni. Nel 1989 non è caduto solo il comunismo sovietico. Il tentativo di dividerlo nuovamente in due campi – liberal-democrazie pro-Usa contro tirannie pro- Cina e pro-Russia – è una operazione politica votata alla sconfitta. Perché si sono capovolti i rapporti di forza: gli Usa detengono solo il 4,2% della popolazione mondiale e solo il 16% del Pil globale, contro il 50% del 1950. Il Pil dei Brics (Cina, Brasile, Russia, India e Sudafrica) supera ormai quello dei G7. La cui popolazione è solo il 6% di quella globale, contro il 41% dei Brics. Secondo i dati 2022 del Fondo monetario internazionale, i Paesi “emergenti e in via di sviluppo” producono ormai il 58% del Pil planetario misurato in termini di potere di acquisto, contro il 30% dei G7.

L’Università di Cambridge ha appena pubblicato uno studio sui sondaggi mondiali di opinione. Lo studio è accuratamente fazioso, perché forza i dati dentro uno schema Occidente liberale-resto del mondo illiberale. Ma esso non può fare a meno di documentare una bruciante sconfitta del campo cosiddetto “liberal-democratico”: il 70% dei 6,3 miliardi di persone che vivono nei 137 Paesi “illiberali” considerano la Cina in maniera positiva, e il 66% degli stessi vedono la Russia nello stesso modo. L’opposto accade nel campo “liberale”, dove il 75% non ama la Cina e l’84% la Russia. Ma si tratta di 1,2 miliardi di individui contro 6,3 (https://www.bennettinstitute.cam.ac.uk/). La proporzione, quindi, è di 5 a 1 a favore della Russia e della Cina. Questo risultato è coerente con quello di un sondaggio del 2021, commissionato da una fonte anch’essa ultra-atlantista quale l’Alliance of Democracies Foundation: quasi la metà (44%) degli interpellati di 53 Paesi considerano gli Stati Uniti come una minaccia alla democrazia del loro Paese più grave di quella cinese (38%) o russa (28%) (cfr. P. Wintour in The Guardian, 5.04.21). Quanto ci costeranno terapia e riabilitazione post-paranoia?

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8 replies

  1. Intanto guardando in casa nostra, quella che definivamo “la sinistra” cioè il PD ed i suoi dirigenti, hanno perso da tempo il contatto con la realtà e con la loro base non avendo più la capacità di ascoltare i bisogni della gente che un tempo rappresentava, e di qui l’entrata in paranoia del suo segretario Enricostaisereno che ha condotto questa campagna elettorale da coma profondo e che sostanzialmente ha servito su un piatto d’argento la vittoria alla ducetta.
    E’ quello che sta accadendo anche negli altri stati europei e ai loro primi ministri i quali sono imbevuti di un’ideologia distruttiva che li fa vivere in una condizione nella quale immaginano un mondo unipolare che impone le sue leggi a volte anche bizzarre come appoggiare totalmente l’ideologia trans-gender, come se la differenza fra maschi e femmine debba diventare marginale e che il cambiamento di sesso debba essere accettato come un nuovo abito che uno volesse indossare con tutti i riflessi che si possono avere nello sport, nella vita sociale scolastica etc..
    Si è spostato il focus sui diritti, dimenticando totalmente i bisogni reali delle persone e così si sono completamente bypassate le aspettative dei cittadini europei che rifiutano l’idea di un conflitto lungo e disastroso per la nostra economia e si trovano a non capire la politica distruttiva che i loro capi perseguono in nome di un ideologia che li fa vivere in una bolla separata dalla realtà asserviti a una classe elitaria che si vorrebbe imporre come un totem indiscutibile sopra il resto del mondo. La riabilitazione per questi disturbati mentali temo non sarà praticabile.

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  2. In questo quadro la figura di cogli ni è quella di noi europei che oltre ad essere paranoici siamo anche fessi e terribilmente autolesionisti.

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  3. Viviana Vivarelli
    In psichiatria la paranoia è una fissazione grave psicotica caratterizzata da un delirio grave e sistematizzato che ha una propria coerenza ma è avulso dalla realtà. Il soggetto malato vive in un mondo tutto suo, dove nutre ossessivamente una credenza che non tollera contraddizioni né verifiche. Penso questo, dunque esiste. Non serve a niente provare al malato con i fatti che si sbaglia, diventerà solo più aggressivo.

