Reddito di Cittadinanza, via il sussidio dopo il primo rifiuto

Il governo Meloni è intenzionato a modificare radicalmente il provvedimento e abolirlo per gli abili al lavoro. Attualmente sono 919mila i beneficiari

(affaritaliani.it) – Il governo Meloni è intenzionato a eliminare il reddito di cittadinanza inteso come sostegno per chi cerca lavoro. L’intenzione è quella di mantenere la misura valida solo per quelle persone che sono impossibilitate a lavorare e sostenere in un altro modo chi è alla ricerca di una occupazione. Il destino del sussidio – si legge sul Messaggero – sembra segnato. “Vogliamo mantenere e, laddove possibile, aumentare il doveroso sostegno economico solo per i soggetti effettivamente fragili non in condizioni di lavorare”, ha spiegato il premier nel suo discorso alla Camera.

Diverse – prosegue il Messaggero – sono le ipotesi di intervento allo studio del governo. Per esempio, la stretta sul lavoro introdotta dal precedente esecutivo, che a gennaio ha abbassato a due le offerte di impiego che è possibile respingere senza perdere il diritto al beneficio, oggi appare troppo soft. Ecco perché non è escluso che con la prossima legge di Bilancio venga ulteriormente ridotta la soglia dei rifiuti consentiti. Quest’anno il reddito di cittadinanza costerà attorno agli 8 miliardi di euro. Stando agli ultimi dati Anpal sono 919 mila i beneficiari del reddito di cittadinanza indirizzati ai servizi per il lavoro e di questi appena 173 mila risultano occupati.

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14 replies

  1. “Il premier” 👏🏻👏🏻👏🏻
    Ma braviiissimi…
    adeguiamo la lingua (è il caso di dirlo) italiana alle richieste di cotanto genio italico…
    Tanta spocchia in quanto donna, italiana etc…e poi, per prima cosa, elimina l’articolo “la”.
    🙄😒

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  2. E che lo aboliscano diosanto, almeno non dovrò più sorbirmi le prime pagine del Menzognero di Caltagirone sui “ristoratori che non trovano camerieri a 400 euro al mese, signora mia”

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  3. Naturalmente ben si guardano da fissare delle regole per la congruità delle offerte di lavoro e della distanza.
    Rifiuti un lavoro da 800 € lordi al mese a 400 km di distanza? Mal te ne colga: o cambi città rinunciando magari ai nonni che ti guardano i bambini con aggravio dei costi, o viaggi a tue spese 4-5 ore tutti i giorni… oppure perdi il sussidio.
    Ovviamente per muoversi ciascuno di loro spende soldi dello Stato molto più di quanto un povero prende di RdC, o è costretto obtorto collo ad accettare.

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  4. Tutti a magna’ a casa meloni co’ mamna anna che cucina a carbonara pe’ tutti li fannulloni addivanati del reddito de cittadinanza

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  5. Massì! I pelandroni sono la rovina dell’Italia!! Invece gli evasori, i corrotti, i concussori, le mafie sono i fiori all’occhiello della nostra nazione!! Forza governo!! Andiamo avanti così!!

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  6. Fatta la legge, trovato l’inganno.

    Chi avesse la sventura di dovere accettare una proposta di lavoro miserabile, potrà sempre darsi da fare per indurre il datore di lavoro a licenziarlo.

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  7. Sia i pelandroni che i disonesti.
    Dare colpe al governo di turno non aiuta, l’evasione specialmente è nei pori di ogni singolo italiano.
    I negozi che non battono scontrini sono gestiti da italiani, gli idraulici che vanno a casa col solito 100€ cash o 120 con fattura sono italiani, gli imbianchini che vanno a fare lavoretti a casa “durante la pausa del loro lavoro in comune” sono italiani come sono italiani tutti quelli che tali “deals” li accettano tutti i giorni da tempo immemore.

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  8. “precedente esecutivo, che a gennaio ha abbassato a due le offerte di impiego che è possibile respingere senza perdere il diritto al beneficio”

    FALSO. Attualmente è al secondo rifiuto che perdi il sussidio. Precedentemente era al terzo.

    E’ assurda questa storia del “niente sussidio a chi può lavorare”.
    E’ come dire che se sei povero, e non ti puoi permettere un’automobile, non avrai più sconti per la tessera dell’autobus perchè sei tra quelli che possono guidare.
    Pazzesco!

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  9. Avrebbe un senso se fossimo in una fase congiunturale di crescita con bassa inflazione e forti consumi (ma già è alle viste – stante la stagflazione attuale – una bella recessione) e se già avessero fatto la riforma sul salario minimo (e dignitoso) creando le condizioni per poterlo avere un lavoro vero che ti permette di vivere (intendo un lavoro stabile, non a 1 mese o peggio) magari rendendo finalmente efficienti quei carrozzoni inutili che chiamiamo centri per l’impiego (che poi, impiego di chi? solo di chi ci lavora già) perché le aziende per avere la mani libere da controlli e regole hanno sempre schifato l’intermediazione dei cpi e gestito in proprio (o attraverso agenzie private) la ricerca del personale.
    Non vedo questa corsa delle aziende ad assumere, non ci sono le condizioni di mercato, siamo sul ciglio del baratro recessivo.
    Per adesso le aziende come minimo rallentano la produzione e tante la congelano, altre chiudono o sono in procinto di chiudere.
    Ma chi vuoi che assuma in questo momento?
    Così è come dire: “Cari schiavi non c’importa se farete la fame (un po’ di dieta non ha mai ucciso nessuno) ma sappiate che la ricreazione è finita, adesso tornate a farvi sfruttare dai padroni a cui daremo tutti i soldi che prima vi permettevano di sopravvivere. Vedrete che in un futuro nel quale ci sarà lavoro per tutti (una sorta di metaverso destrorso) ci ringrazierete, sempre che nell’attesa riusciate a rimanere vivi”.
    E’ una follia comandata da chi li ha messi su quelle poltrone (confindustria et similia).
    Faceva parte degli accordi elettorali, hanno vinto e adesso non possono sottrarsi.
    Non durerebbero più di pochi mesi.

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