Meloni è ostaggio di Draghi: ricicla pure Attila Cingolani

L’eredità di Draghi: Cingolani consigliere per l’energia a Chigi. Aiuterà “gratis” Pichetto Fratin all’Ambiente, ma riprenderà a lavorare per Leonardo. E da ministro ha lasciato soltanto macerie. Non sembrano essergli bastati gli ultimi 17 mesi sulla breccia, per così dire. […]

(DI PATRIZIA DE RUBERTIS – Il Fatto Quotidiano) – Non sembrano essergli bastati gli ultimi 17 mesi sulla breccia, per così dire. L’ormai ex ministro-scienziato della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, dopo aver lasciato la sua agenda incompleta, e nonostante lo abbia smentito, continuerà a indossare i panni del tecnico-politico. Sarà il collante tra il governo di Mario Draghi e quello di Giorgia Meloni, diventando l’uomo ombra del suo successore Gilberto Pichetto Fratin nel rinominato ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Cingolani ricoprirà il ruolo di “advisor per l’energia” per Palazzo Chigi. A deciderlo proprio la neo premier in accordo con l’ex Bce che le lascia così in eredità lo scienziato e tutto il pacchetto della sua strategica energetica traballante. La leader di Fratelli d’Italia stima Cingolani – era stata la sua prima scelta come ministro – e, in un momento così complicato, ha pensato che conoscere i dossier rappresenti un vantaggio, almeno per sfangare l’inverno. “Sarò consigliere di Meloni in materia energetica. C’è da finire tutto il lavoro sul rigassificatore e sul tetto al prezzo del gas, che è stato sì approvato, ma ora bisogna lavorare su termini e condizioni. Ora lavorerò gratuitamente con il mio successore”, ha spiegato Cingolani. L’ex ministro, dopo questi mesi di aspettativa tornerà a lavorare in Leonardo, l’azienda che si occupa di difesa e sicurezza e lavora nel settore dell’aerospazio. Non propriamente un caso di conflitto d’interessi: Leonardo non è vigilato o regolato dal ministero di Pichetto, ma da quello dell’Economia. E, ricoprendo l’incarico a titolo gratuito, non scatta l’incompatibilità come consigliere di Chigi.

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10 replies

  1. Un governo Meloni senza endorsement draghiano non sarebbe stato avvallato.

    Senza entrare nel merito dei risultati di Draghi, pensare che la sua influenza evaporasse come era successo ai PdC che lo hanno preceduto è da ingenui

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  2. LE VERIFICHE AD POST
    A settembre il mio amico Mario Bismuto mi aveva scritto:

