Che momenti. I giornali incensano la (o “ il”?) premier. Draghi le porge la campanella “con un sorriso da nonno delle istituzioni e lei, felice come una bambina che riceve il giocattolo dei sogni, la fa squillare”. Oscilla tra il rigore da generale prussiano di una scarpa derby, e la femminilità ‘ninnoleggiante’ e tradizionalissima […]

(DI DANIELA RANIERI – Il Fatto Quotidiano) – Oscilla tra il rigore da generale prussiano di una scarpa derby, e la femminilità ‘ninnoleggiante’ e tradizionalissima di un braccialetto in brillanti modello tennis, che per certe donne è un approdo sulla riva di quelle che ce l’hanno fatta. Per certe donne… Non certo per lei che due giorni fa è entrata nella storia, sai cosa gliene frega di sentirsi arrivata grazie a un gingillo, a Giorgia Meloni? (Giornale)

Il primo dato che colpisce è la tempra e la determinazione della premier. Ha realizzato una specie di veni, vidi, vici in chiave moderna (Stefano Folli, Repubblica).

Essenziale e diretta, come il look che sceglie per salire al Quirinale: tailleur Armani blu come la camicia e décolleté di velluto. Unico vezzo, il tacco a spillo oro da 12 e la chioma sciolta, che cambia rispetto alla coda bassa della mattina (Avvenire).

Tutte come Giorgia, usurpate le influencer. Il look sfoggiato dalla leader di FdI ha stregato le italiane (Messaggero).

‘Certo che la conosco, è una cliente’ racconta Alessandro, uno dei fratelli Squarcia proprietari della macelleria in via delle Sette Chiese. L’ultima volta che è venuta è stato due mesi fa. ‘Compra fettine, hamburger, è una persona normalissima, una del popolo’ (Ansa).

… giornalista di Mediaset, 40 anni, 4 meno della premier, che scende dalla 500 L di famiglia, chioma fluente, pizzetto alla Brad Pitt, abito scuro, cravatta blu con piccolo tricolore, dono recente di Giorgia ai suoi. Sventola un saluto e un sorriso all’indirizzo dei flash. Tiene per mano la First Daughter, Ginevra, sei anni, riccioli biondi, occhi azzurri, una Giorgia in miniatura che si mette a saltellare tutta allegra nel suo vestitino con le piume e conquista subito i fotografi (Corriere della sera).

E suonando la campanella mostra, sotto al completo pantalone, un paio décolleté elegante a tacco basso. C’era appena stato il passaggio di consegne. Deve aver pensato: ora che ho un altro paio di scarpe, cammino con le mie gambe (Repubblica).

Tale l’emozione e il timore di imprevisti nell’incedere sulla guida rossa che Meloni sceglie il pit stop per le scarpe (Stampa).

La premier in pectore ha offerto una dimostrazione di leadership: con frasi secche e definitive ha ribadito la fedeltà alla Ue e alla Nato (Stefano Folli, Repubblica).

Meloni arriva… dalla Camilluccia, zona “bene” della Roma nord… prima del trasloco forzato alla Garbatella, quartiere popolare a sud. Colpa di un incendio a cui contribuisce, a 4 anni insieme alla sorella, lasciando una candela accesa nella capanna costruita in cameretta. Se la dimenticano per guardare Candy Candy in tv e il fuoco divora l’appartamento. La madre ricomincia da zero. Un esempio che resta impresso nella mente della leader che nel 2008 fonda FdI, partito nato dalle ceneri di Alleanza nazionale (Avvenire).

Ma alla base del rapporto tra Draghi e Meloni ci sono anche ragioni di reciproca stima personale… Fu allora che Draghi commentò: “È leale, lei” (Corriere).

Dall’agenda Draghi all’agenda Meloni. Il raffinato allievo di Modigliani e di Caffè e la pasionaria della destra romana non potrebbero essere più diversi. Eppure, in qualche modo si piacciono… (Giornale).

Potenza e controllo. La premier sa bene che la potenza… non è nulla senza il controllo… I no, anche brutali, che ha detto ai suoi alleati derivano tutti da quella che per lei è una priorità assoluta: non vuole che il suo governo somigli a una gita aziendale (Corriere).

Sono tutti di destra (centro) e diversi da loro (quelli di prima). Roberto Speranza, la pacchia è finita. Sono nati i Meloneskin, la nuova rock band di governo. La fondatrice è Giorgia Meloni come Victoria dei Maneskin (Foglio).

È stata la cerimonia di insediamento più rispettosa, confidenziale e calorosa dagli ultimi anni, tutta sorrisi, complimenti, trilli di campanella e pacche sulle spalle (Corriere).

Piccolina, tenacissima, abbandonata dal padre e cresciuta in una famiglia al femminile. Giorgia è il sogno più audace di tutti i suoi avi. Una che non ha avuto solo l’ambizione di fare molta strada, ma di farla tutta. Lucida, costante e concreta (Giornale).

La “capa” (Foglio).

E quando l’ex banchiere le consegna la campanella la scena sembra studiata per la gioia dei filmmaker. Lui gliela porge con un sorriso da nonno delle istituzioni e lei, felice come una bambina che riceve il giocattolo dei sogni, la fa squillare più volte piegando la testa e ammiccando: ‘Si sente?’ (Corriere).

Pronuncia la formula di rito senza leggerla, guardando Sergio Mattarella (Corriere).

Voce poco stentorea… pronuncia la formula di rito. A memoria – sguardo fisso su Sergio Mattarella – senza leggere (Huffington Post).

Emozionata Giorgia. Ma anche consumata professionista. E dunque non ha sbagliato niente alla cerimonia del giuramento. È in total black, iper-istituzionale nel suo tailleur pantaloni. È l’unica fra tutti i suoi ministri che non legge il testo del giuramento ma lo recita a memoria. Non lo declama – perché la sobrietà vuole essere la cifra del nuovo centrodestra diverso dallo sfavillio del vecchio berlusconismo – e lo scandisce con una pacatezza accolta nell’emozione (Messaggero).

Un tailleur (capo d’abbigliamento intramontabile della moda femminile) composto da due pezzi, giacca e pantalone blu navy, camicetta in tinta, su décolletè neri. Un look impeccabile e serio e un colore scelto non a caso: il blue Navy, il colore istituzionale per eccellenza. Si narra che sia stato creato da alcuni sarti che vinsero una competizione per creare un abito per la Regina Carlotta, moglie di Re Giorgio III (Mattino).

Determinata e saggia, sfumando le posizioni del passato in virtù di un europeismo più convinto. L’autoironia la aiuta, come quando trasforma il refrain di due dj sulla sua frase “Sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana” in qualcosa che accresce la sua popolarità (Avvenire).

Gli applausi della folla in attesa dell’arrivo di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi per la tradizionale cerimonia della campanella scoppiano già quando l’italianissima ammiraglia dell’Alfa Romeo, la Giulia, gira l’angolo di via del Corso. In cima all’imponente scala che conduce alla Sala dei Galeoni c’è l’ormai ex premier Mario Draghi. Le sorride. Lei sale (Verità).

Meloni sceglie il maschile. Nei comunicati ufficiali scelta la formula “il presidente” e non “la presidente” (Agi).

“… ieri sera, alle 19.50, sulla terrazza del Gran Melià di Roma, hotel 5 stelle con vista sul Vaticano… il neo presidente del Consiglio ha incontrato il capo di Stato francese” (Corriere). (Attendiamo dispaccio per abolire il ‘lei’ e ripristinare il ‘voi’, ndr).