La consapevolezza che ci salverà

(Tommaso Merlo) – Noi non siamo i nostri pensieri. Noi siamo quell’entità che li osserva scorrere nella nostra mente. Questa consapevolezza può salvare la nostra vita ma anche il mondo intero. Dobbiamo smettere di identificarci con la nostra mente e capire di essere quell’entità pacifica e benevola che la osserva. E cioè la nostra anima. Non c’è nulla da credere, c’è da guardarsi dentro e scoprirlo da sé. Una verità che ci riguarda tutti in quanto esseri umani. Senza nessuna distinzione. È conoscenza di come siamo fatti. È comprensione di come funzioniamo. La nostra mente è uno strumento a nostra disposizione e dobbiamo quindi usarlo come tale invece che venirne usati. La dobbiamo osservare, conoscere, educare in modo da sfruttarne le straordinarie facoltà. Ma le redini della nostra vita devono restare saldamente alla nostra anima, alla nostra vera natura di essere umani. I mali che affliggono la vita delle persone come il mondo intero, dipendono da questa dualità rivelata fino dalla notte dei tempi. Le uniche novità di oggi sono il diffuso e profondo malessere esistenziale nonostante livelli di sviluppo mai raggiunti prima ed una estinzione planetaria sempre più evidente grazie ad una potenza autodistruttiva mai raggiunta prima. Ma la causa è dentro di noi, non fuori. È l’identificazione degli esseri umani coi loro pensieri, con la loro mente. La mente alimenta l’ego e cioè quella falsa idea di se stessi e della realtà che ci circonda. L’ego è una forza malefica che ci illude di essere quel corpo mutevole, che ci convince di essere il lavoro che facciamo, i ruoli che ricopriamo, le cose che possediamo, come appariamo. Ma anche il nostro passato e le nostre opinioni, i nostri greggi. La differenza tra chi siamo veramente e cioè anime e quello che ci illudiamo di essere, è una delle miniere principali della frustrazione che poi scarichiamo sul mondo. Ma non solo. L’ego è una forza malefica che ci inchioda a qualche trauma del passato o ci perseguita con qualche fantomatica tragedia o chimera futura. Altra miniera di frustrazione e dolore e quindi di odio e di violenza che poi scarichiamo su noi stessi e sul mondo. Dipendenze tossiche, fughe perenni da se stessi e dalla realtà. Discariche materiali e morali. Ma non solo. L’ego è una forza malefica che ci limita ad una vita materiale e quindi superficiale fatta di soldi e roba e potere e svago. Consumismo di se stessi e del pianeta. L’ego è una forza malefica che ci sprona a competere per accumulare e guerreggiare, che ci sprona ad avere ragione e a giudicare gli altri di continuo per sentirsi superiori. A parlare invece che ascoltare. A prendere invece che dare. A mettersi al centro del proprio illusorio mondo mentale. Il tutto ripetendo fino alla noia i soliti schemi. La mente assorbe e poi replica rendendoci degli inconsapevoli automi. Generando dolore a noi stessi e a chi abbiamo vicino. Senza nemmeno rendercene conto. Una autodistruzione personale e collettiva davvero assurda perché senza nemmeno un ritorno. Consumiamo noi stessi e il pianeta per perseguire una felicità egoistica che invece di garantirci vero benessere alimenta frustrazione e quindi spinte autolesioniste. Un folle e pericoloso circolo vizioso. Per salvarci dobbiamo reagire liberandoci dal giogo dell’ego, dobbiamo evolvere come essere umani e riscoprire la nostra vera essenza di anime. E non c’è nulla da credere, basta guardarsi dentro e attorno per capirlo da sé. Si tratta di capire chi siamo e come funzioniamo in quanto esseri umani. E quando ci riusciremo, riscopriremo il magico mistero della vita e lo onoreremo disintossicandoci di tutte le assurde falsità e banalità egoistiche. Riscopriremo la verità e con essa un solido e costruttivo senso. L’anima è pacifica e benevola e sensibile e altruistica e lungimirante. E quindi in fondo lo siamo tutti noi. Dobbiamo solo tornare ad essere noi stessi. Capendo che non siamo i nostri pensieri ma quell’entità che li osserva scorrere nella nostra mente. Capendo che siamo essenzialmente la nostra anima. Una consapevolezza che può salvare la nostra vita ma anche il mondo intero.

16 replies

  1. Se noi dobbiamo tornare anime, vuol dire che il corpo muore e con esso tutti i suoi bisogni fisici.

    Vai, Merlo, comincia tu.

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  2. Sono circa d’accordo.
    E sarebbe affrontare il problema alla radice, perchè anche se la politica diventa ottima, una vita sofferente resta sofferente, mentre una vita serena resta serena nonostante la politica marcia che ci ritroviamo.
    Se uno migliora la propria vita (renderla perfetta è improbabile) vive meglio come primo utilissimo risultato concreto, e magicamente poi senza sforzo migliora di una virgola anche quella degli altri, per osmosi.
    L’unica cosa reale che possiamo fare per gli altri, penso sia fare qualcosa per se stessi.

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  3. Veramente apprezzabile. Se cambiamo noi stessi, cambia anche il mondo fuori di noi.
    L’ impostazione e’ buddista e vala la pena provarla, dato che tutti gli altri approcci sono falliti e ci stanno portando alla catastrofe.

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    • A questo proposito consiglio i video di Lama Michel Rinpoche. Si aprono e si chiudono con una parte più prettamente celebrativa che nel caso si può saltare, per andare direttamente ai suoi ci contenuti, che non definirei nemmeno insegnamenti perché prima di tutto sono pensieri carichi di buon senso, a prescindere se buddisti o meno.

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  4. Condivido quanto dice Tommaso Merlo. Forse avrei solo limitato l’identificazione dell’Ego in una forza malefica, perché può generare l’equivoco della necessità di un atteggiamento “contro”, mentre, come lui stesso ben dice a proposito del pensiero, l’osservazione mi sembra più adatta per la consapevolezza di cui parla.

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  5. Come il fiume scorre per confondersi al suo esito nell’oceano, l’anima scorre verso il Tutto. L’ego assolutizzato trova invece come meta solo il Nulla. Metafisica? Religione specifica e non o più generalizzabile Spiritualità? Cosmologia ossia Verità scientifica indimostrabile se non per evidenza argomentativa? Cosa importa dover definire in esattezza la solo “intuibile” Poesia della Vita? Forse il contesto non è appropriato o forse si tratta di pensieri che si possono solo assecondare per trarne un qualche giovamento? O forse per discuterne bisognerebbe inserirsi in un contesto “teosofico” puro ossia non politico, ossia per nulla finalizzato al proselitismo? Già detto troppo… Inutile parlarne.

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