Il “trionfo” di Meloni non esiste, ma fa comodo ai dirigenti del Pd

(ANDREA ENRICI – glistatigenerali.com) – La mattina del 26 settembre tutti i giornali raccontavano il trionfo di Giorgia Meloni. Eppure, dati alla mano, la destra guidata dalla neoeletta Presidente del consiglio non ha trionfato. Al contrario; la coalizione ha perso 100 mila voti rispetto alle precedenti elezioni del 2018. Il trionfo di Giorgia Meloni, in realtà, è la catastrofe di Enrico Letta e dei dirigenti democratici che, però, preferiscono assecondare la narrazione secondo cui Meloni ha stravinto le elezioni per non dover rispondere dei propri errori.

Nessuno sembra essersene accorto, tutti impegnati a raccontare la storia della prima donna Presidente del Consiglio più a destra dai tempi di Benito Mussolini. I numeri, però, raccontano che i 12 milioni 300 mila voti raccolti dalla destra il 25 settembre sono il secondo peggior risultato raggiunto dalla coalizione sin dalla fatidica discesa in campo di Berlusconi nel 1994. Peggio di oggi fece soltanto l’alleanza PdL-LN-FdI nel 2013, fermandosi sotto i 10 milioni di voti. Nel 2018, la coalizione a trazione salviniana tra FI, FdI, Lega, e “Noi con l’Italia”, col suo al 37,00%, superava i 12 milioni 410 mila voti. Ancora meglio fece il Cavaliere prima di portare l’Italia sull’orlo della bancarotta nel 2011 con Tremonti e Bossi:

Al 60% dei seggi vinti corrisponde un ben più misero 43% dei voti espressi da poco più del 63% degli aventi diritto: solo un quinto degli italiani ha votato i partiti che da questa settimana ci governano. Eppure ovunque, anche e soprattutto nell’opposizione, si è accettata la narrazione della ‘landslide’ di Giorgia Meloni. Perché se riconoscesero che non c’è stato alcun trionfo, allora, i dirigenti del PD dovrebbero riconoscere di aver abbandonato in partenza una partita che poteva essere vinta. Quei 12 milioni di voti presi dalla destra inchiodano alle loro responsabilità Enrico Letta e chi ne ha assecondato le scelte perché poco meno di 12 milioni sono anche i voti raccolti da centrosinistra e M5S.

Rompendo col Movimento 5 Stelle, iinvece, il Partito Democratico ha rinunciato a giocarsi una partita ampiamente contentabile. Le motivazioni di questa rottura, poi, sono talmente inverosimili (il “tradimento” di Draghi) che non vi crede nemmeno chi crede ancora a Babbo Natale. Si fa piuttosto strada il pensiero che la situazione del Paese sia così disperata che il PD abbia voluto lasciare che Giorgia Meloni andasse a schiantarsi contro le difficoltà del prossimo inverno, per poi tornare nella stanza dei bottoni presentandosi come l’unica forza responsabile in grado di farsi carico del governo del Paese. Da luglio sto provando a cercare una spiegazione più logica e verosimile di questa e non l’ho trovata.

Del resto, non si capisce come nel PD – e nel resto del centrosinistra – nessuno si sia ancora dimesso. Letta, Speranza, Fratoianni e Bonelli sono ancora segretari dei rispettivi partiti e partitini. Malpezzi e Serracchiani erano presidenti dei gruppi PD nella scorsa legislatura e sono state confermate in questa. Tinagli, Provenzano e tutta la segreteria dem è rimasta al suo posto. Ci si prepara alle primarie che incoroneranno il prossimo segretario, un nuovo “primus inter pares” che si guarderà bene dal toccare Franceschini, Guerini, Orfini, Orlando, De Luca, Emiliano, capicorrente e “notabili” con le loro liste di vassalli, valvassini e valvassori.

Perché, invece, nessuno si è ancora dimesso? Perché, nel PD, si sentono solo le critiche di Marcucci e di chi vorrebbe un partito sdraiato sotto i piedi di Renzi? Perché nessuno chiede conto a questo gruppo dirigente della rottura coi cinquestelle? Perché nessuno s’è ancora scusato e dimesso dai propri incarichi? Sarebbe bastato un piccolo sforzo unitario – ostinatamente rigettato dai dirigenti del PD – per scrivere un’altra storia. I dirigenti dem non hanno più alcuna credibilità per guidare (o anche solo fare) l’opposizione: con le loro decisioni si sono resi a priori responsabili morali dell’arretramento che maggioranza e governo imporranno al Paese. Se non si faranno da parte, in fretta, tutti quanti, trascineranno a fondo con sé non solo il PD ma l’idea stessa di centrosinistra messa insieme da trent’anni.

