Poveri e mazziati,  ma il carovita non va in strada

(Giovanni Vasso – lidentita.it) – La piazza ribolle ma (almeno per ora) non è colpa del carovita, delle bollette, dell’inflazione che continua imperterrita la sua corsa, portando il carrello della spesa a prezzi proibitivi.
La situazione delle famiglie non è delle migliori e buone notizie non ne arrivano manco dai report sulle retribuzioni che saranno anche cresciute, ma troppo poco. L’autunno caldo è iniziato e le strade iniziano a popolarsi di manifestanti. Da Milano a Roma, passando per le città piccole e grandi della Penisola, tutta Italia trabocca di proteste. E adesso si incavolano commercianti e albergatori che temono ripercussioni sui loro affari dall’ondata di cortei e sit-in annunciati e in programma.

L’inflazione va su

Le brutte notizie non mancano mai. L’Istat ha diffuso il report sui prezzi. Le notizie sono desolanti. L’inflazione è aumentata del 3,5 per cento su base mensile a ottobre mentre, sull’anno, la crescita è a doppia cifra. Siamo sulla soglia del 12%, per la precisione 11,9. Le bollette impazzite hanno gettato quintali di benzina sul fuoco dell’inflazione che già stava bruciando il tessuto economico e sociale italiano. I beni energetici, in poco più di un mese, sono aumentati di quasi il 30% (28,3% per i regolamentati). Il carrello della spesa ormai è un macigno. Trentotto anni fa, a marzo 1984, l’inflazione pesò quanto pesa oggi sulla spesa e nelle tasche degli italiani.

La paghetta

I salari aumentano ma nessuno se ne è accorto. L’Istat ha riferito che “nel terzo trimestre 2022, le retribuzioni contrattuali mostrano un aumento tendenziale ancora moderato, sebbene più sostenuto rispetto a quello registrato nel trimestre precedente”. I numeri, sebbene anticipati dal segno più, sono imbarazzanti se confrontati con gli aumenti dovuti all’inflazione. La retribuzione oraria media, è aumentata dell’1 per cento rispetto al 2021 (quando era salita dello 0,6). L’indice retributivo resta invariato rispetto a settembre ma aumenta dell’1,2% rispetto al 2021. E dunque “l’aumento tendenziale delle retribuzioni contrattuali è stato dell’1,5% per i dipendenti dell’industria, dello 0,6% per quelli dei servizi privati e dell’ 1,5% per i lavoratori della pubblica amministrazione”.

Il carovita non scende in piazza

Tuttavia non sono i temi della povertà e dell’inflazione, o del carovita, le ragioni del week end di proteste e manifestazioni di piazza che l’Italia si prepara a vivere. Domani i sindacati alle 9.30 saranno in piazza del Popolo, a Roma, per una manifestazione sulla sanità. L’iniziativa promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials e Nursind per “chiedere al governo un immediato e concreto impegno per garantire la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo”. Sempre a Roma, a piazza Madonna di Loreto, ci sarà un presidio antifascista dalle ore 15, mentre a Milano un’iniziativa identica è in programma, alle 15.30, con un corteo da Piazza Loreto al parco della Martesana. Nella Capitale, inoltre, alle ore 15 in piazza San Giovanni è prevista una manifestazione di solidarietà alle donne iraniane in programma dalle ore 15.

Chi non vuole le proteste

Già sono stufi delle manifestazioni. A Roma, commercianti e albergatori storcono il naso. Fabrizio Russo, presidente Confcommercio Centro Storico, ha spiegato ad Adn Kronos: “Roma è una città metropolitana più grande di Parigi e non campiamo perché le manifestazioni vengano fatte sempre nei soliti posti. Tra manifestazioni di piazza sempre più frequenti, prolungamento della Ztl, aumenti di affitti, canoni, bollette la situazione è veramente precaria”. Gli fa eco Giuseppe Roscioli di Federalberghi secondo cui “il turismo risente delle manifestazioni” .

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10 replies

  1. Il video della manifestazione fa riferimento alla guerra. Che a Praga evidentemente non gradiscono molto.Il perché? Li sta impoverendo.

