Buttiamo giù lo Stadio dei Marmi, i Fori Imperiali e il Colosseo

(Stefano Rossi) – Da quando ha vinto il centro-destra le librerie, almeno quelle che ho visitato, espongono in modo plateale all’ingresso libri come quello di Curzio Malaparte. “Muss il grande imbecille”.

Peccato che pochi sanno cosa scrisse Malaparte: “Le sue qualità e i suoi difetti non gli sono propri: sono le qualità e i difetti di tutti gli italiani”.

Dunque, tra poco ricorrerà il 90° anno della costruzione di Palazzo Piacentini sede del Ministero dello Sviluppo Economico. In molti palazzi della pubblica amministrazione usa esporre le foto delle persone che hanno ricoperto incarichi apicali.

Al Viminale ci sono le foto di tutti i ministri dell’Interno e così pure tutti i capi della Polizia. Così in tutte le prefetture e questure ci sono tutti i prefetti e questori (solo in nomi e cognomi) e così anche negli uffici intermedi.

In Cassazione e Corte di Appello, almeno quella di Roma ci sono le foto di tutti i presidenti.

Palazzo Chigi ci sono tutti i presidenti del Consiglio.

Nel bel mezzo di una crisi mondiale economica e ambientale, a proposito di imbecilli, che cosa salta fuori?

Salta fuori che, ma guarda un po’ il caso, tra i ministri a palazzo Piacentini ci fu anche Benito Mussolini.

Giorgetti forse sarà il prossimo ministro al Mise e immancabilmente piovono polemiche.

Allora il Mise ha deciso di togliere la foto di Mussolini.

Giorgetti, giustamente, ha fatto notare che anche a Palazzo Chigi c’è la foto di Mussolini che fu capo del Governo ma nessuno osa polemizzare. Almeno fino a quando c’è Draghi. Aspettano la Meloni poi si scateneranno se la foto sarà ancora lì.

Io aggiungo che anche al Viminale ci sarebbe la foto…però c’è Lamorgese. È presto per sollevare il problema. Poi se dovesse andare Salvini (pare di no) sono pronte le barricate.

E infine, poteva mancare lui? Certo che no.

Pierluigi Bersani ha fatto sapere che, se c’è la foto di Mussolini al Mise, allora dovranno togliere la sua, visto che è stato ministro dello Sviluppo Economico.

Ci possiamo pure stare.

Ma allora, se vogliamo essere casti e puri come angeli e cherubini, che ci fa il Foro Italico e lo Stadio dei Marmi che hanno visto le parate e le scorribande di quel fellone di Mussolini?

I Fori Imperiali poi erano il vanto del Fascio e del suo capo. Che sia raso al suolo prima che prenda i comandi Giorgia Meloni.

E già che ci siamo, il Colosseo è il simbolo dell’imperialismo di cui poi si è ispirato quel pazzo romagnolo dove gli schiavi erano costretti a battersi e morire. Non parliamo poi degli animali, poveretti, anch’essi vittime di quei sanguinari romani, farabutti già allora.

Che sia interrato una buona volta per tutte.

Che non si dica che abbiamo a che fare con quel fetentone di Benito Mussolini.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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5 replies

  1. 🦊 Cancel culture

    🦊 https://www.stralci.info/globalizzazione/cancel-culture/

    Damnatio memoriae
    E’ un metodo che mira a eliminare sui mass media (libri, giornali, Internet …) i riferimenti alla persona “incriminata” dalla “cancel culture” secondo la filosofia del “politically correct”, moderno revisionismo fondamentalista ovvero censura preventiva. Applicando criteri etici di oggi, promuove per estensione operazioni finalizzate alla cancellazione della memoria del passato, caratterizzato da ideali e valori diversi da quelli attuali, come la cultura patriarcale e per estensione la memoria storica dell’Umanità che ci ha reso quello che siamo oggi …

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  2. Due osservazioni:
    – ricordo male ma era già stata la sig.ra Boldrini a proporre qualcosa del genere che riguardava l’obelisco dello stadio Olimpico di Roma ( la scritta ” Mussolini dux”) ?
    – la ” cancel culture” è roba vecchia, vecchissima: la prima vittima storica fu il faraone Akhenaton e il suo culto del Sole, da parte dei seguaci del dio Ammon nella metà del 1300 a.C.; poi ci fu la ” damnatio memoriae” dell’impero Romano etc.etc

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  3. Che commento insulso. Si parla di un dittatore a capondi uno stato che non esiste più. Per quanto possa essere stato a capo di un ministero 90 anni fa, avere la sua effige all’interno di un palazzo che oggi ospita la sede di un ministero della Repubblica non ha alcun senso. Vorrei sapere in quali paesi passato attraverso le atrocità delle dittatura si espongono le immagini del dittatore in palazzi che rappresentano nuovi soggetti giuridici. Non è cultura della cancellazione, ma buon senso. Quello che sarebbe servito a Rossi per risparmiarsi questo articolo insulso.

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  4. Uno psicotico è persona legata strettamente al passato, si comporta come se ancora fosse li. Un nevrotico non sempre sta nel passato, lo teme, vive nel presente e teme anche il futuro. Uno normale considera il passato conoscenza, esperienza, vive nel presente e pianifica il futuro. La cancel culture di conseguenza è da nevrotici, penso che se li lasciamo operare fuori dagli studi di “uno bravo”, impasticcati di psicofarmaci, siamo proprio mal messi. Un po di TSO in più è una buona difesa.Paura della foto di Mussolini, ma andiamo, è solo la malafede dei soliti giornalisti che come categoria sono dei pervertiti, aiutati da idioti nevrotici.

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