L’astensione più alta di sempre

(Nando Pagnoncelli – corriere.it) – Le elezioni hanno fatto registrare il nuovo clamoroso record di astensione che ha raggiunto circa il 37%, corrispondente a oltre 16,5 milioni di elettori assenti, in crescita di 9 punti rispetto al 2018 (oltre 4 milioni di astensionisti in più): è la cronaca di un’astensione annunciata, verrebbe da dire parafrasando Garcia Marquez. Da tempo l’astensionismo viene definito dai media «il primo partito del paese», e ciò è innegabile da un punto di vista numerico, ma attribuire la diserzione delle urne prevalentemente alla protesta nei confronti della politica appare riduttivo perché le ragioni sono assai variegate.

Nell’interessantissimo libro bianco sull’astensionismo presentato nell’aprile scorso a conclusione del lavoro della Commissione indetta per ridurre questo fenomeno e agevolare il voto dal ministro D’Incà e coordinata dal professor Bassanini si analizzano le molteplici cause della rinuncia al voto e si avanzano proposte per contenerla.

Il libro bianco fa luce soprattutto sul fenomeno dell’astensionismo involontario, rappresentato dalle persone che hanno difficoltà di mobilità (4,2 milioni al di sopra dei 65 anni, di cui 2,8 milioni con gravi difficoltà di movimento) e da coloro che per ragioni di lavoro o di studio nel giorno del voto si trovano lontani dal Comune di residenza (4,9 milioni di elettori). È un problema destinato ad aumentare, tenuto conto delle tendenze demografiche (aumento della componente anziana sul totale degli elettori) nonché delle dinamiche sociali che da tempo evidenziano una crescente mobilità dei cittadini.

Le ricerche sociali e i sondaggi, invece, mettono l’accento soprattutto sull’astensionismo volontario che varia da elezione a elezione e può dipendere da almeno tre fattori: innanzitutto le precarie condizioni economiche e la marginalità sociale delle persone che versano in queste condizioni (disoccupati, lavoratori esecutivi, ceti produttivi in forte difficoltà come pure i cittadini meno abbienti che vivono in povertà assoluta o al di sotto della soglia di povertà relativa) e non si sentono rappresentate da nessuno, sono sfiduciate e si autoescludono.

In secondo luogo, il pronostico del risultato elettorale: spesso, infatti, una parte degli elettori rassegnati alla sconfitta del proprio partito o coalizione si mostra poco motivata ad andare a votare, convinta dell’inutilità del proprio voto, determinando in tal modo una sorta di astensionismo asimmetrico che penalizza ulteriormente le forze politiche destinate alla sconfitta.

Da ultimo, la crescente distanza di molti cittadini dalla politica: quest’ultima da un lato rappresenta sempre più un mero frammento dell’identità individuale (a differenza dal passato quando per la maggior parte dei cittadini era il tratto identitario prevalente); dall’altro ha alimentato sentimenti di disillusione e sfiducia che sono la risultante della serie ininterrotta di aspettative disattese.

Basti pensare che in Italia dal 1994 in poi abbiamo sperimentato qualsiasi formula di governo, di centrodestra, di centrosinistra, di soli “tecnici”, di larghe intese, e quelli guidati da leader o forze politiche che si sono affermati all’insegna del cambiamento. Ebbene, nessuna maggioranza di governo è uscita vincitrice alle elezioni successive e la maggior parte dei leader politici ha beneficiato di una iniziale fase di fascinazione seguita, invariabilmente, da un crollo della popolarità. La delusione ha quindi contribuito ad ingrossare le fila dell’astensione ma anche, tra coloro che votano, a ricercare costantemente il nuovo.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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12 replies

  1. Io ho una invalidità del 67% che mi colpisce soprattutto le gambe per cui arrvare al seggio elettorale è per me un’impresa.
    E per evitarmi di andare al seggio elettorale mi si chiede di andare all’USSl e poi in un ufficio particolare per avere il permesso di votare a casa, cioè per non andare in un posto mi si chiede di andare in due. L’assurdità è evidente. Quando, dato il mio tipo di invalidità, dovrei poter avere ‘di ufficio’ il diritto di votare restando a casa. Ma che senso ha? Visto che non posso camminare, perché non posso fare tutto per email?