    Visto che mancano pochi giorni al voto passiamo ad analizzare velocemente i programmi delle varie coalizioni e partiti che si contendono il favore degli elettori. Perché velocemente? Perché l’elemento cruciale da valutare in questa tornata elettorale è la politica estera che i vari partiti intenderanno adottare una volta che saranno al Governo.
    Se ci governerà un partito o una coalizione che sulla falsariga di un inesistente agenda Draghi insisterà a mettersi a pecorina nei confronti degli USA saremo fottuti : potrebbero avere il più bel programma del mondo ma non servirebbe a una mazza, quindi votate anche per il partito della cicoria o del fiasco, mi va bene tutto, l’importante è che stiate lontani dai partiti che si dichiarano atlantisti e draghiani convinti. Il motivo è semplice, e cercherò di illustrarvelo in poche righe. Indipendentemente da chi ha torto o ragione in questa guerra noi atlantisti stiamo inviando da anni armi e una montagna di soldi a un paese che più
    corrotto non potrebbe essere, e io vi chiedo…che senso ha se non quello di assecondare i disegni criminali degli Stati Uniti d’America?
    A fine marzo dopo un mese dall’inizio del conflitto è stata fermata alla frontiera la moglie di Kotvitsky, esponente del partito popolare ucraino, un partito di estrema destra che aveva appoggiato al Governo il partito di Zelensky, il Servitore del popolo. Ebbene, la signora stava cercando di mettere al sicuro 26 milioni di euro in contanti, e io vi chiedo…se lei aveva nelle valigie tanti contanti, quanti altri soldi erano già sui loro conti offshore? E quanti altri soldi hanno messo da parte gli altri esponenti dei due partiti al Governo guidato dal ladro corrotto Zelensky? Vabbè direte voi, ma se gli ucraini sono felici di farsi derubare dai loro politici a noi che importa? E noi non siamo senza peccato: non stiamo forse per rifare senatore un vecchio pedofilo condannato per un’evasione fiscale da record? Il problema però è che questa montagna di soldi i politici ucraini la stanno rubando anche a noi, e non solo da ora. Il rischio totale al quale ci stiamo esponendo inviando le armi in Ucraina è immenso, è lì che prospera il mercato di armi all’aperto più florido al mondo. Ora in mano a centinaia di organizzazioni terroristiche non ci sono solo mitra e fucili, ma anche razzi che possono far esplodere un aereo di linea, con centinaia di civili a bordo. Quando intendiamo fermare questa pazzia? Quando i Tg ci informeranno che ogni giorno saltano in aria 3/4 aerei di linea? Ma andiamo avanti e torniamo a parlare di soldi. Quanto sono ladri i politici ucraini e quanto gli abbiamo dato finora? Troppo. Le fonti ufficiali parlano di circa 23 miliardi di dollari che Il fondo monetario internazionale ha dato all’Ucraina dal 2015 al 2021, senza considerare le vagonate di denaro inviate dall’inizio della guerra. E la maggior parte di quei soldi sono finite nelle tasche di Zelensky e dei suoi compagni di merenda, ed ecco spiegati i 26 milioni in contanti nelle valige di un esponente politico al governo, e neanche fra i più importanti, figuriamoci i veri pezzi grossi quanto hanno accumulato. L’ultimo regalo glielo abbiamo fatto noi pochi giorni fa, circa 200 milioni in piena crisi energetica regalati a Zelensky dal nostro Ministro dell’economia: ma il governo Draghi ormai dimissionario non doveva solo occuparsi delle emergenze e dell’ordinaria amministrazione? Orbene, fatta questa doverosa premessa è ormai evidente che non dovremo votare nessuno di quei partiti che basano il loro programma sull’ubbidienza passiva agli ordini degli USA. Votare un partito del genere equivale a darci una potente martellata sulle palle, di quelle che ci renderanno impotenti per sempre. Gli USA sono liberi di fare la guerra al mondo intero se vogliono, noi non siamo in grado di fermarli, ma questo non vuol dire che se loro intendono indebolire le economie russe e cinesi innescando guerre su commissione noi dobbiamo andarci di mezzo. Chiarito questo indispensabile concetto andiamo a vedere i programmi dei vari partiti e coalizioni:
    E iniziamo dal centrodestra, che ha creato una ricca coalizione pur di vincere: oltre ai soliti noti Berlusconi, Salvini e Meloni abbiamo anche i 3 gruppi dei moderati guidati da Lupi, Toti e Brugnano. E ci basta esaminare il punto 1 del loro programma per capire che è da bocciare. Indipendentemente dalle deboli resistenze di Salvini una coalizione di questo tipo al Governo significherebbe per il nostro paese aumentare le spese militari a discapito della scuola, sanità e infrastrutture, significherà continuare ad ingrassare i conti esteri della marmaglia di Zelensky, che più morti causano e più ricchi diventano, e significherà continuare ad essere succubi dei capricci degli americani.
