Un bagaglino con i politici in originale

Urge ripristinare il Bagaglino. Per chi non fosse abbastanza anziano per conservarne memoria, trattasi di quel varietà televisivo, ideato da Pier Francesco Pingitore che, a cavallo tra il vecchio e il nuovo secolo, “anticipò la deriva farsesca che di lì a poco avrebbe conquistato il potere […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Urge ripristinare il Bagaglino. Per chi non fosse abbastanza anziano per conservarne memoria, trattasi di quel varietà televisivo, ideato da Pier Francesco Pingitore che, a cavallo tra il vecchio e il nuovo secolo, “anticipò la deriva farsesca che di lì a poco avrebbe conquistato il potere: comicità alla Pippo Franco e ballerine giunoniche, imitatori così somiglianti ai leader da giustificare la qualifica di sosia” (Filippo Ceccarelli). Una versione smutandata della politica (l’indimenticato Oreste Lionello che “faceva” Giulio Andreotti) e che l’evoluzione della satira avrebbe rapidamente soppiantato. Fino a Maurizio Crozza, creatore, contemporaneo, di un format di successo: la copia conforme (e deforme) dei leader, o presunti tali. Ma, prima, colti nella loro esibita, desolante realtà. Nel frattempo, come ha spiegato Corrado Guzzanti, i politici sono diventati “satiricamente autosufficienti e se adesso fai un’imitazione di uno di loro gli fai guadagnare punti”.

Infatti “si rendono ridicoli nelle cose che dicono e fanno”. Perché, allora, non immaginare un Bagaglino 3.0, che mostri (nel senso di mostrare mostri) quei protagonisti della nuova (e vecchia) classe politica, “dal vero”, e senza la necessità di interpolazioni pseudo comiche? Per restare al nascente governo, il Silvio Berlusconi che sfancula in diretta Ignazio La Russa, che scrive visibilissimi pizzini contro Giorgia Meloni, che alterna il qui lo dico e qui lo nego pro Putin e versus Zelensky, non riduce l’imitazione di Silvio Berlusconi alla solita macchietta, enormemente meno macchietta dell’originale? E che bisogno ci sarebbe di ricamare battute sui successivi, disperati tentativi di metterci una pezza quando le trafelate rincorse per oscurare le mattane del presidente- padrone – da parte di badanti, famigli, aspiranti ministri e vertici istituzionali intronati – rappresentano, da settimane, la leccornia di ogni talk che si rispetti? Infine, ai tanti che già frignano, “signora mia che figura ci facciamo all’estero?” risponderemo che i nostri comici naturali surclassano, per dire, la mesta comparsata del primo ministro britannico, Liz Truss. E che, con l’uomo solo al comando (che è poi una donna), temiamo, ci sarà poco da ridere.

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1 reply

  1. D’accordo con Padellaro, però non faccia il Lorenzo Fontana del giornalismo. Si scrive leccornìa non leccornia.

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