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    • Invalido al 100% come faccio ormai da anni ho chiamato il numero della Polizia Locale di Roma Capitale attivo dal lunedì precedente le elezioni e ho fatto richiesta per essere accompagnato al seggio. Sono stato contattato telefonicamente per concordare un appuntamento. Quindi la domenica del voto sono stato ricontattato dal personale preposto che mi preavvertiva del loro arrivo. Scuolabus con sollevatore, autista, infermiere e spingitore… seggio, voto. 15 minuti dopo ero di nuovo a casa. – A Roma funziona così.

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  2. L’astensione nasce anche da chi segue la politica, si informa, cerca di farsi una idee e si sforza di metterla in discussione.
    Non si tratta di semianalfabeti emarginati in difficoltà economiche che ritengono la politica inutile per il soddisfacimento dei propri bisogni urgenti e primari.
    Si tratta di persone che credono nella politica, se ne interesseno anche più di tanti zombie che votano, ma constatano che il gioco che la plasma è truccato, da anni.

    E a cosa serve astenersi?
    A fare in modo che nasca una nuova forza politica in grado di intercettare quel dissenso consapevole, di destra, centro e sinistra.

    Perché a mancare non sono i partiti ma i SISTEMI, i METODI, che determinano la selezione della classe politica e la formazione delle idee.

    Con questi partiti, coi loro ladri di polli, coi loro semiabalfabeti in parlamento, con la loro pletora di militanti interessati per lo più, dove possiamo andare?

    Se vince la destra fasciocoatta non è per colpa di quelli di sinistra come me che hanno disertato le urne, è colpa di quelli come voi che hanno digerito tutte le loro nefandezze partitiche perché la vittoria contro il competitori è la priorità, serviamo i ranghi.
    Ricordate le giustificazioni alla Di Maio “e allora il PD?”
    Ammazzare il confronto per avere una schiera di tifosi compulsivi o interessati e non di appassionati sostenitori.

    La coatta ha detto: è finita la pacchia!
    Alludeva al fatto che la pacchia è iniziata per i suoi.
    I metodi non cambiano e ladri incapaci di destra si alternano a ladri incapaci di sistra.

    Ladri di verità perché diffondono balle a cui fingono di credere per interessi di bottega o personali.

    Il primo partito che si strutturerà in modo meritocratico e democratico avrà il mio voto.
    Dovrà avere il web come sede di partito e la discussione in rete dovrà avere una moderazione di eccellenza, non la schifezza grilloide.

    Il M5S non lo hanno capito la maggior oarte dei militanti, non era né di destra né di sinistra perche rappresentava un METODO NUOVO DI SELEZIONE DELLA CLASSE DIRIGENTE, era questo.

    Poi quando hanno assaggiato il potere ed è iniziata la deriva ma la strada era quella giusta.
    E i fantastici ragazzi si sono fatti i azzi loro alla Razzi

    Nessuno in Itali l’ha mai davvero sperimentata.

    Questa analisi sull’astensione fa ridere, assolve i partiti più di quanto dovrebbe fare.

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    • Ti riporto un punto scritto da Andrea Scanzi:
      – Chi si astiene ha sempre torto e ha regalato ulteriori praterie alla destra. Quindi, cari astenuti, zitti e non rompete i coglioni.

