Se li conosci li eviti

Cariatidi e inquisiti: Giorgia fa il copia e incolla da Silvio. A guardare le facce e scorrere la lista dei candidati del centrodestra, favorito per vincere le elezioni, è questa la sensazione più ricorrente. Giorgia Meloni oggi si presenta come il “nuovo”, la novità […]

(DI GIACOMO SALVINI – ilfattoquotidiano.it) – Un déjà vu. A guardare le facce e scorrere la lista dei candidati del centrodestra, favorito per vincere le elezioni, è questa la sensazione più ricorrente. Giorgia Meloni oggi si presenta come il “nuovo”, la novità che non ha mai governato. Ma dietro di lei si nasconde il vecchio Popolo della Libertà berlusconiano, invecchiato di dieci o vent’anni: un governo Meloni rischia di essere la riedizione dei quattro esecutivi che, dal 1994 al 2011, sono stati guidati da Silvio Berlusconi. A partire dalla stessa Meloni che, proprio tra il 2008 e il 2011, fu ministra della Gioventù del governo Berlusconi IV in quota Alleanza Nazionale.

Per mesi Fratelli d’Italia ha rivendicato di aver costruito una classe dirigente all’altezza. Meloni lo ha spesso ripetuto nei suoi comizi durante la campagna elettorale. Peccato che i volti più noti, candidati nelle sue liste, siano stati riciclati dalla vecchia classe dirigente berlusconiana: a partire da Marcello Pera, che corre in Sardegna e in Campania e oggi consigliere di Meloni sulle riforme istituzionali, che è stato presidente del Senato dal 2001 e il 2006. Renato Schifani, anche lui seconda carica dello Stato tra il 2008 e il 2013, invece è il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Siciliana.

Nelle liste di Fratelli d’Italia, oltre a Meloni, ci sono dieci candidati che hanno ricoperto un ruolo di ministro o viceministro durante almeno uno dei quattro governi Berlusconi. Dal primo esecutivo Berlusconi (1994- 1995), Fratelli d’Italia oggi pesca gli ex ministri Giulio Tremonti (Finanze) e Antonio Guidi (Famiglia). Dal secondo (2001- 2005), invece Meloni, oltre al solito Tremonti (Economia), ha preso i sottosegretari Adolfo Urso (Attività Produttive) e Guidi (Salute). Stessi nomi confermati anche nel terzo governo Berlusconi (2005-2006), mentre dal quarto (2008-2011) Meloni candida addirittura sei ministri e cinque sottosegretari. I primi sono Tremonti (Economia), Ignazio La Russa (Difesa), Gianfranco Rotondi (Attuazione del programma), Raffaele Fitto (Rapporti con le Regioni), Michela Vittoria Brambilla (Turismo) e se stessa (Gioventù). I sottosegretari oggi candidati con FdI sono Urso (Sviluppo economico), Eugenia Roccella (Salute), Andrea Augello (Pubblica amministrazione), Nello Musumeci (Lavoro) e Daniela Santanchè (presidenza del Consiglio). Anche le altre forze politiche del centrodestra hanno attinto a piene mani dai governi del leader di Forza Italia. La Lega ha tre nomi costanti, presenti nel Berlusconi II e nel Berlusconi IV: Roberto Calderoli e Umberto Bossi (Riforme, Semplificazione e Federalismo) e Giancarlo Giorgetti, sottosegretario prima alle Infrastrutture e poi alle Finanze. Sono loro tre i nomi della vecchia Lega Nord oggi con Salvini. Cui va aggiunta Laura Ravetto, sottosegretaria a Palazzo Chigi nel Berlusconi IV in quota Forza Italia e oggi nel Carroccio. Non mancano le stesse facce in Forza Italia. Oltre a Berlusconi, dal primo governo il partito mette in lista gli ex sottosegretari Gianfranco Miccichè (Trasporti) e Maurizio Gasparri (Interni).

Dal secondo esecutivo invece Forza Italia pesca i ministri Gasparri (Comunicazioni) e Stefania Prestigiacomo (Pari Opportunità) e i sottosegretari Miccichè (Economia), Maria Elisabetta Alberti Casellati (Salute), Roberto Cota (Attività produttive). Tutti confermati nel Berlusconi III, mentre il pieno viene fatto da quello successivo che inizia nel 2008 e finisce anzitempo nel 2011 per la bancarotta dell’Italia e gli scandali sessuali: oggi in lista ci sono le ex ministre Prestigiacomo (Ambiente) e Anna Maria Bernini (Politiche Europee) e gli ex sottosegretari Micciché (Palazzo Chigi), Stefania Craxi (Esteri), Catia Polidori (Sviluppo) e Casellati (Giustizia). Non può mancare la lista centrista “Noi Moderati” che candida Vittorio Sgarbi, viceministro alla Cultura nel Berlusconi II, e Francesco Saverio Romano, sottosegretario al Lavoro nel II e ministro dell’Agricoltura nel IV. Chissà che qualcuno non possa tornare a occupare una poltrona di governo anche con Meloni.

