Chi può e chi non può

(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ci voleva Giorgia Meloni per trasformare Repubblica da tifosa a nemica dell’ergastolo ostativo per i boss irriducibili. La norma è copiata paro paro da quella approvata alla Camera dalla maggioranza di Draghi (eccetto Iv) il 1° aprile. Rep allora esultò: “Come cambia l’ergastolo ‘ostativo’… Si muove finalmente il Parlamento… Maria Falcone: ‘È un buon testo’. […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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25 replies

  1. Chi può e chi non può

    (Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ci voleva Giorgia Meloni per trasformare Repubblica da tifosa a nemica dell’ergastolo ostativo per i boss irriducibili. La norma è copiata paro paro da quella approvata alla Camera dalla maggioranza di Draghi (eccetto Iv) il 1° aprile. Rep allora esultò: “Come cambia l’ergastolo ‘ostativo’… Si muove finalmente il Parlamento… Maria Falcone: ‘È un buon testo’. Un sì pieno da Pd, M5S, FI e FdI. Perplessità da Iv”. Ieri, sullo stesso testo ma firmato Meloni, contrordine compagni. Rep lo fa rientrare nel titolone “La notte dei diritti” insieme alla boiata sui rave party: “Approvate le regole per mantenere l’ergastolo ostativo. Gli avvocati: incostituzionale”, E affida il commento a due critici: Giancarlo De Cataldo (“Umanità e rieducazione valgono pure per il carcere a vita”) e don Gino Rigoldi (“Non serve essere più duri con i detenuti”). Niente più “finalmente”. E Maria Falcone? Pussa via. È il replay della Blocca-prescrizione: Rep l’aveva invocata per 20 anni contro B.. Ma appena ci pensarono i 5Stelle con la legge Bonafede, Stefano Cappellini di Rep li attaccò con le stesse parole di B.: “Giustizialisti”, “manettari”, violatori dei “diritti degli imputati”. Da quelle parti una legge non si giudica dal contenuto, ma dall’autore: se è amico, applausi per qualunque porcata; se è nemico, ha torto a prescindere, anche se ti dà ragione.

    L’apoteosi del doppiopesismo si registra sul Covid. Meloni critica il lockdown di Conte, come faceva Stampubblica, e gli obblighi vaccinali di Draghi, molto graditi a Stampubblica. Che ora le dà torto su tutto. Ma il 29.4.2020, quando Conte confermò la chiusure per altri 20 giorni, La Stampa titolò “Fase 2, la falsa partenza” e sbeffeggiò le restrizioni “da Monty Python”. E Cappellini su Rep bombardò Conte “uomo solo al comando” che si “attarda” nelle chiusure mentre “la Germania ha riacceso i motori, la Spagna idem e Macron ha già dato alcune date di riaperture”. Ora che Meloni dice le stesse cose, Rep titola: “Il revisionismo della premier: ‘Italia chiusa, ma più morti’”. Anche Minzolini e Sallusti odiavano i divieti di Conte e adoravano gli obblighi di Draghi, ben più duri e discriminatori. Giornale: “Obbligo e Green pass, Draghi asfalta i ribelli No Vax”, “Violenza No Green pass”, “No Vax terroristi”. Libero: “Criminali No Vax”, “Follia No Vax, è caccia all’uomo”, “La piaga dei medici No Vax”. Ora Meloni riporta in corsia i medici No Vax. E oplà: applausi scroscianti da Minzo e Sallusti, che attaccano chi dice oggi ciò che loro dicevano fino a ieri. Libero: “Nostalgici del Covid”, “Gli irriducibili della pandemia”. Giornale: “La sinistra rimpiange la pandemia”. Qualcuno penserà che abbiano cambiato idea. Errore: in mancanza di idee, hanno solo cambiato padrone.

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  2. E dai, MT !! Ormai lo sappiamo che la grande stampa è rappresentata da grandi pipponi , come dice lei senza idee proprie, tranne quella di compiacere i loro padroni. L’ impari duello si è risolto a suo favore, con cappotto, argomenti più essenziali meritano i suoi arguti editoriali

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    • Scusa, ma non sono d’accordo. Bene fa MT a insistere da anni sulle sporche contraddizioni e sul servilismo innato della Stampona nostrana, anzi benissimo. E se ad es. il cappellino o il ballusti prima scrivono una cosa e poi magari un’altra a me fa decisamente piacere saperlo, perché mi aiuta a “pesare” tanto il giornalista che il suo giornale come meritano.