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29 replies

  1. Se il Pd si fosse unito al M5S, adesso avremmo ancora il rettile squamato. Di conseguenza Fdi a oltre il 30% e il M5S morto.
    Vediamo la signorina cosa saprà fare ora , visto che si agitava tanto .

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  2. Perché, perché, perché, perché..

    Basta leggere il “piano di rinascita democratica”, le risposte ci sono tutte.

    Il sistema accetta la vittoria di una delle due parti, inscenando solo farlocche e timide proteste. I maggiorenti, pur perdenti, tutti al loro posto, in serena attesa del turno, che prima o poi verrà.
    Solo il terzo incomodo (M5*) deve essere continuamente bastonato a sangue, perché è un ostacolo molto pericoloso. Ed ecco perché molti “progressisti”, specialmente dei media, preferiscono dare credito alla pdc neo eletta piuttosto che a un movimento antimafia, anticorruzione, anti evasione fiscale, che difende poveri e classe media, atlantista non passivo ecc.; perseguire questi sani obiettivi fa crollare le fondamenta marce che supportano il sistema Italia, ecco perché il M5* avrà sempre tutti contro. Ferocemente.

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    • Poverini gli endocontrollori che hanno accusato la Melona di aver fatto un’opposizione compiacente, loro, con 53+2 fiDUCE al governo, di cui controllavano le nefandezze.

      Cattivoni tutti gli altri che li attaccano FEROCEMENTE!

      Ma andate a cac4r3, BUFF0NI!

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      • Scusami 😺 se mi intrometto nel tuo commento.. ma tu fai sempre tutto giusto? Non sbagli mai? Non ti capita mai di riflettere dopo e tornare sui tuoi passi, pentendoti di avere fatto delle scelte anche scellerate? Beh se non ti è mai capitato beato te!! Personalmente io sì.. errare è umano, perseverare è diabolico! Imparare dai propri errori è da persone umili ed un po’ intelligenti.. certo sarebbe bello non sbagliare mai ma credo umanamente impossibile! Buon sabato sera..

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    • E’ proprio così,non c’è altra spiegazione.Siccome la Costituzione non si è riusciti ancora a modificarla, soprattutto per quanto riguarda l’indipendenza della Magistratura,come programma della P2, perché il popolo italiano si è sempre opposto ,hanno cercato di superare questo ostacolo cercando di fare eleggere nel parlamento i due terzi degli eletti favorevoli alla modifica.In questo modo si sarebbe cambiata la Costituzione senza dover passare per il giudizio del popolo tramite i referendum.A parte i Cinque Stelle appare sempre più evidente che il programma della P2 sia stato acquisito da tutti i partiti.

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      • Non vuole il programma della P2.LaP2 secondo te è atlantista o vuole depredare le risorse e abolire le conquiste ottenute dal popolo italiano attraverso la Resistenza e quindi la Costituzione?SECONDO un pidiota come te mi dici per quale motivo 5stelle è inviso alla nomenclatura e ai pagliacci ?

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      • No, guarda, io ce l’avevo col post di @Giansenio, che tra l’altro aveva una sua logica.
        P.s.
        “Pidiota”, oltre a essere ormai un insulto da vecchi rimbambiti, lo dici a tua sorella. Hai capito, cogl***e?

