Psicodramma democratico

(Estratto dell’articolo di Salvatore Merlo – il Foglio) – Chiusi nella torre d’avorio del Nazareno, protetti da pareti di sughero contro gli sconvolgenti pollini dell’oggi, centoventiquattro eletti del Pd (settanta collegati via internet) si sono riuniti ieri per preparare il congresso. “Non siamo più un partito. Siamo un trituratore industriale di segretari”, dice a un certo punto Marco Miccoli, zingarettiano spiccio. Lui è uno che va al sodo. E infatti: “Serve uno scontro duro, vero, anche drammatico”. Parole sante. Eppure non c’è dramma. Non c’è solennità. E’ un po’ come ascoltare l’Eroica in una trascrizione per armonica a bocca.

Quando per esempio interviene Francesco Boccia, l’ex ministro prima sembra Nanni Moretti (“dobbiamo dirci chi siamo e che cosa vogliamo fare”) poi diventa improvvisamente Roberto Benigni (“dobbiamo anche dirci dove andiamo e con chi”). Manca solo quello che chiede a Benigni e Troisi: un fiorino! In pratica la mozione Frittole. Poi arriva Matteo Ricci. Il sindaco di Pesaro, amico di Sala e Nardella, è sospeso tra discorso motivazionale e pubblicità del dentifricio. “Dobbiamo soprattutto essere sorridenti”, dice. Quindi passa dal Durbans allo Xanax: “Dobbiamo anche avere una scossa antidepressiva”. Ecco. “Sennò nessuno ci avvicinerà”. Mozione ansiolitica. Chi si avvicinerà a queste facce lunghe? “Proprio nessuno”, dice Stefano Bonaccini inforcando gli occhiali a goccia. (…) Così sentiamo Peppe Provenzano ammonire Letta: “Non abbiamo invocato abbastanza la pace in Ucraina, siamo stati tiepidi”. Mozione arcobaleno. Alla fine, in quattro lisergiche ore capiamo quello che sapevamo già, e che già sanno pure tutti quelli che si sono messi a discutere per quattro ore di un congresso che durerà quattro mesi: si candidano Bonaccini, Paola De Micheli e poi Andrea Orlando sponsorizzerà Elly Schlein (che però non è iscritta). Letta resta in Italia e vuole fare il kingmaker. Probabilmente vincerà Bonaccini, e forse ci sarà una piccola scissione organizzata da tre indomiti pensionati (D’Alema, Bettini e Bersani) con il concorso esterno di Giuseppe Conte….

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