    La paranoia ha colpito anche i partiti italiani, specie il Pd, il cui leader, il Letta draghiano con l’elmetto, ormai vive su un pianeta a parte, scisso dal resto della popolazione, con un seguito di gente alienata come lui. La cosiddetta sinistra ormai usurpa il suo nome, avendo perso ogni identità, ideologia ed elettorato di riferimento. In pratica non ha più ragione di esistere. Si tratta di persone ormai fuori dalla realtà che sanno fare solo il proprio danno oltre che il nostro. Tutti o quasi si sono profondamente dimenticati dei bisogni reali dell​a gente e​ sembrano ignorare il fatto che tutti i cittadini europei e italiani sono allibiti di fronte alla prospettiva di una guerra che ci distruggerà tutti, mentre i capi politici corrono come pazzi verso il baratro.

    È​ facile constatare che anche alcuni che conosciamo sono affetti da paranoia, se non sulla guerra su fatti meno gravi, il reddito minimo, per esempio. Io non so quale possa essere la cura,​ ma constato un aumento generalizzato di aggressività nelle relazioni personali per cui una differenza di vedute scatena reazioni parossistiche. In un mondo in cui le religioni vacillano, l’informazione è disinformazione, il QI cala, le passioni politiche si disintegrano, la scienza è criticata e non c’è più nessuna certezza, la propria opinione personale può assurgere a nuova divinità.

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    • Cara Viviana sono d’accordo con te. Purtroppo uno stato paranoico è come un essere paranoico e ha due possibilità: o guarisce o è destinato all’autodistruzione.

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    • Me n’ero accorto del calo di relazioni personali, dal numero di interazioni sui social. Una volta ne avevo parecchie, adesso pur pubblicando molto quasi mai vedo commenti nella pagina. Tutti a pensare solo ai caxxi loro.

      Quanto al calo del QI, ringraziamo il tizio che ha inventato la benzina super al piombo tetraetile. Si calcola che questa grande soluzione abbia abbassato il QI degli americani di almeno 8 punti se ricordo bene, e questo vale per praticamente tutti quelli nati dal 1950 al 1980 almeno.

      Adesso ci sono o social demenziali come TikTok e Twitter che abbassano l’intelletto, a 140 caratteri e 15 secondi di attenzione. Stupisce che ci siano ancora tante persone brillanti in giro, ma basta vedere come si sono ridotti Mentana e Burioni per capire che c’é qualcosa che non va nei piani alti. Del resto, se Calenda riesce a farsi fregare da Renzi, ci sarà un perché.

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  4. In conclusione ci sarà la frantumazione dell’UE e con soddisfazione di Bidè di fare quello che vuole dell’Europa.
    Già l’€ è indebolito da tempo dal $…pagheranno meno l’importazioni dai paesi europei.
    Il gas ci costa tre volte quello russo.
    L’ucraina e l’europa avranno debiti verso gli USA per la ricostruzione e le armi vendute…..e molti paesi europei si dissoceranno dal continuare il conflitto.
    Questo il grande traguardo… avere in mano il destino dell’europa …la nuova colonia dell’USA!

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  5. Arlacchi ottimo autore se si parla di mafia. Un po meno sulla geostrategia, di cui sono tutti diventati esperti. Come i virologi 2 anni fa.

    La Cina non é coinvolta? Scherza vero?

    Israele non si allinea? Però manda sistemi antiaerei ultima generazione a Kiev.

    India resta fuori? E il QDS che c’è sta a fa?

    Ora andate a cercarvi QDS su google. Aiutino: é anche noto come QUAD. Che é boooh..

    Poi non continuo perché dopo il terzo sfondone ho smesso di leggere.

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  6. Perplesso! è difficile a pensare a chi credere, ma di certo avrei preferito che avessero piantatto mulini electrici a vento in Europa al posto dei missili, che le radiazioni delle loro teste nucleari danneggiano la salute di tuti i viventi d’Europa inutilmente, e che credo abbiano causato la reazzione dalla Russia.

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