Vinalia, sull’ubriacatura dello stile, del perlage e del gusto della nuova aristocrazia guardiese

(Raffaele Pengue) – La Pizzica, il Jazz, le luci, i calici “a devozione”. In agosto, a Guardia, i suoi abitanti festeggiano il loro compleanno collettivo: Vinalia. Vinalia, un incrocio tra arte e esperienza palatale che con gli anni ha conquistato tutta l’intellighenzia-bene di questa antica comunità. Perché, come dal cibo, Guardia è ossessionata dai vini. Da quando il guardiese ha scoperto, poi, che c’è una bella differenza tra l’essere semplici produttori e l’essere wine-addicted, beve vino (e bollicine) tutto il giorno e in tutte le occasioni. Il vino è per lui il rotondo contenuto di un’esperienza, il liquido distintivo del saper vivere. D’altra parte, quello che un tempo era un agricoltore benestante è oramai un enonauta, avendo seguito, tra gli altri un corso di sommelier in Cantina, dove la febbre del vino ha attecchito al punto che adesso i vini del territorio sono quasi alla pari dei più cari ma anche preziosi vini toscani, piemontesi, veneti e umbri, ecc… Ama essere circondato dal vino, il guardiese, dalla sua aurea pregiata, dorata o damascata, antica e rara. Il vino è diventato per lui è qualcosa da guardare, come disse l’esperto giornalista sulla piazza d’armi del castello, durante l’ultima Vinalia, nel corso di una cena (o meglio, come è d’uso dire, uno show cooking), davanti a un centinaio di ospiti, tra cui molti dal bel mondo. Con il menu recitato a voce per evitare la carta. Per il wine taster locale il vino si misura anche, e soprattutto, dalla degustazione verticale di più annate, in modo da avere contezza di un filo conduttore dal punto di vista organolettico e gustativo: la capacità di lettura e traduzione delle caratteristiche peculiari di ciascuna annata, diceva, è sintomo del carattere e della individualità del prodotto capace di colpire l’assaggiatore. Siccome sacerdote di questo nettare, il wine taster, durante la cena rivelava ai fortunati seguitori l’estatico privilegio di sentire il vino. Con un’espressione misterico-cosmetica lo presentava e svelava: “…il vino che berrete questa sera sorge dalla terra, innalzato da braccia operose verso la luce e il cielo. Un vino che parla di sole e di iodio; in bocca è composto, non cede all’annata, c’è freschezza, soprattutto l’alcool è perfettamente inserito, molto morbido all’attacco, ma subito fresco, con lunga sapidità e ritorni balsamici freschi intensi, cenni minerali – grafite, pirite? forse -; colpisce la profondità, ha tannino di grana finissima, perfettamente risolto, con grande tensione ed eccellente equilibrio”. Decantata Vinalia. Quello che però nessuno dice, tantomeno l’intellighenzia-bene e i “maestri di festa” è che oggi Vinalia fuori dal recinto del castello è soltanto una Bacchanalia girata tra i vicoli e le piazze e di Guardia. Una festa patronale dove i patroni sono ben due: il vino e il cibo. Dove i luoghi più tipici del paese sembrano soltanto i padiglioni di una fiera; cerchi una cantina del territorio e non la trovi, cerchi un prodotto tipico e non lo trovi, cerchi la tradizione e trovi la globalizzazione. Celebrata Vinalia. Una specie di notte bianca e global in versione suk. Capisco che si possa dedicare una manifestazione al prodotto principe del territorio, il vino, ma Guardia non merita di diventare la ripetizione dell’uguale, del globale, deve riportarci al racconto di un’identità che si chiama territorio ma anche tradizione. Non possiamo far diventare Guardia soltanto la location di un mercatino globale. Una comunità come Guardia, ha bisogno di occasioni per aprirsi al mondo e di occasioni per ritrovare e proporre il proprio habitat, la propria casa. Abbiamo bisogno di ritrovare e presentare al mondo ciò che è nostrano e inconfondibile. Ogni cosa al suo posto, secondo il suo tempo.

1 reply

  1. Sfida a playback

    Omar Simpson che guarda un camper volante in un cielo di luna piena .
    Quando il planisfero catapulterà su Omar Simpson la sua altra delicatezza, ma anche sulla sua testa. Sarà troppo tardi.
    The Day After , il giorno PRIMA

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