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  2. FRANCO FERRARI

    Andate in osteria. Fatevi dare un bicchiere di vino ed un mazzo di carte usato. Mischiate le carte con dovizia e lentezza. Gettate il mazzo sulla tavola, e pescate una carta per volta……… La prima….. Ignazio Benito La Russa, Senato. La seconda che viene tirata a sorte è…… Fontana, Camera.
    Perché non si è cambiato metodo? Ma perché questi sono i personaggi di destra, valgono per tutte le stagioni. Si prendono di tutto, tanto loro, non sono capaci in nulla.
    Oh no. Ho sbagliato ancora. Sono capaci di nostalgie e supercazzole, vedasi voce Berlusconi, Salvini, Meloni. Tutto il resto viene da se.
    Mi piace quel gigante buono all’aspetto di Crosetto. Me lo immagino adesso, già all’opera, guardarsi le mani e chiedersi se favorire la società di produzioni di armi della destra, o, quella di produzione della mano sinistra.
    Certo. Come ministro della Difesa, durante una guerra, chi metti? Un guerrafondaio. Con buona pace del popolo che vorrebbe la pace.
    Lontano, da molto lontano, giunge il pigolìo di un Letta afono, il quale, a danni ultimati, vorrebbe intestarsi la conduzione della opposizione. Benedetto budino( come carattere), ci fai sapere più tardi quanto sei stato convinto di essere uno di sinistra?
    Vorrei incontrare il tuo maestro. Proprio per conoscere come si fa a disturbare un cervello a tal punto.
    Meno male che Silvio c’è. È l’unica variabile che, come il Bossi di 30anni fa, rende instabile questa nuova calata di saprofagi.
    Mangeranno anche le macerie, visto che nulla è rimasto più del “Bel Paese”.
    In questo paese tafazziano, fantozziano, benissimo illustrato da Sordi in centinaia di films, ora, molti, cercano le toilette.
    Hanno votato di pancia, visto che il cervello non viene quasi mai usato( solo calcio, donne e motori).
    Ora la pancia gli smuove la paura e, come si dice a Roma: se la fanno addosso.
    Volevate il cambiamento? Eccolo. Signori, il pranzo è servito.
    Quando incontrerete un giornalista. Uno di quelli che affollano i salotti.
    Quelli alla Giannini, Cappellini, Severgnini, etc etc, sputate per terra, ma guardandoli negli occhi.
    Mi raccomando. Non guardate per terra, mentre gli sputate negli occhi.
    Fate sentire tutto il disprezzo che sentite. Sono loro i killer di democrazia, il vero vulnus della nostra società.
    Se ci sono solo pochissime testate, che si contano nelle dita di una sola mano, che fanno giornalismo di denuncia, ricerca, accusa; vuol dire che tutto ciò che leggete, vedete, ascoltate, e, se lo assimilate, pensate, è falsità.
    Credetemi. Il giorno che sarà passata la dipendenza da gossip che avete, vi renderete conto di aver voluto che togliessero il pane di bocca al tuo vicino, solo perché colpito anzitempo, dalla cupidigia dei padroni. Quando poi è toccato a voi, vi siete strappato le vesti.
    Diceva mia zia: non sputare in cielo, che ti ricasca in faccia.
    È quello che vi hanno convinto a fare, pur di poter rubare anche i soldi per il reddito di cittadinanza.
    Poi, toccò al vostro, di reddito, e, nessuno mosse un dito per i vostri figli……

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  3. Le manifestazioni ormai sono inflazionate e non servono a niente. Solo per “la pace” in questi giorni ne stanno facendo tre o quattro, ottimo modo per disorientare e depotenziarlo. L’ unico sciopero che avrebbe sebnso sarebbe quello degli acquisti: solo il necessario per tre mesi. E soprattutto niente partecipazione ad “eventi”, cene, colazioni, aperitivi, cinema, discoteche…
    Calerebbero le braghe tutti: se crolla lo spritz ( il nostro massimo valore aggiunto) e non si presenta nessuno all’ “evento” domenicale organizzato da XYZ e al concerto serale i politici sono finiti…

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    • Carolina hai ragione, ma l’italiano medio non comprende la forza nascosta, ma non tanto, in quello che dici tu o non gliene frega nulla di ciò che succede, l’importante che abbia il cellulare, il calcio e un’auto per andare a zonzo anche se scassata.

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  4. Il nostro unico potere , ma immenso, è quello di essere consumatori. Anzi, di smettere di sserlo .
    Per questo la pubblicità è ormai il vero padrone di ogni medium e i programmi, per altro con pubblicità anche all’ interno, sono meri attrattori di interesse tra una pubblicità “tassativa ” e l’ altra. Ormai ci siamo abituati.
    Le pubblicità , inoltre, sono anche portatrici di globalismo ideologico (notato quanti “variamente etnici” da qualche tempo animano le pubblicità rivolte all’ Italia?) e modelli di american way of life.

    Quindi se vogliamo ottenere qualcosa e smarcarci dal “modello” sappiamo come agire: abbiamo tutti gli armadi mille volte più pieni di quanto fossero quelli dei nostri nonni, anche abbienti, l’ auto può durare più di 10 anni e gli amici possiamo anche invitarli a casa…

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  5. Da ora in poi le “manifestazioni” verranno usate solo per aizzare il popolo e destabilizzare la polizia; saranno riempirte dio infiltrati, esagitati, e si daranno ordini per creare caos.
    Quindi occorre agire in solitudine: è la somma dei sigoli che fa il totale.

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