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      • 🙂

        E tutte le rotture che hanno dovuto subire i coglioni di chi dichiarava l’astensione?
        Gli astenuti sono l’effetto, i responsabili dell’astensione puntano il dito e si domandano il perché del singolare fenomeno.
        Le cause sono molteplici, anche le vecchiette con l’artrite (che sono comunque ben rappresentate, a me sembra che i giovani se la stiano prendendo inder…), ma i partiti tra le cause non ci sono mai.
        Cambiano leader i partiti, il sistema è sempre lo stesso.
        Anche i leader con i peli di cinghiale sullo stomaco rimangono inorriditi: sto partito fa schifo, parola di segretario. Ammazza quanto è brutto, passame na zappa che lo accoppo.

        Ma insomma, c’avrò er diritto puro io de famme gira’ un po’…. in qualità di astenuto intendo?

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  3. Vedo con piacere che abbiamo ben presente la situazione. Informati, lucidi, pronti.
    Bene. Ma che dico bene, benissimo
    (Mi sento male).

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  4. Pazze idee come l’aereo più pazzo del mondo.

    L’astensionismo è una realtà forse molto più complessa della stessa politica di fatto, protratta dagli aggregati consociativi che sono divenuti i partiti; quelli di sinistra svuotati da quel surplus di valori che alimentava speranza e illusioni in un elettorato che si è fatto vecchio senza aver potuto dare alla luce quelle speranze attese anche per la forte deriva autoritaria delle segreterie le quali, hanno solo spinto per il voto e nel dopo elezioni Hanno dimenticato vieppiù la forza propulsiva che li ha sospinti e indirettamente mantenuti a cifre stratosferiche; tale disillusione sarà stata immancabilmente trasmessa, attraverso la tradizione orale, alle generazioni più giovani, disincantate e presto svezzate al malcostume politico italiano e ai suoi veri e più profondi significati.

    La destra ha avuto la geniale idea di far di nuovo risorgere la sua Fenice , offrendo quel valore mancante che ne ha comunque idealizzato la bassa politica, democraticamente reazionaria e con forte attività settaria che ha, anche, permesso la restrizione del fronte dei diritti e delle possibilità in ambito civile, assegnando inoltre il cartellino giallo a tutti gli elementi ad essa devianti.

    La televisione inguardabile e inascoltabile dalle giovani menti vivaci o dagli anziani più attivi, ha assestato un altro bel colpo, allontanando le persone da quel modo falso, pettegolo e fazioso di condurre la politica ai milioni che compongono l’utenza ma ne fanno lo spread, l’unica cosa che conta!!

    Le istituzioni hanno perduto quell’identità in cui si poteva sperare e quel peso che bilanciava il cadavere democratico in parlamento con la popolazione , la cui richiesta di partecipazione alla cosa pubblica è inesorabilmente franata dopo un picco enormemente disatteso.

    Eppure le idee non hanno prezzo e sono gratis e prive di garanzia,
    basterebbe davvero poco per fare rifiorire un sentimento che possa condurre ad una maggiore partecipazione democratica se la politica che abbiamo riducesse il suo querulo potere per scendere dal suo podio e servire i cittadini, tra l’altro questione centrale e di vitale importanza, alla quale la stessa politica di palazzo risponde, da ormai troppo tempo, con un sonoro silenzio e un bricolage fai da te, completamente sconnesso, ma ego- centrato sui segretari, che per questo, assumono più l’aspetto di burattini che di veri leader, e chi mai vorrebbe votare un burattino alla guida della sua vita sociale e lavorativa?

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    • Incredibile, sono d’accordo.
      La logica conclusione del tuo ragionamento dovrebbe indurre a non votare.
      Perché non bastano le idee se poi a portarle avanti non è il migliore tra noi (sistema meritocratico) ma uno qualunque di noi (sistema demenziale oltreché inevitabilmente clientelare).
      La democrazia dal basso se ben strutturata non genera qualunquismo (5S) ma consapevolezza.

      Bello il video del Nespolo, che si limiti a fare brevi video sotto una attenta supervisione, se parla a ruota libera il M5S diventerà più comico della Sega Nord.

