Ollio & Ollio a Milano fanno finta di piacersi

MA CI SARÀ DAVVERO DA FIDARSI? – Insieme i due celebrano la messa laica per Draghi: “Vogliamo l’agenda Draghi, il metodo Draghi e possibilmente Draghi”. “Carlo, te la tengo io la giacca”. “No, vabbè, non esageriamo”. Alla prova del caldo hawaiano del Centro Superstudio, a Milano […]

(DI LORENZO GIARELLI – ilfattoquotidiano.it) – “Carlo, te la tengo io la giacca”. “No, vabbè, non esageriamo”. Alla prova del caldo hawaiano del Centro Superstudio, a Milano, Carlo Calenda e Matteo Renzi provano a disinnescare con le gag l’obiezione più ovvia di chi li vede lanciare insieme la lista unitaria Renew Italia: ma ci sarà davvero da fidarsi? La domanda tormenta i sonni di renziani e calendiani, diffidenti ciascuno del proprio alleato e consapevoli che a due campioni d’ego così basti davvero poco per mandare tutto all’aria.

Per almeno venti giorni, però, bisogna stare insieme. E allora l’evento milanese è tutto uno sdrammatizzare, tutto un esorcizzare, tutto uno sketch per uscire dall’imbarazzo. “Non c’è stato giorno in cui non abbiamo litigato – mette in chiaro Calenda ricordando gli anni al governo insieme – Il nostro rapporto è persino peggio di quello che pensate”. L’arrivo non è dei migliori. In prima fila ci sono tutti i big – da Maria Elena Boschi a Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, fino a Nicola Danti, Sandro Gozi e Elena Bonetti – ma tra Renzi e Calenda siede Agnese, la moglie dell’ex premier. Che sia una stonatura formale, nella giornata in cui si parla soprattutto del rapporto tra i due, lo testimonia il fatto che a metà evento si corre ai ripari: di ritorno dall’intervento sul palco, Renzi trova libero il posto della moglie, che approfitta della standing ovation per scalare di una sedia.

È finalmente giubilo, i due sorridono, parlottano, ridacchiano. E applaudono convinti in quella che per due ore è una messa laica in onore di Draghi. Renzi, senza false modestie, sente il peso di “dover salvare l’Italia” e rivendica di “essere gli unici ad aver sempre sostenuto Draghi”. Elena Bonetti è in lutto: “Nessuno avrebbe voluto evitare le elezioni quanto noi”. C’è da crederle, visti gli scatoloni col suo indirizzo al ministero della Famiglia. Per gli stessi motivi, Carfagna non si dà pace: “Sono profondamente arrabbiata, non si manda a casa un governo che lavora bene”. E la Gelmini? “Chi ha mandato a casa Draghi (e quindi lei, che lascia il ministero per gli Affari regionali, ndr) dovrebbe vergognarsi”. Chiude Calenda: “Nascerà un fronte repubblicano che ricalcherà l’azione di Draghi. Sarà aperto a Bonino, Cottarelli, Bentivogli, Sala, Giorgetti”. L’obiettivo non è un segreto: “Vogliamo l’agenda Draghi, il metodo Draghi e possibilmente Draghi. Salvini, Conte e Berlusconi non valgono un’unghia del suo piede sinistro”. Il caldo costringe Carlo a una lotta senza posa col sudore. Quando si toglie la giacca sul palco, l’alleato si offre di prendergliela e lui ci ride su, preferendo porgerla a un assistente. La sala è piena – oltre 5 mila persone, altre 100 fuori bloccate dalla polizia – e si spella le mani quando, a fine serata, tutti salgono sul palco. Dopo il “Daje forte” di Calenda, le casse suonano Born to run di Bruce Springsteen. Nati per correre. O per litigare?

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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23 replies

  1. Un bel duo, in effetti. Anche come Bud Spencer e Terence Hill. Ma quelli erano persone serie, questi , buffoni patetici, e quelli che si spellavano le mani , produzione in serie della madre degli imbecilli

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  2. Bellissimo esempio di allevamento 2.0 di SCROFE E PORCI E che teneri i verretti e le scrofette con i loro grugniti che si accompagnano hai PORCI di Orwelliana memoria

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  3. Bisogna ringraziare anche e sopratutto i media che incredibilmente, danno risalto a queste due nullità e al presunto consenso elettorale, addirittura del 5 e passa %. Difficile credere che questi due tangheri sappiano attirare 1 elettore su 20 o anche di più.

