L’alba dello stato di diritto marziale

(Andrea Zhok) – Spesso i meno accorti, tra cui spiccano i giornalisti mainstream, ritengono che la relativa sovrapponibilità tra chi ha criticato la gestione pandemica e chi critica la gestione bellica siano semplicemente indice di gente alla ricerca di un motivo purchessia per protestare. L’idea è che niente vi sia di comune, salvo la propensione a cercare occasioni per agitarsi da parte di alcuni. È ovviamente un miope fraintendimento; cerchiamo di capire perché.

La fase storica in cui siamo entrati con la pandemia rappresenta una svolta storica di cui bisogna comprendere il senso a prescindere dai molti, pur importanti, dettagli intorno alla gestione pandemica. La struttura di fondo di quella vicenda mostra come attraverso l’appello alla salute pubblica e il richiamo al contenimento del danno (il “contagio”) è possibile persuadere la quasi totalità della popolazione a qualunque restrizione e qualunque comportamento. Non mi interessa qui disquisire se questo fosse o non fosse pianificato, se fossero le prove generali di ben altro o invece un fortuito accidente: il punto è che anche laddove fosse tutto casuale e niente pianificato (cosa che comunque mi pare improbabile) siamo di fronte ad un precedente di cui i detentori del potere non possono non fare tesoro, e dunque ad una svolta.

I comportamenti di società moderne complesse che fino al giorno prima sostenevano pancia a terra un libertarismo individualistico pacchiano (strumentale ai meccanismi di mercato) sono stati capovolti in un istante nell’esatto opposto con il plauso di quasi tutti e senza che si alzassero sopracciglia di proverbiali “liberali”.

Certo, il ruolo dei media e del loro controllo è stato cruciale – e la recente conferma che dal 2020 il dipartimento USA della Homeland Security si incontrava mensilmente con rappresentanti di Twitter, Facebook, Wikipedia e altre piattaforme Internet per coordinare gli sforzi nella “moderazione dei contenuti” è tutto fuorché una sorpresa. Tuttavia ottenere la fedeltà al potere della maggior parte dei media – soprattutto quando si tratta di un potere effettivo e sbrigativo come quello americano – è la cosa più facile del mondo, se c’è una scusa spendibile. Se si coniuga l’interesse personale (anche solo quello di non andare contropelo al potere) con una passabile scusa “morale”, puoi portarti via per un piatto di lenticchie tutti i media del mondo.

Qui al centro della vicenda è la “buona scusa morale”. La forma che deve avere questa buona scusa è quella di una “minaccia esterna terribile” che richiede a tutti di “collaborare” senza discutere e di stigmatizzare chi non collabora.

Gli stati moderni sono governati de facto da oligarchie finanziarie e dopo la breve stagione democratica del secondo dopoguerra ora stanno implementando forme di controllo di radicalità un tempo impensabili.

Sul piano tecnologico e repressivo gli stati contemporanei sono oggi in grado di esercitare livelli di controllo storicamente inediti.

L’unico limite all’esercizio di questo controllo, potenzialmente illimitato, è rappresentato dal guscio residuo dello “stato di diritto democratico”, che richiede qualche scusa pubblicamente spendibile per poter essere esercitato.

La forma di questa scusa è il “richiamo alle armi” di fronte al “pericolo comune”.

Sia la “guerra” che la “pandemia” sono istanziazioni classiche di tale “pericolo comune” illimitato, che richiede decisioni centrali inflessibili e indiscutibili “per il bene comune”, che ha legittimità a silenziare ogni richiesta e protesta, che ha il diritto di spezzare ogni volontà insufficientemente “responsabile”. Durante la pandemia abbiamo di fatto vissuto un assaggio di “legge marziale” ufficiosa. E credere che l’attuale guerra – in fase di progressiva escalation – sia vissuta come un problema da parte delle oligarchie economiche al potere è un patetico errore. Chiedersi di fronte alle marionette che ci governano “com’è possibile che non si rendano conto che ci portano sempre più in basso” presuppone ingenuamente che non ci vogliano in basso.

L’oggetto primo della pulsione capitalista è sì il denaro, ma in quanto potere, non in quanto “mezzo per il consumo”. Sono i morti di fame a pensare al denaro soprattutto come un mezzo per soddisfare desideri, per ottenere beni. Per i vertici del sistema il denaro è sempre disponibile in vasta eccedenza rispetto a qualunque consumo concepibile, mentre il suo ruolo effettivo consiste nell’assicurare gradi di influenza e potere.