      Argomenti piú essenziali del torbido atavico dell’informazione itagliàta mainstream? Pochi. Quel che ci viene raccontato ogni giorno col megafono ne fa decisamente parte. Forse di piú essenziale c’è solo la lotta all’ultimo sangue per la polonizzazione finale della nostra Giustizia.

      Ma è solo la mia opinione.

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    • @ alfredo reggiani
      In effetti se il Nostro si dedicasse anche a qualche altro tema di più ampio respiro culturale e sociale non farebbe che aggiungere lustro alla sua pur pregevole e per certi versi necessaria produzione giornalistica abituale. Del disgusto che proviamo nell’apprendere le così nobili gesta intellettuali (si fa per dire) dei suoi colleghi di altre testate asservite (tengono famiglia, direbbe il suo maestro, amato Indro) al pensiero (?) unico di Sua Maestà il neoliberismo in tutte le sue asfissianti e multiformi velenose versioni, ultimamente approdate all’elezione di una furbacchiona a cap(p)io di governo… ne abbiamo le 00 piene di tossine, temo anch’esse pronte ad essere vomitate per fisiologica, istintiva disintossicazione mentale. Come se non bastasse la letale visione televisiva degli stessi ceffi ad attentare ulteriormente al ns, spero non del tutto compromesso, benessere cerebrale.
      Trav., facci respirare e – perché no? – anche sognare con altri mezzi… un altro mondo possibile!
      PS
      Forse non tutti sanno della sua lodevole generosità, tanto che una volta lo spinse a spezzare una lancia – udite udite – a favore di Sallusti, per salvarlo in extremis dalla giusta galera.

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  3. Repubblica e La Stampa sono da vomito. ma che dico da vomito? da diarrea. e infatti sono buone solo per pulirsi il qlo dopo una scarica.
    fanno schifo anche Libero e Il Giornale eh, capiamoci, ma almeno è noto che sono due fogliacci per incartare le uova e chi li legge non si dà l’aria da intellettuale.
    invece Stampa e Repubblica vogliono dettare la linea. non ne azzeccano una neanche per sbaglio, ma hanno ancora la pretesa di cambiare la testa degli elettori e rappresentare il “pensiero dominante”.
    cornutazzi. se i lettori smettessero di leggerli e li stangassero, forse volerebbero più basso e inizierebbero a fare informazione e a raccontare la realtà invece di tentare di modellarla sulle loro idee balorde.
    se defenestrassero una decina di opinionisti dei me cojoni forse sarebbe un buon inizio.

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  4. Ma c’è qualcuno che compra ancora i giornali? Ormai sono solo dei contenitori di pubblicità e se non ci fossero i finanziamenti pubblici, sarebbero estinti come i dodo. Si sa che nell’Italia dei conflitti d’interesse dei loro padroni, i giornali sono solo dei contenitori di lingue felpate produttrici di oceani di saliva su cui fare navigare il potere per compiacere le scelte favorevoli ai propri affari. Si svegliano solo quando c’è qualcuno che si mette di mezzo ai loro affaracci. Lo abbiamo visto con la Raggi, Conte ed il movimento, da buttare giù perché davano fastidio e bollati come incapaci. Ora sì che sono tornati quelli bravi, come al solito.

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    • Scusa se mi permetto, ma riguardo alla situazione del finanziamento pubblico all’editoria sembri rimasto fermo a più di dieci anni fa; da allora è stato parecchio ridimensionato (grazie, incredibile a dirsi, al Governo Monti).

      L’amara realtà è che, se i finanziamenti pubblici all’editoria non ci fossero più del tutto, al massimo qualche piccolo padrone del vapore (tipo Angelucci, proprietario di Libero) dovrebbe solo tirar fuori quattro spiccioli in più: nulla che non si possano permettere (in particolare l’agnellesco-elkaniano gruppo Stampubblica, oggetto degli odierni strali travaglieschi, non beneficia di aiuti diretti).