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12 replies

  1. Se questa è la squadra dell’Italia del futuro, stiamo freschi. Loro consolideranno i conti in banca (o nella cuccia del cane) per assicurare il futuro a loro stessi, figli e nipoti. Agli altri Italiani, tranne a i loro amichetti, garantiranno uno standard di vita sempre più prossimo a quello degli Albanesi

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  2. Metteranno l aria condizionata nella cuccia del cane ? O gli permetteranno di varcare le auguste stanze dove abitano ? O li lasceranno fuori a friggere nella cuccia a fare da guardiania ai solsi piovuti dal cielo al tempo delle lontane piogge del 95 ?” Its raining money ! Alleluya!”

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  3. Ps. Dalle parti di Capalbio e vigne provinciali c è una famosa frase che si riferisce alla raccolta di quello che per miracolo ( e solo da quelle parti) scende miracolosamente dal cielo ” andiamo tutti a ranare il mare ” che a mietere il grano non vale piu la pena !! Ce lo da gratis la ns alleata Ucraina!

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  4. Che bel “florilegio” di personaggi! Un bel gruppetto di magna magna!! L’elenco degli epiteti sarebbe lunghissimo.. mi fermo qui.. p.s. come dice “virgy”, nemmeno gli altri se la passano bene in quanto a personaggetti!! Vediamo di non farli sedere va’!!

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  5. Come si fa a non conoscerli ….sono 30 anni che ci governano e i risultati li vediamo.
    Non ci vuole molto ad evitarli …basta votare 5e!
    Buon voto raga!

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  6. I PROBLEMI DIMENTICATI
    Lidia Mazzola

    La campagna elettorale dei muti
    Nel chiacchiericcio demenziale di tanti illustri leader, a cominciare dal dimissionario Presidente del Consiglio, spiccano i temi omessi o minimizzati in questa campagna elettorale:
    – Guerra, sue cause, sviluppi e conseguenze per le popolazioni coinvolte direttamente e indirettamente nel conflitto, nel quadro delle sempre più rischiose decisioni adottate in ambito di Governo e di alleanze Atlantiche ed EU
    – crisi energetica, con le annesse speculazioni miliardarie ai danni della popolazione e le sue conseguenze sulla produzione industriale, i redditi medio /bassi
    – stagflazione, ovvero aumento vertiginoso del costo della vita in parallelo alla crisi economica e finanziaria che si sta aggravando sempre di più
    – tassazione, laddove al netto dell’oscena e incostituzionale proposta di Flat tax, niente é previsto per far concorrere a questo collasso economico la parte minimale della popolazione che detiene il 40%della ricchezza (e che continua ad arricchirsi sempre di più)
    – Mafia, nella sua persistente devastazione sociale, economica, finanziaria, etica, legale, favorita ancora di più dal rarefarsi del tessuto produttivo e occupazionale
    – Stato, collassato nei suoi compiti istituzionali di finanziamento, programmazione, gestione, controllo e sanzione delle risorse pubbliche, a cominciare da quelle essenziali di infrastrutture, trasporti, sanità, fonti energetiche e dalla devastante privatizzazione
    -Immigrazione che, anche nell’ambito del quadro di crisi economica e sociale europea, non può essere ancora essere affrontata solo come salvataggio occasionale, omettendo ogni chiarezza ed intervento sulle cause globali che la determinano in modo sempre più massiccio e drammatico
    …….
    Si potrebbe continuare ma non voglio annoiarvi troppo. Voglio però constatare che queste questioni basilari, dalle quali dipende il nostro futuro molto prossimo, con rischi eccezionali sulle nostre vite, praticamente non se ne è proprio parlato. E prendere una decisione elettorale nel mutismo generale diventa davvero difficile.
    Qualche spunto di relativo allarme arriva solo dal M5S (e da Unione Popolare in forma assolutamente minoritaria) . Poco e discutibile, ma almeno lì c’è. E senza ricorrere alla parabola del bambino e dell’acqua sporca, che qui siamo tutti cresciuti, convergiamo su quello. Il resto è solo caduta libera nell’ulteriore, irreparabile catastrofe

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  7. Però dobbiamo fare pace con noi stessi: vogliamo la democrazia, cioè che il popolo tutto si esprima col voto, oppure vale solo se vinciamo noi?

    Teniamo poi conto che i media più influenti e pervasivi sono tutti Dem, e certamente l’ “influenza” americana (eufemismo) sulle elezioni italiane è più sellecita (eufemismo) e “pagante” di quella di qualsivoglia altro Paese, quindi le forze di “sinistra” (diciamo così) sono certamente state avvantaggiate anche in questa campagna elettorale.

    Quindi, anzichè deridere o insolentire gli avversari che sono riusciti (forse…) ad aumentare i loro consensi, sarebbe opportuno chiedersi come mai, per quali ragioni, tutto questo è accaduto. Non è che si sia sbagliato qualcosa?

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