Tirando le somme, il quadro prevalente (almeno) in Occidente è il seguente: oligarchie finanziarie – abitate al loro stesso interno da gruppi leader – tirano le fila della politica in vista di una forma di controllo e indirizzo centrale inedito nella storia precedente. Essi hanno l’interesse dominante a fomentare una condizione di “pericolo comune permanente”, che tolga di mezzo ogni opposizione, innanzitutto mentale.

Qui la lezione di Orwell resta più lucida e attuale che mai: una condizione di guerra permanente è un desideratum fondamentale per le èlite mondiali. Si tratta di una condizione da cui possono trarre solo vantaggi in termini di potere e controllo, e come ricorda Orwell, il potere non ha bisogno di ulteriori motivazioni. Che ci sia o non ci sia un qualche ulteriore “piano complessivo” (“depopolamento”, “transumanesimo”, ecc.), questo è contendibile e inessenziale: probabilmente per alcuni c’è, per altri no. Su ciò ci possono essere divergenze. Ma sull’interesse nel mantenere un controllo assoluto, che metta al riparo questa nuova casta da ogni pericolo “eversivo”, da ogni minaccia alle proprie posizioni consolidate, su ciò la convergenza è assicurata.

Ciò che il presente e il futuro ci riservano è una spinta continua, un rinfocolamento costante di una condizione di “guerra permanente”: guerra per procura o guerra sotto casa, guerra metaforica a qualche virus o guerra preventiva a qualche cataclisma incipiente.

Questa è la forma del meccanismo storico in cui siamo entrati.

E non illudiamoci: saperlo di per sé non ci rende meno succubi, deboli, impreparati o impotenti.

22 replies

  1. Io “l’ alba dello stato di diritto marziale” l’ ho vista in quel TSO che è stato, nei fatti , l’ obbligo vaccinale. Tra l’ altro con l’ aggravante veramente vergognoso dello scarico di responsabilità: non si sa mai che un domani saltassero fuori magagne da risarcire… Cioè “nessun obbligo” , lo Stato la responsabilità non se la prende ma se non lo fai muori di fame.

    E’ stato un precedente pericolosissimo e siamo stati gli unici al mondo ad attuarlo: neppure in Russia o in Cina…
    Nessuno ha protestato, nè PD nè tanto meno 5stelle, nessuno ha mosso un dito per mettersi di traverso, il Parlamento non è esistito.
    Anzi, botte e idranti “di sinistra” e ai protestatari senza bisogno di “legge manganello” e con assai meno delicatezza di quanto si è visto nei confronti dei rave.
    Lamorgese si era ben “svegliata” dal torpore, allora: a “sinistra” si fa ma non si dice, spalleggiati dai media compiacenti che manipolano bene l’ opinione pubblica.

    Inutile, funziona così: si butta l’ “osso giusto”, si riempiono i social di grida manzoniane e il grosso del gregge segue.

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      • Il lockdown in quei giorni convulsi era giustificato, anzi, ci sono in corso indagini per capire come mai certe chiusure non sono state prescritte. Una cosa è chiudere, un’ altra è obbligare milioni e milioni di persone sane, prescindendo dai loro comportamenti e vergognosamente prese per il collo. ad incularsi per ben tre volte di fila un farmaco. Tra l’altro dicendo che non era stato istituito alcun obbligo, per pararsi le terga.
        Non vorrei fosse un precedente. Altro che rave.

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      • “Una cosa è chiudere, un’ altra è obbligare milioni e milioni di persone sane, prescindendo dai loro comportamenti e vergognosamente prese per il collo…”.

        Io la trovo proprio la stessa cosa, infatti si è obbligato milioni e milioni di persone sane, prescindendo dai loro comportamenti e vergognosamente prese per il collo, rinchiudendoli in casa.

        PS: “ad INCUL4RSI per ben tre volte di fila un farmaco” è VOLUTO?

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  2. “Qui la lezione di Orwell resta più lucida e attuale che mai…”: si ricordi Zhok che Orwell era un fabiano! Guardarsi sempre alle spalle. Non vorrei sembrare paranoico, ma secondo me, con le dovute proporzioni (cit.), Orwell è paragnabile a Grillo: valvole di sfogo, altrimenti la pentola a pressione scoppierebbe.