      Se ti interessa approfondire, attualmente le cose stanno così:
      https://www.ilpost.it/2022/07/26/giornali-contributi-pubblici-2021-prima-rata/

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      • Gentile Jonny, la invito a leggere bene l’elenco dei quotidiani ed il tipo di finanziamento ricevuto. Sono certo che noterà come me che a parla solo di finanziamenti diretti, e non di quelli indiretti. Cordialità.

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      • Intanto diamoci pure del tu, caro Davide, che non siamo mica in tribunale.

        Conosco bene la distinzione. La prima cosa da notare è che i finanziamenti indiretti riguardano tutti (perfino il FQ, che sotto il nome della testata riporta la dicitura “non riceve alcun finanziamento pubblico”), non solamente qualcuno, e personalmente li ritengo sacrosanti perché hanno a che fare col principio di pluralismo, dunque vanno a favore della libertà di opinione.
        Che cosa riguardano? Si tratta perlopiù di acquisti a prezzi di favore di carta, inchiostri e forti sconti sulle spedizioni.
        Se non esistessero, un giornale dovrebbe costare cinque euro in edicola (e dieci spedito a casa in abbonamento), ma la conseguenza più importante sarebbe un’altra: la possibilità di manifestare la propria opinione diventerebbe un diritto esercitabile solamente dalle grandi élite imprenditoriali, e questo porterebbe di fatto ad un sensibile peggioramento della già desolante situazione attuale.
        Di fronte a questa prospettiva, ogni ulteriore valutazione appare superflua.

        Cordialmente.

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      • Gentile Jonny, le segnalo un articolo in merito “Il finanziamento pubblico ai giornali è raddoppiato durante la pandemia” pubblicato dall’Indipendente il 2 gennaio 2022. Sono certo che capirà cosa si intende per finanziamenti indiretti. Non so lei, ma a me sembra il classico gioco delle tre carte tutto italiota, dove il banco (cioè il contribuente con le sue tasse) perde sempre. Cordialità.

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      • Non capisco dove tu voglia arrivare: in quell’articolo vengono più che altro quantificati i contributi indiretti, che comunque riguardano tutti gli editori (e che sono meno di quelli diretti: 88 milioni contro 64).
        Come dicevo, trattasi perlopiù di sgravi fiscali: ovviamente, più è alto il bilancio e maggiore sarà la cifra, ma la cosa più importante è che la base degli aventi diritto sia sufficientemente ampia, in modo da garantire così il pluralismo (e a me sembra che lo sia, visto che dei contributi indiretti beneficiano anche una miriade di testate locali, come risulta dall’elenco sul pdf linkato nell’articolo).

        Dopodiché, segue l’elenco dei contributi speciali covid (che fanno parte di quelli indiretti, essendo anche loro erogati col meccanismo semitruffaldino del credito d’imposta), sui quali non vedo dove sia lo scandalo: risultano in linea col resto d’Europa, sono giustamente una tantum (quello della carta stampata è uno dei settori che ha sofferto maggiormente a causa della pandemia, pertanto non ci trovo nulla di sbagliato nello stanziare degli aiuti) e soprattutto riguardano comunque tutte le testate.

        Come sempre, è il contribuente che paga, ma in questo caso non ci perde solamente: ne guadagna in pluralismo.
        Tu lo chiami gioco delle tre carte, io rispetto la tua opinione ma preferisco chiamarlo il prezzo della libertà (e nel bilancio di uno Stato, poche centinaia di milioni sono davvero un piccolo prezzo).
        Sempre cordialmente.

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      • Gentile Jonny, libertà di stampa? In Italia? Ma la legge la classifica in merito? Siamo al 58 posto al mondo. E questo dopo aver regalato centinaia di milioni tra contributi diretti ed indiretti. Verrebbe pure da ridere, se non fosse la realtà. Cordialità.

