Napoli, villa Floridiana: piovono le proteste per la chiusura odierna

Capodanno chiede l’intervento del ministro della cultura, Sangiuliano

            “ Le traversie dell’unico polmone a verde pubblico a disposizione dei circa cinquantamila residenti del quartiere Vomero, il parco della villa Floridiana, tornano alla ribalta delle cronache a seguito delle numerose segnalazioni pervenute, che ne denunciano la chiusura in data odierna. Una chiusura che, allo stato, appare del tutto immotivata, visto che anche all’ingresso di via Cimarosa non vi è alcun avviso al riguardo, se non un semplice cartello con la scritta “il parco è chiuso”. Da tenere in conto il fatto che la chiusura settimanale avviene di martedì per la qual cosa, da parte delle tante persone rimaste fuori dai cancelli chiusi, giustamente arrabbiate e deluse, è stata avanzata l’ipotesi, tutta da verificare, che si potrebbe essere trattato di un lungo ponte, in occasione della festa di Ognissanti “. A intervenire sulla vicenda è ancora una volta Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori, che è sceso in campo più volte, al fine di consentire la piena fruibilità del parco borbonico, all’interno del quale si trova anche il museo delle arti decorative Duca di Martina, pure con la creazione di un gruppo sul social network Facebook, che conta oltre tremila iscritti.

            ” Davvero inaccettabile questa chiusura in una bellissima giornata di sole, con tante famiglie in compagnia dei bambini che festeggiavano il ponte di ognissanti in costume ma anche con numerosi turisti che erano arrivati sulla collina nella speranza di poter visitare il parco della villa Floridiana, con il belvedere, dal quale si può ammirare uno dei più bei panorami della città, e con il museo Duca Di Martina – sottolinea Capodanno -. Alle loro domande sui motivi per i quali il parco era chiuso non ho saputo cosa rispondere, avvertendo però, dentro di me, una rabbia incontenibile per un evento del tutto inaspettato e ingiustificato “.

            ” Una situazione, che peraltro non è la prima volta che si verifica – sottolinea Capodanno -, rispetto alla quale lascia interdetti la mancanza di valide e concrete iniziative da parte della direzione regionale dei musei della Campania, dalla quale dipende il parco vomerese, per garantirne la costante fruizione – puntualizza Capodanno – . Al riguardo ho subito inoltrato una nota al ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, chiedendo che, effettuati i necessari e opportuni riscontri, assuma i provvedimenti del caso  “.

            Con l’occasione lo stesso Capodanno ritorna anche su alcune questioni che riguardano il parco borbonico.

            ” Siamo praticamente alla fine di un altro anno –  afferma Capodanno – ma, al momento, è stata restituita ai cittadini solo una parte dei sette ettari di estensione del parco, con molte aree ancora recintate, interdette al pubblico: un quadro complessivo d’abbandono che non lascia adito a dubbi e che richiederebbe maggiori approfondimenti da parte degli uffici competenti. Troppe piante morte o eliminate, alcune delle quali risalenti alla sistemazione data nel lontano 1815 dall’allora direttore dell’Orto botanico di Napoli Friedrich Dehnhardt, che fece piantare nella villa circa 150 specie diverse. Il tutto causato dalla presumibile carenza della necessaria quanto costante manutenzione. Peraltro il transennamento di parte delle aree risale addirittura al lontano 2011, senza che, negli undici anni trascorsi, si sia ancora provveduto a mettere in campo i lavori necessari per restituirle in sicurezza alla fruibilità e all’accesso dei cittadini, anche utilizzando i due milioni di euro annunciati sin dal marzo 2019 e dello stanziamento dei quali, con la messa in campo di tutte le procedure necessarie per l’affidamento dei lavori, a oltre tre anni e mezzo dall’annuncio, non si è saputo più nulla “.

            Capodanno, in particolare sulle vicenda odierna che ha determinato la chiusura del parco, chiede l’intervento urgente del Ministero della cultura, della Regione Campania e del Comune di Napoli, al fine di mettere in campo interventi tesi a consentire la fruizione continua e costante dell’importante polmone di verde pubblico.