    E ora esaminiamo il programma del centrosinistra. Qui possiamo sbizzarrirci, Letta ha arruolato chiunque promettendogli un seggio sicuro, c’è anche il traditore inaffidabile di Gigino, e per la dodicesima volta ritroviamo Casini e quei vecchi tromboni della Bonino e Della Vedova, insomma un’accozzaglia di partiti che farfugliano di un’inesistente agenda Draghi e di un inossidabile attaccamento al patto Atlantico e all’Europa, ancora più pericolosi se possibile del Centrodestra, e quindi da scartare senza il minimo dubbio. Già le vedo le spese militari aumentare in maniera indecente per creare un super esercito europeo, fin quando qualcuno non schiaccerà un pulsantino atomico e sarà finito tutto.
    E ora veniamo al centro, il cosiddetto terzo polo, dove per cercare di raggiungere il quorum minimo si sono addirittura uniti 2 acerrimi nemici, Renzi e Calenda, e hanno rimpinguato il numero delle donne con la Gelmini e la Carfagna, uscite da Forza Italia dopo anni di proficui bunga bunga. Basterebbe questo per non dargli nessuna credibilità, e questa prima impressione è confermata guardando il programma: praticamente questi allegri simpaticoni sempre sorridenti vogliono riempirci di centrali nucleari e rigassificatori per rendere utilizzabile il gas altamente inquinante e tossico degli USA, e al contempo mantenere una cieca fedeltà a Draghi e a Biden : in poche parole dei veri nemici del popolo italiano, e da trattare come tali.
    Molto più interessante invece è il programma di Italexit, il partito antisistema di Gianluigi Paragone, già una Iena di Italia 1 e poi un 5 Stelle. Qui per la prima volta sulla politica estera troviamo una posizione pro Russia e contro l’Ucraina, e in effetti non sarebbe neanche male come programma se non per una pecca: in realtà l’unico programma è contro tutto e contro tutti, è un non programma, contro ogni forma di controllo in caso di altre pandemie, contro ogni forma di Green pass, contro l’Europa, contro l’Ucraina, contro le sanzioni, contro l’euro, insomma da soli contro tutto e tutti. Ma così potremmo solo andare a sbattere contro un muro insormontabile: forse poteva andare bene 30 anni fa, ma in un mondo come quello di oggi l’isolamento equivale a una recessione inevitabile, sia economica che sociale. Però se volete correre il rischio dategli pure il voto: Paragone farà comunque meno danni di Berlusconi, Salvini, Meloni, Letta, la Bonino, Renzi e Calenda.
    E infine abbiamo il programma dei 5 Stelle. E qui è molto interessante la politica estera che Conte intenderà adottare: atteggiamento proattivo e non fideistico all’Europa e all’alleanza atlantica, nessuna corsa al riarmo e basta inviare armi a Zelensky. Una posizione decisamente più realistica di quella di Paragone, perché noi non dobbiamo uscire dall’Europa e isolarci, ma contribuire a creare un’Europa più forte, autonoma e consapevole. E con Conte possiamo riuscirci: ai più scettici ricordo che a marzo dell’anno scorso la potentissima Merkel disse a Conte : ‘Giuseppe, stai rompendo le palle, prenditi il MES e falla finita’. Ve lo ricordate il famoso MES che Renzi invocava a gran voce? Ebbene, Conte le rispose: ‘Angela, se questa è la tua risposta tieniti pure il tuo MES che noi non sappiamo che farcene di questa elemosina’. Furono giorni e notti di durissimo scontro, ma alla fine il nostro Conte non tornò con 23 miliardi di MES, un prestito a tasso agevolato che ora avremmo già finito di spendere, ma con 229 miliardi di Recovery Fund, di cui 80 a fondo perduto. Questa è storia, ed è anche la dimostrazione che in Europa possiamo farci valere, e dobbiamo farlo perché la nostra posizione geo politica è fondamentale per l’Europa e per l’alleanza atlantica. Noi con Conte premier possiamo cambiare l’Europa, e far sì che inizi a fare gli interessi di noi europei e non degli americani. Giuseppe Conte è l’unico politico fra i tanti che abbiamo che può farci uscire dal tunnel, è l’unico che può salvare l’Italia dal baratro in cui si è ficcata, è l’unico premier italiano che il mondo intero ha imparato a rispettare e stimare. E il fatto che gli atlantisti e europeisti non lo vogliano, e che l’America, la Francia, l’Inghilterra e la Germania si augurino che non vinca, la dicono lunga su quanto sia importante per il nostro paese che vincano lui e i 5 Stelle. E il fatto che quel ladro sanguinario di Zelensky ci veda come il fumo negli occhi può solo farci piacere, e Putin? Questo non lo so, finora non si è ancora espresso, ma ho la netta impressione che se vincessimo noi le elezioni dal giorno dopo ci aumenterà il flusso di gas. E questo è quanto .

