Perdere le elezioni: l’operazione Letta

In questo clima da seconda guerra fredda per il leader Pd da una parte ci sono gli “europeisti-atlantisti” schiacciati su Usa e Nato, dall’altra i “putiniani” di destra e dei 5 Stelle che vorrebbero disfare la Ue. Prima ancora che cominci la campagna elettorale possiamo dare per scontate due cose […]

(DI BARBARA SPINELLI – Il Fatto Quotidiano) – Prima ancora che cominci la campagna elettorale possiamo dare per scontate due cose: la vittoria delle destre e con essa lo stravolgimento presidenzialista della Costituzione, ottenibile con una maggioranza di due terzi senza bisogno di referendum.

Tutto fa pensare che il guazzabuglio elettorale confezionato da Enrico Letta lo sappia, l’accetti, forse perfino lo voglia. Che il Pd finga di voler vincere, quando invece si è tramutato non solo in partito centrista ma in un ufficio di collocamento che spartisce seggi con partitini affamati di posti e visibilità in TV. Come nel 2008 quando Veltroni affossò il governo Prodi e oppose all’Ulivo la “vocazione maggioritaria” del Pd, con l’intento/speranza di divenire primo partito italiano ma perdendo clamorosamente le elezioni.

Se così non fosse, se esistesse una coalizione dotata di un minimo di realismo e decisa a combattere seriamente le destre, la storia del dopo-Draghi non sarebbe sfociata nelle scemenze di questi giorni, che alcuni nobilitano chiamandole suicidio. Innanzitutto Letta avrebbe ripreso i contatti con Conte, non insisterebbe nel giudicare imperdonabile un atto di sfiducia che senza lo strappo di Lega e Forza Italia non avrebbe privato Draghi della maggioranza, non avrebbe adescato con qualche seggio Bonelli e Fratoianni (il quale di sfiducie ne ha espresse cinquantacinque) dando a credere che incorporando Fratoianni si allarga a sinistra. Dal vicolo cieco di veti e controveti si poteva uscire imboccando la via di un’alleanza elettorale fra diversi, Conte compreso, e però unita da un pensiero dominante: proteggere la Costituzione da sovvertimenti più volte bocciati dagli italiani. Nel guazzabuglio mancano sia il principio di realtà sia il pensiero dominante.

Ma soprattutto, il Pd non avrebbe scritto con Calenda il patto politico-ideologico che vede un partitino e un leader dai toni sguaiati esercitare un’inaudita egemonia culturale sul Pd. Ora si capisce come mai Letta si sia incaponito per mesi a definire “largo” il campo con 5 Stelle, rifiutando l’aggettivo “progressista” preferito da Conte o Bersani. Perché già lavorava a un neocentrismo che non contemplasse più la divaricazione fra destra e sinistra (fra Agenda Draghi e Agenda Sociale) ma introducesse uno spartiacque perdente: lo scontro di civiltà.

Lo spartiacque di Letta e Calenda si adatta alla seconda guerra fredda: da una parte gli “europeisti-atlantisti”, che abbracciano incondizionatamente il riarmo anti-russo deciso da Washington e Nato; dall’altra i “putiniani”, di destra e 5 Stelle, che secondo Letta e Calenda si accingerebbero anche a disfare un’UE già parecchio disfatta per conto suo. Draghi sarebbe stato addirittura silurato dal Cremlino, come ha scritto La Stampa per via di una domanda piuttosto banale rivolta da un funzionario dell’ambasciata russa a un rappresentante leghista (“La Lega intende uscire dal governo Draghi?”).

Non a caso Letta ha evocato come riferimento le elezioni dell’aprile 1948. Riferimento ominoso, visto che anche allora si sbandierò uno scontro di civiltà: i comunisti italiani, con cui fino a gennaio si era scritta la Costituzione, venivano dipinti nei manifesti elettorali come scheletri vestiti con l’uniforme dell’Armata Rossa.

Un altro elemento dello spartiacque centrista è rappresentato dall’apologia dell’Agenda Draghi. Subito dopo la caduta del governo il PD l’evocò con prudenza, ma su spinta di Calenda l’Agenda è ora il nerbo del patto fra i due autoproclamati frontmen della campagna (Letta e Calenda), accendendo paturnie ininfluenti in Fratoianni che entra nel cartello spacciandolo per centro-sinistra. Saranno draghiani “il metodo e l’azione” – dice il patto con Calenda – e l’adesione incondizionata alla Nato contro Russia e Cina.

La scommessa di Letta, e ovviamente di Calenda, è che il mini-partito Azione diventi maxi pescando voti a destra. Scommessa inane: le destre sarebbero forse indebolite, almeno al Senato, all’unica condizione di un fronte con 5 Stelle. A Calenda Letta ha regalato uno spazio un po’ meno sproporzionato nei collegi uninominali (24% invece dei 30 promessi) e i camaleonti Di Maio, Gelmini, Carfagna ricevono regalucci. Fratoianni e Bonelli, ottusamente inghiottendo i controsensi di Letta (“Siamo separati ma compatibili… questo patto non è di governo”) si sono infine accontentati di porticine di servizio. “Senza intesa parliamo con Conte”, suonava per qualche ora il ricatto di Fratoianni, non seguito da Bonelli che è fervente atlantista come tutti i Verdi europei.

