Quisquilie e nullaggini dei politici italiani, per molti di loro un semplice addio…

(Dott. Paolo Caruso) – Mancano ormai poche ore alla chiusura ufficiale della campagna elettorale e calerà il silenzio su quella che è stata definita una competizione elettorale anomala trascinatasi stancamente durante il periodo più caldo dell’estate senza mordente e senza alcun interesse particolare da parte dell’opinione pubblica. Del resto non un sussulto, non uno straccio di programma innovativo e fattibile ha percorso le piazze del Paese ma soltanto lo specchio del degrado della classe politica e dei partiti, ormai vuoti contenitori privi di qualsiasi ideologia e di fermenti popolari in grado di essere fattori propulsivi utili alle trasformazioni che i tempi e la stessa società richiedono. Uno scollamento progressivo e preoccupante tra la politica e i cittadini acuito anche dal senso di marginalità e di crescente impotenza legato alla mancata possibilità di scelta dei candidati dovuta ad una legge elettorale truffa, al basso profilo degli stessi e al persistere sulla scena politica dei soliti personaggi più o meno discutibili che nel corso degli anni senza che si attuasse alcun ricambio generazionale hanno favorito l’occupazione cronica degli scanni del parlamento. Una vera e propria “poltronite cronica” che ha accompagnato negli anni i cosiddetti rappresentanti del popolo che con la loro mediocrità hanno finito per trascinare sempre più in basso le Istituzioni e la stessa democrazia. Il degrado generale della politica trova riscontro in questi giorni nella presenza nei cartelloni elettorali dei soliti visi imperturbabili, fumosi, accattivanti, spesso visi divenuti familiari che provocano solo indignazione e sconcerto agli occhi della gente. Una raccolta quella del Paese Italia colma di immagini sbiadite dal tempo tratte da un vecchio album polveroso della politica, o semplicemente un medagliere in cui si alternano le diverse facce volute dal conio; una faccia brillante con tanti visi di personaggi che hanno fatto grande l’Italia nel mondo, e di contro l’altra faccia della stessa medaglia consumata e sbiadita dal tempo in cui non si riescono più a distinguere le fattezze e i volti ingessati nel grigiore eterno della politica. Ecco questi ultimi volti rappresentano il vero degrado del nostro Paese, infatti senza di loro  il vecchio medagliere del soffitto dei ricordi ritornerebbe di sicuro all’antico splendore. La qualità scadente dei politici italiani e la mancanza di credibilità sono la causa principale del crescente disimpegno dei cittadini, e l’astensione è  la sua naturale conseguenza. Infatti i sondaggi di questi giorni sulle prossime elezioni  danno l’astensionismo al 40% circa, un vero partito ombra con il più alto numero di consensi.  Alle quisquilie della  politica nostrana si associano come da tradizione i commenti preconfezionati delle testate giornalistiche nazionali che sempre più servili al potere cercano di argomentare la loro nullaggine, ed è così che in questa atmosfera soporosa i partiti si apprestano ad affrontare nel silenzio più dirompente la pausa di riflessione in attesa del giorno del giudizio elettorale.  Per molti un doloroso non ritorno, per altri ancora altro giro altra corsa… poi tra cinque anni si vedrà. 

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