Referendum, l’arma totale del Cremlino

(Fulvio Scaglione – letteradamosca.eu) – Chi temeva che dal discorso di Vladimir Putin uscisse una dichiarazione ufficiale di guerra all’Ucraina, ora deve preoccuparsi ancora di più. Non per la mobilitazione parziale annunciata dal Presidente e quantificata in 300 mila uomini (“Con concreta esperienza militare e secondo le specializzazioni richieste dai comandi delle forze armate”) dal ministro della Difesa Shoigu, ma per la decisione di cui questa mobilitazione è solo la conseguenza. Ovvero, la decisione di far svolgere nella Repubblica di Donetsk, in quella di Lugansk e nei territori “liberati” delle regioni di Kherson e Zaporozhye i referendum per l’annessione alla Russia.

L’esito di questi referendum è scontato. Nel Donbass che da dieci anni combatte per la secessione, e nel Sud dell’Ucraina controllato dai russi, i votanti chiederanno l’annessione alla Russia, che prontamente la concederà. Quindi, dal punto di vista di Mosca, questi territori diventeranno Russia a tutti gli effetti. E Putin ha detto chiaro e tondo che “la Russia, quando sente minacciata la propria identità territoriale, ricorre a tutti i mezzi di cui dispone per difenderla. E questo non è un bluff”. Tradotto: se l’Ucraina attaccherà quella nuova parte di Russia (e Putin non a caso ha parlato della “grande Russia storica”), o peggio ancora attaccherà con un appoggio diretto e più esplicito dei Paesi occidentali, siamo pronti a usare le armi atomiche tattiche.

È l’esito drammatico di una crisi in cui tutti i protagonisti hanno giocato al “tanto peggio tanto meglio”. Gli Usa hanno fomentato per lunghi anni il conflitto, come hanno fatto in ogni parte del mondo (dal Caucaso al Medio Oriente) in cui i loro interessi non fossero sufficientemente garantiti. La UE, e in primo luogo Francia e Germania che erano i garanti agli Accordi di Minsk, ha assistito ignava all’incancrenirsi del conflitto nel Donbass, che è diventato di colpo Europa solo dopo l’invasione russa. Il Cremlino si è tuffato in una guerra da cui la Russia, anche se affermasse la propria autorità su una parte consistente dell’Ucraina, non può trarre reali vantaggi. L’Ucraina non ha mai avuto una seria intenzione di affrontare e risolvere il problema del Donbass senza ricorrere all’uso della forza.

Il risultato è questo. Una minaccia di guerra atomica in un mondo già minacciato da una delle crisi economiche più profonde di sempre. In giro, nessuno. Nessuno che abbia un’idea solida di come uscire da questo vicolo cieco. E, quel che è peggio, nessuno che sembri intenzionato a provarci.

Categorie:Cronaca, Mondo, Politica

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14 replies

  1. Lo zio Sam sa bene che nulla può contro l’orso russo, ma sa bene di aver per il collo i governi europei, soprattutto quello tedesco e francese e italiano, nazione ricche da spolpare per il suo sostentamento, obbligate a recidere i legami energetici ed economici vantaggiosi con la RF per diventare dipendenti delle risorse usa, risorse energetiche che ci costeranno dalle 6 alle 10 volte più care più inquinanti e con molte incognite per le forniture,
    Grazie a questa nostra sudditanza l’Europa passerà i prossimi anni in una profonda recensione.

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    • È stato a lungo corrispondente da Mosca, ha seguito la transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi l’Afghanistan, l’Iraq e i temi del Medio Oriente.

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  2. Questo è il risultato di una filastrocca avvelenata iniziata a febbraio, la Nato avrebbe dovuto fin da subito fare un mazzo tanto a Putin e a tutti i puttiniani, tanto cadrà lo stesso prima o poi

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  3. Il presidente Vladimir Putin ha annunciato la mobilitazione parziale di 300 mila soldati: “Useremo ogni mezzo per proteggerci. Non è un bluff. L’Occidente ci ricatta con l’arma nucleare. Sappia che abbiamo tante armi anche noi”.
    Questa è la retorica di UN BUGIARDO.
    Chi ricatta chi?
    Chi ha invaso uno stato libero, sovrano e indipendente per tentare di sottometterlo?
    I bombaroli da divano figli di Pootteen continuano con le loro stxonzate incendiarie.
    Siete rumorosi, molesti e lasciate un tanfo al vostro passaggio che vi isolano dal resto del mondo. Siete dei peti di Pootteen.

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    • Libero anche di ammazzare quegli ucraini che non hanno riconosciuto il governo uscito dopo il colpo di stato di Meidan. Dai Jolly parti anche tu e vai a fare il mazzo all’orso russo. Uomini veri come te sono una risorsa in Ucraina…

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    • Io ti auguro sinceramente di recarti a Donetsk.

      Così potresti avere il pregio di sparire una volta per tutte colpito ‘accidentalmente’ dalle schegge NATO come capita ai disgraziati civili del Donbass. Vai, vai che non ti piangerò:

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