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  3. Veramente Grillo nella sua prima fase si pose assieme a Casaleggio come argine del potere del Nuovo Ordine Mondiale, proprio in quanto propose lo stesso modello di democrazia diretta che vige dal 1921 in Svizzera e che, prima di loro, era stato il pensiero dei no global a livello mondiale.
    La democrazia diretta è l’unico argine che può frenare lo strapotere degli oligarchi e delle loro multinazionali, banche, istituti finanziari ecc.
    Nel mio blog (1900 numeri) Masada parlavo di queste cose molti anni prima che ne parlasse Gianroberto.
    La morte di Gianroberto e la svolta da rinnegato di Grillo dopo il processo del figlio con la sua turpe svendita ai comandi di Draghi hanno distrutto questo sogno sul nascere. Ma non è detto che non risorga. Di Battista lo porta avanti idealmente ma c’è necessità che si passi dalle idee ai fatti.
    Conte pensa di poter venire a patti col Potere capitalista occidentale con la moderazione e la diplomazia. Sforzo lodevole ma chiaramente insufficiente, anche perché, essendo quasi tutti i media nelle mani del Potere capitalista, ed essendo il M5S del tutto privo di strumenti mediatici, si è tagliato le gambe da solo. C’è poi il fatto che una forte passione democratica rivoluzionaria o ce l’hai o non ce l’hai. E Conte, con tutti i suoi pregi, non ce l’ha.

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  4. Analisi raffinata ma come sempre “fine a se stessa”:

    “Questa è la forma del meccanismo storico in cui siamo entrati.
    “rinfocolamento costante di una condizione di guerra permanente”.

    Scusa Zhock ma quando un analisi sulle precedenti migliaia di anni,cioè da quando l’uomo è “Nato”.
    Mi sembra che già dalla scuola media,i libri di storia siano sempre stati una lunga e banale successione di guerre provocate da oligarchie o monarchie(ristrette).

    Infosannio urge articolo di Sassano in risposta a Zhock😀

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      • “Non si vive di solo pane” disse Gesù Cristo.
        È sottointeso che il pane è indispensabile.

        Occhio che limitarsi a fare salti mortali metafisici, si rischia di fare rovinose cadute sulla terra dura della realtà fallace.

        Gesù Cristo: “non siamo del mondo, ma siamo pur sempre nel mondo”.

        Ps. Ho leggiucchiato qualche tuo post che necessiterebbe una bella discussione.purtroppo in questi giorni sono troppo preso per iniziarla.ho poco tempo nelle pause.
        Ti lascio spadroneggiare nel blog fino a quando non troverai un altro filosofo della domenica con il fucile carico, tipo me😂😂😂

        Con simpatia,goliardia e autoironia
        Buona giornata

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      • “non siamo del mondo, ma siamo pur sempre nel mondo”, non vuol dire: dei sogni!

        Qui la metafisica non c’entra un bel…

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  5. “Kills your idols”
    La scritta sulla maglietta che portavano noi rockettari quando eravamo giovani.

    Ma non sono un omicida di idoli altrui.
    Il tuo rispettabilissimo Guenon finora l’ho solo accarezzato con indulgenza e rispetto . In 10 minuti potrei “disintegrarlo” con una sventagliata da kalashinikov. E i kalashnikov sono un arma assai comune,alla portata di molti.

    So di averti caricato a puntino.
    Oggi sfogati con il tuo fucile a salve contro qualche lepre del blog;tieniti allenato.

    Per una volta il primo provocatore sono io.
    Adesso devo proprio lasciarti.

    Sempre con simpatia e goliardia😂

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    • A disintegrare Guénon (è così difficile scriverlo giusto), c’hanno provato in tanti, soprattutto quelli che l’avevano solo accarezzato, facendo però tutti, una gran brutta fine!

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      • Perché hanno usato la loro forza contro Guenon,
        Io userò la forza di Guenon contro Guenon,metodo non violento shaolin 😂🤣😂🤣😂🤣🤣😂.

        P.S. Ti ho risposto anche nel post di Catalano😀,ma è in moderazione.
        Se non passa mi prenderò ancora qualche mese sabbatico dal blog(ne ho bisogno😃)metodo non violento Tolstoiano di rivolta contro il sistema 😜
        👋

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  6. Zhok cerca di metterla su come si trattasse di una cosa seria, ma qui al momento siamo alla barzelletta.

    Basta prendere il Pd, il partito più securitario al mondo negli ultimi tre anni, che adesso è contro il decreto anti-rave in nome della libertà.

    La libertà!

    Nel Pd è tornato Speranza che sarebbe voluto entrare nelle case a controllare in quanti ci si sedeva a tavola a Natale! E non potendolo fare, si augurava almeno qualche spiata dei vicini come nella Germania di Honecker.

    Non solo, se il decreto anti-rave l’avesse fatto il governo Draghi il Pd (e Repubblica) l’avrebbero scovato nella famosa agenda e ne sarebbero stati entusiasti, perché la libertà tua è sacrosanta ma non deve danneggiare quella degli altri sennò è anarchia e menefreghismo. E quindi ottimo il decreto anti-rave e molto di sinistra avrebbero ululato i vari Parenzo, De Gregorio, Garimberti, Borallevi ecc…

    Barzelletta. Questi non li riesci a prendere sul serio nemmeno se ti ci metti seriamente.

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