Il silenzio delle Authority tv

Nel silenzio delle Authority tv non c’è da stupirsi se Letta e la Meloni si organizzano il confronto da Vespa

Il silenzio delle Authority tv

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Scrivo questo fondo mentre esco da Rete4 dopo una trasmissione sul Reddito di cittadinanza. Dopo quattro anni di fango su questa che resta una delle migliori cose mai fatte dalla politica italiana per i cittadini fragili, ero preparato all’effetto campagna elettorale.

Le destre originali (Meloni, Salvini e Berlusconi) e quelle di complemento (Calenda e Renzi) in caso di vittoria devono cancellare all’istante il sussidio, perché su 900 miliardi di spesa pubblica (all’anno) ciascuno di loro vuole riprendersi gli 8 miliardi del Reddito.

La Lega e Forza Italia vogliono farci il ponte di Messina, Fratelli d’Italia vuole ricomprare la Telecom, il quarto polo (falso pure nel nome, perché semmai è il quarto) li ha già promessi alle imprese amiche.

Alla vecchia politica, d’altronde, delle persone povere non è mai interessato niente, tant’è che hanno fatto diventare quasi indigenti milioni di precari e di assunti con stipendi da fame.

Così in tv viene superato il segno, rappresentando adesso il Reddito di cittadinanza in modo criminogeno.

La prova provata che chi ha fatto qualcosa per i poveri ha sbagliato tutto, e perciò è meglio tornare a fidarci chi non ha fatto niente (per dare ai soliti noti quanti più soldi possibile).

Campagna elettorale, dicevo, tale e quale a quanto si vede su La7, mentre in Rai se resta tempo dopo le fiction e i giochini si parla di queste stesse cose col misurino dei partiti.

In questo modo, la tv pubblica che doveva bilanciare il racconto dei privati, non solo non lo fa, ma chi si batte sul serio su questi temi lo scarta proprio.

Certo, poiché La Notizia è l’unico giornale che scrive dello stipendio di Vespa sopra le soglie dobbiamo metterlo in conto che in dieci anni di vita non siamo mai stati invitati. E lo stesso accade per quasi tutte le altre trasmissioni.

Persino Conte a un certo punto si accorse dell’anomalia Rai, e vietò ai 5S di andarci. Durò poco, perché ormai il Movimento aveva perso la presa, e dopo aver mancato uno dei punti chiave del programma – la legge sul conflitto d’interessi – ormai a viale Mazzini non contava più niente.

Normale dunque che Letta e la Meloni si organizzino le puntate con Vespa. Molto meno il silenzio delle Authority di garanzia.

7 replies

  1. Scusa Gaetano
    Ho visto frammenti della trasmissione ieri sera su rete4.
    Con quel percettore del reddito che sghignazzava in faccia ai destri che gli facevano la morale dall’alto di una loro non meglio precisata propensione alle dure fatiche del lavoro.

    A me sembrava tutto ben costruito per degradare ai minimi livelli l’importanza del RdC.
    Uno spettacolo, una sceneggiata deprimente.

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  2. Il “testimonial” del RdC preso da Rete4 è scelto proprio per rendere sgradevole il percettore e la misura. Mica prendono, che so, la mamma di quella bambina siciliana cardiopatica ( la sua storia l’ha raccontata FiloRosso di Zanchini) col marito che ha perso il lavoro. No, perché creerebbe empatia. Meglio parlare delle bande di rumeni con la loro truffa sul RdC o dare voce ad un imbecille. La stragrande maggioranza di persone che hanno potuto cavarsela in questi 2-3 anni grazie al Reddito, senza speculare, evitando di finire “sotto i ponti” non fanno scalpore. Lo scalpore che serve a giustificare lo smantellamento della misura.

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  3. Stamani su Omnibus ho sentito la giornalista di LA7 chiedere ad un esperto del Rosatellum se ha senso votare M5S dato che se non raggiungi il 15% all’uninominale, il voto è perso. Non è meglio votare direttamente Letta o Meloni, voto utile, ha chiesto la giornalista. Alla giornalista de LA7 non le è venuto in mente che magari il M5S arriverà al 15 %? E non le è venuto in mente che sarebbe stato più appropriato citare Azione, che nei sondaggi è al 5%, per dimostrare la sua tesi del voto utile?

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