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      • @
        Purtroppo la questione a parole è sempre troppo più facile diversamente dal metterla in pratica che in soldoni significherebbe anche, per costoro, perdere e cadere di parecchio in una folla incavolata che ne farebbe volentieri polpette.
        Parli di consapevolezza che si contrapporrebbe ad un qualunquismo banderuola che comunque, potrebbe rivelare aspetti inattesi positivi come mostrare, fino ad esaurimento, la sua flebile vena che non ha saputo trasformarsi in fiume.
        La consapevolezza in una democrazia matura si compone di molteplici sfumature che si infrangono sulla semplicità dell’esistenza e sui suoi valori fondanti, che sono davvero pochi; e questo sembrerebbe essere uno dei motivi cardini che elevano le istituzioni e al contempo le allontanano .
        Mi sembra di ricordare che proprio tu hai scritto sulla vita semplice dei nonni.. e quindi tutto il logorio (accento grave sulla i) nasce da quel surplus osannato dai Mass media e dalle mode, che mai avranno risposte in ambito di partecipazione democratica, ma anzi, alimentano fratture e frontiere di inconsapevolezza con strumentalizzazioni a scopo economico di una ristretta fascia di ben abbienti.

        La politica della sinistra ci ha marciato sopra avvicinandosi spaventosamente alle logiche confindustriali della destra più capitalista e questo, è solo uno dei risultati.

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      • Adesso è molto chiaro. Porelli, che gioco idiota, è tutta una farsa, una messa in scena. Che grulli in costipazione. Il male non esiste, esistono le persone sbagliate che lo denunciano. la piazza è pulita, ci potete mangiare le ostriche e le lenticchie con il cordonblue alle aragoste e vini bianco a fiumi dei russi. Quelli si vanno benissimo , sono sempre buoni, mica Putin a 4000 km di distanza assiepato nel letto d’oro dello zar!
        Intanto la mafia scureggia a tromboni ma voi… Siete sempre nella giusta carreggiata da nord verso sud.. perché il contrario è fatto a scale, chi le scende e chi le sale. CHE ORRORE, NON SCRIVERÒ MAI PIÙ SU INFOSANNIO e la SIM volerà in mare. Così controllerete la pancia della balena e ascolterete se Geppetto, dopo aver mangiato farà il suo ruttino.

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      • E noi civili veneti a farci proteggere dai soldati del meridione. Quale stolta illusione. 👺👹💩💩💩💩💩

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  5. L’astensionismo nasce anche da espressioni del tipo“Gli italiani e le italiane hanno scelto, una scelta chiara e netta, la destra, il governo avrà un governo di destra. Oggi è un giorno triste per l’Italia e l’Europa”.(letta in conferenza stampa)Come commentare una espressione cosi palesemente contradittoria.! oppure la minaccia di Ursula von der Leyen”Se le cose vanno in una direzione difficile abbiamo gli strumenti…” Ursula von der Leyen e di Letta non credono nella democrazia in Italia e quindi denigrano gli italiani che hanno votato in maggioranza per il centro destra?. Perche dovrebbe essere un giorno triste per gli italiani?’ Io dico che un giorno triste per Letta e il PD e Ursula von der Leyen La maggioranza degl’ Italiani hanno deciso diversamente da come io penso e dai miei desiderata.Io non sono felice non ho votato il centro destra.. Chiedo a Letta Leader di uno storico partito della sinistra perchè gli italiani sono tristi? il rispetto dell’ esito democratico del voto..dice centrodestra Letta e i suoi sodali dovrebbero prendere atto art 1 della costituzione italiana e prendere atto che c’è una maggioranza parlamentare ma non maggioranza nel paese ..leggi elettorali e furbate hanno dissuaso gli italiani sulla bonta del loro voto .Bisogna smetterla di cercare di cambiarla secondo loro desiderata e dell’establishment .Ecco perche cresce astensionismo perche da Napolitano a mattarella i governi non hanno mai rispettato la maggioranza degli italiani

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