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  3. Be’ se non è un trionfo passare dal 4% al 26%, per l’ obiettivo il giornalista evidentemente lo è passare dal 33% al 16% scarso 🙂

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    • Spesso abbiamo visto negli ultimi anni, voti di protesta dati a partiti tanto per.. anche al M5S è accaduto, quelli che hanno votato così “alla va la che vai buono”, poi con una giravolta sono tornati sui loro passi.. persone non convinte veramente fanno presto a cambiare casacca e così è stato anche per fdi ora.. elettori di lega e fi che hanno semplicemente punito i loro partiti ma che comunque sono rimasti nella dx.. la delusione dichiarata di molti, nei confronti del movimento li ha fatti astenere, sta ora al movimento, dimostrare la capacità, la serietà, la forza delle idee e proposte, molti torneranno e lo stanno già facendo, i sondaggi post elettorali forse, sono più veritieri.. quindi per fare sì che le persone si affezionino ad un partito o movimento che sia, deve essere più coerente possibile in primis, poi le critiche ci saranno sempre ma si sa da fuori è sempre facile criticare, per capire davvero bisognerebbe fare almeno una legislatura da parlamentare.. trovare compromessi accettarli, dover trovare un equilibrio e non farsi fagocitare fa parte della politica ed è molto difficile!

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  4. Be’ se non è un trionfo passare dal 4% al 26%, per l’ obiettivo il giornalista evidentemente lo è passare dal 33% al 16% scarso 🙂

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    • Ciò, detto al netto delle idee che uno può benissimo non condividere. Ma, appunto, se non è un trionfo quello della Meloni non vedo a cos’altro sia applicabile questo aggettivo.

      Poi tutta la storia intorno agli astenuti e al fatto che la destra ha vinto “solo” perché gli altri hanno dato forfait ecc. ecc. intanto sarebbe da dimostrare nella pratica e non nelle alchimie di un conteggio ex post di voti separati.

      E poi resta un fatto incontrovertibile: a calcio si gioca con due porte e tirando calci ad una palla che deve finire in rete, non immaginando qualcos’altro (perdipiu immaginando solo ora che si è perso perché quando si è vinto andava tutto benissimo così…)

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      • Studia Mario studia. Sono (quasi) sicuro che poi puoi farcela anche tu a comprendere i numeri indicati nell’articolo e che la vittoria è cosa un tantino diversa dal trionfo.

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      • I dati relativi sono un conto quelli assoluti un altro. Entrambi vanno letti, io propendo più per il secondo perchè apre ad una chiave di lettura più ampia che una percentuale non può darti. E’ un fatto che la coalizione di cd ha preso meno voti del 2018. Punto.
        Già il primo intervento…ma questo secondo fa capire che la tua percezione è sostanzialmente faziosa (il riferimento al calcio lo dimostra).

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  5. Trionfo è un sostantivo, non aggettivo. Su, studiate di più…e vale pure per la Meloni perché non ha realizzato che questo trionfo , a saper valutare numeri e dati, in realtà non c’è stato…

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  6. Io detesto Letta come Renzi ma lo ringrazzio di aver rifiutato l’alleanza con m5s permettendo al movimento di rinascere. Credo che Conte ne sia cosciente.

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  7. questa si è RIFATTA PURE la faccia (da cuBo). Tra lei e letamaio trova le DIFFERENZE, come nei giochini sui giornaletti in bianco e nero.

    Ora è “BELLOCCIA”, sotto tre centimetri di cerume.

    SOTTO il cerume NIENTE. E sotto i vestiti PEGGIO.

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  8. IL QI DEL PD È QUELLO DELLA LATTUGA

    DA MICROMEGA
    Lettera aperta a Enrico Letta sul vergognoso silenzio dei senatori del PdPaolo Flores d’Arcais-28 Ottobre 2022

