Che pena senza fine il De senectute di B. (ma pure a sinistra…)

Nell’episodio delle bottiglie di vodka e delle amabili corrispondenze con Vladimir Putin, il particolare più illuminante è il bisogno di Silvio Berlusconi di spiegare che lui è il primo nella top five dei veri amici dello zar aggressore. Un cattivone che sa essere dolcissimo […]

(Silvia Truzzi – Il Fatto Quotidiano) – Nell’episodio delle bottiglie di vodka e delle amabili corrispondenze con Vladimir Putin, il particolare più illuminante è il bisogno di Silvio Berlusconi di spiegare che lui è il primo nella top five dei veri amici dello zar aggressore. Un cattivone che sa essere dolcissimo, comunque uno dei signori del mondo che con le sue attenzioni restituisce il sogno dei tempi (e dei lettoni) d’oro a un politico oltre il viale del tramonto. Sono ancora il capo, sembra dire a Giorgia Meloni mentre le ricorda che il suo compagno è un dipendente Mediaset. Non si trattasse di Berlusconi, questi disperati (volgarissimi e padronali, nel caso del compagno di Giorgia Meloni) tentativi di rubare ancora cinque minuti alla vita pubblica, farebbero quasi tenerezza. Nella penosa riscrittura del De senectute che B. sta mettendo in scena, gli spettatori sono sempre in bilico tra il riso e il pianto. Un giorno il Cavaliere fatiscente mette in crisi la diplomazia internazionale con Putin, l’altro dà la colpa della guerra a Zelensky (che almeno non chiama Zagrebelsky), un altro ancora terremota le delicate trattative per la formazione del governo con pizzini contro Giorgia Meloni, il cui comportamento è 1. Supponente, 2. Prepotente e via dicendo. L’uomo che ha il terrore di non contare più niente, non fa che contare: indimenticabile la scena al Quirinale nell’aprile 2018 con Berlusconi che teneva il conto con le dita dei punti in agenda elencati da Salvini che parlava al suo fianco. Martedì ha pure detto che la futura premier gli ha “riso in faccia”, a proposito delle richieste ministeriali.

La situazione è fin troppo semplice: non tutte le persone anziane conservano la lucidità dei Rino Formica (95 primavere, uno dei più acuti commentatori politici in circolazione) e Berlusconi non è più in grado di essere il leader di nulla. Una massima di La Rochefoucauld dice che “Pochi sanno essere vecchi”. Voi direte: anche Biden stringe mani a vicini invisibili, ma quelli sono problemi degli americani. Domenica scorsa i figli maggiori del Cavaliere sono andati a trovarlo (pare su richiesta della stessa Meloni). Gli avrebbero detto di “fermarsi” e i giornali l’hanno intesa come la richiesta di un cessate il fuoco verso Fratelli d’Italia. L’invito più amorevole sarebbe quello di farsi da parte, perché l’ora dei giardinetti arriva per tutti, anche per i miliardari che s’illudono d’ingannare la natura con i danè. Il Pd in cerca d’autore s’è indignato per bocca del segretario pro tempore, Enrico Letta (che farebbe bene a interpellare il conte zio prima di parlare): inaudito che i figli di Berlusconi s’intromettano nelle trattative. Ma davvero si svegliano adesso sul conflitto d’interessi? Sono stati al governo insieme fino a un quarto d’ora fa e soprattutto Forza Italia sosteneva (quasi fino alla fine) il governo dell’inciucio presieduto da Enrico Letta (2013) di persona personalmente. Senza voler ricordare il famoso discorso con cui Violante confessò in Aula la promessa fatta a Berlusconi sulle tv che non sarebbero state toccate. Sembra che le opposizioni abbiano scoperto all’improvviso anche Ignazio Benito La Russa che è in Parlamento da trent’anni, è stato vicepresidente del Senato fino a ieri, è stato pure ministro della Difesa fino al 2011 (non nel Paleolitico). E, casomai gli fosse sfuggito, era già fascista. I busti del duce non erano nascosti nell’armadio: sono sempre stati pubblicamente rivendicati. Idem dicasi per Lorenzo Fontana, che è stato ministro (della Famiglia!) nel governo Conte: non si scopre ora che tipino è. Dunque: Berlusconi è ormai bollito, ma sarà bene che i più giovani virgulti della sinistra si sveglino e recuperino un po’ di lucidità. Se, come si dice, i vecchi tornano bambini e sono dunque scusabili, per loro ci sono poche giustificazioni. A parte lo smarrimento identitario che deriva dall’aver svenduto al miglior offerente (spesso B) tutta la bancarella dei valori.

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10 replies

    • Anail,
      Sono soprattutto fatti europei e italiani in particolare, la servitù volontaria va trattata da tale .
      Poi, il concetto “spero che i giovani virgulti della sinistra si sveglino e recuperino lucidità “, non sta neppure nella cartellina “varie ed eventuali”.
      I giovani “de sinistra”sono peggio dei loro vecchi , Che non hanno neppure saputo e voluto sostituire…

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  1. Può darsi che nel trio ‘Hunde und Katzen’, Berlusconi sia quello con meno voti però ricordatevi che è zio Silvio che ha la grana.

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    • Viviana,
      Ha anche giornali e tv.
      Ma stranamente nessun trattamento Boffo alla bionda ossigenata , o consimili…
      Deve avere proprio poteri forti a proteggerla !

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  2. cicciorosina
    ora però non vorrei che l’audio di berlusconi rovinasse tutto quello di buono che ha fatto per il paese negli ultimi trent’anni

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  3. Finché ha spudoratamente mentito su tutto, Berlusconi era considerato un leader internazionale…
    Adesso che ha avuto un piccolo “prolasso” di verità (di sacrosanta verità) è diventato improvvisamente un vecchio rincoglionito.
    Resta il fatto che è scattato l’applauso quando quel prolasso si è manifestato…
    Era, evidentemente, una verità da tenere nascosta, perché in pubblico deve andare in scena solo l’ipocrisia.

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  4. La storia lo rivaluterà sarà l’unico baluardo a difesa della repubblica contro un neo governo fascista dove il presidente del senato si chiamò gnazziobenito maria contro il quale si scaglio’il presidente della camera dalle spiccate tendenze omofobe perché un uomo non può chiamarsi Maria….che circo equestre la penisola italica.

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