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    • questi due tangheri non sono degli sprovveduti. Perché si rifanno così insistentemente a draghi? Si rifanno continuamente a draghi perché nei vari sondaggi i cittadini manifestano un consenso(non so se vero) intorno al 60% verso l’ex BCE. I due contano che di quel 60% almeno un 10% si possa indirizzare su azione+i.v. Secondo me non è un aspirazione campata in aria visto l’appoggio quasi plebiscitario dei giornali più diffusi (corriere, repubblica,stampa insomma i giornali di proprietà dell’establishment italiano e non solo) e la dabbenaggine degli elettori(si bevono quasi tutto quello che gli raccontano i mass-media che sappiamo in quali mani sono). Se solo usassero il minimo di libero arbitrio potrebbero arrivare a capire perché draghi si è dimesso avendo l’appoggio del 70% del parlamento. Io una spiegazione ce l’avrei. Visto che putin pare che sia in grado, dopo sei mesi, di andare, con qualche difficoltà, avanti nella guerra senza eccesivi problemi. draghi che, insieme a jonson, è stato il più strenuo sostenitore europeo della politica americana sulla cecenia, nella prospettiva di un autunno lacrime e sangue, ha creduto bene squagliarsela in vista di una perdita fragorosa del suo prestigio. Avendo egli accumulato errori e ritardi ci ha lasciati col culo per terra salvando il suo. Questi due tangheri sanno di avere a che fare con un elettore medio che di quello che ha fatto draghi o qualsiasi altro governo non gliene può fregar di meno altrimenti farebbe qualche esercizio di maiuetica

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  4. Li avranno invitati tutti a cena ! In altro modo non si spiega il pubblico , tranne che volessero assistere gratis a una piece di teatro buffo ! O come ben detto da Adriano ” le baruffe chiozzotte “

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  5. A questo punto votiamoli in massa, così finalmente questo paese crollerà una buona volta

    Gli italiani peccano in memoria…e molto anche in alfabetizzazione, altrimenti non si spiega come possano questi soggetti raccogliere pubblico (e non pomodori sotto il sole cocente).

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  6. Spero che quei 5000 vengano da tutta Italia e che quindi siano tutto l’elettorato. Per il resto dire che non si manda a casa un governo che stava lavorando bene è una roba di un’ipocrisia unica e sbagliata per due motivi: primo perché stava lavorando bene per loro e non per noi, altrimenti oggi affrontetemmo la crisi senza problemi, secondo perché il governo non è caduto, Draghi si è dimesso. Quindi a mandare a casa il governo ci ha pensato Draghi. Inoltre quella fucina di geni dovrebbe chiedersi se anche accettando la supercazzola del governo dei migliori, chi ha creato una legge elettorale che produce governi instabili? Quindi, tanti selfie all’insegna del feticismo per il piede sinistro di Draghi, sognando di esserne la roba sotto l’unghia.

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  7. C’è qualcuno che prende sul serio questi due? Renzi che sente il peso di dover salvare l’Italia !? Non posso credere che qualcuno li voti.

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  8. i soldi, i soldiiiiii
    Un grande PM disse: seguite il denaro.
    qualche esempio:

    IMPRENDITORI PER AZIONE.
    Molti i finanziamenti al partito di Carlo Calenda. Se da gennaio a giugno aveva incassato donazioni per 294 mila euro, nel solo mese di luglio il pallottoliere è arrivato a 299 mila euro. A differenza degli altri movimenti, che raccolgono soldi soprattutto dagli eletti, Azione basa la
    propria forza finanziaria quasi esclusivamente sui denari di aziende e imprenditori, alcuni
    tra i più noti d’Italia. A luglio ha incassato ad esempio contributi da Pierluigi Loro Piana (50
    mila euro) e dal patron di Yamamay Luciano Cimmino (25 mila euro). E ancora: Lupo Rattazzi , presidente della compagnia aerea Neos Spa, ha donato 50 mila euro, mentre Renzo Rosso , presidente di Otb, la holding che controlla importanti marchi di moda come Diesel, 10 mila: entrambi hanno donato anche a Italia Viva, alleata di Azione alle prossime elezioni politiche.
    ITALIA VIVA. Matteo Renzi invece a luglio ha raccolto 119 mila euro, quasi quanto nei sei mesi
    precedenti. Tra i contributi estivi c’è il generoso finanziere Davide Serra (25 mila euro), Lupo
    Rattazzi (50 mila euro) e il 29 luglio altri 10 mila euro sono arrivati da Renzo Rosso.
    estrapolato da Il Fatto Quotidiano

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  9. Replay. Se dico i Cip e Ciop della politica italiana nessuno pensi a due esemplari studiati dalla rinomata accademia di scienza ornitologica e neanche a due simpatici volatili di un noto fumetto che ha allietato la nostra infanzia. No, con quei due nomignoli intendo, per analogia verosimile ma degradata, due uccelloni gracchianti nel senso di due caxxoni politicanti purtroppo con l’immeritato dono della parola. Non c’è niente di più triste di vedere e sentire due bipedi implumi ma starnazzanti prodotti della fauna politica nostrana che intrattengono una folla di curiosi accorsi in una sala milanese momentaneamente adibita a dependance dello zoo cittadino. Per giunta accusabili di millantato sponsor di una nota personalità dalle inquietanti origini bancarie attualmente in carica alla presidenza del consiglio dei ministri.
    Un episodio che allarmerebbe – per l’eccessiva e smodata performance offerta al pubblico – persino il compianto filosofo Guy Debord scopritore della politica spettacolo che mai aveva previsto una così eclatante nonché cialtronesca conferma della sua teoria.

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  10. Ma lasciate in pace i grandi comici, questi sono 2 SFIGATI pieni di ego e nullapiu, e chi li vota e’ anche peggio.

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