Col passare dei giorni appare probabile che Draghi sia stato il vero artefice dei presenti garbugli, avendo voluto dimettersi a ogni costo nonostante disponesse di una maggioranza solida e assecondato da Mattarella. I motivi, scrive Giovanni Di Corato nel blog Econopoly, sono sia geopolitici sia economici. Sempre più italiani son contrari all’invio di armi all’Ucraina, dunque meglio andare al voto subito invece che fra un anno, specie se la guerra continua e se Washington apre un secondo fronte contro Pechino, dopo la dissennata visita di Nancy Pelosi a Taiwan.

Intrecciata con la geopolitica c’è poi l’economia: Draghi prevede nuvole, ma sarà uragano. Perfino Giorgia Meloni è in allarme, dice che Draghi “è fuggito”, chiede tramite Guido Crosetto patti anti-crisi con l’opposizione futura. L’Agenda Draghi è fedele al neoliberismo; liberalizza i contratti precari sottopagati; ha scritto riforme della giustizia che intaccano l’autonomia della magistratura e accorciano arbitrariamente i processi; smantella le misure sociali introdotte dai governi Conte (reddito di cittadinanza, decreto dignità, superbonus per l’edilizia). Quanto al salario minimo, il ministro Pd Orlando non fissa cifre e chiede accordi preliminari con le parti sociali, fin qui contrarie o riluttanti. Il disegno di legge sulla concorrenza, infine, liberalizza senza vincoli normativi, a cominciare dai trasporti Uber e dalla privatizzazione dell’acqua, respinta in tre referendum. L’aumento delle spese militari colpisce settori come sanità, scuola, ricerca, e il Welfare inviso alle destre. Nessuna considerazione, infine, per le proteste bipartisan contro il rigassificatore a Piombino, piazzato alle banchine del porto e non a 22 km dalla costa come a Livorno.

Calenda arriva a dire: sì a rigassificatori e termovalorizzatori, “se necessario militarizzando le aree”. Se questi sono i piani e il linguaggio del neo-centro, a opporsi da sinistra non resta che il “campo giusto” di Conte.

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24 replies

  1. Calenda è molto peggio anche di Renzi. Chi l’avrebbe detto.

    Ma ancora più schifo fa Lettaman, che è tornato dalla Francia debitamente riprogrammato per la sua carriera futura di servo NATO e di Confindustria.

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  2. Immancabile standing ovation a Barbara Spinelli. 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
    Una delle poche voci luminose nel buio.

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  3. Da Letta puoi aspettarti come minimo che perda le elezioni, un assorimento di candidature senza qualità, nè identità, insomma un melting pot come piace a lui, però… a una analisi più attenta, non è così importante chi vinca, le cose da fare sono quelle, ovvero, far vincere la Meloni, è lo stesso, appoggiarla dall’esterno sull’agenda liberista. A questo punto, a che serve un partito identitario con idee precise su una linea chiara? Non serve. Serve invece un’accolita di draghiani di qua e di là che appoggeranno le politiche di smantellamento da consolidare nel paese, i più affidabili sono i venduti (che ha comprato), per questo li ha imbarcati, sono i più fedeli alla linea.
    Più cinico oltre ogni previsione

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  4. A questa massa informe di subumani non dovremo nemmeno fare la fatica di regalare loro la corda per impiccarsi. Se la sono già procurata da soli.

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  5. La mente grigia dello Zio, vero stratega, è riuscito a portare la dx a stravincere. Il 26 settembre il Nipote dichiarerà: tutto a mia insaputa. La Sorbona attende, si come l’Africa il Verme.
    “Il Bel Paese”

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    • Tutti fuori dalle b. E anche basta ci avete sfrantumato le orecchie a dire ca. Volare da mane a sera ! Letta torni a Parigi con l amico Gozi , e Veltroni un bel traghetto o barcone prr l Africa ! Se ne vadano a ciucciare in altri paesi , qui hanno già fatto il pieno da anni , e non se ne può piu! Nel viaggio si portino anche le loro creature : Renzi e Calenda !una bella crociera e senza ritorno !!

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  6. Accordo di governo con calenda,accordo per difendere la costituzione( quindi non per governare) con sinistra e verdi( a loro sta bene? Per un paio di seggi?), emarginazione di Conte ( l’unico che poteva dare qualche speranza di addolcire la sconfitta, comunque meglio così per i 5S); risultato: governo draghi con PD,calenda,Bonino,di Maio,forza Italia,lega senza Salvini e…Renzi (visto che ora tutti lo schifano il 3% lo otterrà)

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  7. Non mi ricordo chi lo scrisse, ma il motivo più plausibile di quanto sta avvenendo è ancora quello di rendere Conte e il M5S assolutamente ininfluenti e privi di qualsivoglia posto di potere. La destra vince a mani basse e l’accozzaglia di Letta farà l’opposizione. Si spartiscono tutte le poltrone e i posti dirigenziali e tanti saluti ai 5S che potranno sbracciarsi inutilmente quanto vogliono. Missione compiuta e spartizione del bottino assicurata.

