Non solo i tedeschi: anche i francesi tengono i piedi in due staffe con Putin

(Marco Dell’Aguzzo – startmag.it) – Stando a un’inchiesta di Le Monde, la società petrolifera francese TotalEnergies è coinvolta nella fornitura di condensato di gas naturale alla Russia, che – utilizzato per produrre carburante per aerei (jet fuel) – potrebbe essere stato utilizzato dalle forze armate del paese nella guerra in Ucraina.

IL RUOLO DI TERNEFTEGAZ E NOVATEK

Più nello specifico, Le Monde scrive che il jet fuel è stato prodotto dal condensato di gas fornito da Terneftegaz, società petrolifera russa di cui TotalEnergies possiede il 49 per cento e la compagnia gasifera russa Novatek la quota restante.

CONDOTTA E DIFESA DI TOTALENERGIES

A differenza delle principali rivali occidentali come Shell e BP, TotalEnergies ha mantenuto i suoi asset in Russia. Ha replicato alle critiche dicendo di non gestire infrastrutture che potrebbero rifornire l’esercito russo.

Ha riconosciuto però la sua partecipazione in Terneftegaz, dichiarando che tutto il condensato di gas prodotto da questa società viene fornito a Novatek (di cui TotalEnergies possiede peraltro il 19,4 per cento) e di non avere né informazioni né controllo sulle vendite di Novatek sul mercato russo.

TOTALENERGIES HA RIFORNITO (INDIRETTAMENTE) GLI AEREI CHE HANNO BOMBARDATO MARIUPOL?

Le Monde ha scritto di essere stato in grado di tracciare “la catena di approvvigionamento dal giacimento di gas di Termokarstovoye, in Siberia, fino a due basi aeree militari (Morozovskaya e Malchevo), ognuna delle quali ospita uno squadrone di aerei da combattimento multiruolo”.

Diverse organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International – riporta Reuters – hanno fatto sapere che i bombardamenti aerei condotti dalla Russia sulla città ucraina di Mariupol, che hanno colpito anche bersagli civili, sono probabilmente stati effettuati da aerei partiti dalle basi di Morozovskaya, Malchevo e da altre nella zona.

L’ACCUSA DI GLOBAL WITNESS

Global Witness, il gruppo attivista che ha partecipato all’inchiesta di Le Monde, ha detto che tra febbraio e luglio scorsi le due basi hanno ricevuto dalla raffineria di Omsk delle quantità di carburante sufficienti a riempire per migliaia di volte i serbatoi di un bombardiere Su-34. Alla raffineria in questione il condensato di gas di Novatek rappresenta l’8 per cento della materia prima utilizzata per produrre jet fuel.

La linea seguita da TotalEnergies – è amministrata da Patrick Pouyanné dal 2014, anno dell’annessione russa della Crimea – dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina è consistita essenzialmente nel congelamento degli investimenti futuri in Russia.

La presidenza francese ha rifiutato di rilasciare commenti sull’inchiesta di Le Monde e più in generale sugli investimenti di TotalEnergies. Il governo aveva precedentemente stabilito che la decisione di mantenere o meno delle attività in Russia spettava alle singole aziende, purché rispettassero le sanzioni internazionali contro Mosca.

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2 replies

  1. Deviante nel titolo e completamente deviato nel contenuto. Come farà in futuro “l’arretrata” Federazione russa a far volare i propri caccia senza il nostro aiuto occidentale ? Resteranno senza aviazione .

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  2. Lasciamo perdere le congetture e i “probabilmente”: con i mezzi e la tecnologia che ci sono ora, si può sapere anche dove un bambino calcia la palla. Figurarsi da dove, se e quando partono o non partono gli aerei.
    Soprattutto la pantomima sulla centrale nicleare ( chi colpisce cosa) è assolutamente ridicola. Tra l’ altro i russi l’ hanno costruita e sanno benissimo gestirla: il problema è che gli Ucraini temono che vanga rallentata l’ erogazione dell’ energia prodott, di rimanere senza, per questo gridano alla “catastrofe nucleare” che i Russi non hanno alcuna intenzione di provocare (“abitano” lì vicino, tra l’ altro…)

    Solita visione occidentalocentrica: nessun altro Paese al mondo sarebbe in grado di rifornire i jet russi? Neppure i russi stessi? Suvvia…

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