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      • Anche se abbiamo provato a veleggiare vicino al quarantesimo posto (ma anche all’ottantesimo, durante l’era Berlusconi), ti ricordo che siamo sì al cinquantottesimo, ma su 180, e questo non sarà un risultato di cui andare fieri (è uno schifo di libertà, ma in Italia esiste ancora un certo grado di pluralismo) però vuole anche dire che, comunque, i due terzi dei Paesi se la passano peggio di noi: prova a spiegarlo a chi sostiene che quelli al numero 155 sono tutto sommato altrettanto liberi, se non di più.

        Ribadisco che l’eliminazione dei contributi indiretti finirebbe solo col favorire chi gode di maggiori disponibilità finanziarie (e c’è chi potrebbe perfino permettersi di lavorare in perdita), e questo non porterebbe ad altro che ad un’ulteriore perdita di posizioni.

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  5. Se qualcuno non lo ha visto consiglio di guardare la puntata di donenica del pretino (definizione di G. Pansa) Fazio. Aveva ospiti un poker di menti eccelse con le facce da lato B (Giannini, Molinari, Cuzzocrea e Floris) che rosicavano a più non posso.
    Volevo mettere un commento sulla pagina facebook del programma, ma sono stati scaltri, l’intervista del pretino con i 4 dell’Ave Maria non c’è, evidentemente si aspettavano di essere surclassati di critiche, pernacchie e sberleffi, quindi meglio pontificare dal pulpito senza contraddittorio. Prima hanno fatto di tutto per far vincere Meloni ora (fingono) di piangere sul latte versato.

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  6. Tutto quello che viene dall’altra parte è cacca, questa ormai è la “coerenza” di giornali e politici.

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  7. LA MELONI RICONFERMA L’ERGASTOLO OSTATIVO- Viviana Vivarelli

    In Italia non esiste l’ergastolo a vita. La pena massima è 30 anni che poi si riducono a 26 se viene concessa la libertà condizionale quando il condannato ha tenuto una buona condotta è si è pentito..
    Anche un ergastolano ha diritto ad alcuni benefici (come la semilibertà) e a permessi premi (fino a 45 giorni in un anno e solo dopo aver espiato 10 anni di pena).
    La semilibertà permette di trascorrere parte del giorno fuori dal carcere per partecipare ad attività lavorative, istruttive o comunque utili al reinserimento sociale, ma solo dopo aver espiato almeno 20 anni di pena
    Ma per delitti molto gravi, come una strage di mafia, questi premi o benefici non sono concessi. Ergastolo ostativo vuol dire impeditivo, che cioè ostacola premi e benefici, Ci sono però delle eccezioni. Pe es. se un condannato per delitti mafiosi si pente e collabora con la giustizia, dicendo nomi di altri mafiosi e provando altri delitti di mafia.
    Attualmente i carcerati sottoposti a ergastolo ostativo in Italia sono 1200 (terrorismo, associazione mafiosa, sequestro a scopo di estorsione o associazione per traffico di stupefacenti).
    I detenuti con ergastolo ostativo (in maggioranza condannati per omicidi legati alla mafia) possono rientrare nel regime normale solo nel caso che essi diventino collaboratori di giustizia (i cosiddetti pentiti)
    Il Partito Radicale propose un referendum nel 1981 per l’abolizione dell’ergastolo, ma vinse il fronte del no.
    La Corte Costituzionale però nel 2021 ha giudicato incostituzionale l’ergastolo ostativo perché la pena dovrebbe avere come fine la rieducazione del condannato e questa non può essere negata a nessuno. E anche la Corte europea dei diritti dell’uomo lo ha condannato. Carlo Nordio, nuovo Ministro della Giustizia, è d’accordo du questo.
    Ma ieri ,con un decreto, la Meloni ha riconfermato l’egastolo ostativo contro Carlo Nordio che aveva scritto: “Io penso che l’ergastolo ostativo, il principio cioè che al reo non venga concessa la possibilità di alcun beneficio, sia un’eresia contraria alla Costituzione”.
    La durata dell’ergastolo torna dunque a 30 anni e per una serie di delitti molto gravi sono vietati premi e benefici.
    Il decreto è identico alla legge proposta da Draghi e riafferma una forte severità contro la mafia che potrà non piacere a chi dei voti della mafia ha usufruito. Con questi decreti iniziali, 6 anni di carcere a chi partecipa a un rave e riaffermazione dell’ergastolo ostativo, immagino che la Meloni voglia dare una forte impressione di leader giusto che ci tiene a ristabilire l’ordine. Peccato che non passi giorno in cui qualcuno di Fratelli d’Italia non sia preso con le mani nel sacco o non si scoprano sempre nuove collusioni con la ‘ndrangheta.
    Da notare che nella precedente legislatura Fratelli d’Italia sull’ergastolo ostativo si era astenuta.