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    • Il tuo ragionamento è giusto ma come ho letto in un altro commento la legge elettorale c’entra nulla saranno sempre gli elettori a decidere.
      Io credo che la situazione sia più che chiara. Alla fine non ci si potrà più lamentare dei politici la responsabilità sarà solo dei cittadini. Se l’Italia (paese a civiltà limitata vedi Sylos Labini) affondera’ sarà solo colpa degli italiani.

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      • E la mega propaganda anti Conte e M5S non ce la metti? Purtroppo sono pochi gli italiani informati. Nel 2018, nonostante la campagna contro, il Movimento aveva dalla sua la novità e il voto di protesta. Oggi i media sono stati molto attendi a demolire per bene proprio questi due aspetti oltre che demonizzare e denigrare anche le cose buone fatte. Sono poche le persone che ragionano con la propria testa, normalmente si fanno facilmente abbindolare dai luoghi comuni tipo che il RdC lo prendono i fannulloni poltronari. Il M5S in questa tornata, bene che vada, prenderà si e no l’8%, e col sistema dei collegi uninominali avrà meno parlamentari ad esempio di Bonelli col suo 2-3%.

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      • Ma perché nonostante il tuo ipotetico 8% continuano a batterla con Conte di qua Conte di là? Guarda che molta gente non legge più i giornali non guarda più questi penosi programmi di approfondimento si informa attraverso altri canali. Io non sono così pessimista. In Francia i media erano tutti con Macron eppure…..

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      • Il mio pessimismo si basa anche su quello che sento intorno a me. Ce l’hanno tutti a morte col M5S, e non ne comprendo il motivo, e dicono che l’unica coerente è la Meloni, come se coerenza fosse sinonimo di buon programma.

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      • Può essere che siano elettori di destra. Meloni Brrlusconi e lega hanno già governato dal 2008 al 2011
        e abbiamo visto come è finita. Sicuramente M5S ha commesso molti errori ma ha fatto anche cose buone.
        Purtroppo in Italia lo sport del capro espiatorio è molto
        diffuso. Non vedi che Conte è responsabile anche per la fame nel mondo? Ma c’è anche tanta gente che non ha buttato il cervello all’ammasso.

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  8. Un buon modo di contrapporsi a questo fronte neoliberista di Calenda che si è attaccato come un sanguisuga al centrosinistra, è rendere noti e pubblicizzare i collegi uninominali in cui Azione avrà i candidati. Almeno.in tali collegi gli.elettori di PD e SI potrebbero.mettersi una mano sulla coscienza della propria anima.di.sinistra e per una volta votare altrove

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  9. “Prima ancora che cominci la campagna elettorale possiamo dare per scontate due cose: la vittoria delle destre e con essa lo stravolgimento presidenzialista della Costituzione, ottenibile con una maggioranza di due terzi senza bisogno di referendum.
    Tutto fa pensare che il guazzabuglio elettorale confezionato da Enrico Letta lo sappia, l’accetti, forse perfino lo voglia.”

    In effetti, è probabile che a Letta non dispiaccia per niente il presidenzialismo.

    Forse già si vede il Macron d’Italia, candidato di un fronte che va da Giorgetti a Fratoianni.

    In realtà, la follia del momento è che potrebbe persino vincere!

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  10. Ho scritto le stesse cose ieri in una mail ad amici, che mi hanno inviato a pubblicare commento in merito su infosannio.com. …..sono giorni che avverto quale sia il vero obiettivo di questa farsa elettorale: una repubblica presidenziale a guida Draghi!
    Ovviamente applausi a Barbara Spinelli!

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  11. Mi hanno invitato. …scusate
    Aggiungo che il percorso della modifica della Costituzione in repubblica presidenziale associata ad un governo di destra , in grado di ogni possibile repressione, è iniziato molto tempo fa……come si è svolta e precipitata la crisi, con Draghi che se ne va, per poi rientrare come futuro presidente della Repubblica presidenziale, una volta approvata la modifica, grazie ai due terzi del parlamento gentilmente offerti dalle liste piddine, risponde ad un preciso ordine Usa , che in vista della guerra mondiale e del nuovo ordine mondiale, non può ovviamente permettersi paesi democraticamente contrari al suo interesse!

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  12. Carmen, non è Letta ad elaborare il pensiero, ma quel potere più o meno occulto, nazionale ed internazionale. ….che oltre ad elaborare pensieri articolati, è capace di tutto. …ma proprio di TUTTO !

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  13. Piu’ pericoloso del presidenzialismo e’ l’astensionismo, ma nessuno se ne cura. Se va a votare solo il 40% degli aventi diritto la democrazia si uccide da sola, senza bisogno di un superpresidente

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  14. Quando poi leggo della signora fratoianni, mi viene quasi quasi, per voto di genere femminile, di votare la melone

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