    Gentile onorevole Letta,
    a tutte e tutti (come si dice oggi) Ella ha promesso solennemente qualche giorno fa “una opposizione dura e intransigente” al governo Meloni. Ma i suoi senatori non la pensano come lei, e dei suoi giuramenti a tutte e tutti se ne impipano allegramente.
    Al Senato il discorso più limpido di opposizione dura e intransigente al governo Meloni è stato pronunciato da Roberto Scarpinato, magistrato che rappresenta una silloge vivente dell’impegno antimafia di oltre tre decenni, eletto come indipendente nelle liste del M5S.
    Un discorso che assume la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza come bussola dell’azione, un discorso che ha ricordato le frequentazioni mafiose di Berlusconi e del suo entourage, e quelle con pezzi di servizi “deviati” e trame nere di elementi del nuovo governo.
    Un discorso esemplare, che ogni democratico dovrebbe sottoscrivere fino alle virgole.
    Un discorso che è stato accolto dai senatori del Pd, partito di cui Ella è ancora il massimo dirigente, dal più assordante dei silenzi.
    Nessun applauso.
    E su questo assordante silenzio, che suona dunque rifiuto per ogni frase di quel discorso, esemplare per chi intenda fare una opposizione dura e intransigente al governo delle destre-destre, nessun rilievo, nessuna critica, nessuna presa di distanza da parte sua.
    Dunque, un suo silenzio-assenso a quell’assordante silenzio.
    Gentile onorevole Letta, Ella è ancora in tempo, benché in zona cesarini, per dire la sua sull’assordante e ignobile silenzio con cui i senatori del suo partito hanno inteso stigmatizzare e rifiutare l’opposizione dura e intransigente del senatore Roberto Scarpinato al governo Meloni.
    Ella è ancora in tempo per stigmatizzare quella indecente stigmatizzazione di assordante silenzio, senza di che la sua promessa di opposizione dura e intransigente si nebulizza in aria fritta.
    Quel silenzio assordante dei suoi senatori costituisce un marchio di vergogna per tutto il suo partito. Un solo senatore del Pd ha applaudito il limpido discorso di dura e intransigente opposizione di Scarpinato al governo ex-neo-post-ecc.-fascista: il senatore Walter Verini. Che ha salvato il suo onore, non certo quello del suo partito.
    Walter Verini, anzi, per questo suo gesto, ovvio per ogni democratico, è stato redarguito e rimbrottato dagli altri senatori del Pd. Vergogna che si aggiunge a vergogna.
    Gentile onorevole Letta, davvero intende continuare col suo silenzio-assenso al comportamento ignobile dei suoi senatori (tranne uno), aggiungendo così vergogna a vergogna a vergogna?

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  9. Quindi, il primo autore di una legge elettorale maggioritaria sarebbe un aderente al partito (loggia) ideatore del “piano rinascita”?

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  10. Se veramente avesse voluto evitare il trionfo(si fa per dire) della Meloni… poteva cambiare la legge elettorale come chiedeva il M5s!
    Grande buffone!

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  11. Non so se la sconfitta sia stata “voluta” dal PD per calcolo (far governare qursta crisi alla fascistella con truppa berlusconiana al seguito per poi proporsi come salvatore della patria), sarebbe il colmo della stupidità del suo gruppo dirigente (d’altra parte in mano ad un mix di elementi da sbarco renziani e di voltagabbana ex PCI).

    Quel che è certo è che il PD schierandosi acriticamente con il guerrafondaio Draghi e con la Nato sulla guerra in Ucraina, ha perso per sempre la sua essenza di sinistra.
    Non è e non sarà mai più il punto di riferimento della Sinistra italiana.

    Al M5S la scelta di raccogliere i cocci di un partito fallito.
    Proprio partendo da scelte chiare e non ambigue di verità su questa guerra. Verità che dicono delle responsabilità della Nato che non devono essere taciute ma, al contrario, denunciate.
    Perché questa guerra si fermerà solo quando le responsabilità della Nato verranno coraggiosamente smascherate e denunciate proprio da chi fa parte di questa organizzazione bellicista in mano a falchi assassini nati.
    Solo allora si concluderà questa vicenda storica infame.

    E non ci saranno vincitori ma solo vinti, perché in mezzo alle montagne di morti e macerie ci sarà solo da ridisegnare altri muri e confini per impedire che l’odio (anche razziale) prodotto da chi ha architettato questa guerra infsme non faccia altri danni per chissà quanti anni.
    Forza Conte, non deludere.

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  12. Premesso che questa legge elettorale fu partorita da menti criminogene che speravano di portarsi a casa il 70% dei seggi con il 43% dei voti (l’ha detto Letta, durante la campagna elettorale che questo era l’obiettivo dei proponenti la legge) l’articolo non può che essere stato scritto da uno che vuole semplicemente rincuorare gli sconfitti.
    Se, invece, l’autore avesse avuto come obiettivo una analisi vera, avrebbe dovuto aggiungere altri tre dati: il numero degli aventi diritto al voto, il numero dei voti validi e il numero dei voti del centro sinistra. A quel punto sul grafico sarebbero apparse quattro linee e ciascun lettore avrebbe potuto trarre le giuste conclusioni.
    Probabilmente verrebbe fuori che il centro sinistra, e il pd in particolare, trionfa quando i voti validi sono meno del 50% degli aventi diritto.

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