Navi russe nel Mediterraneo: Mosca sfida la Nato

(Federico Giuliani – it.insideover.com) – Navi da guerra, incrociatori e sottomarini, forse anche nucleari. Non si ferma il traffico di mezzi russi nel cuore del Mar Mediterraneo. Se in Ucraina il conflitto prosegue senza sosta, gli echi di quel conflitto si sono estesi sino al Mare Nostrum, dove la marina russa continua a rafforzare la propria presenza. L’obiettivo di Mosca appare evidente: sfidare la Nato, far capire al blocco occidentale che il Cremlino non teme niente e nessuno.

Si va dalle molteplici azioni di pattugliamento degli incrociatori – spesso avvistati nei pressi delle coste italiane – ai movimenti, in incognito, dei citati sottomarini. “Oggi non c’è più nessuna crisi regionale che abbia effetti solo nell’area in cui si determina. Il conflitto ucraino crea tensioni in altre aree”, anche per questo “al momento consideriamo la Russia come una minaccia nel Mediterraneo”, ha spiegato Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, intervenendo al convegno di Limes “le giornate del mare” a Trieste.

La presenza russa nel Mediterraneo

Dicevamo del traffico russo nel Mediterraneo. La situazione è dinamica e in continuo divenire. Fino a pochi giorni fa, nel Mare Nostrum sono stati avvistati diversi mezzi da guerra, tra cui la grande nave antisommergibile Admiral Tributs, l’incrociatore missilistico di classe slava Varyag, due fregare missilistiche, la Admiral Kasatonov e la Admiral Grigorovich, una corvetta missilistica guidata, ovvero la Orekhovo Zuevo e, ancora, due sottomarini Improved Kilo Class, Krasnodar e Novorossiysk. Non vi sono invece certezze per quanto riguarda la presenza del sottomarino d’attacco Magdan e del sottomarino a propulsione nucleare Orel.

Ricordiamo che la presenza di Mosca nel Mediterraneo non è una novità figlia della guerra in Ucraina. Mosca ha infatti rinforzato la base di Tartus, in Sria, ed è presente anche in Algeria e in Libia. Secondo quanto riportato da Itamilradar, nel Mediterraneo centrale, a sud di Creta, sarebbe presente il rimorchiatore della Marina russa Sergey Balk, partito da Tartus e diretto, sembrerebbe, verso l’Algeria.

Le mosse di Mosca

In generale, il Mediterraneo rappresenta un’area altamente strategica per la Russia, a maggior ragione dopo lo scoppio del conflitto ucraino. Innanzitutto perché è la sola e unica via d’accesso al Mar d’Azov e al Mar Nero, attraverso lo stretto dei Dardanelli (non bisogna dimenticare che Mosca ha controlla la fascia che va da Mariupol alla Crimea). Dopo di che, per Putin mantenere una presenza nella regione mediterranea è rilevante in quanto stiamo parlando di una zona centrale nell’ottica del commercio marittimo internazionale.

Abbiamo poi citato la Nato. Nel caso in cui l’Alleanza Atlantica non dovesse trovare ostacoli russi nel Mediterraneo, in caso di massime tensioni, la Russia si troverebbe esposta a possibili attacchi istantanei, anche nucleari. Detto altrimenti, il Cremlino sarebbe sotto tiro. Ecco che piantare una bandierina nel mare Nostrum diventa per Putin una questione vitale.

Difficilmente il presidente russo scatenerà una guerra da queste parti. Eppure, la Russia può comunque creare proeccupazioni, soprattutto se dovesse limitare la circolazione dei mezzi nel Mediterraneo imponendo vere e proprie “bolle“. La minaccia più grande è incarnata dai missili da crociera Kalibr montati sulle navi del quinto squadrone. Questi missili hanno una gittata compresa tra i 1.5000 e i 2.500 chilometri.

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10 replies

  1. Più che preoccuparmi delle navi di passaggio russe mi preoccupo delle 113 basi in pianta stabile sul territorio italiano da parte dell’occupante zio sam

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  2. Ma le navi russe hanno sempre trafficato ne Mediterraneo, dai tempi della guerra fredda che fu.
    Finchè non si avvicinano alle acque territoriali sono liberi di atteggiarsi a sbruffoni. Ma è un atteggiamento pericoloso considerando le portaerei USA, Italiane e Francesi che vi circolano. Con corredo di navi militari spagnole, greche, Britanniche e Turche, fino a prova contraria paese NATO.
    E i Kalibr possono stare tranquillamente nelle stive, perchè le imbarcazioni russe vengono marcate a vista dai sommergibili NATO caricati anch’essi con missili a testate nucleari.

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    • 1) Quando la portaerei (in teoria’ detta “un incrociatore pesante che porta aerei” nello stile della classe Kiev, ma insomma e’ una portaerei) Kuznetsov venne spedita in Siria assieme ad una manciata di navi il senso era quello di mettere il piede tra stipite e porta, ovvero “lascia perdere che sono amici miei”. La Kuznetsov, pensata per acque piu’ fredde del Mediterraneo orienale, andava a diesel, ed il motore faceva pure schifo oltre ad inquinare piu’ della media. Perarltro esperienza con portaerei al confronto con FR, UK e USA praticamente zero perche’ a) la Russia non era una potenza ex-coloniale e b) perche’ c’era ‘na roba di teoria militare detta “mai piu’ lontano di 1000 km”.

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      • 2) La ragione della mancanza di portaerei vere e proprie, tra l’altro, risiede anche in un dettaglio della Convenzione di Montreaux del 1936 che limitava il tonnellaggio delle navi che transitavano verso o da il Mar Nero: se ti segano le gambe all’inizio allora non ci pensi poi tanto e non sviluppi la tradizione ingegnieristica necessaria per far le cose in grande. Insomma, quando la Russia manda navi militari nel Mediterraneo e’ sempre e solo per far vedere. Non e’ che la Marina russa abbia cosi’ tanta esperienza bellica, operativa tipo bum bum, sempre perche’ i Romanov erano, in fondo, dei terroni feudali che non potevano concepire il depredare e l’annetteree ed il fottere gli altri se non come una “crociata” contro quelli che sono ad Est, oltre gli Urali.

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  3. E te ne fai pure un vanto di essere il servo sciocco dello zio Sam?
    Ossia carne da cannone sacrificabili per gli interessi delle lobby delle armi ammeri-cani?

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  4. Trovo davvero irritante che chiunque possa mollare pipponi chilometrici ed io, pur spezzando in due meno di venti righe, trovo il tutto cassato. Raffaele, una bella colite sabato dalle 18 alle 23 e 59 non te la leva nessuno.

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