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    • “Se ci governerà un partito o una coalizione che sulla falsariga di un inesistente agenda Draghi insisterà a mettersi a pecorina nei confronti degli USA saremo fottuti : potrebbero avere il più bel programma del mondo ma non servirebbe a una mazza, quindi votate anche per il partito della cicoria o del fiasco, mi va bene tutto, l’importante è che stiate lontani dai partiti che si dichiarano atlantisti e draghiani convinti.”: detto, fatto!

      E Viviana NON lo fece! Ma adesso, in compenso, ricomincia il lamento…

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    • L’altro giorno mette un commento dovevafferma che Conte ha ribadito fedeltà agli USA. Da dove ha preso questa informaziobe è top secret.
      Ora pubbluca un post non suo (ancora) dove si dice che Conte è l’unico che potrebbe fare gli interessi degli europei e non degli americani.
      Io sono convinto che Conte farebbe gli interessi dell’Italia e dell’Europa, però Viviana un po’ di coerenza sarebbe il minimo.

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  3. Dopo quante settimane termina la luna di miele con gli elettori?
    Se la memoria non m’inganna ricordo che la fasciocoatta peracottara ha vinto le elezioni dopo aver lucrato consensi comodamente, sbraitando contro tutto e tutti dai banchi dell’opposizione.
    Ok, per tenere calmo il suo elettorato buzzurro e cavernicolo basta buttargli in pasto qualche reato commesso da un nero e imbastirci una feroce propaganda rilanciata da tutte le TV nei Tg.
    Ma poi i problemi economici restano, la fame e i debiti contratti per nutrirsi pure.
    Fin dove può spingersi il livello di sopportazione verso questi distributori di odio istituzionalizzato?
    E lagamerd, forzamafia e rispettivi leader, per quanto tempo resteranno immobilizzati nei ruoli di paggetti della duchessa?
    REALIZZATE LE PROMESSE ELETTORALI SU CUI AVETE VINTO, BUGIARDI.

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  4. Itaglioni, dividetevi in due sc(a/o)glioni, a noi!

    Sc(a/o)glione 1: putinari novax noue noeuro sovranari no Rimbambiden si Dumbo Trumpo pacifinti fasciolegaioli
    Sc(a/o)glione 2: putinari novax noue noeuro sovranari no Rimbambiden si Dumbo Trumpo pacifinti gondiani

    Trova le differenze.

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  5. Salvini e Fitto gestori di miliardi
    ,……”Rimane il fatto, però, che il ministero delle Infrastrutture acquista un evidente riconoscimento in termini di importanza: perché se un leader politico, seppure frenato elettoralmente, lo accetta quale incarico di peso significa che il capo condominio di piazza di Porta Pia è un ruolo di prestigio. Non vi fate troppe illusioni, però. A renderlo tale sono soprattutto i contenuti – e i soldi – che traboccano dai cassetti relativi alle Infrastrutture più che quelli riferiti ai Trasporti. Cosa evidente già ieri e oggi a maggior ragione, visto che, dopo il lavoro ineccepibile dal punto di vista temporale dell’ex ministro Enrico Giovannini, il ministero delle Infrastrutture si trova a gestire l’attuazione pratica – che spesso significa organizzazione dei cantieri e assunzione di personale – di una sessantina di miliardi di progetti piovuti per i due terzi dal PNRR e per un terzo dal Fondo nazionale complementare. E dentro c’è di tutto, dal rinnovo del parco veicolare del trasporto pubblico locale alla realizzazione della diga foranea di Genova. Senza considerare che a questa montagna di soldi si aggiungono quelli provenienti da altri fondi settoriali (circa 104 miliardi di cui la metà in viaggio verso le ferrovie) e 48 miliardi di appalti già aggiudicati.
    Quindi, se è anche vero che la premier Meloni ha voluto nominare un ministro specifico (Raffaele Fitto) – seppure senza portafoglio – per l’attuazione del PNRR e che quindi anche qui ci sarà da capire i contorni delle deleghe, è del tutto evidente che il quantitativo di denaro che si troverà a gestire il dicastero salviniano non ha eguali né con quelli in dote ad altri ministeri, né con quelli amministrati in passato dello stesso ministero. E forse la neo premier spera che tutto questo mare di progetti tenga impegnato il leader leghista e non lo faccia debordare o distrarre da altre sirene dell’attualità, quelle a cui il leader leghista ha il vizio, il gusto e anche l’abilità a rincorrere”
    https://www.uominietrasporti.it/professione/leggi-e-politica/salvini-ministro-delle-infrastrutture-cosa-vuol-dire-per-lautotrasporto/

    Intanto Salvini vede comandante Guardia Costiera: punto su migranti” Incontro lungo e proficuo”
    Insieme a Salvini anche il deputato della Lega Edoardo Rixi, in predicato di diventare sottosegretario, o viceministro, al ministero.

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  6. Saranno pure contenti tutti: non ho sentito alcuno non apprezzare Draghi e il suo Governo (conte compreso…) a parte qualche (tardivo) distinguo sull’ invio delle armi che pure era stato votato.
    Quindi se la Meloni è in “continuità”… perchè lamentarsi?
    Magari gli unici ad avere qualcosa da recriminare saranno gli elettori di FdI, mica la “sinistra”…

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