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    • Tutto giusto, purché i f.lli Graviano prima di usufruire di quei benefici, ammettano, apertis verbis, la complicità di B. nella strage di via dei Georgofili di Firenze!!!
      Domanda delle cento pistole: ne sarà capace la Melona-Furbacchiona??

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  8. Prevedo inevitabile allineamento Travaglio – Repubbica/Stampa. Finita la pacchia (giornalistica) Draghi, che permetteva al FQ di distinguersi dai cosiddetti giornaloni, come caxxo farà adesso, che se li ritrova (quasi) tutti scatenati all’opposizione “a prescindere” della Meloni?

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  9. Mi pare che il FQ offra la possibilità di pubblicare articoli di giornalisti con opinioni, su qualunque argomento, anche diametralmente opposte……perché il giudizio del lettore possa formarsi nel confronto fra tesi e posizioni diverse. …..altri giornali e “giornalisti” seguono le indicazioni del partito di riferimento e vista la contraddizione ed incoerenza ,perenni , della classe politica, diventa difficile. ….forse perché è più comodo avere tifosi, piuttosto che cittadini in grado di giudicare, che sventolano la bandierina a prescindere, dimenticando l’ asta ben posizionata in quel dove! Io non mi fido affatto della Meloni, ma se decide qualcosa di condivisibile, almeno a mio giudizio, non ho alcun problema ad ammetterlo, mentre i media spingono per il pregiudizio nominale, cioè conta l’ autore e non il contenuto. …….Non mi pare che Travaglio abbia risparmiato nessuno nelle sue critiche, ma anche lui avrà le sue opinioni , parziali, esattamente come le nostre, perché alla fine chi non è tifoso scagli la prima pietra! Il sistema mediatico e politico sono talmente faziosi che il modello coinvolge purtroppo anche noi. ……io ho cambiato in certe occasioni la mia idea, e mi sono detta che il sistema di persuasione è talmente potente da plasmare anche i miei due neuroni, ritenuti erroneamente indenni! E mi sono scusata con le vittime della mia faziosa cecità…….come dice una mia amica, qualcuno è in grado di vedere oltre, ma soffre della sindrome di Cassandra: inascoltato e non creduto!

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    • “Io non mi fido affatto della Meloni, ma se decide qualcosa di condivisibile, almeno a mio giudizio, non ho alcun problema ad ammetterlo”.
      Ah guarda, per me è lo stesso.

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  10. Continua il prezioso lavoro da Winston Smith (quello che in “1984” cercava le notizie vecchie che contraddicevano le nuove bugie del potere e le cambiava adattandole) alla rovescia, visto che invece di nascondere gli articoli passati che contraddicono le posizioni attuali, li cerca e li pubblica.
    Risulta inutile per quelli che ne hanno letti tanti e ormai hanno capito quello che succede.

    Ora il nuovo argomento di cui straparlare in tv è la norma anti-rave.
    Al di là del fatto che poi può essere applicata in altri contesti e quindi risultare nociva, è il classico argomento da bar-tv: da un lato i tifosi di ordine e disciplina (per gli altri), storicamente a destra, che non vogliono i fannulloni in giro a fare casino e divertirsi, e dall’altro i tifosi della libbbertà per tutti (tranne nelle ZTL), che non vogliono sentir parlare di limiti.
    Immagino i dibattitoni tv su un tema cruciale in questo 2022 di calma piatta … immagino i commentatori col bollino televisivo che si accalorano urlano e si strappano i capelli da entrambi i lati della discussione, mentre fuori dagli studi televisivi il paese va letteralmente a rotoli, nel silenzio generale.

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